giovedì, febbraio 25, 2010

Taci tu che non capisci niente

Un'immagine dell'incendio dell'estate 2009 in Sardegna.

Se tocchi un tasto “delicato” quale è la politica, c’è sempre qualcuno che cerca di zittirti con gli insulti.
“Non capisci niente…” è la frase che ricorre più spesso. A piacere, al posto dei puntini, si può aggiungere qualsiasi cosa: della sinistra, della destra, della Lega, della Sardegna, del Friuli, della Calabria o della mafia.
Un modo di fare che non è solo dei leghisti o dei fascisti, noti intolleranti, ma specialmente di chi si pone a sinistra. Eppure a sinistra dovrebbero esserci i democratici, o presunti tali.
Coloro, insomma, che si battono per la libertà di opinione, nonché di espressione.
Invece, spesso danno prova d’essere i più intolleranti, i più chiusi verso gli altri. Come mai? Le poche volte che si rendono disponibili è sotto le elezioni, quando cercano voti. Poi si dimenticano di te, elettore da consumo. Dispotici, alla Stalin: se sei dissenziente, ti mandiamo in un gulag. Che differenza c’è da un lager?

Non sono un’esperta sardista, e mi cospargo il capo di cenere recitando il mea culpa.
I leghisti hanno proposto un corso con esame finale sulla storia locale e il dialetto per chi, venendo da fuori, vuol prendere residenza da loro. Non è una cattiva idea. Si potrebbe applicarla anche in Sardegna.
Ma io credo, è solo una mia opinione inutile quanto qualunquista, che il corso dovrebbero farlo anche tanti sardi…
In specie, quelli che vedono negli investitori lombardo-veneti i salvatori della Sardegna, profondi conoscitori della realtà territoriale e gli consegnano tutto: soldi, imprese, lavoratori.
Poi, quelli che non riescono a dire di no alle direttive imposte dagli organi centrali di Roma, Milano e Bologna, che non tengono conto delle differenze peculiari, ma utilizzano statistiche nazionali.
Infine, quelli senza domande, ignari della loro storia, consapevoli solo di poter avere di più o di meno da questo o da quello. La plebe, insomma, quella a cui se parli degli incendi dell’estate 2009 risponde con una frustrante alzata di spalle a quel che è considerato un male cronico e ormai un tratto caratteristico della Sardegna. Per me, che vengo da fuori, è stato uno choc, al pari del terremoto del 1976. Con la differenza che il terremoto è un cataclisma naturale.

Da una parte c’è la necessità di capire e di farsi capire, dall’altra la volontà di pochi su molti di zittire, d’intimorire, quasi abbiano la necessità urgente di mantenere i privilegi. Se non sei con noi sei contro di noi…
Io sto dalla parte della Sardegna: vivo qui e mi sembra un’ovvietà, invece serve farne un proclama.

Renato Soru salvatore della Sardegna? Beato chi ci crede. Il suo governo ha emesso alcune buone leggi, come la Salvacoste e la tassa sul lusso prontamente abolita dal fido Cappellacci. Sarà pure una brava persona, ne sono certa e non ho alcun dubbio al riguardo. Ma non è riuscito, nei suoi anni di governo, a risollevare le sorti della Sardegna. E’ un fatto che la Sardegna stava male prima, ed è moribonda oggi.
Non piace lo si dica? Proprio qui sta il punto.
La Sardegna non ha bisogno d’un guaritore, ma di un risveglio collettivo e non sarà certo tappando la bocca a chi ha un’opinione che ciò si potrà realizzare (sardo, siciliano o friulano che sia).

mercoledì, febbraio 24, 2010

Carpe diem

Cogli l’attimo. Così deve aver pensato il signor Soru, che, alle disgrazie capitate fra capo e collo al fido Cappellacci, ha visto l’occasione per una rimonta elettorale.
Non si sa mai, avrà pensato, che si vada alle elezioni anticipate….

In questi giorni sta presenziando a convegni, congressi, incontri politici d’ogni tipo in tutta la Sardegna, Sassari compresa. E l’invito è arrivato anche a me.

Meglio Soru?
Lo dicevo in campagna elettorale.
Meglio Indipendentzia.

Al mio arrivo in Sardegna, nel 2007, quando presidente della Regione era il signor Soru, com’era la situazione?
Migliore di adesso?
In tutta onestà, tutti quegli elettori di sinistra, piddini, comunisti, dipietrini etc., che si sono “consorziati” per sostenere la sua campagna elettorale, possono dire che era meglio?

Io ho trovato una regione che di italiano ha poco o nulla, se non il capitalismo selvaggio. Il classismo, che credevo ormai scomparso. La disoccupazione e il conseguente assistenzialismo e il lavoro nero, diffusissimo. La tirannia di Enel, Vynils, Alcoa, Eni, Syndial etc etc… Una scuola allo sfascio diventata un progettificio. Strade che sembrano carrarecce. Migliaia di ettari di territorio utilizzati per testare armi da guerra….

Tutti abbiamo un lato buono. Sicuramente anche il signor Soru, magari per il semplice fatto d’esser sardo. Ma che sia il meglio per la Sardegna, mi lascia molto perplessa.
Meglio morire di fame o di sete? Bel dilemma…. Soru o Cappellacci?
Insomma, i sardi vedono solo in bianco e nero? Non sanno cogliere le sfumature? Non vedono altri colori?
Povera Sardegna…

martedì, febbraio 23, 2010

The Happening

Un cane cattivo a Birori.

Ieri sera cinema. In casa, naturalmente; ormai il beneamato ed io siamo avviati alla terza età: divano, pigiama e pantofole.
Un bel film di fantascienza. Di cui le critiche parlano “abbastanza” bene e che ha avuto un buon incasso.
The Happening – E venne il giorno.
Vediamolo…
Questo sarebbe un film di fantascienza?
Direi di fantahorror.
I dialoghi sono assurdi quanto inesistenti.
Le scene brutte.
Gli attori inconsistenti.
La musica? Non me ne sono accorta.
Ma la trama è quanto di più imbecille possa esserci.
Riassumendo. Gli umani sono troppi, e troppo pericolosi. Così la Natura decide uno sfoltimento e tramite le piante, induce gli umani al suicidio.
Per lasciare allo spettatore un po’ di suspence, si intravvedono in alcune scene i camini d’una centrale nucleare.
Ma le centrali non c’entrano nulla. Sono buone, sono dalla parte della vita e mai farebbero una cosa simile!
E’ la Natura, la cattiva.
Come una volta si raccontava del lupo cattivo che mangiava le varie Cappuccetto rosso che s’avventuravano nei boschi a raccoglier fragolette.
O l’orso che sbrana i boscaioli.
L’orca assassina.
Lo squalo assassino.
Le api assassine.
Le piante cannibali (che non sono affatto cannibali ma mangiano uomini).
Il lupo mannaro.
I vampiri e la nomea dei pipistrelli.
Etc etc……
L’assurdo umano ha una lunghissima lista di piante e animali a cui addossare le proprie responsabilità.
Una frana distrugge un paese? Colpa della pioggia, o al massimo del fato.
Nel 1973 a Napoli morirono 24 persone di colera? Colpa dei mitili.
Nel luglio 2009 un bambino ad Acireale muore sbranato? Colpa dei cani cattivi e feroci.
Non dimentichiamo le due vittime degli incendi dell’estate 2009 in Sardegna: colpa dell’autocombustione.

Non voglio dilungarmi ancora.
Un film disgustoso.
Poteva essere l’introduzione a temi importanti come l’inquinamento, il sovraffollamento, ma tutto si è risolto in nulla.
Dice una critica cinematografica: “un film potente che mette a nudo la solitudine e la paura degli uomini”. Mi chiedo se l’abbia visto davvero o se si sia limitata all’immagine pubblicitaria.

domenica, febbraio 21, 2010

Lo spaventapasseri

Giorni fa ero al congresso provinciale della cgil. Vi ho partecipato marginalmente in quanto ero troppo impegnata con tosse e starnuti. Il congresso si può comunque riassumere in poche parole: un unico lamento, direi quasi un lamento funebre. Nessun comparto dell’istruzione si può dire immune alla politica dello sfascio e aggiungerei dell’ignoranza, nemmeno noi dell’Afam che ci onoriamo d’essere i “grandi dimenticati". E su questo punto, tanto per far capire di quanta considerazione e attenzione ci venga riservata dai vertici ministeriali, nell’ultima nota ministeriale a firma del “capo di gabinetto” sulla nostra vertenza contrattuale, c’è l’avviso che, per un mero errore, hanno scritto “comparto scuola” anziché “comparto afam”.
Ma in fondo noi non abbiamo bisogno della loro considerazione, ne possiamo fare a meno; l’importante è che ognuno faccia il suo dovere, cosa che da troppo tempo i vertici dimenticano di fare.
Eppure, non strombazzano in giro che questo è il governo del fare?
Qualcuno dice che lo fanno apposta, per stancarci.
Ebbene, sì. Sono stanca.
Stanca di sentire voci contrastanti, chiacchiere, pettegolezzi, malignità.
Un vortice di parole che confondono, e certamente mirano a sviare dalla realtà dei fatti, parandosi all'ombra d'un grande potere.

Prendiamo per esempio il signor Brunetta, di cui non conoscevo l’esistenza (e invece avrei dovuto, essendo un deputato europeo e tante altre cose…) finché non è diventato ministro.
Secondo costui, è dignitoso aumentarsi il già grasso stipendio nel mentre blatera che gli statali (al tempo percepivo circa 850 euro mensili) son tutti dei parassiti fannulloni.
E se prima non lo conoscevo, ora è fin troppo presente.
Se dico che sto male, appena tornata dalla malattia mi hanno nuovamente contagiato con un altro virus e avrei bisogno di riposo, quantunque non ci vengano riconosciute le malattie professionali, mi viene detto: “che dirà di lei Brunetta? di certo le decurterà lo stipendio”.
Se dico che mancano le attrezzature, mi viene detto: “Brunetta non è d'accordo”.
Se dico che per gli straordinari potrebbero impiegare disoccupati e precari, mi viene detto: “Brunetta dirà che siamo dei fannulloni”.
Insomma, qualunque sia il problema, serio o meno, grave o no, Brunetta è lì, come uno spaventapasseri.
Gli piacerà questa parte?

Lo spaventapasseri si mette in mezzo al campo seminato, all’orto maturo, per tener lontani gli uccelli, in modo da non spartire quel che c’è da mangiare.
Perché da mangiare ce n’è, lo vediamo, non siamo ciechi. La crisi c’è, certo, è evidente. Ma è evidente anche l’accaparramento di soldi da parte dei soliti pochi.
Ci sono stati tagli al personale, ai finanziamenti, addirittura agli immobili con l’accorpamento dei piccoli plessi scolastici. Ma i progetti resistono. Ogni anno scolastico o accademico ha la sua tornata di grassi progetti extradidattici. A chi vanno quei soldi? Chi li gestisce, chi li spartisce?
Ma si provi a protestare quel docente “costretto” a insegnare tre o quattro materie perché l’istituto non ha più i soldi per i supplenti. Si provino i bidelli a lamentarsi perché costretti al freddo o senza le giuste attrezzature. Che direbbe Brunetta?
Che ci dice sui consorzi gestori di fondi pubblici, oscuri organismi di cui nessuno sa nulla?
Che dice Brunetta degli storni ai bilanci? Che a una bidella è vietato mettere il naso in faccende che non la riguardano….

L’Italia è il Paese europeo che conta più auto blu, il cui utilizzo è spesso un fatto di cronaca scandalosa.
In questo periodo in tutte le scuole d’ogni ordine e grado, compreso l’afam pur non essendo scuola perché quando c’è l’interesse viene equiparata, e questo è uno dei grossi nodi che non vengono mai sciolti….. Ci equiparano ai collaboratori scolastici per le scemenze, ma non per gli stipendi, né per le graduatorie, i punteggi, la mobilità…. La mobilità intercompartimentale: una possibilità negata perché ai vertici non fa comodo.
Dicevo, in questo periodo stanno circolando le scarpe antinfortunistiche. Potrebbe essere una cosa buona, ma così non è. Le fanno passare come una concessione, una bontà di cuore. In realtà è per pararsi il culo in caso d’incidente. Non si potrà richiedere la giusta causa per infortunio, perché loro ci hanno dato le scarpe.
Mi chiedo che succeda nel caso un’auto blu sia coinvolta in un incidente. Chi paga? Quanto paga? A chi paga?

Ecco: un bello spaventapasseri a guardia dei privilegi, di chi si para dietro alla privacy, alle ritorsioni, alle balle astute.
Non credo sia dignitoso. Ma purtroppo è un fatto che di dignitoso ai politici e governanti italiani di ogni ordine e grado è rimasto solo l’indice di gradimento. O, meglio, il medio…

domenica, febbraio 14, 2010

Tra ragli e tagli

Prendendo spunto da un commento alla circolare del preside dell’istituto comprensivo sant’ambrogio di milano

Da www.milano.repubblica.it

Milano, il preside scrive ai genitori
"Venite a lavorare gratis per la scuola"
di Franco Vanni
Visto che mancano i soldi, la scuola chiede alle mamme degli studenti di fare gratis le segretarie, e ai papà di riparare i caloriferi e i lavandini. Più nel dettaglio: «Abbiamo bisogno di collaborazione — si legge nella circolare inviata alle famiglie della scuola elementare di via De Nicola, alla Barona — per lavori di segreteria e pulizia, lavori elettrici e idraulici, piccoli facchinaggi, spostamento mobili, lavori amministrativi, tinteggiatura pareti e pronto intervento».
Se non fosse firmato dal preside Cataldo Domina, l’avviso rivolto ai genitori dell’istituto comprensivo Sant’Ambrogio sembrerebbe uno scherzo. Molte famiglie non hanno apprezzato la bizzarra iniziativa, e nei giorni scorsi si sono riuniti in assemblea assieme agli insegnanti denunciando «una gestione stravagante e poco seria dell’istituto».
Nella circolare consegnata dalle maestre ai bambini, dal titolo "Richiesta collaborazione", il dirigente sottopone all’attenzione dei genitori una lista di mansioni e chiede loro di «contrassegnare con una X» i compiti che sarebbero disposti a svolgere nel tempo libero. Lo scopo, si legge, «è coprire alcuni aspetti operativi e organizzativi, che in caso contrario aumenterebbero i costi di gestione». Che l’idea di Domina sia peregrina è evidente: se nelle scuole è frequente che siano i genitori a imbiancare le aule e portare la carta igienica da casa, per riparare l’impianto elettrico o per maneggiare i registri servono assicurazioni e contratti di lavoro.
Il padre di una ragazzina, in una lettera aperta, lancia una provocazione al preside: «Vorrei aderire all’iniziativa — scrive il genitore — e mi candido a sobbarcarmi l’unico servizio davvero carente, cioè la direzione scolastica». La protesta delle famiglie e dei docenti dell’istituto, che oltre alle elementari comprende una scuola materna e una media, non riguarda solo la circolare di “ richiesta di aiuto”.
Insegnanti e genitori rimproverano al dirigente una serie di inefficienze e presunte irregolarità nella gestione della scuola: le lamentazioni sono state raccolte in una lettera, inviata nei giorni scorsi al provveditorato e alla direzione scolastica regionale, in cui si chiede un’ispezione sul modo in cui Domina guida l’istituto.

Riporto uno dei commenti, davvero singolare:

La situazione a scuola
inviato da stebavi
il 13 febbraio 2010 alle 19:19
Senza considerare tutte le attività ludiche che ha tolto ai bambini per motivi ancora non chiari, per esempio è stata tolta la possibilità di utilizzare un'aula a disposizione dei genitori come spazio "sicuro" per eventuali feste per i bambini, adducendo come motivazione che il vociare e il correre da parte dei piccoli arrecava distubo alla sua attività lavorativa. Tutto cio' non fa altro che aumentare la tensione con i genitori riflettendosi sui bambini stessi che ormai temono questa persona.

* * *
Altra scuola, altro momento. Tempo fa alcuni docenti protestarono col direttore non trovando nessuna bidella alla fotocopiatrice. Dov’erano? Imbucate a chiacchierare sorbendo un the? A passeggiare nei corridoi? Due attività che vedo spesso fare a certi signori docenti; ma si sa, il loro lavoro richiede fatica cerebrale per cui è doverosa una pausa di ristoro. A chi invece è cerebroleso come i bidelli, questo non può accadere, per cui in quel momento non erano imbucate, né a passeggiare, ma tutte impiegate a pulire e spostare attrezzature per allestire uno spazio dedicato ad un progetto. Progetto con oneri ed onori per i docenti, con solo oneri per i bidelli.
Un’altra scuola ancora. E’ di tempo addietro la partecipazione “coatta” ad un progetto da parte di un bidello. Finito il lavoro, quando si trattò di spartire i trenta denari devoluti dalla Regione, il docente titolare li tenne tutti adducendo la scusa che sarebbero stati donati ad un alunno bisognoso. E su questo fattaccio si potrebbe scriverne per ore….. Come su tanti altri, d’ordinaria amministrazione.

La mia non vuole essere una polemica tra bidelli e docenti, ma una risposta ad una mancanza di collaborazione da chi critica senza costrutto, senza entrare nel merito del problema, direi anche senza onestà.
A causa di personaggi come vittorio feltri, degno solo della stampa berlusconiana, da sempre i bidelli vengono tacciati d’ignoranza, d’incompentenza, di assenteismo. Eppure sono i bidelli che si sobbarcano, volenti o nolenti, l’onere dei lavori di sorveglianza, pulizia, manovalanza, facchinaggio, accoglienza, centralino, primo intervento, sicurezza, trasporto, tinteggiatura, verniciatura, portineria, segreteria, babysitting. Riconoscimento? Zero. Se non per l’obolo che il ministero concede sottoforma di “attività aggiuntive”, con il nuovo governo diventate “attività obbligatorie” senza obolo in cambio.
Obolo che, come riportato sopra, a volte avviene e spesse volte no. Dipende dall’onestà e dalla lealtà degli attori partecipanti.
Spesso accade, al contrario, che a causa di queste attività i bidelli abbiano in cambio infortuni o malattie, il cui riconoscimento, quando c’è, troppe volte è un’umiliante presa in giro e un futuro mobbing.

Volete fare dei festini a scuola, perché a casa vostra sporcherebbero? Fateli, ma non considerate la partecipazione dei bidelli un obbligo. Se invece siete persone serie, il festino, di compleanno, di pensione, etc., lo fareste a casa vostra sobbarcandovi disordine e pulizie (comprese le spese di luce, acqua, riscaldamento etc.), oppure in un locale, pagando il giusto al personale di servizio. Troppo comodo riversare sui sottoposti gli oneri, con la scusa che la festa è per tutti: gli avanzi (la monnezza) rimangono a carico dei bidelli.

Nessuno fa niente per nulla, in primis messer brunetta che per fare il ministro si è subito aumentato lo stipendio. E così i dirigenti scolastici, che a ogni tornata di progetti si accaparrano una percentuale pecuniaria.
I tagli al personale e ai finanziamenti danno il colpo di grazia; e allora bisogna che tutti si ribocchino le maniche, per farsi le fotocopie o per portare via la spazzatura, magari con l’aiuto di chi sta comodamente seduto in poltrona a tagliare sulla vita degli altri e a rimpinguare le sue tasche senza fondo, e la sera se ne torna nella sua bella casa ordinata e pulita...

giovedì, febbraio 11, 2010

Politica italiana: sale la credibilità

Ma c’è ancora qualcuno, in Italia e all’estero, che abbia un minimo di considerazione per i nostri ladri di governo e i loro amici di merende?
Purtroppo sì. L’Italia è un paese di babbei e ladri e la maggioranza continuerà a votare l’utilizzatore finale.
Montecitorio ormai è la roccaforte della disonestà, piuttosto che la sede del parlamento.
Showgirl, ballerine, escort, saltimbanchi, calendariste, faccendieri, razzisti verdi e neri, assenteisti, nullafacenti, condannati, mafiosi, fiancheggiatori, utilizzatori finali, indagati, ignoranti, bugiardi, incozzati, parenti, amici, amanti…. C’è di tutto e di più, a Montecitorio e negli altri palazzi di governo.
Ma c’è ancora qualcuno onesto?

A prop. di onestà della classe politica verso i suoi elettori…..
Ascoltavo i discorsi d’un tale, impiegato al petrolchimico di Porto Torres. Dice d’essere ben informato, ma io riporto il discorso come chiacchiera, non avendo alcuna altra notizia fondata, sebbene le sue parole non siano una sorpresa.
Diceva, il tale, che la crisi industriale di Porto Torres e Portovesme sono pilotate dagli alti vertici della politica. Al posto delle industrie in crisi, e con l’appoggio degli operai disoccupati e affamati, costruiranno le centrali nucleari. I due siti rispetterebbero anche le norme per la realizzazione.
Nessuna sorpresa, come dicevo, giacché è da tempo che il governo italiano ha assurto la Sardegna a discarica ufficiale.
Sorprendente invece l’intromissione della moglie del tale, la quale, compiaciuta, ha affermato che “le centrali mica sono come quelle di una volta….”.
Con la banda di ladri arraffoni disonesti che scorazza tra Italia e Bahamas (dove tengono i conti bancari), sicura che saranno costruite in cemento armato? O non useranno la sabbia del Poetto?

Baristi, camerieri & Co. - Una categoria nell'oblio

C’è una categoria di individui di cui non mi sono mai occupata: gli sciacalli dell’imprenditoria turistica e alberghiera, che giocano con la vita dei lavoratori.
In effetti se ne parla poco perché questo genere di sciacalli predilige assumere giovani studenti, i quali, finita la stagione, tornano a scuola con un gruzzoletto in più in tasca e un ricordo più o meno piacevole, a seconda del trattamento.
Ma ci sono i stagionali che studenti non sono. Giovani, adulti, di mezz’età o prossimi alla pensione. Lavoratori che per un motivo x non hanno il posto fisso, e ogni anno si ritrovano a dover ricominciare daccapo, da un posto all’altro, da uno sciacallo all’altro.
Chiedevo tempo fa com’era la situazione qua in Sardegna, “l’isola a vocazione turistica”. Sono poche le località dove il lavoro c’è tutto l’anno: Alghero e…. boh! Si potrebbe aggiungere Olbia, per l’attrazione turistica dei vari Briatore e la Certosa, ormai chiusa. Le altre località offrono lavoro solo per pochi mesi l’anno, da giugno a settembre.
Troppo poco, per un’isola a “vocazione turistica”. Il nucleare, poi, le darà il colpo di grazia definitivo.
Ma tornando ai lavoratori del settore, mi dicevano che, quelli bravi, lavorano sempre, vengono richiamati negli stessi posti, qui da noi d’estate e in Trentino o Valle d’Aosta in inverno.
Però, ecco, non mi suona bene quel “vengono richiamati”. Significa che hanno un lavoro a tempo indeterminato o determinato, o, come si usa spesso, occasionale?
Per definire questo tipo di imprenditori ho usato il termine “sciacalli”. Naturalmente non sono tutti così, è un’ovvietà, ma è giusto affermarlo. Ma facendo i conti…. Quanto costa una vacanza di 15 giorni in Sardegna, a Santa Teresa, Porto Cervo, Pula, S. Antioco? Ho sentito prezzi ridicoli. Ridicoli perché con quei soldi potrei vivere dignitosamente per un anno. E i lavoratori che vengono impiegati come camerieri, barman, aiuto-chef, uscieri, giardinieri, facchini…. Quanto guadagnano? Dicono tutti che si guadagna bene. Certo, ma quante ore lavorano, al giorno? E poi bisogna dividere il guadagno per tutto l’anno. O forse che queste persone vivono solamente tre – quattro mesi l’anno?
Finita la stagione, finito il lavoro, che succede? Pronti a partire per il Trentino? E se capita, che so, un’influenza??? O la rottura d’un piede? O la nascita d’un pupo? O che so di altro, niente di grave, ma non si può partire?
Ci sono anche sciacalli più sciacalli di altri. Per esempio quelli che assumono a tempo indeterminato, illudendo il personale di aver finalmente trovato un lavoro stabile, di poter finalmente richiedere un mutuo per la casa o per l’auto…. E a dicembre (si tira avanti qualche mese in più per non dare nell’occhio) il locale chiude. Tutto il personale a casa a tempo indeterminato. Il titolare d’impresa forse se ne va alle Canarie a gestire un altro bar o ristorante.
Chi si occupa di questi lavoratori? I sindacati? Non riescono più a tutelare nemmeno gli statali la cui caratteristica peculiare (nel bene e nel male) è il posto fisso.
Quando questi lavoratori si ritrovano senza lavoro, con l’affitto da pagare, le bollette in scadenza, un mutuo ormai inarrivabile, che possono fare?
Devono andare a batter cassa all’ufficio di collocamento?
Che vita di merda è?
Dicono che ci sono troppi laureati. Può darsi. Chi non si è laureato e si accontenta d’un lavoro meno retribuito purché onesto, e sceglie, in base alle sue capacità, il settore turistico-alberghiero, riesce ad avere una vita dignitosa? O sarà sempre con la valigia pronta, senza famiglia (ah, si… all’arrivo nel nuovo posto di lavoro gli diranno che sono una grande famiglia….), senza prospettive di miglioramento.
Non sono molto diversi dai lavoratori a progetto, interinali, co.co.co. et similia delle altre aziende. Solo, non hanno alcun peso, né sindacale né politico. L’importante che servano il cocktail quando siamo spaparanzati sulla spiaggia del resort.

mercoledì, febbraio 10, 2010

Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri



Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri
Consiglio dei Ministri n.82 del 10/02/2010
10 Febbraio 2010
La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:
il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 9.00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.
Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:
...........
su proposta del Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, e del Ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli:
- un decreto legislativo, sul quale sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari, che in attuazione della specifica delega conferita al Governo opera il riassetto della disciplina sui criteri per la localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi. Il provvedimento regola le procedure per l’autorizzazione unica per la localizzazione, la costruzione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti nucleari, con le relative misure compensative, e disciplina altresì le procedure per la localizzazione, costruzione ed esercizio di un Parco tecnologico comprensivo di un Deposito nazionale destinato allo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, con le relative misure compensative;

Misure compensative: 2% in meno sulla bolletta dell’Enel; riduzione della Tarsu, dell'addizionale Irpef, dell'Irpeg e dell'Ici.
I tre fautori del provvedimento:

CalderoliBerlusconiScajola


L’uranio impoverito dalla lavorazione delle centrali nucleari prenderà due vie: una, lo stoccaggio come smaltimento. L’altra, munizioni per armi da guerra. Sotto, alcune immagini di effetti indesiderati d’una incidentale esposizione all’uranio, da Hiroshima, a Chernobyl, all’Iraq.



Poraccio, Guido....

L’Aquila, 29 gennaio 2010 – Silvio Berlusconi: «Dopo quello che Guido ha fatto, promuoverlo ministro è il minimo che possiamo fare…..».

Roma, 10 febbraio 2010 - G8 sardo, Protezione civile nella bufera. Bertolaso indagato, Balducci arrestato
In manette il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Si occupò, come "soggetto attuatore" delle opere della Maddalena.

Poraccio, Guido….. Sansilvio, salvatore dei patrioti italiani, condottiero della santa crociata contro gli anarco-comunisti che tanto danno fanno al nostro Belpaese, non è riuscito a farlo ministro prima che lo indagassero, assieme al fido Balducci, già agli arresti, per il ladrocinio della Maddalena.
Non gli è riuscito nemmeno di nominarlo senatore come il fido marcello, troppo occupato era a spartire i soldi coi figli.

Poraccio, Guido…. Ma vedrai che Sansilvio, con le sue lunghe mani, e le sue cinque televisioni, riuscirà a far capire agli italiani, e specialmente ai giudici indagatori, quanto sei buono e che si tratta solo dell’ennesima cospirazione degli anarco-comunisti. Così come sono sempre gli stessi anarcoidi ad aver messo scorie pericolose nel cassonetto dei rifiuti di Sante Marcegaglia.

Poraccio, Guido…. Pazienta, vedrai che il fido Alfano ci metterà anche te nel lodo immunitario, assieme ai parenti e affini fino alla corte di cassazione del più amato degli italiani.

Poraccio, Guido…. Se proprio ti hanno scaricato, fatti mandare in galera a Badu ‘e Carros. Non sarà come la Maddalena, ma avrai sole a scacchi e pecorino gratis… e tanta compagnia.

* * *
Un pensiero al compagno Bruno Bellomonte, arrestato e incarcerato ingiustamente, a causa di chi lucra e ruba in Sardegna.

martedì, febbraio 09, 2010

L’Alcoa e la crisi industriale in Sardegna

Molto tempo fa (è passata una vita...), lavoravo in un’industria friulana. Bei tempi, quelli. La solidarietà e la meritocrazia esistevano davvero, finché la crisi industriale non si fece sentire. In passato, godendo di fortunate commesse, erano state fatte troppe scelte sbagliate. I managers si erano avventurati in JointVentur e acquisizioni immobiliari impossibili, che avevano creato dei buchi spaventosi. Gli sprechi furono eliminati, si riciclava tutto, si economizzava su tutto. Ma non bastò. Arrivò il momento in cui i tagli al personale divenne una necessità, e si cominciò a ridurre i posti di lavoro. Venne chiesta la testa dei manager, e così fu, ma la loro buonuscita fu talmente spropositata da mettere l’azienda in ginocchio.
Erano gli anni della scalata al potere di Berlusconi, quando promise un milione di posti di lavoro.
Quell’anno, in Friuli, Berlusconi vinse alla grande.
Quella volta, la maggioranza dei miei colleghi si espresse esplicitamente in favore di Berlusconi e contro i sindacati.
Credevano che Berlusconi avrebbe posto rimedio, salvando l’azienda in difficoltà.
Vero che i sindacati non avrebbero potuto fare nulla, ormai l’azienda era kaput, come il mio frigorifero, e qualsiasi cura sarebbe stata inutile. Nonostante questo, si cercò di trattare con la proprietà, ma inutilmente: il bilancio parlava chiaro, così come l’assenza di commesse.

Era il periodo in cui le grandi industrie della regione non assumevano più. I lavoratori erano in maggioranza componenti di piccole cooperative a cui appaltavano o subappaltavano i lavori. In quel modo le aziende non pagavano contributi, malattie, infortuni, ferie; e i lavoratori accettavano quanto di peggio poteva esserci, senza orari, senza sicurezza, senza copertura. O così, o a casa.
Da quella volta immagino le cose siano cambiate, ora assieme alle cooperative ci saranno contratti a tempo determinato. Parlo delle industrie siderurgiche, dei grandi mobilifici, delle industrie metalmeccaniche che tanto benessere avevano portato al Friuli, ma che l’avidità dei proprietari ha reso ormai storia passata.

Berlusconi non fece proprio nulla per la nostra azienda. Probabilmente non ne venne mai a conoscenza della sua esistenza. Dopotutto, cosa sono 70 lavoratori contro le migliaia di Fiat, Alitania, Enichem?
Di quel milione di posti di lavoro promessi, su cui tanto sognarono i disoccupati, i giovani in cerca di lavoro, probabilmente ne vennero istituiti qualche centinaio, sparpagliati tra province, regioni e ministeri, posti chiave riservati a “persone amiche”.

L’Alcoa di Portovesme è come quella piccola azienda friulana. Nata con grandi speranze e un gran numero di posti di lavoro, via via col tempo i posti si sono assottigliati sempre più, riducendoli a poche centinaia. Lo stesso vale per le industrie di Porto Torres. Industrie che non danno più l’occupazione di un tempo, in compenso avvelenano il territorio col forte inquinamento prodotto.

Ora pare che la salvezza di queste industrie dipenda dall’energia. Un’energia gratuita per la proprietà (che pagheremo noi contribuenti sotto altre forme di tasse). Ma per averla a basso costo, come fare? Ovviamente, costruendo centrali nucleari. Che saranno funzionanti fra una decina d’anni, più o meno. Ma intanto la loro costruzione potrebbe dar lavoro a migliaia di disoccupati.

Un disegno premeditato. A cominciare dall’amicizia col colonnello Gheddafi che ci costa 250 milioni di dollari l’anno: strade per arrivare ai giacimenti di uranio e la vita degli immigrati per far credere quel che non è la lotta all’immigrazione. In realtà quel che conta è l’arricchimento con l’uranio. Gheddafi dà la possibilità di estrarlo. Sarkozy lo vende a Berlusconi, che intanto costruisce le centrali. Chi si prenderà le scorie? Tempo fa si parlava delle miniere abbandonate nel Sulcis Iglesiente.

Al momento abbiamo una guerra tra poveri. Da un lato i lavoratori delle industrie spaventati dalla disoccupazione e decisi a tenere il posto di lavoro, costi quel che costi, per il futuro loro e delle loro famiglie. Dall’altra il popolo di una terra sempre più sofferente, sempre più sfruttata e abbandonata alle “scorrerie” dei barbari capitalisti, che prendono i soldi e scappano, lasciando terra bruciata o cattedrali nel deserto, come Ottana e La Maddalena.

Come finirà? Male, se il popolo sardo non avrà la forza di guardare al futuro, quello sostenibile da tutti, nessuno escluso. Senza sotterfugi, senza farsi fregare da false promesse di arricchimento facile come raccontava messer Zaia durante la campagna elettorale: 8 milioni di euro agli allevatori in cambio di tonnellate di pecorino da distribuire gratuitamente ai poveri. (sic! – e lo hanno pure votato…). O da speculazioni immobiliari come la cementificazione selvaggia senza rendersi conto che non abbiamo nemmeno una strada che si possa definire sicura.
Se il futuro è rappresentato dal turismo, mal si concilia con le industrie inquinanti e le centrali nucleari. Mal si concilia con un governo regionale che spalleggia la cementificazione di Tuvixeddu, un sito archeologico importantissimo a cui ora si sta finalmente rendendo giustizia. Mal si concilia con un governo che rifiuta i sindacati, ma sciopera con i lavoratori dell’Alcoa per mantenere in vita un’industria moribonda e inutile per la Sardegna. Inutile per noi, ma utile per le solite poche tasche.

lunedì, febbraio 08, 2010

Sorprendente come non sorprenda

Dai tempi di Falcone e Borsellino, veri eroi italiani, queste notizie non sono una sorpresa

Massimo Ciancimino racconta in aula processuale dei trascorsi epistolari intercorsi fra suo padre e Berlusconi. Lettere che lasciano intendere come e perché il padrone della maggioranza italiana abbia potuto scalare il potere, un volta fuori gioco l’amico Craxi.
Non solo il potere, e non solo dopo la fuga di Bettino.
Accuse pesanti, infamanti.
Ma non una sorpresa.

Quel che sorprende è come Dell’Utri, chiamato in causa assieme al suo padrone-amico, invece di far silenzio e magari chiedere asilo al grande amico Gheddafi, s’erge spada in resta, accusando Ciancimino di calunnie, di falso, di anarcocomunista, di nemico della Patria (lui sì che è un vero eroe patriota….come disse di Mangano).
Riporto uno stralcio da Wikipedia, alla voce Marcello Dell’Utri:

“Il 14 aprile 2009 I giudici della quarta Corte d'Appello di Milano hanno derubricato il reato da tentata estorsione a minaccia (la cosiddetta «desistenza volontaria» -articolo 56 comma 3 cp- ) e hanno dichiarato quindi il «non doversi procedere», nei confronti di Dell'Utri e anche del boss mafioso Vincenzo Virga, prosciogliendoli per intervenuta prescrizione del reato.”

“Calunnia pluriaggravata - Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa avrebbe organizzato un complotto con dei falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l'arresto (per un'azione, come giudicò poi il tribunale d'appello in via definitiva, mai avvenuta) di Dell'Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò. - I giudici della quinta sezione di Palermo hanno assolto Marcello Dell'Utri, «per non avere commesso il fatto» in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura penale, dall'accusa di calunnia aggravata, era stato accusato di aver organizzato una combine con alcuni pentiti, per screditare tre collaboratori di giustizia che lo accusavano nel processo per concorso esterno in associazione mafiosa. - La Procura aveva chiesto una condanna di 7 anni.”

L’integerrimo Angelino Alfano, da parte sua, lancia il grido d’accusa: «Massimo Ciancimino vuole solo delegittimare l’esecutivo».

L’egregio ministro ha commesso un piccolo errore. A volere la delegittimazione dell’esecutivo berlusconiano è tutta la minoranza degli italiani a cui non hanno plagiato il cervello.

sabato, febbraio 06, 2010

Nuova toponomastica italiana


Riporto l'immagine da www.repubblica.it sezione Palermo.
Tra strade e piazze commemorative di mussolini e craxi, finalmente un'iniziativa da condividere pienamente.
In fondo, bisogna dare a Cesare quel ch'è di Cesare.....

giovedì, febbraio 04, 2010

La commedia dell’arte (e un quiz)

André Derain - Arlequin et Pierrot


Riporto il comunicato della CGIL FLC sullo stato del nostro contratto – farsa:

Contratto AFAM: interrotte le trattative all’ARAN
Il ministro Gelmini e l’ARAN non mantengono gli impegni assunti
I sindacati proclamano lo stato di mobilitazione
Nella giornata di ieri, in assenza di risposte concrete sulle risorse disponibili ed a fronte di un testo contrattuale parziale e inadeguato consegnatoci dall’ARAN, si sono interrotte le trattative per il rinnovo del contratto dell’AFAM 2006/2009, scaduto da ben 49 mesi.
Il Ministero e l’ARAN si stanno assumendo una grave responsabilità nel non consentire una positiva chiusura del contratto, nonostante la firma del protocollo di intesa del 19 novembre 2009 nel quale il Ministro si era impegnato a reperire risorse aggiuntive necessarie per la chiusura della trattativa.
La situazione che si è determinata ieri ha costretto i Sindacati, unitariamente, a proclamare lo stato di mobilitazione della categoria avviando le relative procedure.
Le Segreterie Nazionali di FLC CGIL - CISL UNIVERSITA’ - UILPAUR AFAM - CONFSAL SNALS e UNIONE ARTISTI UNAMS, in assenza di risposte tempestive e in caso di esito negativo deltentativo di conciliazione, programmeranno nei prossimi giorni, iniziative di protesta a livello locale e nazionale.
In questo delicato momento, decisivo per le sorti del CCNL, le Segreterie nazionali invitano tutti i lavoratori dell’AFAM a sostenere le iniziative dei prossimi giorni.
Roma, 3 febbraio 2010


Credo che ogni mio commento sia superfluo.

* * *
Ma eccovi tutti i dati per il difficilissimo quiz:

♦ L’11 dicembre 2009, precedente giornata di sciopero per il contratto, nella mia scuola risulta un solo scioperato.
♠ Domani, 5 febbraio, è indetto lo sciopero generale di tutte le categorie, compresa la nostra.
♣ L’Aran e il governo ci hanno nuovamente preso per il naso.
♥ A causa d’una orrenda bronchite con febbre e tosse, sono reclusa in casa, in malattia.

Domanda:
Quanti si saranno informati sull’andamento delle trattative? Quanti si asterranno dal lavoro, domani, nella mia scuola?

Un quiz difficilissimo. Come posta c’è in palio una poltrona in prima fila per l’ennesima rappresentazione della Commedia dell’Arte.

martedì, febbraio 02, 2010

La lotta per la sopravvivenza


Nella mia discesa dal nord-est al centro-sud la pelle si è via via abbronzata. Effetto del sole isolano? No. Effetto Abbanoa.
Siccome mi secca sprecare bottiglie di acqua minerale per la doccia, e l’acqua esce dai tubi giallina... Ecco il mio nuovo colorito. Quasi un'abbronzatura.

Insomma, non mi va bene niente di questa meravigliosa isola.

Un traffico automobilistico ai livelli di Milano. Una delinquenza ai livelli degli anni ruggenti di Palermo. Un alcolismo degno del Friuli. Strade che sembrano le carreggiate usate dai carri armati a S. Foca, dalle parti del Cellina. Trasporti pubblici inesistenti. Lussuose rivendite di Smart ma è raro trovare piccoli numeri di scarpe da donna, nonostante l’altezza media delle sarde. Università baronali, scuole intossicate dai progetti. Un turismo da mordi e fuggi a mai più….
Come diceva il nostro amato premier? Definiva la Sardegna “un’isola a vocazione turistica”. Io ho tradotto “isola a vocazione militare”. Se in Friuli le caserme sono state dismesse dopo l’effetto domino della perestrojka e la morte di Tito, in Sardegna sono aumentati i territori a uso militare.
Quale futuro può esserci per la nostra davvero amata Sardegna?

In inverno penso spesso alla neve, alle cadute dalla slitta, al silenzio magico di un paesaggio innevato….. Ricordi ormai lontani.
Parlavo giorni fa con un tale di Nuoro, chiedendogli informazioni su Fonni, una delle poche (o forse l’unica) località sarda in cui ci sia la neve. Avevo sentito di un impianto sciistico. Quel tale smontò tutte le mie illusioni. L’impianto è stato dismesso. La strada per il monte non è percorribile se non con un potente fuoristrada e non è consigliato avventurarcisi. «Ma sa, mi diceva, si parla tanto di turismo, di opportunità di lavoro, ma quando uno riesce ad aprire una piccola attività, gli mettono una bomba. Eppure è un posto magnifico, potrebbe vivere di turismo d’inverno e d’estate».
Le contraddizioni di questa terra.
Si preferisce depredarla, avvelenarla, derubarla, ucciderla, piuttosto che vivere e crescere insieme a Lei, rispettando la meravigliosa natura che ci regala e da cui si potrebbe trarre guadagno per tutti.

Il 5 febbraio c’è sciopero generale di tutte le categorie. Ho ricevuto gli inviti da parte dei sindacati per una grande manifestazione a Cagliari, in solidarietà ai disoccupati e agli operai in cassintegrazione, e per salvaguardare l’occupazione rimasta.
Gli operai dell’Alcoa di Portovesme in questi giorni hanno dimostrato grinta e volontà. Non si sono fermati. Oggi si sono accampati dinanzi a Montecitorio, dove c’è in corso un vertice tra sindacati e governo.

Sono assolutamente d’accordo per la solidarietà ai disoccupati e cassintegrati.
Ma non sono d’accordo con il voler salvare a tutti i costi l’Alcoa.
Il punto sta proprio in questo: a tutti i costi.
Hanno avvelenato l’aria. Hanno avvelenato le falde acquifere.
Hanno usato, depredato, avvelenato, e ucciso un territorio tra i più belli del Mediterraneo.
La proprietà ha trovato un terreno facile: un alto tasso di disoccupazione e una quasi nulla tutela ambientale. Hanno ottenuto tutto ciò che volevano. Anche il permesso per una enorme discarica per la materia prima. Perché la materia prima sono scarti industriali, scorie, immondizia. Fondi dallo Stato e dalla Regione per ridurre gli oneri contributivi, per la cassa integrazione e la mobilità. Hanno cercato di ottenere l’energia a costo zero. Purtroppo le centrali nucleari ancora non sono funzionanti e su quell’unico punto, l’energia a gratis, l’Alcoa ha deciso di chiudere. Il guadagno netto non c’è più. O forse si, il governo tentenna.

La cosa peggiore di tutte, è vedere questi operai, impiegati, padri di famiglia, giovani, anziani, dover elemosinare il lavoro a questi sciacalli.
Perché prospettive non ce ne sono.
Se l’unica fabbrica produce veleni bisogna tenerla e trattarla bene, perché non c’è altro posto di lavoro.
Come dire che il becchino, in momento di crisi, per poter lavorare, vada in giro ad assassinare la gente.

Lo stesso succede nelle altre zone industriali sarde. Pur di dare occupazione a una davvero minima parte di lavoratori, si continua a far lavorare fabbriche inquinanti, che non daranno alcun futuro all’Isola.

Ci vogliono altre soluzioni, altre idee. Gli stessi soldi che il governo regala alle varie Alcoa, Eni, Vynils, Equipolymers, potrebbe gestirli meglio e più proficuamente investendoli nel turismo.
Non quello della Maddalena di Bertolaso e Marcegaglia. Soldi rubati ai sardi.
Non quello della Costa Smeralda di Briatore ed Emilio il fedele.
Non quello da spennaturisti tanto in voga ultimamente.

Ma gli incendi che puntualmente si verificano quando il vento spira da Scirocco, rendendo inutilizzabili migliaia di ettari di territorio, fa pensare che non si voglia dare un futuro eco-sostenibile all’Isola. Un futuro di turismo sui modelli di Spagna, Trentino, Romagna.

Ora la lotta è per il pane della sopravvivenza. Ma domani?