giovedì, dicembre 08, 2011

Votati al sacrificio

Santa Teresa, Valle della Luna.

Facile capire che qualsiasi governo fosse subentrato a quello del bunga-bunga, avrebbe avuto grandi difficoltà con le casse erariali al minimo storico.
Ed anche che i più fossero pessimisti, visto l’andazzo della politica italiana.
Non mi aspettavo proprio un gran che, dal professor Monti.
Immaginavo (poteva esser diversamente?) che ci avrebbe ulteriormente tassato.
Non mi aspettavo però nuove ipocrisie, nuove ingiustizie e sperequazioni.

La nuova ministra Fornero piange nel mentre vara la riforma che aumenterà l’età della pensione.
Mi dovrei impietosire? Ma per chi? Per me che dovrò lavorare altri anni, sborsare altri soldi in tasse per mantenere le pensioni di questi signori; o per la sua sensibilità?
…azz!
Ad oggi i dipendenti della Regione Sicilia vanno in pensione con circa 20 anni di contributi.

Premi per chi assume donne o giovani under 35.
Il governo dovrebbe spiegare come si fa a non compiere il trentacinquesimo anno.
Si è già visto il funzionamento degli sgravi fiscali per chi assumeva giovani fino a 32 anni. Un fallimento. Le imprese assumevano giovani che, una volta maturata l’età critica, venivano immancabilmente licenziati.
Giustissimo dare lavoro ai giovani. Ma quanti sono in Italia i disoccupati o addirittura in cerca di primo lavoro dai 35 anni in su? E i padri di famiglia rimasti senza lavoro?
A 35 anni in Italia si è già vecchi nonostante si debba lavorare per almeno 43 anni per acquisire il diritto ad una pensione che, non facendo i politici, per la maggioranza dei cittadini sarà quasi a livello di povertà.
Un’assurdità. Una discriminazione assurda. Il lavoro si dà a chi lavora, a chi ha capacità e volontà, non in base all’età e al genere.
Basta questa norma a rendere il nuovo governo solamente la bella copia del precedente, poggiando i fondamenti per nuove disparità sociali.


Prelievo sui capitali scudati
Al momento il prelievo è certo solo sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, con l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, l’Iva, le accise su benzina e gasolio.
Gli evasori fiscali, i possessori dei capitali scudati, coloro che le tasse le han pagate come gli pareva, evadendo, appunto, truccando, falsando i bilanci, premiando chi chiudeva gli occhi invece di sorvegliare; costoro non hanno alcun interesse a far rientrare i loro grassi capitali proprio ora. Con buona pace nostra che pagheremo (come sempre) anche per loro.

Liberalizzazioni degli esercizi commerciali
Avremo sempre tempo per fare la spesa, anche a notte fonda, se il negoziante lo riterrà remunerativo. Ma i commessi che dicono? Le cassiere, i magazzinieri, tutto il popolo che lavora con turni massacranti, per quei 2 o 3 acquirenti che s’accorgono all’ora di cena d’essere senza grissini? Senza contare che gli ipermercati multinazionali potrebbero sorgere come funghi, con una concorrenza senza freni e sleale nei confronti dei piccoli negozianti che, se già non l’hanno fatto, chiuderanno a breve.
Di buono questa manovra permetterebbe a quei dipendenti statali che finora fanno la spesa in orario di servizio, di poterci andare tranquillamente la sera. Ma chi glielo fa capire?

Liberalizzazione degli ordini professionali
Fra le “fumose” liberalizzazioni degli ordini (vorrei fossero più chiare), ci sarà quella delle tariffe professionali. Cioè, se un lavoratore dovesse far causa al datore di lavoro, oltre alla tassa regalo del precedente governo, dovrà tener conto che non ci saranno più le tariffe professionali e l’avvocato potrà chiedergli qualsiasi cifra. Quali saranno le ripercussioni è facile da immaginare.

Dismissioni immobiliari
A chi verranno realmente venduti gli immobili statali a prezzi stracciati?

Di tutta questa manovra, quel che mi irrita di più è il continuo “chiaggnere” dei politicanti: «Decreto Salva Italia», «Manovra non equa ma va approvata», «Misure anti-crisi», «Col cuore addolorato…» etc etc.
Insomma, ci stanno tassando ma non vorrebbero farlo? E se lo fanno è solo perché necessario?
E se non fossimo d’accordo?
Allora l’Italia sarebbe perduta e tutto per colpa nostra.
….azz!

Una politica da manuale.
Colpevolizzare il cittadino-lavoratore per fargli fare qualsiasi sacrificio atto a mantenere la stabilità economica dei politici al governo.

Infatti i tagli ai costi della politica consisteranno di qualche poltrona nelle province, previa assunzione di nuovi consulenti. Si ridurranno le indennità ma si aumenteranno diarie e rimborsi.
La maggior parte di loro non fanno altro che mangiare alle nostre spalle, vivere nel lusso con le nostre tasse. Ci hanno tolto il lavoro, le pensioni, i servizi sociali. Le scuole diventano sempre più penose. Il servizio sanitario è sempre più carente. Insomma, hanno dimostrato d’essere capaci solamente di rubare. I politici come De Gasperi e Moro sono finiti con loro.

Noi, invece, poveri plebei lavoratori dipendenti, siamo votati al sacrificio.

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