lunedì, settembre 28, 2009

L'isola dei veleni

Nella cartina, i centri più pericolosi della Sardegna.
Chi abita a 100 o più km, è portato a credere d'essere al sicuro. Ma così non è.


“La Sardegna è un’isola a vocazione turistica. Occorre puntare sull’ambiente per creare sviluppo e occupazione”. Così diceva Silvio Berlusconi durante l’ultima campagna elettorale per l’elezione del fido Cappellacci.

Nell’edizione domenicale del 27 settembre 2009, La Nuova Sardegna ha dedicato due pagine all’emergenza emissioni tossiche tra Portoscuso e Portovesme. Non riuscendo a riportare il tutto, pubblico solo qualche stralcio dei vari articoli.

Giorgio Pinna, giornalista, autore dell’inchiesta. Le emissioni di fluoro all’Alcoa e la minaccia di nuovi licenziamenti. «Eppure, di fronte alle emissioni di fluoro, dopo tante battaglie che non sono servite a salvare nè l’occupazione nè la salute, qui il clima è in larga misura di cupa accettazione». «Nel complesso prevalgono indifferenza, apatia, rassegnazione. I veleni più insidiosi sono mannaie calate sull’incolumità generale a scadenze periodiche. Però sembrano alla fine fiaccare meno degli annunci di cassa integrazione o dei licenziamenti.». «E che dire dello stupore con cui i vertici locali di Alcoa accolgono la richiesta di poter visitare lo stabilimento e ottenere chiarimenti ufficiali da parte aziendale sulle emissioni che si protraggono dal 9 agosto? “Ci dispiace, senza l’autorizzazione dei dirigenti non possiamo rilasciare dichiarazoini alla stampa nè tantomeno far entrare nessuno che non abbia fissato un appuntamento da tempo”».

Marco Schintu, chimico, docente d’igiene dell’università di Cagliari: «Un’emergenza con dimensioni tutte da definire. Non è purtroppo la prima nè sarà l’ultima: la popolazione vive da 40 anni a ridosso del perimetro di un polo industriale. Anche quando gli inquinanti nell’aria rientrano nei limiti previsti dalla normativa, è comunque esposta a una miscela di sostanze di diversa natura chimica e fisica, seppure a basse dosi. Non a caso il suo stato di salute è caratterizzato da una maggiore frequenza di malattie dell’apparato respiratorio. E’ inoltre da sottolineare che il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria nella zona, da tempo dichiarata ad alto rischio ambientale, è inadeguato. Le centraline sono obsolete e mal posizionate».

Angelo Cremonese, consigliere comunale dei Verdi, 30 passati nell’Alcoa. «Manca un sistema serio di monitoraggio degli inquinanti. Occorrono in continuazione prelievi specifici: invece le centraline sono poche, oblosete, collocate in punti sbagliati». «E non possiamo certo monetizzare il disagio, come sostiene qualche dirigente sindacale». «Credo che tutti ci dovremmo ribellare. Ho visto troppi miei compagni di lotta morire di cancro per pensarla in modo diverso. Ritengo on sia un caso che più in generale, mentre a Portoscuso circolano persino rifiuti radioattivi, qualcuno m’inviti a non parlare più di questi traffici oscuri».

Vincenzo Migaleddu, coordinatore nazionale dell’Area ricerche Isde. «Per capire, si deve parlare del particolato, il veicolo con cui le emissioni inquinano l’aria. Più piccole sono le dimensioni più il particolato penetra nei polmoni e nel sangue». «L’Arpas non programma la rete dei controlli in condizioni di normalità e così agisce solo in emergenza. In questa circostanza, per esempio, i suoi tecnici avvertono subito di aver fatto campionature non nelle 24 ore, ma con frequenze giornaliere di 6». «Comunque l’Arpas adotta parametri in vigore solo per altri 3 mesi e che saranno presto superati dalle nuove direttive dell’Ue. Manca dunque il rilievo del particolato PM 2,5 e inoltre il PM 10 è valutato con indicatori 4 volte meno selettivi di quelli che entreranno in vigore a gennaio. Ma nonostante questi deficit di base il quadro è lo stesso allarmante». »L’11 febbraio la Giunta Soru ha varato un accordo di programma con la Portovesme srl, per complessivi 300 milioni, teso al raddoppio della produzione di zinco a partire dalla lavorazione dei rifiuti tossici d’importazione, cioè i “fumi d’acciaieria”. Dal 24 aprile la Giunta Cappellacci porta avanti il progetto. Solo per la discarica necessaria allo stoccaggio dei residui sono previsti 60 milioni di euro. Al milione e mezzo di tonnellate annuee di fanghi rossi d’alluminio si dovrebbero così aggiungere 300 mila tonnellate circa di rifiuti della lavorazione dei “fumi” (adesso sono circa 180 mila). Mi pongo allora due domande. C’è bisogno di nuovi pericoli in un’area già pesantemente inquinata? E non c’è il rischio di creare corsie preferenziali per il futuro smaltimento di rifiuti nocivi provenienti da altre regioni?».

Stefania Loche e Gianluca Balbi, abitanti di Portscuso. «All’inizio non ho realizzato che tipo d’atmosfera si respirasse». «Non ci sono zanzare. E neanche mosche nè altri insetti: non ci possono vivere, loro». «E’ lo stesso motivo che impedisce di bere il vino delle vigne tutt’attorno. Come di comprare prodotti locali dai verdurai di Portoscuso e Portovesme. O di bere dai rubinetti. Usiamo l’acqua minerale imbottigliata anche per fare la pasta e lavare la frutta».

* * *
Così, mentre i paladini di re silvio I si battono per il suo nome oltraggiato dal caso escort, chiedendo la cacciata dalla televisione di stato di chi parla contro, pena il boicottaggio del canone; mentre si litiga se i soldati morti in Afghanistan siano mercenari al soldo del vassallo la russa o lavoratori morti sul lavoro; mentre si cerca di stendere un velo omertoso sulle navi piene di scorie affondate al largo della Calabria; mentre nei consigli comunali e regionali si dibatte sulla de-regolamentazione per la liberalizzazione edilizia; mentre ad una a una le promesse elettorali del PDL in Sardegna si rivelano promesse da marinaio, come il completamento della Sassari - Olbia o quella del ministro Zaia di intervenire a favore dei produttori di latte sardi con la panzana dell’acquisto di pecorino per 8 milioni di euro, che pure l’hanno votato!!; mentre si varano decreti legge per salvaguardare l’incolumità dei soldi dei bancarottieri ed evasori fiscali; mentre si rimuovono le targhe in memoria dei veri eroi di questa Repubblica, come Peppino Impastato e si inneggia alla mafia e alla ‘ndrangheta;

in un’Italia al rovescio, che ha perso la dignità, il buon senso, l’onore, la civiltà
in cambio dell’arricchimento vero di pochi
e il sogno, vano, d’esser pari loro di molti,

la Sardegna muore
avvelenata
dai capitalisti arroganti
in cambio di sempre meno posti di lavoro;
dalle armi sperimentali
dell’esercito “di pace”;
dal commercio mafioso dei rifiuti
delle fabbriche italiane;
nell’indifferenza generale
del governo italiano
che si vuole sovrano in terra sarda;

ma la cosa peggiore

la più terribile tra tutte

nell’indifferenza del popolo sardo.

domenica, settembre 27, 2009

I diritti negati al popolo sardo

Assieme ai doveri ci sono anche diritti, cui godiamo in forza dell’appartenenza ad uno stato civile e democratico.
Uno di questi, fra i più importante, è quello alla salute.
Tutti noi cittadini, elettori d’un governo che già dall’inizio si sapeva dittatoriale, disonesto, mafioso e piduista, capitanato da un egoarca senza scrupoli, abbiamo il diritto, sancito dalla Costituzione, alla salute. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
Ma questo diritto, a quanto pare, viene negato ai cittadini della Sardegna.
A noi, abitanti d’una Regione la cui unica buona fonte imprenditoriale da cui ricavare reddito e nuova dignità, è l’Ambiente;
assodato oltre ogni ragionevole dubbio che le industrie in terra sarda hanno provocato, invece d’un miglioramento delle condizioni economiche, un impoverimento con danni ambientali enormi a causa dell’inquinamento e delle continue messe in svendita di fabbriche e lavoratori;
a noi il diritto alla salute non è concesso.
Le grandi industrie inquinanti continuano ad essere sovvenzionate dallo Stato con la scusa d’una manciata di posti di lavoro.
Il poligono interforze del Salto di Quirra, portatore d’un inquinamento ancora maggiore delle industrie, continua a essere rafforzato e ampliato, le cui conseguenze venefiche e mortali sono tutte e carico del popolo sardo, che ancora oggi non ha coscienza del danno, plagiato com’è dal capitalismo di stato come il resto degli italiani.

Riporto integralmente l’articolo de Il Minuto, della cui conoscenza ringrazio i compagni di A Manca.

* * *

Da: Il Minuto del 26 settembre 2009
Entro il 2011 sorgerà sulle grotte di Ingurtidroxus l'aeroporto militare per i droni voluto da La Russa e Parisi
Comitato si batte per salvare complesso carsico e specie rarissime

(IlMinuto) – Cagliari, 26 settembre - Prosegue "senza sosta" l'attività del gruppo incaricato di definire il progetto di "striscia tattica funzionale" - un aeroporto militare con una pista da 2,3 chilometri - da realizzare entro il 2011 nel Poligono militare del Salto di Quirra. Lo ha assicurato nei mesi scorsi il ministro della Difesa Ignazio La Russa rispondendo ad una interrogazione parlamentare. La continuità con l'operato del suo predecessore di centrosinistra è totale: era stato proprio il ministro sassarese Arturo Parisi a dare il via al progetto nel 2008. Un progetto con poco riguardo per le conseguenze sull'ambiente. La "striscia tattica" sarà infatti costruita sopra le grotte di Ingurtidroxus (o Angurtidroxus): un complesso carsico lungo 12 chilometri, attraversato da due fiumi e abitato da specie rarissime e minacciate di estinzione come l'euprocto e il geotritone sardo.
Ma la costruzione dell'aeroporto militare non è purtroppo l'unica minaccia per Ingurtidroxus. "Negli ultimi anni - spiega il fisico Massimo Coraddu, del comitato per salvare le grotte - nel complesso carsico si sono verificati molteplici crolli. Il più facile da rilevare e studiare è avvenuto quest'anno all'ingresso di Is Angurtidroxeddu durante la sperimentazione delle bombe a guida laser, che si è svolta da gennaio a giungo". "Questi ordigni recentemente acquistati dal Ministero della Difesa - sottolinea Coraddu - vengono sganciati proprio sulla volta delle grotte. Quando impattano sul suolo fratturano la roccia e scavano crateri di tre-quattro metri di diametro per uno di profondità".
Ma quale sarà l'utilizzo del nuovo aeroporto militare? Quali nuovi tipi di armi o velivoli saranno sperimentati nella cosiddetta "striscia tattica"? "Lo scopo del nuovo aeroporto - denuncia il Comitato contro la distruzione delle grotte - sarebbe quello di collaudare gli aerei senza pilota (detti anche droni) sviluppati dalle multinazionali degli armamenti come FinMeccanica o acquistati dall'esercito italiano, costati 330 milioni di dollari". La costruzione dell'aeroporto permetterà all'Italia di impegnarsi a fondo, tramite FinMeccanica, nella realizzazione del progetto Neuron per lo sviluppo di un nuovo "dimostratore da combattimento senza pilota".
Il processo di militarizzazione dell'Isola continua ancora, quindi, nonostante le conseguenze documentate sulla salute degli abitanti dell'area attorno al Poligono. A Quirra sono state 64 - denuncia il Comitato Gettiamo le Basi - le morti per leucemia o tumori al sistema emolinfatico fra i militari e i civili. Un impatto devastante e recentemente riconosciuto dallo Stato, con un decreto che prevede la possibilità di corrispondere un indennizzo a chi, militare o civile, ha contratto infermità o patologie tumorali legate all'esposizione all'uranio impoverito o ad altri metalli radioattivi. I 30 milioni stanziati - dato che sono previsti risarcimenti non inferiori ai 200mila euro - potranno però indennizzare solamente circa 100 persone in tutta Italia. Una cifra molto inferiore rispetto a quella indicata dall'Associazione militari e ammalati presieduta da Falco Accame: 3000 ammalati e 300 decessi.

venerdì, settembre 25, 2009

Ricongiunzione familiare e abrogazioni

Oggi Repubblica dà notizia l’annullamento delle norme antifannulloni varate da quel bravaccio di brunetta. Repubblica tira le orecchie a renatino perché all’abrogazione non è stata fatta la stessa pubblicità di quando le norme furono introdotte. Riporta anche i commenti dei principali sindacati, e tutti, guardacaso, dicono la stessa cosa, cioè tutti erano contrari a quelle norme troppo penalizzanti, per i lavoratori e per la stessa PA.
L’abrogazione delle norme è contenuta nel decreto anticrisi varato a luglio e quindi, chi segue un minimo la politica italiana, ne era già informato. Quello che non si sapeva, è che la UIL e la CISL non fossero d’accordo. Ma come?!? Non sono sempre accorsi quando il padrone chiamava? Non hanno sempre avvallato qualsiasi cosa il padrone esigeva? Ma si sa, DOPO, è facile prendersi il merito. Basta emulare il buon silvio, che a sentirlo è merito suo se il pianeta terra è in pace, novello Ghandi.
Insomma, quel bravaccio di brunetta dopo aver OFFESO e INGIURIATO i lavoratori italiani, zitto zitto ha infilato l’abrogazione nel decreto di quell’altro bravaccio di tremonti, ripristinando il vecchio orario per le visite fiscali, la certificazione al medico di base e tolta l’INFAME tassa sulla salute.
Che si sia reso conto che in realtà non siamo così fannulloni?
Macchè! Il fatto è che gli “arresti domiciliari” erano incostituzionali; la certificazione demandata alle Asl un dramma per la sanità ridotta ai minimi termini che non poteva, oggettivamente, far fronte all’incombenza; la tassa sulla salute assolutamente INCOSTITUZIONALE e INFAME, oltre che VERGOGNOSA.
Ma la vergogna, quel bravaccio di brunetta pare non sappia cosa sia, e da fautore della meritocrazia all’italiana, della trasparenza (i dati sugli stipendi fissi online mancanti di straordinari, incentivi, accessori e consulenze sono la sua trasparenza), dell’onestà (evidentemente non sa cos’è), dell’innovazione (??? oibhò!); lui che da Gubbio ci augura di morire ammazzati (forse dalle ronde fasciste??) sparando bordate contro le élite “della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale”, aggiungendo che “la sua missione sarà una missione straordinaria contro la cattiva rendita, contro i parassiti dovunque essi siano”; come primo importante passo a dimostrazione che dalle parole lui passa subito ai fatti perché non è un fannullone, nomina suo portaborse nientepopodimeno che: gianni de michelis.
Quello stesso de michelis che nei primi anni ’90 lo aveva voluto come suo portaborse.
CHE SIA UNO SCAMBIO DI FAVORI? o una ricongiunzione fra due amiconi, pardòn, volevo dire compagni di merende.
Riporto quanto scritto su Wikipedia a proposito (per chi già non lo sapesse) del suo amicone de michelis:
«Procedimenti giudiziari a suo carico - A seguito delle inchieste giudiziarie del pool di "Mani pulite", dopo più di 35 diversi procedimenti giudiziari, oltre alle moltissime assoluzioni, è stato condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi patteggiati per corruzione nell'ambito delle tangenti autostradali del Veneto; 6 mesi patteggiati nell'ambito dello scandalo Enimont. La pena, ammontante in totale a 3 anni di reclusione, è stata sospesa con la condizionale. L'attività di corruzione per cui De Michelis fu condannato, come precisato dal Tribunale, "alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata". Come riporta Marco Travaglio, le feste mondane di Gianni De Michelis erano "entrate nella leggenda. A Venezia ne organizzò una alla Stazione marittima con duemila invitati; a Roma, per un compleanno, affittò l'intero ippodromo di Tor di Valle. [...] Nel 1993, De Michelis lascia un conto non pagato di 490 milioni all'Hotel Plaza di Roma, dove ha occupato una suite che costava 370 mila lire al giorno soltanto per gli «extra»"».

Mi vien da pensare che a Montecitorio si stia sentendo molto la mancanza dei festini a palazzo...

Personalmente, invece, sento molto la mancanza di un’altra abrogazione, di gran lunga più valida se davvero si volesse mettere la parola fine alle élite parassitarie: l’abrogazione del governo.

giovedì, settembre 24, 2009

Lavorare in Sardegna

Per chi ancora crede che la Sardegna sia il Paese dei Balocchi di briatore e berlusconi.
Per quelli che invidiano il nostro sole e il nostro mare e credono che per chi vive qua sia una eterna vacanza.
Per quelli che non hanno capito che la crisi in Sardegna non è da oggi, e che i lavoratori sono costretti a scegliere fabbriche altamente inquinanti e mortali per la nostra terra oppure l'emigrazione, "in cambio della liberalizzazione edilizia".
Leggetevi questi due brevi articoletti, tratti da siti assolutamente non catto-comunisti. Non vi porteranno via molto tempo.

PORTO TORRES

PORTOVESME

Phlebotomus papatasi

Nell'immagine, il dannato Phlebotomus papatasi.
Nell'altra immagine, un esemplare di Pshychoda.
Le immagini sono tratte rispettivamente da:
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Phlebotomus_pappatasi_bloodmeal_begin.jpg
http://www.naturamediterraneo.com/forum/topic.asp?TOPIC_ID=15471


Dannati parassiti! A Bologna la zanzara tigre, a Sassari il pappatacio!
Da me arriva al mattino presto, verso le cinque. A differenza della zanzara non fa alcun rumore e di soppiatto, zac!, una salassata da far risvegliare anche i morti. Il prurito poi si estende a dismisura, come se avesse punto in dieci posti diversi, che non bisogna assolutamente grattare, basta una pomata o un gel dopopunture. (Il consiglio sembra ovvio e risaputo, ma non è così.... chiedere al beneamato). Per i cani è portatore di una severa malattia, la Leshmaniosi; per noi, fortunatamente si limita al prurito, e solo nei soggetti più allergici può dare corso ad una febbre di tipo influenzale.

Della stessa famiglia Psychodidae, fa parte anche una farfallina che si vede spesso in bagno o in cucina, la Pshychoda, la quale, pur essendo considerata malamente al pari degli scarafaggi di cui condivide la vita nei posti umidi (leggasi fogne) cibandosi di organici in decomposizione, non è sanguinaria come il Phlebotomus, più piccolo di lei. Non fate l’errore di sterminarle credendole gli orripilanti pappataci, anche loro fanno parte dell’equilibrio naturale, e se non le volete in casa il consiglio è ovvio anche ora: basta mantenere i locali ben puliti.
Sul filo delle ovvietà, eccovi questo mirabile esempio dell’intelligenza umana: In un giardino avevo trovato e fotografato delle mantidi. Una persona curiosa s’era avvicinata, le aveva viste, s’era schifata e voleva schiacciarle. Le avevo dimostrato che da quei piccoli esserini non aveva nulla da temere e le avevo spiegato la loro utilità. Tornata dopo un breve periodo di ferie non ce n’era più nemmeno una. Mangiate dalle lucertole? Non credo proprio, dato il ritrovamento d'una di loro schiacciata. Si è trattato di ignoranza, stronzaggine e rivalsa sadica sul più debole. Il risultato? il giardino ora è infestato da larve, chiocciole e bruchi.
Naturalmente, non c’era bisogno di questa dimostrazione per sapere che l’uomo è la bestia peggiore e più stupida del Regno Animale.

mercoledì, settembre 23, 2009

Tre ipotesi sul caso Agrama

L’inchiesta per appropriazione indebita. Prodotti televisivi comprati da Agrama e rivenduti a prezzi gonfiati alla Fininvest
Diritti tv, a Milano l'atto d'accusa
quel socio occulto di Berlusconi
Per i magistrati l'intermediario in realtà era d'accordo con il Cavaliere
di Piero Colaprico ed Emilio Randacio
MILANO - Appropriazione indebita, "chiunque per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto si appropria del denaro altrui". La chiusura dell'indagine, preludio della richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi (un metro cubo di carte fascicolate con copertina azzurra), è già pronta nell'ufficio del pubblico ministero Fabio De Pasquale. Che, con procuratore e aggiunti, dovrà decidere ora se formalizzare il passo prima o dopo la sentenza della Consulta sulla legge Alfano che rende immune il capo del governo. Continua.

* * *
Come andrà a finire?
Tre le ipotesi.

La prima, quella a cui siamo ormai abituati dai tempi di Craxi. Grazie ai vari lodi che lo rendono immune, silvio berlusconi ne uscirà assolutamente immacolato, si spartirà i soldini con Agrama che attende alle Bahamas, e i giudici saranno tacciati d’essere dei farabutti terroristi catto-comunisti. Amen.

Seconda ipotesi.
La Consulta darà parere negativo al Lodo alfano. I giudici riusciranno a portare in tribunale il buon silvio, che scucirà milioni di euro per corrompere giudici, cancellieri, uscieri. Al processo verrà assodato oltre ogni dubbio che lui non ne sapeva niente, era in buona fede, praticamente un’iniziativa dell’Agrama di cui non era stato informato. Il colpevole, sempre che ce ne sia uno (d’altronde, come diceva tempo fa, bisogna sapersi arrangiare) non è certo lui, paladino dell’Italia che lavora onestamente. Agrama verrà rinviato a giudizio, nel frattempo verrà nominato sottosegretario di tremonti a 12.000 euro mensili, e silvio accuserà i giudici di persecuzione e intenterà causa a loro danno di terrorismo catto-comunista.

Terza ipotesi, fantastica.
La Consulta darà parere negativo al Lodo alfano. I giudici riusciranno a portare in tribunale il buon silvio, che scucirà milioni di euro per corrompere giudici, cancellieri, uscieri i quali ne hanno le tasche piene di lui e dei suoi cortigiani e non accetteranno, aprendosi così un’altro procedimento per tentata corruzione.
Vista la mala parata, ci sarà un tentativo di golpe da parte dei compagni di merende al governo. Avremo un’inflazione di decreti-lampo, la tivù di stato rai-mediaset manderà in onda 24 ore al giorno a reti unificate fede e le ballerine. Vi saranno tentativi di coprifuoco, chiamata alle armi delle ronde fasciste, manifestazioni in sostegno al premier ingiustamente accusato ad Arcore, L’Aquila e Olbia. Innumerevoli panfili da Olbia, Livorno e Palermo caleranno la bandierina italiana per issare quella panamense e salperanno le ancore per le Cayman e le Bahamas. Gli italiani ringrazieranno.
Un’ipotesi fantastica, appunto.

Intanto il buon tremonti vara un’ennesima sanatoria tombale sui rientri dei capitali all’estero, sulle bancarotte e sui falsi in bilancio. Non si sa mai....

domenica, settembre 20, 2009

Il dubbio influenzale

Porcetti in libertà a Sarule (NU).

24 agosto 2009 - Bisogna chiarire che questa influenza ha una virulenza lieve – spiega il professor Giorgio Palù, ordinario di microbiologia e virologia all’università di Padova e presidente vicario della Società Europea di virologia – e pertanto gli antivirali vanno usati con estrema cautela.
Il rischio è di assumere il farmaco inutilmente. Non si può rischiare che durante una pandemia si sviluppino casi di resistenza dovuti all’eccessiva somministrazione della molecola. E già nei mesi scorsi sono stati registrati casi di resistenza in Messico, dove c'è stato il primo focolaio e dove c'è stato un abuso di antivirali.

4 settembre 2009 - La pericolosità dell’influenza H1N1 è «molto limitata». Lo ha affermato venerdì l’oncologo Umberto Veronesi, a margine dei lavori del workshop Ambrosetti a Cernobbio. «Siamo sicuri che l’epidemia aumenterà – ha detto Veronesi – ma la sua pericolosita’ è molto limitata: la mortalità in Italia è circa zero, mentre quella dell’influenza stagionale è dell’1 per mille»

9 settembre 2009 - "Sono ormai 7.000 i casi di nuova influenza A/H1N1 in Italia. Rispetto ai 5.600 della settimana scorsa, l'aumento è stato significativo ma non ancora esponenziale. La pandemia procede in maniera tranquillo". Lo ha detto il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, al termine della riunione dell'Unità di crisi sulla nuova influenza, ieri a Roma. Per il viceministro, inoltre, sulla A/H1N1 si è fatto "troppo rumore. Non ci sono reali motivi di grave preoccupazione. La malattia resta leggera".

18 settembre 2009 - E' deceduta la donna ricoverata all'ospedale 'Papardo' alla fine di agosto colpita dall'influenza di tipo A H1N1. In un convegno internazionale sull'epidemia le previsioni per l'Italia: "Ci possiamo attendere 12 milioni di casi e oltre diecimila morti”. "Si tratta di un soggetto che già si trovava in una cattiva condizione di salute ed affetta da complicanze polmonari. La donna, a quanto risulterebbe, era cioè già affetta da una malattia polmonare e, stando alle prime notizie, il decesso è avvenuto a causa di tale patologia polmonare". Dunque, ha concluso Cricelli, "il virus ha probabilmente solo ulteriormente aggravato una situazione grave che era già in atto".
Precedentemente, il 4 settembre, era deceduto, all'ospedale Cotugno di Napoli, un uomo di 51 anni che presentava da tempo gravi condizioni di base, con cardiopatia dilatativa e diabete grave.

Praga, 19 settembre 2009 - L'influenza "A" in Italia potrebbe fare fino a 95.000 vittime, su oltre sei milioni di malati. Sono le previsioni del virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco.

Giorni fa un collega mi racconta d’essere andato dal suo medico e che questi gli ha detto di vaccinarsi contro questa nuova influenza. Per di più, sempre a detta del medico, la vaccinazione, per noi lavoratori della scuola, è OBBLIGATORIA. (ma quando mai...?!?!?).

* * *

Ora, sarà che vedo troppi film di fantascienza, di guerre biologiche a suon di batteri e virus, piuttosto che di missili al torio, ma tutta questa storia dell’influenza suina non mi suona bene.
La mia opinione è che CI STANNO PRENDENDO IN GIRO.
O si tratta solamente di un enorme BUSINESS FARMACEUTICO in cui hanno le mani in pasta anche molti medici.
Oppure non si tratta d’influenza, ma di EBOLA e non ce lo vogliono dire.

Personalmente propendo per la prima ipotesi, il business. Certamente non mi sottoporrò alla vaccinazione di massa e OBBLIGATORIA, rischiando la mia vita per ingrassare medici, industriali, faccendieri politici che stanno alimentando il panico nelle popolazioni. Lo dimostrano gli stessi morti, tutti con malattie gravi, a cui l’influenza non ha fatto che da “colpo di grazia”: se non era la suina, poteva essere l’aviaria, o qualsiasi altra.
Lo scorso inverno, dopo anni ho preso l’influenza, quale che fosse. Quattro giorni a letto, due con febbre a 40. Non credo di essere pesata tanto sull’erario statale per cinque giorni di malattia, a cui hanno detratto la tassa sulla salute voluta da quel bravaccio di brunetta che sta tanto dalla parte degli onesti lavoratori, quando per noi della scuola dovrebbe essere considerata malattia professionale. Gli sprechi in Italia non si contano e, caso strano, sono tutti addebitabili ai nostri politicanti.
Con questa storia, mi pare proprio siano arrivati a succhiarci il sangue.

venerdì, settembre 18, 2009

Men in black


Ecco le prime immagini dei prodi Men in Black Rome nostrani.




Ma se è lui che stanno cercando di emulare, ho come il presentimento che ne potranno essere solamente la copia formato Totò (e lui era un grande, mica un ciarlatano...).

venerdì, settembre 11, 2009

A si biri ♥ Mandi

Questi siamo noi due, Franco ed io.
Una coppia attempata, ormai di mezza età.
Ci vogliamo molto bene e ai giovani che credono che l’amore sia una loro prerogativa, vorrei augurargli di amarsi quanto noi, ormai oltre la sponda dei 50.
Franco è alto, i capelli indefinibili a causa del taglio rasato, gli occhi dolci e troppo spesso malinconici. E’ ancora un bell’uomo, nonostante si sia tagliato la lunga barba che mi ha fatto innamorare.
Mi sono innamorata della barba? proprio così. Pare uan sciocchezza, ma in realtà è un tratto distintivo del carattere d’una persona. Ognuno di noi ne ha uno, rendendoci degli originali. Quale sarà il mio? Prima o poi glielo chiederò.
Soffriamo gli acciacchi dell’età, io forse più di lui; ma si sa, le donne sono più lamentose.
Un dispiacere che si porta appresso, sopportando pazientemente, è la mia scarsa passione per il mare. Talmente scarsa che quest’anno le ferie le abbiamo passate a zonzo per montagne e campagne. Il mare della Sardegna è bellissimo, concordo pienamente. Ma non so nuotare. Se l’acqua è alta più d’un metro ho l’impressione di cadere a picco e affogare. Il mare della mia gioventù era quello di Lignano Sabbiadoro, ovvero un chilometro verso il largo di acqua alta meno d’un metro.
Probabilmente sono tutte scuse, ma per fortuna in Sardegna non c’è solo il mare.
Abbiamo accomunato la passione per le fotografie, di cui sul blog ne pubblico qualcuna, a dire il vero nemmeno le migliori. Credo siano circa ventimila, una più una meno, in poco più di un’anno. Le sto catalogando e non è impresa facile.
A causa mia il suo blog s’è fermato, perché il computer è sempre a mio uso e consumo. Una tirannia, questa, ma lui sopporta pazientemente, forse perché è ancora segretamente innamorato.
La pazienza però non è prerogativa sua. Sono qua solo per lui. Non mi pento della scelta (e a dire il vero non mi sono mai pentita di nulla, tutto serve, anche gli errori), perché alla base c’è lui, Franco. Ma è un fatto che adattarsi all’ambiente, proveniendo da zone più sviluppate, per il lavoro e la multiculturalità, mi crea notevoli disagi. Ogni tanto sproloquio dicendo che scappo in Italia.... ma prima o poi si assesterà anche questo problema.
E non è tutto. Debbo pazientare anche quando le chiocciole (che qui mangiano a chili) scappano dal sacchetto e le trovo qua e là nell’auto. E i suoi scherzi.... Un giorno rientrando in casa trovavo che fosse diversa, ma non capivo in cosa. Poi le notai: aveva attaccato mollette su tutti i miei quadri.
Ed anche le zanzare e le mosche: si dispiace quando le uccido. Ma purtroppo per lui, e per quei piccoli animaletti, non riuscirò mai ad avere la stessa pietà.
Insomma, due attempati coniugi che si sopportano piacevolmente.
E che ora vi salutano, immortalati (si fa per dire) sul granito sardo.

Però, chissà che l’ombra non si sia impressa indelebilmente? Si sa che l’amore può questo ed altro.

A si biri e Mandi

Afam, ovvero l’arte d’arrangiarsi

Ieri, 10 settembre 2009, dovevano riprendere le trattative per il rinnovo contrattuale del comparto Afam. Ma il “miglior premier della storia d’Italia” e il suo entourage hanno altro di cui occuparsi, ultimamente. Migliaia di precari della scuola, soprattutto docenti, manifestano su tutto il territorio nazionale, chi bloccando strade, chi arrampicandosi sui tetti. Gli altri problemi non si contano, tanti sono: le industrie, le banche, gli aeroporti, i trasporti in genere, la sanità,.... ce n’è per tutti.
Cosa è, al confronto, un rinnovo contrattuale? Anche se l’ultimo è del 2003/05, o dovrei dire l’unico a partire alla riforma. Brunetta ci ha fatto avere ben 7,50 euro netti in più come “acconto” al mancato rinnovo.
Non è il momento per trattare aumenti stipendiali, nuove qualifiche e livelli e soprattutto la mobilità intercompartimentale. Se gli studenti trovano difficoltà nel caos dei diplomi o presunte lauree equipollenti, ordinamentali, accademici, di primo o secondo livello, di vecchio o nuovo ordinamento, biennali, quadriennali, triennali. Se tra i docenti c’è chi insegna una materia e chi ne insegna tre o quattro, chi ha cinque studenti e chi ne ha trecento, sempre a pari stipendio. Se le attrezzature, i materiali mancano perché i finanziamenti ora avvengono tramite le fondazioni bancarie che hanno altri buchi di cui occuparsi; ebbene, risolvano pure i loro problemi all’italiana: s’arrangino.
Intanto hanno rifatto il sito, da cui è sparito il personale non docente.
Ipotizzo che passerà un altr’anno (ipotesi troppo buona).
Ascoltavo ieri due persone discutere del mancato rinnovo. Uno diceva all’altra che bisognerebbe scioperare. L’altra rispondeva che sarebbe inutile: gli unici a perdere qualcosa saremmo noi.

Così, però, ci guadagnano i furbi, gli incozzati, i parassiti che hanno tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno.

* * *
Per onor di cronaca, questo pomeriggio era su internet la notizia dell'avvenuto incontro.

FLC CGIL - CISL UNIVERSITA’ - UIL PA UR AFAM

Giovedì 10 settembre alle ore 14.30, si è tenuto all’Aran il previsto incontro con i Sindacati Confederali FLC Cgil, CISL Università e UIL PA UR AFAM per il rinnovo del CCNL del comparto AFAM. Dopo un primo confronto con la Delegazione di Parte Pubblica teso a superare l’innegabile impasse, dietro proposta sindacale, si è convenuto un calendario di quattro incontri per affrontare in sede tecnica i nodi principali della piattaforma a suo tempo presentata: orario della docenza, fasce della docenza, carriere e profili del personale tecnico e amministrativo, rivisitazione e aggiornamento normativo.
Ciò al fine di arrivare entro la prima metà di ottobre alla stesura di un articolato compiuto.
La Delegazione trattante di FLC CGIL, CISL UNIVERSITA’, UIL PA UR AFAM

giovedì, settembre 10, 2009

Il degrado delle scuole

Sono stanca, stufa, ho le scatole girate.
Le scuole, “certe scuole”, sono invivibili.
Dicevo a una prof che si lamentava di non esser troppo severa, che la colpa non era della persona, ma dell’ambiente che forma le persone. Ed ora ho paura d’essere come loro, senza nemmeno accorgermi del cambiamento. Perché se non ti adegui, sarai la loro vittima.
Mobbing, liti, dispetti, maleducazione, menefreghismo, ignoranza, inettitudine.
Chi dirige dovrebbe dirigere anche le persone,
ma si limitano a dirigere i soldi
e a elargire zizzania e disparità.

Mi piacerebbe trovare un’altro lavoro.
Dico sul serio.
Anche se qualcuno direbbe che sputo sul piatto che mangio.
Ma di questo lavoro da statale, sicuro, ne farei volentieri a meno.
Brunetta o non brunetta, l’ambiente non è mai cambiato.
Mi spiace per i precari.
Ma la scuola italiana era uno schifo prima
e lo è uguale oggi.
Purtroppo non posso mollarlo
a causa dei parassiti politici che hanno ridotto l’economia a pezzi,
il mondo del lavoro abbonda di disoccupati e cassintegrati.

Devo tenermi questo lavoro. Mi piaccia o no:
“Poverina me, ho una situazione familiare drammatica”.
“Poverina me, ho dieci malattie invalidanti”.
“Poverino me, sono troppo depresso”.
“Devo andare a fare la spesa”.
“Ho da fare la colazione”.
“Ma io abito lontano”.

Insistono per aiutarti quando non ne hai bisogno.
Quando avresti bisogno di loro non ce n’è uno disponibile.
Se parli col direttore, giureranno che parlavi male dei colleghi.
Se sei veramente invalido, faranno di tutto per farti licenziare.
Come passano di ruolo, portano i certificati medici.
Se uno è più bravo lo annientano, perché non sta nella media.

Se sei invalido a causa loro
e ti hanno liquidato con 300 euro,
che ti ripaga per non poter essere più come prima:
qualsiasi sforzo lo senti non triplo, ma in esponenziale,
ti dicono pure che porti degrado alla scuola.
Tu, non chi ti ha ridotto così e ora si gode la grassa pensione statale.
Tu, perché il vile Stato vuol metterti in condizioni di disagio fino alle dimissioni.
Tu, perché il codardo Stato non vuole prendersi le sue responsabilità.
Tu, perché il mondo va così.
Potrai dare solidarietà fin che vuoi
ma riceverla è quanto di più difficile al mondo,
d’altronde, tutti hanno dei problemi
Tu, questo lo capisci ed è un’ingiusta sofferenza in più.

Ma sono scuole? o sono casini?

Si dice che l’importante è avere l’amore,
quando la salute te l’hanno rubata.
Vero.
L’amore unisce, incoraggia, sostiene.
L’amore è comprensione, fiducia, lealtà.
L’amore rasserena il conflitto interiore.

Ma avere giustizia ed equità
ci farebbe vivere tutti meglio.

Cuntzertu pro Bruno


Se pensi che le pecore in Sardegna hanno quattro zampe
e tu ne hai due ma non sei un pollo da spennare.

Se non ti fai condizionare dalla stampa e dalla tivù
e non dai per scontato accuse senza prove inconfutabili.

Se pensi che la solidarietà non è solo un lemma da vocabolario
ma soprattutto aiuto e comprensione a chi è costretto lontano.

Se ti credi ancora libero di pensare e decidere
e sei stanco della repressione alla libertà d’essere sardo.

Se cerchi un’alternativa alla politica colonialista
e sei stanco di vedere solo macerie nella tua amata Isola.

Se sei stanco delle formalità e convenzioni
che uccidono le idee e le speranze d’un futuro migliore.

Sabato 19 settembre vieni a Muros in quel di Sassari:

Sabato 19 Settembre
Campo Sportivo di MUROS (SS)
dalle ore 20
(ingresso ad offerta)
CONCERTO DI SOLIDARIETA'
"Libertade pro Bruno"

TZOKU (combat rock dae thiniscòle)
STRANOS ELEMENTOS (rap dae Poltu Torra)
DREER & CRC POSSE (rap dae Casteddu)
SKANKING CAOS (ska dae Ossi-Muros-Carzeghe)

banchetti informativi,
chioschi a prezzi popolari,
vendita magliette


p.s.: qualcuno m'ha tacciato d'esser longobarda, perché volevo aggiungere che si beve con moderazione !

mercoledì, settembre 09, 2009

Lotta alla mafia e alla magistratura

E’ di agosto la notizia vera (c’è bisogno di precisarlo) che Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e interdetto ai pubblici uffici, ma senatore della nostra repubblica, ha proposto al suo partito di presentare una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi di mafia del 1992, facendosene carico personale se non fosse accettata.

L’8 settembre, anniversario della Resistenza, così dice il cavaliere: “So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del '94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura".

Alla replica dell’Anm, di solidarietà verso i magistrati impegnati a cercare la verità nei delitti di mafia, ecco la controreplica del responsabile organizzativo della Consulta Giustizia del Pdl e capogruppo in Commissione Giustizia della Camera Enrico Costa:
"L’Anm si indigna se Silvio Berlusconi chiede conto alle Procure della Repubblica di come spendono i soldi dei contribuenti? Davvero un bell’esempio di trasparenza. Per l’Anm, probabilmente, esistono ancora nell’amministrazione dello Stato soggetti che non rispondono ai cittadini di come utilizzano il denaro pubblico. - attacca Costa - Il paradosso è che si tratta di coloro che dovrebbero controllare che tutti i funzionari dello Stato facciano uso corretto dei soldi dei contribuenti".

* * *
Infatti, dico io, dovrebbero indagare di più e più a fondo di quanti soldi incassano i nostri onorevoli parlamentari, funzionari ministeriali e loro esperti, superesperti, consulenti etc..

Come la sanno rigirare bene la frittata, gli onorevoli PDL.
Battono la grancassa pubblicitaria facendo passare il solito attacco del cavaliere alla magistratura che non ha potuto comperare, come dannosa agli interessi degli italiani.

Contano sul fatto che a forza di dare degli asini agli italiani, prima o poi tutti in coro raglieranno.

Orgoglio sardo

Ottana, 4 settembre 2009. Due immagini della Piana industrializzata.

Dal sito http://www.regione.sardegna.it/
LA NUOVA SARDEGNA - Economia: Ottana capitale della produzione di Pet
16 novembre 2007
L’Equipolymers ha acceso i motori dell’impianto da 90 milioni di euro
di Antonello Sechi
L’azienda, per metà americana per metà del Kuwait, annuncia di aver acceso i motori del nuovo impianto da 90 milioni di euro, 36 dei quali coperti da un contributo dello Stato.
Per Ottana, dove i “cadaveri” industriali vecchi e recenti abbondano, è una bella notizia.
L’ammodernamento rende più competitivo lo stabilimento di Ottana, afferma Roberto Lombardi, presidente e amministratore delegato di Equipolymers. Che aggiunge: «Questo investimento è una conferma dell’impegno della società nel perseguire una linea di sviluppo sostenibile che consenta minori consumi energetici e la riduzione delle emissioni ».
Se il sito ha un futuro, ha rivendicato più esplicitamente qualche tempo fa il predecessore, è grazie al personale che si è formato a Ottana e che lo ha mantenuto vivo nonostante i passaggi di proprietà (Anic-Eni, Inca, Dow) e le difficoltà. Cosa che viene riconosciuta dall’attuale proprietà. Nell’elenco dei protagonisti dell’operazione i lavoratori precedono governo, ministeri, autorità regionali e locali, sindacati ecc.
122 i dipendenti diretti. Da verificare per quelli esterni calcolati in 350 tra energia, manutenzioni, trasporti ecc.

Dal sito http://unionesarda.ilsole24ore.com/
Ottana, l'Equipolymers chiude
e mette in vendita lo stabilimento
09 settembre 2009

La Equipolymers ha confermato il proprio disinteresse a proseguire l'attività industriale nell'area di Ottana per via degli alti costi di produzione derivati dalle insostenibili diseconomie e ha ribadito la propria volontà di vendere lo stabilimento, ovvero di lasciare il sito industriale.


Dagli articoli sono state estrapolate solamente le frasi più interessanti.

Credo ci sia poco da aggiungere ai due articoli. Dopo aver rovinato, forse irrimediabilmente, la piana di Ottana, dopo aver incassato i contributi statali, dopo aver illuso centinaia di lavoratori, un’altro pool industriale straniero è in partenza dalla Sardegna.

Chi dobbiamo ringraziare? Le varie compagini politiche e sindacali che si sono susseguite nel governo della regione? Che non hanno saputo guardare con lungimiranza nella corsa degli imprenditori esterni al territorio, sulla predazione dei soldi statali piovuti sulla zona?
Quei soldi dovevano servire per migliorare le condizioni di lavoro dei sardi, non per impoverirli ulteriormente, con l’inquinamento del territorio.
Tutte le grandi industrie dell’Isola sono agonizzanti, mandate avanti a forza con continui contributi dello Stato: Portovesme, Porto Torres, Ottana.
I territori destinati all’addestramento militare sono in continuo aumento.
Alla Maddalena hanno costruito alberghi che non verranno mai utilizzati.

Dalla conquista piemontese in poi, la Sardegna è diventata una colonia italiana. I sardi, popolo fiero e combattivo, si è rassegnato e ha lasciato fare. Ha lasciato che si distruggesse il territorio, che si rubassero i soldi destinati a loro, che soffocassero qualsiasi buona idea “sarda”. Adescati con promesse mai mantenute, per ultimo dal leghista Zaia che a suon di frottole ha comprato i voti di agricoltori e allevatori.

Strano popolo, questo sardo. Capaci di innescare faide secolari all’origine delle quali c’è forse il furto d’un porcetto, ma lasciano fare quando gli portano via la casa, la loro terra. Gli incendi di quest’anno l’hanno disastrata ancora di più, se mai ce n’era bisogno, assicurando più saldamente la dipendenza dallo Stato: non c’è lavoro, non c’è imprenditorialità, non c’è futuro. Neanche le scuole son buone, a detta della Gelmini, e non avranno finanziamenti.

Chi non si accontenta e può farlo emigra in continente o in altri stati.

Chi si ostina a credere di poter migliorare avrà la vita dura, scontrandosi con la rassegnazione del popolo e la repressione dello stato.

Chi si rassegna a vivere dell’elemosina dello stato, del turismo alla briatore, della cassaintegrazione, della convivenza con la nato, distorcendo a proprio danno una visione classista del popolo con pochi mezzi e risorse, chi non può emigrare, indosserà una bella divisa per rappresentare al meglio l’orgoglio della Sardegna.

martedì, settembre 08, 2009

Que serà, serà!

Si dice che gli asini siano stupidi.
In realtà, gli umani li battono di gran lunga...


Quale sarà la prossima mossa? Farà intervenire l’esercito che ha opportunamente dislocato nelle città? O chiamerà a raccolta le ronde fasciste?
Emetterà uno di quei decreti-lampo per mettere fuori legge tutti i dissenzienti?
Farà un proclama dal terrazzino di palazzo Grazioli chiedendo ai suoi elettori, la maggioranza degli italiani, di denunciare tutti quei rossi catto e comunisti che stanno minando la “sua” democrazia? Già me lo vedo, una mano sul cuore, l’altra a spalmarsi il cerone. Una lacrimuccia gli scenderà dagli occhi, complice la cipolla nascosta in tasca, con sottofondo di Apicella.
“Povero Silvio... Così buono... ha fatto avere la social card ai poveracci, ha stangato quei lavativi degli statali, ha finalmente messo delle gnocche ai ministeri (eravamo stanchi di quelle racchie che non rappresentano la bellezza italiana), ci ha permesso di costruire case e palazzi dove ci pare, ha buttato fuori di casa quei pezzenti che vengono a rubarci il lavoro...”.

Non si creda che finisca col suo pensionamento.
Sempre che decida al meglio, che è giunta l’ora d’occuparsi dei nipotini, o d’una bella crociera alle Cayman.
Ha dislocato i suoi uomini (e soprattutto donne) in ogni angolo del Parlamento, del Senato, delle Regioni e delle Province.
Ha ridotto il numero dei Giudici della Consulta per mano di Brunetta e instaurato rapporti “amichevoli” coi restanti.
Ha firmato leggi capestro per gl’italiani (compreso l’accordo miliardario con Gheddafi).
Ha plagiato buona parte degli italiani e reso insofferenti alla politica nostrana la restante parte.
Ha inculcato nella maggioranza degli italiani la “speranza” di diventare ricchi come lui, ...basta votarlo, ....basta seguire il suo esempio.
Ha comprato l’appoggio di uomini di tutte le componenti politiche italiane.
Ha mostrato trasparenza sulle convenienze e nascosto straordinari, accessori, consulenze dei suoi fidi funzionari, tramite il solito Brunetta, per assicurarsi ancor più fedeltà.

Non si creda che se finisce col suo pensionamento torni la pace sociale.
La politica in Italia è disonesta, ed è il motivo vero per cui ha potuto scalare il potere.
Le infiltrazioni dei mafiosi, dei massoni, dei corporativisti, degli affaristi senza scrupoli, dei politicanti che occupano le poltrone solo per avere una vita comoda al riparo della Giustizia,
sono troppe,
per credere che basti il suo pensionamento perché torni la pace sociale.

Sarà un periodo transitorio,
quanto lungo non si sa,
fatto di lotte e colpi bassi
tra chi non vuol cedere il potere personale
e nuovi arrampicatori sociali.
Avremo nuovi e vecchi arringatori di folle, come Sgarbi, che più maltrattano gli italiani più lo votano.
Vedremo D’Alema allontanarsi sullo yacht: quel che poteva fare l’ha fatto...
Vedremo giovanissimi leader divorati dagli squali della politica.
Escort richiedere a gran voce quanto pattuito dagli utilizzatori finali.

Beati italiani. Siamo nel casino ed è grottesco, tanto non se ne accorgono.
Gli basta una pizza, il sole e una canzone, per rasserenarsi il cuore.

Que serà, serà
whatever will be will be;
the future's not ours to see.
Que serà, serà! What will be will be!

lunedì, settembre 07, 2009

Colpirne uno per educarne cento

Brunetta lo aveva promesso.
Non possiamo dire, ora, che non eravamo stati avvertiti.
Il dissenso in Italia non può esistere.
Deve essere soffocato sul nascere.
E dev’essere un monito per tutti gli altri.
Quando gli italiani si accorgeranno che questo governo
non è altro che la restaurazione del governo fascista,
con un duce rinnovato e più moderno
forse sarà troppo tardi.
A meno che
gli italiani non riscoprano la propria dignità
calpestata,
defraudata,
plagiata,
sviata da un illusorio scenario felice,
proprio tale e quale successe nel ventennio fascista
quando anche le persone più brave e oneste
furono portate a credere dalla falsa pubblicità
che il fascismo avrebbe portato benessere e ordine
in una società, a quei tempi, povera e analfabeta.
La regressione culturale del nostro tempo
fa sì che gli analfabeti oggi abbiano chi un diploma o una laurea
ma tutti almeno un televisore.
Rinnovo l’invito e non mi stancherò di ribadirlo
a tutti gli uomini e alle donne di buona volontà
di spegnere e far spegnere
i canali rai - mediaset
portatori d’un male più sottile e debilitante
di quanto possa essere una pandemia influenzale.
Il virus mediatico in Italia sta uccidendo la democrazia
la libertà
l’onestà
la dignità
la giustizia.
Lasciando sempre più posto alla disonestà
alla fraudolenza,
alla collusione
alla disuguaglianza sociale,
all’ingiustizia,
alla povertà.
Eppure debellare questo virus è quanto di più facile ci sia
Basta un poco di coraggio, pochissimo,
se mai gli italiani ne hanno ancora,
nell’intimità della propria casa:
Basta staccare la spina al cavaliere
e a tutti i prodotti berlusconiani.
Basta spegnere la tivvù,
non dare più voce
ai messaggi subliminali
alla pubblicità ingannevole
agli spettacoli costruiti ad arte
alle campagne promozionali dei servi del padrone
alle tribune politiche senza confronti.
Possiamo ancora scegliere
se piegare la testa
e vivere in un mondo illusorio e precario,
o aprire occhi e orecchie
al resto del mondo.

domenica, settembre 06, 2009

Ma cosa pretendono 'sti sardi?

Il bellissimo e complesso fiore del Delphinium, chiamato anche Speronella. Nell’immagine, si nota come questo fiore si leghi alla pianta,
quasi non volesse mai abbandonarla, neanche una volta appassito.


Càpita di leggere notizie che lasciano interdetti: per l’incapacità di trovare una logica nella vicenda. Se la prova di forza del cavaliere è scontata, se la protesta dei precari tagliati dalla finanziaria è scontata, come le altre mille proteste di questi ultimi tempi, scontatissime dato il governo che ci ritroviamo, quella di ieri, che riporta una vicenda umana i cui protagonisti sono persone sconosciute ai più, lascia veramente di stucco, per le sue implicazioni.
La notizia l’ho trovata a questo link.
Brevemente, una bimba di poco più di cinque anni, con una madre sciagurata a cui è stato tolto l’affido, per quelle gran menti psichiche degli assistenti sociali, sta meglio in un orfanotrofio piuttosto che col padre e i nonni. La colpa del padre è, secondariamente, l’essersi separato dalla moglie. Quella principale, che trattasi di sardo.

La relazione della psicologa che nega l’affido:
“Il babbo si presenta adeguato nella forma e nell'abbigliamento”. Da quando, per avere dei figli, esistono una forma e un abbigliamento standard? Il mio vicino ha una pancia oserei dire schifosa, sempre im brachette, ed ha tre figli che sono perle rare, curati, amati ed educati alla perfezione.
“L’eloquio caratterizzato da un marcato accento sardo”. Quale sarà l’accento della psicologa? emiliano? calabrese? torinese? E’ un fatto che ciascuno di noi non senta il proprio accento, càpita anche a me, eppure al telefono tutti capiscono al volo chi sono, essendo il mio accento friulano una nota caratteristica qua in Sardegna.
“È l'unico figlio maschio di una tipica famiglia sarda, molto numerosa”. Leggendo si scopre che si tratta di tre fratelli. Che concetto ha questa psicologa di “molto numerosa”? E se anche fosse, le famiglie molto numerose sono quelle in cui c’è più solidarietà tra fratelli.
“E dai rapporti molto frequenti tra i parenti”. Eccerto. Frequentare i parenti-serpenti non va bene. I parenti bisogna tenerli alla larga, mai fidarsi di loro. Meglio accettare le caramelle dagli sconosciuti.
Se poi la nonna manda alla nipotina i papassini tramite il papà (anzi, babbo, come dicono in Emilia; questione di usanze, fatali ai fini dell’affido), è un brutto segnale: la bambina crescerà male e viziata.

Quali considerazioni si possono fare? La prima, immediata, che sia una burla: si sa che agli emiliani piace scherzare. Se poi la psicologa è romagnola....
Se burla non è, e purtroppo non lo è, mi chiedo quale grande errore ho fatto sposando un sardo. Che mi succederà? Mi picchierà, mi sfrutterà, mi ruberà il grasso stipendio che secondo Feltri incasso... Quasi quasi mi viene paura, dò retta alla psicologa, chiedo il divorzio e scappo dalla Sardegna.
O forse, pensandola proprio male, la psicologa ha promesso la bimba in affido ad altre persone, estranee e magari in buona fede. Magari suoi parenti o amici. Arrampicandosi sugli specchi per trovare giustificazioni, perseverando nel causare malessere alla bambina. Un male che, data l’età, non potrà mai dimenticare.

Un’Italia questa, lontana dalla politica, dal potere economico e dalle bagarre religiose. Lontana dai mass-media che altro di più importante hanno di cui occuparsi. Un’Italia miserabile nella vita quotidiana. Un’Italia che persevera nel fomentare l’odio regionalista, campanilista, leghista. C’è chi richiama all’unità italiana sventolando il tricolore e preparandosi ai solenni e costosi festeggiamenti dell’anniversario. Ma sono le miserie, le ingiustizie con cui ci si scontra quotidianamente, che fanno la differenza.

Mi perdoni il papà della bimba se vado oltre. Forse non è d’accordo con me, ma io trovo poca differenza nel “sequestro” della piccola Erika e quello di Bruno Bellomonte, sebbene le loro storie sono totalmente diverse. Ma tutti e due dovrebbero tornare qua, tra i loro familiari. Per tutti e due non ci sono motivazioni serie e gravi e fondate per tenerli lontani; ma solo silenzi, cattivi pensieri, razzismo contro i sardi. Quante altre situazioni simili ci saranno, lasciate in ombra dalle miserabili vicissitudini politiche italiane?

giovedì, settembre 03, 2009

La stampante

Ho acquistato una nuova stampante.
Quella precedente pare abbia avuto un improvviso collasso e dopo più di otto anni di onorevole servizio, è defunta. Questa nuova è una multifunzione, come la maggior parte delle moderne stampanti: scanner, fotocopiatore e stampante in una. Avrei preferito un prodotto più specifico, insomma una banale stampante, perché troppe funzionalità mi danno l’idea di una mediocre qualità. Ma staremo a vedere col tempo.
Non ne ho parlato per un vanto personale, difatti non ho intenzione di nominare marca e modello. Ne parlo perché ci sono momenti nella vita che si vorrebbe essere capaci di perforare la mente degli altri per verificare cosa c’è dentro, forse segatura o chissà che...
Ho sempre sostenuto che l’abito non fa il monaco, e nemmeno l’aspetto. C’è chi si basa su studi scientifici per trarre un profilo delle persone alla prima occhiata. Ma la statistica è pur sempre una “media”, e ognuno di noi è un originale. Per fare un esempio banale, il cavaliere potrà indossare il migliore e più bell’abito di sartoria, potrà incerarsi il viso quanto vuole, ma resterà silvio berlusconi, con annessi e connessi, specialmente collusi.
En-fin! Facendo il giro dei negozi per trovare l’occasione d’acquistare, entriamo in un grande magazzino di elettronica ed elettodomestici della zona. Vediamo due stampanti interessanti, ma di una c’è solo la scatola senza neanche il prezzo, dell’altra manca proprio la scatola con le informazioni. Vedo un commesso sfaccendato e lo punto. Gli chiedo se per cortesia mi può fornire alcune informazioni su due stampanti e gli indico la più vicina, quella senza scatola. S’avvicina, la valuta, poi, indicando i due fori d’entrata e d’uscita della carta, mi dice: «La carta entra di qua, ed esce da quest’altra parte». Poi mi guarda se ho capito. Io resto interdetta, ho un attimo di smarrimento... Quando mi riprendo penso che forse questo è il figlio del proprietario del negozio, messo lì a forza, oppure è lui che pensa io sia una babbea nata sotto un cavolo. Guardo Franco, impassibile. Allungo le mani. Volevo disfare la stampante, ma invece apro il coperchio e chiedo al commesso informazioni sulle cartucce, sulla velocità di stampa e la risoluzione. Quello arrossisce e biascica qualcosa d’incomprensibile. Bah! Richiudo il coperchio, strattono Franco e la decisione è di andare da un’altra parte.

mercoledì, settembre 02, 2009

250 milioni di dollari sprecati

Per finire bene la giornata, mi sono vista il filmato di Repubblica TV, Benghasi, massacro di migranti.

Buttare quei poveracci, che a causa della dittatura, della guerra, della fame o di una speranza di vita migliore scappano dal loro paese; buttarli, dicevo, nelle carceri libiche per prevenire gli sbarchi clandestini in Italia,
ci costa 250 milioni di dollari all'anno
e ad ogni versamento gran festa a Tripoli con le Frecce Tricolori.

Con la crisi che abbiamo, era il caso di sprecare tanti soldi? secondo me la soluzione migliore era ripristinare la Risiera di San Saba e con gli scarti si poteva pure fare il sapone, per lavarci la coscienza.

Lujaniis

Atractylis gummifera.

Il soreli al à smontât dal lavôr già da oris,
la lune cumò a jè contente di jessi la reine dal cîl.
Fra pôc il sium mi cjaparà e o larai a durmì.
Forse usgnòt m’insumiarai dal Friûl,
colpe d’un fantàt cal à di là a sunà a Udin il 12 dal mês.

Dîs fà ‘o jeri dal miedi
e un grup di int a fevelave par copà il timp d’atese.
Jo stavi pal me cont, sfuànt un zornâl cence podè leilu
tant ‘a l’ere il tormèt di chês lujaniis;
‘a saltavin di pâl in frascje:
un argumènt non durave plui di doi minûs.
A un ciert punt tachin a fevelà dal taramòt da l’Aquile
par passà a chel dal Friûl:
«L’hanno ricostruito subito.
Gran brava gente i friulani: onesti, lavoratori....».
Mi si son drečades les orelis, ma ài fat finte di nuie.
Dai furlàns son pasâs ai statài, po’ dopo a le scueles:
«Nelle scuole lavorano solo fannulloni....».
No ài podùt tratignimi, e ‘o soi sclopade a ridi.
In mancul di cinc minûs
‘o soi finide da les steles a le stale.

Biade int. No àn ancjemò capît
che dut il mond al è paîs.
Int brave e oneste andè pardut
in Friûl, in Sardigne e dut in tôr.
E il puèst miôr di duc’
al è chel in cui al stà l’amôr.