domenica, ottobre 30, 2011

martedì, ottobre 25, 2011

Incontri d'autunno

LEGGEREZZA
Kochiura aulica.
Meno di un soldo di cacio ma combattivo.


AMOREVOLEZZA
Hogna radiata con prole.
La lupa porta a spasso i piccolini.


SOCIEVOLEZZA
Leptoglossus occidentalis.
Un simpaticone. Piace scherzare, a questo bel tipo.


MONNEZZA
Non ci credo...
Che siano le lenti degli occhiali ?
.

venerdì, ottobre 21, 2011

Comandi! sior Colonel.

May 23, 1976: Gaddafi salutes [GALLO/GETTY] - Photo: http://english.aljazeera.net
Sotto: Piazzale Loreto, 1945. - Photo: http://it.wikipedia.org


La fine di Gheddafi un monito per tutti.
Così dicono. Così dovrebbe essere.
Un monito per chi del potere abusa.

La parabola del Raìs è tanto simile a quella della maggior parte dei politici:
L’inizio da liberatore degli oppressi.
Leggi popolari e liberali.
Grandi opere sociali per il benessere collettivo.

E poi, immancabile, implacabile,
la corruzione del potere.
L’abitudine al potere.
Diventa la cosa più facile del mondo, comandare, quando hai le armi in mano.

Un tale mi disse che il potere non è mai buono.
Si sbaglia.
Aggiunse che al mio paese è d’uso rispondere “Comandi!” quando chiama un superiore.
Non gliel’ho detto. Non ho avuto la schiettezza di rispondere con le parole che volevano uscire prepotentemente dalle mie labbra.
Ho fatto spallucce e girato i tacchi:
un piccolo raìs e null’altro.

Non è il potere a non essere buono.
E’ la gente che non è buona.
E’ chi lo detiene che non è buono.
Chi trattiene a sé il potere con la forza, non è buono.
Che siano armi di fuoco o psicologiche.

Il veto alle informazioni, alle opinioni, a dissentire e manifestare.
L’inequità, le differenze, il nepotismo,
l’arricchimento personale contro l’annichilimento altrui,
(desiderio espresso con altri termini dai vertici fiat),
è la storia di Gheddafi.

Un monito per tutti.
La pena di morte come Legge di Stato sociale.
O la Legge del taglione,
quando non c’è più democrazia a reggere lo Stato sociale.

Il 29 aprile 1945
a Milano, in Piazzale Loreto,
furono appesi i corpi di Benito Mussolini e della sua compagna.

Cinquant’anni dopo, nell’aprile 1994,
Bettino Craxi fuggiva in Tunisia.

Il potere,
quando mal riposto,
quando abusato,
è cattivo.

Lo constatiamo quotidianamente,
zavorra dell’umanità disgraziata,
ancestrale punizione
dell’inadeguatezza sociale a cui ci hanno abituato.

Si colpisce alla cieca:
l’auto del pendolare fracassata
perché sulla traiettoria dei black bloc;
l’iniqua tassa sulla malattia
che colpisce solo chi non ha padrini.

L’immagine di Gheddafi morto
così umana nella sua tragedia

Oppure

La morte
ha restituito a Gheddafi
l’umanità perduta.

E’ il monito su cui riflettere.
L’umanità ha perso ogni valenza, ogni significato?
E’ diventata un’antinomia?
Un gioco di parole, un ossimoro:
la morte che ridà vita e umanità.

O è il potere
che deve morire
per riacquistare
dignità e valore umano?

La credenza umana
che il potere renda felici,
quanto la felicità data dal denaro,
è pura illusione.

Una trappola mortale.
In cui inconsciamente cadono,
all’inizio della rivolta,
o suo epilogo,
tutti i raìs del mondo.

mercoledì, ottobre 19, 2011

Nuove disposizioni

Asini a spasso.

Il governo ha varato nuove disposizioni concorsuali e di ordine pubblico apparse oggi sulla Gazzetta Ufficiale.
Ti proponiamo un quiz.

Quale di queste disposizioni è falsa?

1) Per fare il ministro occore darla al berlusca.

2) Per partecipare a cortei NON promossi da Pdl, Udc, Lega, occore presentare dichiarazione Isee.

3) Per fare il bidello occorre il diploma quinquennale di maturità.

Se credi di sapere quale delle tre è falsa, invia la soluzione a:
gadget@governo.it
potrai partecipare al sorteggio d’un posto di “incipriatore accreditato” presso la corte di sua maestà re del bunga-bunga berlusca I.

sabato, ottobre 08, 2011

Un nuovo Risorgimento

Come sarà la nuova Sassari - Olbia, secondo il governo berlusconi.

Non credo basterà andare a nuove elezioni. Se al posto di silvio & co. ci saranno altri politici, altre sigle, saranno solo altri politici, altre sigle. La memoria storica dei miei cinquanta anni mi porta piuttosto a vedere un futuro più apocalittico per il nostro Paese. La gente non può cambiare radicalmente dall’oggi al domani, e l’insegnamento dato dai governanti succedutisi in due generazioni, hanno cambiato l’Italia, cambiando gli italiani.
Ben venga un nuovo governo di respiro, dopo il baratro in cui siamo caduti, obbligati dalle leggi a mantenere veline, escort, mafiosi e parassiti come non s’era mai visto sulle nostre terre, nemmeno ai tempi del feudalesimo. Allora la gente aveva la speranza del miglioramento, credeva ancora nell’onestà, nei paladini, nel buono che alla fine metteva in fuga il cattivo.
Oggi non è più così.
I film troppo spesso non hanno il lieto fine.
La cronaca dei quotidiani è densa di fatti criminosi descritti dettagliatamente, perché oggi la gente vuol leggere quello, o il giornale non si vende.
La gente vuole il titolo cubitale, la notizia sensazionale, lo scoop usa e getta, buono solo per oggi, domani un altro ancora, sperando in qualcosa di più cruento ancora.
La gente ormai si è adattata ai governi spergiuri, alle leggi che condannano il debole e premiano il forte.
Si vive come ci si veste: con etichette, titoli e sigle. Se sei questo non sei quello, se non sei quello non sei altro. Un tempo, quand’ero piccola, e veniva l’idraulico in casa, era il signor Giovanni. Oppure capitava l’avvocato di babbo, ed era il signor avvocato. Il rispetto, l’onorabilità, che ci avevano insegnato, il tempo, la tv, i rotocalchi, il consumismo, l’hanno disperso.
La politica non serve solo ad amministrare le entrare in denaro, ma a dare linee guida alla nazione, e noi e i nostri figli siamo cresciuti con l’idea che solo il più furbo e disonesto farà strada.
Nell’epoca delle escort al governo, nei ministeri, nelle province, dei ladrocini di cui un elenco non è più possibile fare tanti sono e tanti resteranno nascosti; la gente si è adattata senza traumi, ignorando la vera realtà, la portata del cambiamento.
La regressione non è in atto, è già successa. Per questo oggi non si può chiedere un cambio radicale.
Come non si può chiedere ai politici italiani di diventare improvvisamente tutti onesti, al lavoro per il bene comune.
Ma si può chiedere di varare nuove leggi, a protezione della nazione intera e dei suoi cittadini.
Perché non possa più accadere in futuro che i condannati per mafia possano sedere al senato o alla camera. O che i capitalisti possano accedere alla più alta carica del governo. I capitalisti non sono, non potrebbero esserlo per la loro natura, i rappresentanti dei cittadini.
Non vorrei di sinistra come il D’Alema, che spianò la strada a berlusconi.
E nemmeno governi di intellettuali, sebbene l’Italia possa vantare parecchi nomi illustri.
Coi cervelli plagiati da cinquant’anni di strategie volte al regresso, gli italiani beoti, bamboccioni, ignoranti prodotti d’una scuola allo sfascio, sarebbero troppo duttili nelle mani degli intellettuali.
Non è molto tempo, questa estate, che sgarbi è stato in città per una inaugurazione.
Io non lo definisco un intellettuale, ma molti, grazie alla sua parlantina, sì. Ed era lui l’evento, tutti in festa, tutti a cercare di toccarlo, di farsi una foto assieme. Cosa fossero ad inaugurare, passava in secondo piano.
La memoria è cancellata dagli insegnamenti, dagli esempi.
Ed è il pericolo che ora gli italiani corrono: per eliminare berlusconi, rischiano di cadere dalla padella alla brace.
E’ possibile prevenire tutto questo?
Forse sì.
Limitando la durata delle legislature, togliere vitalizi e ogni sorta di benefici a chi già ha un ottimo stipendio, vietare la rielezione a chi non ha saputo governare.
Ma soprattutto
Estendendo la partecipazione popolare. Senza l’avviso affisso in bacheca o sulla porta del consigliere in circoscrizione, che nessuno leggerà mai. Ma con proclami, editti, stampati sui quotidiani. Con riunioni sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle piazze. Non per gustare l’arrostita, ma per capire perché la nostra acqua non è potabile e trovare assieme una soluzione.
C’è bisogno d’un nuovo risorgimento.
Al momento siamo solo carbonai.