sabato, dicembre 17, 2011

Natale 2011


Alcuni versi molto liberi,
dedicati a chi ancora crede
che il mondo è un posto meraviglioso.



Frut

Frut,
fra pôc tu tornarâs achì
immancabil a l’apuntament an dopo an.

Tal vevi za dìt che no l’è un biel puest
Chest no l’è il paradîs ma la tiere dai òmps.

No tu âs nuie ce fà achì
Tra coròs e disonèsts, tra puars e malâs

A nuie servirà il to’ esempli di Re nassût t’une stale
Plui puar dai puars, plui Re d’ogni Re teren.

La int a’ perdude le rason de so umanidâd.
No và plui indenant come tu i às insegnât.

E ùl imitati in te ricjece, in tal podêr sore la int
Ti àn fat deventâ un’icone d’aur e d’arint.

Ancje i puars a robin, si frein l’un l’atri
Pa’ le sperance un dì di diventà siôrs come i guviernants che ci umilîn.

No tu âs plui nuie d’insegnà a cheste int cjaltrone
Le cui uniche invocazion a Diu e jè di multiplicâ l’aur e l’arint.

Frut,
fra pôc tu tornarâs achì
e al puest de fornarete tu cjatarâs l’escort,
al puest dei Magios tu cjatarâs berlusconi e putin
(Il tierç l’è muart l’altri dì).

No tu às nuie ce fà achì
Nome spetà che la Nature cjapi il sopravent
(Magari judade da la man di Diu to pâri)

Torne stele dal firmament
Reste lassù e spete
Nol mancjerà tant
Tu pôs scometi le corone di Re.

A proposit, trop valie le corone, di gracie?

m.s.

lunedì, dicembre 12, 2011

Understatement

Una notizia defilata, questa de La Nuova Sardegna che rischia di non essere vista se dalla colonna principale non ci si sposta più a destra, tra quelle meno risonanti.
Eppure, è una notizia che merita molta considerazione, invece altri quotidiani non ne fanno menzione, e vien da chiedersi perché.
Il fatto in se qualcuno potrebbe trovarlo insignificante, ma si sbaglia.
Se l’Italia, la Sardegna, sono nello stato in cui si trovano, è proprio grazie a fatti del genere, a cui purtroppo siamo abituati e non ci facciamo più caso.
E’ talmente difficile l’emersione a galla di queste vicende che quando succede è una grande vittoria.
E’ un peccato non darle il meritato successo, poiché potrebbe rappresentare un esempio per chi sa, e innanzitutto può, scoperchiare i pentoloni in ebollizione in ogni ente pubblico, sia istituto d’istruzione o amministrazione pubblica.

Tutti, ma proprio tutti, siamo a conoscenza di fatti simili, a ogni livello: dal dipendente che entra in ufficio, timbra l’entrata e se ne va per tornare solo a timbrare l’uscita. Dei titoli mirati per l’assunzione dell’insegnante nei progetti extrascolastici. Della mancata affissione all’albo pubblico dei CONSUNTIVI di bilancio riportanti tutte le entrate e le uscite, anche quelle private, a scapito della trasparenza per un distorto uso della privacy. Passaggi di ruolo e di qualifica. Assunzioni di consulenti. Dimissioni e assunzioni pilotate. Ristrutturazioni milionarie. Gestioni truffaldine. Contratti farsa. Sindacati muti e zitti, perché così va il mondo.
La vita pubblica è talmente farcita di disonestà che tutto appare lecito.

Ma siamo noi che alla fine paghiamo le conseguenze di tutto questo. Noi cittadini qualunque, lavoratori dipendenti, disoccupati, pensionati. Noi che sappiamo tutto perché non siamo fessi, ma non possiamo fare niente perché ci hanno tolto i mezzi per far valere i nostri diritti e i LORO doveri; non abbiamo appoggi nelle stesse istituzioni, al contrario si viene perseguiti, minacciati, mobizzati con lo spauracchio della denuncia e allora chi di noi ha i soldi per imbarcarsi in vicende giudiziarie?
Possiamo solo sperare in altre persone come Michela Murgia, con possibilità e coraggio, vere mosche bianche della società.

Alla fin fine, l’Unità d’Italia si ritrova solo in questo: abuso d’ufficio, concussione, corruzione, malversazione, peculato. Da nord a sud, da est a ovest. Milioni di soldi spesi per festeggiare un millantato credito a cui nessuno crede ma che è realtà quotidiana in tutto il Paese.

giovedì, dicembre 08, 2011

Votati al sacrificio

Santa Teresa, Valle della Luna.

Facile capire che qualsiasi governo fosse subentrato a quello del bunga-bunga, avrebbe avuto grandi difficoltà con le casse erariali al minimo storico.
Ed anche che i più fossero pessimisti, visto l’andazzo della politica italiana.
Non mi aspettavo proprio un gran che, dal professor Monti.
Immaginavo (poteva esser diversamente?) che ci avrebbe ulteriormente tassato.
Non mi aspettavo però nuove ipocrisie, nuove ingiustizie e sperequazioni.

La nuova ministra Fornero piange nel mentre vara la riforma che aumenterà l’età della pensione.
Mi dovrei impietosire? Ma per chi? Per me che dovrò lavorare altri anni, sborsare altri soldi in tasse per mantenere le pensioni di questi signori; o per la sua sensibilità?
…azz!
Ad oggi i dipendenti della Regione Sicilia vanno in pensione con circa 20 anni di contributi.

Premi per chi assume donne o giovani under 35.
Il governo dovrebbe spiegare come si fa a non compiere il trentacinquesimo anno.
Si è già visto il funzionamento degli sgravi fiscali per chi assumeva giovani fino a 32 anni. Un fallimento. Le imprese assumevano giovani che, una volta maturata l’età critica, venivano immancabilmente licenziati.
Giustissimo dare lavoro ai giovani. Ma quanti sono in Italia i disoccupati o addirittura in cerca di primo lavoro dai 35 anni in su? E i padri di famiglia rimasti senza lavoro?
A 35 anni in Italia si è già vecchi nonostante si debba lavorare per almeno 43 anni per acquisire il diritto ad una pensione che, non facendo i politici, per la maggioranza dei cittadini sarà quasi a livello di povertà.
Un’assurdità. Una discriminazione assurda. Il lavoro si dà a chi lavora, a chi ha capacità e volontà, non in base all’età e al genere.
Basta questa norma a rendere il nuovo governo solamente la bella copia del precedente, poggiando i fondamenti per nuove disparità sociali.


Prelievo sui capitali scudati
Al momento il prelievo è certo solo sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, con l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, l’Iva, le accise su benzina e gasolio.
Gli evasori fiscali, i possessori dei capitali scudati, coloro che le tasse le han pagate come gli pareva, evadendo, appunto, truccando, falsando i bilanci, premiando chi chiudeva gli occhi invece di sorvegliare; costoro non hanno alcun interesse a far rientrare i loro grassi capitali proprio ora. Con buona pace nostra che pagheremo (come sempre) anche per loro.

Liberalizzazioni degli esercizi commerciali
Avremo sempre tempo per fare la spesa, anche a notte fonda, se il negoziante lo riterrà remunerativo. Ma i commessi che dicono? Le cassiere, i magazzinieri, tutto il popolo che lavora con turni massacranti, per quei 2 o 3 acquirenti che s’accorgono all’ora di cena d’essere senza grissini? Senza contare che gli ipermercati multinazionali potrebbero sorgere come funghi, con una concorrenza senza freni e sleale nei confronti dei piccoli negozianti che, se già non l’hanno fatto, chiuderanno a breve.
Di buono questa manovra permetterebbe a quei dipendenti statali che finora fanno la spesa in orario di servizio, di poterci andare tranquillamente la sera. Ma chi glielo fa capire?

Liberalizzazione degli ordini professionali
Fra le “fumose” liberalizzazioni degli ordini (vorrei fossero più chiare), ci sarà quella delle tariffe professionali. Cioè, se un lavoratore dovesse far causa al datore di lavoro, oltre alla tassa regalo del precedente governo, dovrà tener conto che non ci saranno più le tariffe professionali e l’avvocato potrà chiedergli qualsiasi cifra. Quali saranno le ripercussioni è facile da immaginare.

Dismissioni immobiliari
A chi verranno realmente venduti gli immobili statali a prezzi stracciati?

Di tutta questa manovra, quel che mi irrita di più è il continuo “chiaggnere” dei politicanti: «Decreto Salva Italia», «Manovra non equa ma va approvata», «Misure anti-crisi», «Col cuore addolorato…» etc etc.
Insomma, ci stanno tassando ma non vorrebbero farlo? E se lo fanno è solo perché necessario?
E se non fossimo d’accordo?
Allora l’Italia sarebbe perduta e tutto per colpa nostra.
….azz!

Una politica da manuale.
Colpevolizzare il cittadino-lavoratore per fargli fare qualsiasi sacrificio atto a mantenere la stabilità economica dei politici al governo.

Infatti i tagli ai costi della politica consisteranno di qualche poltrona nelle province, previa assunzione di nuovi consulenti. Si ridurranno le indennità ma si aumenteranno diarie e rimborsi.
La maggior parte di loro non fanno altro che mangiare alle nostre spalle, vivere nel lusso con le nostre tasse. Ci hanno tolto il lavoro, le pensioni, i servizi sociali. Le scuole diventano sempre più penose. Il servizio sanitario è sempre più carente. Insomma, hanno dimostrato d’essere capaci solamente di rubare. I politici come De Gasperi e Moro sono finiti con loro.

Noi, invece, poveri plebei lavoratori dipendenti, siamo votati al sacrificio.

Salva Italia

Decreto Monti
Come ammortizzare
i costi del lavoro:
la Drappera

giovedì, dicembre 01, 2011

Torio, Uranio e Quirra

Tutti, ma proprio tutti i governi italiani, Berlusconi, Prodi, e tutti quelli precedenti, han sempre rafforzato la disponibilità del territorio sardo agli eserciti della Nato per sperimentazioni di armi, allargandone l’utilizzo a società private.
Come succede sempre in casi come questo, tutti sapevano ma nessuno parlava. Per paura o per indifferenza, per disillusione, per mancanza di fiducia nelle istituzioni e nella giustizia, dato che proprio le stesse istituzioni che dovrebbero proteggere i cittadini elettori non si fanno scrupolo di metterne a repentaglio la vita, di uccidere il loro territorio.
Per paura di perdere quei pochi privilegi e le entrate derivate dall’indotto, come successo a La Maddalena.
Pochi privilegi per alcuni in cambio di una catastrofe per tutti.
Qualcosa ora si sta muovendo e bisogna darne atto a chi da anni si sta battendo per fare giustizia e a chi sta facendo luce sui misfatti di Stato.
Mi è sembrato interessante l’articolo apparso oggi su La Nuova Sardegna, che meglio di me fa capire bene quanto grande sia la difficoltà nelle indagini.

* * *
Neonati deformi, le prime testimonianze
Quirra: la Procura rompe il muro di silenzio delle famiglie colpite dalle malformazioni
di Valeria Gianoglio
PERDASDEFOGU. Sono costate settimane di lavoro silenzioso ma tenace da parte degli investigatori. Paese per paese, casa per casa, porta per porta. Ore e ore trascorse a convincere intere famiglie di diversi comuni della zona di Quirra a scacciare la paura e raccontare il proprio dramma: figli nati con qualche deformità, fratelli venuti su con problemi fisici piuttosto gravi, mamme disperate. Alla fine, dopo una trattativa estenuante, in cinque hanno avuto la forza e il coraggio di parlare: «Sentivamo uno scoppio, poi una nube di fumo che arrivava vicino alle nostre case. Dopo qualche tempo sono venute fuori le malformazioni». E così, dopo settimane di assoluto silenzio, la tranche dell'inchiesta su Quirra che indaga sull'ipotesi di reato di «omicidio colposo plurimo» si arricchisce di nuove e sudatissime testimonianze. Le hanno raccolte in questi ultimi mesi gli uomini del corpo forestale di Lanusei e della squadra mobile nuorese, insieme allo stesso procuratore Domenico Fiordalisi. Sono andati in giro, comune per comune, nella zona confinante con il poligono interforze del salto di Quirra, seguendo un metodo antico: facendosi accompagnare o precedere da persone residenti in quel paese. Una sorta di lasciapassare per cercare di scalfire un muro grosso così fatto di paura e di atavica diffidenza verso la giustizia. Quello di convincerli a parlare, insomma, è stato un lavoro estenuante, costato diverse settimane e visite ripetute nelle stesse case. Qualcuno, all'ultimo, preso da timori e mille remore, si è anche tirato indietro. Qualche altro, invece, alla fine ha ceduto. Sembra che siano cinque le nuove testimonianze raccolte fino a questo momento. Tutte parlano di grosse nubi che vedevano levarsi alte, dalle loro case, dopo i brillamenti. Continua