lunedì, dicembre 12, 2011

Understatement

Una notizia defilata, questa de La Nuova Sardegna che rischia di non essere vista se dalla colonna principale non ci si sposta più a destra, tra quelle meno risonanti.
Eppure, è una notizia che merita molta considerazione, invece altri quotidiani non ne fanno menzione, e vien da chiedersi perché.
Il fatto in se qualcuno potrebbe trovarlo insignificante, ma si sbaglia.
Se l’Italia, la Sardegna, sono nello stato in cui si trovano, è proprio grazie a fatti del genere, a cui purtroppo siamo abituati e non ci facciamo più caso.
E’ talmente difficile l’emersione a galla di queste vicende che quando succede è una grande vittoria.
E’ un peccato non darle il meritato successo, poiché potrebbe rappresentare un esempio per chi sa, e innanzitutto può, scoperchiare i pentoloni in ebollizione in ogni ente pubblico, sia istituto d’istruzione o amministrazione pubblica.

Tutti, ma proprio tutti, siamo a conoscenza di fatti simili, a ogni livello: dal dipendente che entra in ufficio, timbra l’entrata e se ne va per tornare solo a timbrare l’uscita. Dei titoli mirati per l’assunzione dell’insegnante nei progetti extrascolastici. Della mancata affissione all’albo pubblico dei CONSUNTIVI di bilancio riportanti tutte le entrate e le uscite, anche quelle private, a scapito della trasparenza per un distorto uso della privacy. Passaggi di ruolo e di qualifica. Assunzioni di consulenti. Dimissioni e assunzioni pilotate. Ristrutturazioni milionarie. Gestioni truffaldine. Contratti farsa. Sindacati muti e zitti, perché così va il mondo.
La vita pubblica è talmente farcita di disonestà che tutto appare lecito.

Ma siamo noi che alla fine paghiamo le conseguenze di tutto questo. Noi cittadini qualunque, lavoratori dipendenti, disoccupati, pensionati. Noi che sappiamo tutto perché non siamo fessi, ma non possiamo fare niente perché ci hanno tolto i mezzi per far valere i nostri diritti e i LORO doveri; non abbiamo appoggi nelle stesse istituzioni, al contrario si viene perseguiti, minacciati, mobizzati con lo spauracchio della denuncia e allora chi di noi ha i soldi per imbarcarsi in vicende giudiziarie?
Possiamo solo sperare in altre persone come Michela Murgia, con possibilità e coraggio, vere mosche bianche della società.

Alla fin fine, l’Unità d’Italia si ritrova solo in questo: abuso d’ufficio, concussione, corruzione, malversazione, peculato. Da nord a sud, da est a ovest. Milioni di soldi spesi per festeggiare un millantato credito a cui nessuno crede ma che è realtà quotidiana in tutto il Paese.

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