lunedì, agosto 31, 2009

Stagno di Casaraccio

Stagno di Casaraccio (Stintino).

Stagno di Casaraccio. L'atterraggio della garzetta.
Nelle immagini sotto: il Limonium e la Salicornia.


All’inizio dell’anno si era creata una situazione di panico dopo che una scolaresca sassarese aveva rilevato e pubblicamente denunciato che lo Stagno di Casaraccio, in comune di Stintino, era diventato “una fogna a cielo aperto”. L’amministrazione comunale, prendendo atto del rilievo, faceva fare le analisi ai tecnici dell’Arpas, e in una seduta straordinaria ne riportava l’esito: la scolaresca, per fortuna, aveva toppato. Lo stagno di Casaraccio, detto anche delle Saline, è a posto, intatto nella sua biodiversità. C’è da dire due cose. La seduta comunale andò pressoché deserta, per mancanza d’interesse da parte della popolazione, dei pescatori e dei proprietari; e questa, purtroppo, non è una novità. La seconda è più curiosità personale: cosa si aspettavano di trovare, gli studenti in visita allo stagno? A poca distanza c’è uno di quei mostri che tanta pena danno agli ambientalisti, un colpo allo stomaco della Natura, un’orrido ammasso di soldi e cemento: il Bagaglino, ora Country Village. Dallo stagno, a circa 1 km di distanza, si sentono altoparlanti vociare confusamente, e vien da chiedersi come possano divertirsi in quel casino; ma fatte le debite considerazioni, la conclusione è che è meglio stiano lì, non vadano oltre, a danneggiare ulteriormente il territorio. E’ questo che gli studenti, a mio avviso, avrebbero dovuto rilevare. Ma tant’è.
Lo stagno di Casaraccio sta bene com’è, indifferente al turismo di massa, che porterebbe solamente inquinamento. Questo stagno non è un parco urbano, ma un sito d’interesse comunitario inserito nel sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna. Attorno vi sono pascoli per bovini e non è raro vedere cavalli e asini del vicino allevamento.
Di acqua salmastra, un tempo arrivava fino al mare, alla Tonnara. Venne poi insabbiato lo sbocco per costruirci le strade ed ora resta un canale da cui vengono fatti risalire piccole spigole e altri pesci pregiati.
Non occorrono appostamenti dietro le frasche per ammirare i bellissimi pennuti che popolano lo stagno, e basta guardarsi attorno per notare le diverse specie botaniche che qui hanno il loro habitat ideale.
Speriamo si mantega così anche nel futuro, con le sue peculiarità che lo tengono lontano dalle mete della massa vacanziera, e anche al disinteressse dei stintinesi. Putroppo è vero il detto che, quando qualcosa è un bene nostro, non viene apprezzato se non quando viene a mancare.
Al momento non ho notato discariche, nè avanzi di giornata: un pregio raro, di questi tempi.
Stagno di Casaraccio. Fenicotteri in volo.

domenica, agosto 30, 2009

Lo stakanovista della scuola

Vi sono professori così attaccati al loro lavoro da essere citati ad esempio. Vengono a scuola tutto l’anno, mai una malattia. Vengono durante le vacanze natalizie e quelle pasquali. Per loro non c’è pausa che tenga. Vengono anche d’estate, con o senza alunni. Pretendono servizi temporaneamente sospesi fino alla ripresa della didattica; se glieli neghi (e succede raramente, di solito quando mancano pochi minuti all’uscita), velatamente ma fermamente minacciano ritorsioni poiché sono cose importanti: ne vanno di mezzo i ragazzi. D’altronde, se lavora lui, che è un Docente, è concepibile che non lavorino proprio i bidelli, la nullità della scuola? Mai una pausa, mai un riposo: una vita professionale dedicata alla scuola, all’insegnamento.

Poi un giorno se ne viene fuori candidamente che finalmente è pronta la sua casa, a Madrid. Verrà due volte al mese, come tutti gli altri. ...e tanti saluti a tutti.

Vittorio Feltri

Se Vittorio Feltri si limitasse a scrivere la biografia di Emilio Fede, sarebbe senz'altro un giornalista più apprezzato.
il Giornale
Libero

venerdì, agosto 28, 2009

Cade o non cade?

Colpo di coda o finta da illusionista?
Cadrà il governo mettendo fine alla saga berlusconiana o si stanno preparando tempi ancora più bui?
Non è dato sapere... Certo è che in questa estate rovente i nostri "carissimi" (nel senso di stipendi) politici hanno dato prova d'una Italia di profilo davvero basso, lasciando intendere che il fondo non è stato ancora raggiunto.

Mentre aspetto il segnale (e i Vescovi, rispettosamente parlando, finalmente si son dati una mossa, facendo meglio dell'opposizione) per stappare quel vinello fermo in cantina (metaforicamente parlando), ho firmato l'appello di Repubblica.

Muoia Sansone con tutti i filistei... Ne risentirà l'economia? Baggianate, voci messe in circolo per spaventare quei pochi che ancora non sono sommersi dai debiti...

martedì, agosto 25, 2009

L'indifferenza più dannosa del fuoco

San Michele Salvenero. Bruciate le verdi frasche, ecco comparire l'immondezzaio.

Un'estate che si vorrebbe dimenticare, con una perniciosa politica, e un sempre più inutile e putrido chiacchiericcio estivo tra vip e futuri talenti da escort. E gli incendi. Dal 23 luglio la Sardegna ha continuato a bruciare, sebbene con incendi meno estesi del fatidico giorno iniziale. Migliaia e migliaia di ettari di territorio in cenere. Boschi, macchia mediterranea, oliveti, frutteti, pascoli... I responsabili dello scempio? Boh! Qualcuno è stato arrestato, qualcuno ha ricevuto un avviso di garanzia a piede libero. Dei più, non si saprà mai nulla.
E’ stata la prima volta, per me, vivere un simile cataclisma.... una sorta di “battesimo del fuoco” a cui avrei volentieri rinunciato.
Ho avuto esperienza di alluvioni, con l’auto che andava alla deriva nel fiume d’acqua riversatosi sulla strada, salvata da una anonima ragazza sbucata dal nulla che continuerò a ricordare per sempre con tanto affetto e gratitudine.
Ho avuto esperienza di terremoto, e preferirei dimenticarlo. Ma una volta provata la sua distruzione, ne resta scolpita la memoria, pesando sulle future scelte di una casa.
Esperienze diverse, che lasciano il segno, che fanno riflettere.
Il terremoto è imprevedibile, ma si possono costruire case con fondamenta resistenti alle sollecitazioni sismiche, e il Giappone è l’esempio più eclatante.
Prevenire le tracimazioni dei fiumi è possibile, evitando la cementificazione dell’alveo e degli argini e lasciando terreni di sfogo all’acqua tutt’attorno. I danni delle alluvioni dovute alla pioggia si possono attenuare con vari accorgimenti, primi fra tutti gli scarichi ai lati delle strade, mantenendoli puliti, e magari convogliando le acque in cisterne utilizzabili dall’antincendio.
Contro il vento, a Trieste ci sono corde e corrimano nelle strade per chi non può proprio fare a meno d’uscire, e la Bora può soffiare anche a 150 Kh.
E per prevenire i danni degli incendi?
Qualche cosa si fa. Ho visto su diverse montagne le linee spartifuoco e torrette d’avvistamento. Spesso incontro camionette di forestali, di barracelli, e in questo periodo di vigili del fuoco in ricognizione. C’è un sistema di monitoraggio per le zone maggiormente a rischio, e regolamenti comunali per la loro prevenzione. Difatti, la maggior parte delle zone colpite sono improduttive, come i costoni rocciosi con vegetazione spontanea, inadatti sia al pascolo che all’agricoltura.
Ma si fa troppo poco. Veramente troppo poco ancora.
E più il tempo passa, più tutto peggiora.
Esagerata?
La scorsa settimana, durante un’uscita in campagna, siamo stati fermati da un pastore sospettoso: voleva sapere chi eravamo, dove andavamo e perché. S’è poi fermato a chiacchierare con noi raccontandoci che pochi giorni prima s’era ritrovato, lì, solo, a spegnere un principio d’incendio. Appiccato secondo lui da un vandalo, cioè qualcuno che dopo aver gettato i rifiuti in un fosso, gli aveva dato fuoco. Se non fosse stato lì in quel momento, se avesse avuto paura dell’esser solo, quel fuoco si sarebbe “mangiato” l’intera valle. I “preposti”, arrivati alla fine, a detta del pastore non avevano nemmeno le attrezzature adatte.
Un altro signore, proprietario d’un oliveto andato in fumo, mi diceva che era molto rattristato e avvilito, non tanto dall’aver perso il bell’oliveto che comunque per lui non rappresentava il sostentamento ma era un passatempo pur sempre redditizio, ma piuttosto dall’indifferenza dei compaesani. Ricordava, questo anziano signore, che in passato, quando scoppiava un incendio, tutto il paese si radunava, munito di frasche a combattere il fuoco. Ancor più oggi sarebbero di grandissimo supporto ai vigili del fuoco e ai pochi canadair. Ma la gente oggi è indifferente: dopotutto è l’oliveto del vicino... la mia casa è al sicuro... qua il fuoco non arriverà mai.... non sono affari miei....

Napolitano, dall’alto del Cadore ci ricorda che le Dolomiti sono un bene nazionale da salvaguardare e a tutela di ciò vi è l’articolo 9 della Costituzione: la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.
Fa bene Napolitano a ricordarlo, perché pare che del paesaggio non importi niente a nessuno, tantomeno dell’ambiente. Più terra-terra, sarebbe come dire che saremmo contenti venissero i ladri a svaligarci la casa, anzi, gli terremmo pure la porta aperta, tanto ce ne infischia. Freghiamocene pure, se ogni tanto appiccano fuoco a Bunnari, alla valle del Corvos, a Occhila, al Monte Arci.... Non è cosa nostra, ma di tutti, cioè di nessuno...

La Nuova Sardegna di oggi riporta due articoli. Uno riguarda l’eccellentissimo ex ministro Lunardi, multato per eccesso di velocità nelle acque della Maddalena col suo miserrimo yacht. (curiosamente mi piacerebbe sapere quanti soldi percepisce di pensione... soldi buoni, soldi nostri). L’altro riguardava il bullo padano, lombardo per la precisione, che in sfregio ai divieti è tranquillamente approdato all’isola di Budelli con un’auto anfibia; e di un pic-nic con tavoli, barbeque, camerieri e guardie del corpo d’un gruppo di turisti scesi da uno yacht di 40 metri, sull’isola di Spargi.
Diceva Calderoli a proposito degli immigrati: “il nostro non può più essere un Paese di conquista”. Mi si consenta di ribattere: Nemmeno la Sardegna non se lo può permettere.
Con la differenza che i nostri conquistatori non sono dei poveri migranti, ma arricchiti con tanto di titoli pubblici in Italia e conti in banca all’Estero, senza scrupoli, senza coscienza, senza educazione che al ritorno dalle vacanze racconteranno quanto è bella la Sardegna ma non diranno come l’hanno lasciata. E se il prossimo anno sarà troppo sporca e bruciata, cambieranno rotta e andranno alle Bahamas.

Ecco ciò che mi “brucia” di più in quest’estate rovente: l’indifferenza della gente.

venerdì, agosto 21, 2009

Ingiustizia

Sardegna in prigione. Installazione sul Monte Limbara Sud.

Anche oggi la cronaca riporta di disordini nelle carceri, contestazioni, rivolte. Non solo dei carcerati, che qualunque sia il crimine e la pena si ritrovano ad essere trattati inumanamente, ma anche contestazioni da parte delle guardie carcerarie: un lavoro, il loro, certamente difficile, odiato, ed eseguito in condizioni precarie, col rischio di lasciarci la pelle. Una proposta provocatoria lanciata oggi dall’Osapp (sindacato polizia penitenziaria) è di passare un giorno travestiti da guardie carcerarie rivolto ai parlamentari. Una provocazione che non so se sarà accolta, ma anche se lo fosse, non la ritengo utile. Da “turista” tutto sembra meglio. Le situazioni bisogna viverle, giorno dopo giorno. Se proprio si vuol provocare, ho anch'io una proposta. I nostri "carissimi" parlamentari passino una settimana del loro troppo pagato inutile tempo, da anonimo immigrato... Poi relazionino, se ne hanno il coraggio...

Nel post precedente mi chiedevo perché non liberare le carceri, dal momento che gli italiani si sentono in dovere di mantenere nel lusso personaggi come quelli in elenco, ed altri, magari per il terribile delitto d’aver coltivato 2 piante di canapa, in topaie sovraffollate. Che hanno di diverso dai primi? una sola cosa: il denaro che compra l’onorevolezza. La maggioranza degli italiani è talmente ricca da sentirsi pari a loro, tanto da favorirli? A me risulta il contrario, eppure gli consentono di sovraffollare Montecitorio.
Ci sono anche altri aspetti sulla questione carceri. Lo spiega bene in un scritto il detenuto Costantino Pirisi nel 2006, ancora drammaticamente attuale, che avrei volentieri postato ma per ragioni di spazio allego il link. Leggetelo. Non lasciatevi tentare da inutili pregiudizi: Pirisi non chiede la libertà nè uno sconto della pena, ma la possibilità d’avvicinamento ai parenti, alla sua terra. Non so se poi l’abbia avuto, il trasferimento, ma il problema persiste per tanti altri, sardi e non. Se è vero che sono colpevoli è giusto che paghino la colpa, ma i parenti, i familiari, gli amici che colpa hanno? Per molti di loro non è solo un diritto, ma un dovere visitarli, sobbarcandosi spese e viaggi a volte davvero troppo onerosi. Non dimentichiamo che molti dei carcerati hanno una moglie o un marito, dei figli, dei genitori, innocenti.

Se lo Stato italiano può pagare auto blu e aerei di stato per showman ed escort, non può fare uno sconto sui viaggi ai parenti dei detenuti?

La deportazione dei prigionieri Sardi di Costantino Pirisi, Fossombrone 6 dicembre 2006

martedì, agosto 18, 2009

Una questione di fiducia

Ecco una piccola rappresentanza degli ONOREVOLI italiani presenti su Wikipedia:

Berlusconi Silvio (Pdl): reato estinto, prescritto, amnistiato, lodato.
Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato).
Bonsignore Vito (Udc): corruzione.
Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato.
Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza.
Ciarrapico Giuseppe (Pdl): bancarotta fraudolenta.
Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito.
De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito.
Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata.
La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito.
Naro Giuseppe (Udc): abuso d’ufficio.
Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito.
Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito.
Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria.
Sciascia Salvatore (Pdl): corruzione giudiziaria
Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito.
Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico.
Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio.
Vito Alfredo (FI): corruzione.

Questi sono solo deputati, senatori ed europarlamentari condannati per vari reati. Se si estendesse l’elenco agli eletti nelle Regioni, Province e Comuni, il blog non basterebbe a contenerli....

Non si tratta d’un albo d’onore, sebbene qualcuno ne vanti l’appartenenza, ma d’una rappresentanza del nostro governo che dovrebbe far riflettere. Per capire al meglio chi ci governa, chi prende decisioni sulle nostre vite, il perché di certe leggi, decreti, lodi.

Onorevoli dai peccatucci veniali, alcuni, altri decisamente più grossi, ma mai peccati mortali.
Ma davvero non sono così gravi? Ho un dubbio: chi ha corrotto giudici e finanzieri, chi ha falsificato bilanci, chi ha preso tangenti per liquidare società e imprese fingendo bancarotta, chi ha finanziato imprese illecite, chi ha aiutato in un qualsiasi modo la mafia o camorra che sia, chi ha dato fuoco a dei poveracci in un impeto razzista, siamo sicuri che non ha alcun peccato mortale sulla coscienza? Quanti lavoratori e loro famiglie saranno rimasti senza sostentamento grazie ai loro sporchi giochi? Quante persone avranno dovuto emigrare in cerca d’un lavoro che gli veniva negato per favorire indebitamente mafiosi o parenti? I morti a causa di chi lucra sulla vita dei lavoratori, quanti sono? Quanti i suicidi per motivazioni legate sempre al lavoro? Senza contare i morti di mafia, ‘ndrangheta e camorra. Una lista troppo lunga.

La rappresentanza tocca tutti i partiti politici, senza esclusione: un’ulteriore conferma (ma davvero ormai non ce n’è bisogno) che nel nostro Bel Paese dei Balocchi e Veline si è instaurata da tempo la Corporazione dei Politici, una sorta di massoneria che in fase elettorale si spartisce fette di potere. Ogni tanto si assiste a un rigurgito, a una crisi di coscienza con una miserevole presa di posizione di un qualche politico che però, conscio che la catena è dura da spezzare e i privilegi difficili da ripudiare, dopo un vergognoso singulto se ne torna zitto buono nella sua troppo comoda poltrona.

Ora, non dico che debbano essere tutti gettati nelle più putride galere (ormai riservate ai pericolosi clandestini), gettandone via la chiave. Sebbene un po’ di carcere non gli farebbe male, non foss’altro per capire cos’è la solidarietà e l’umanità, di cui mancano totalmente; ma, ecco, in coscienza, ponderatamente, con la mano sul cuore o davanti a un crocefisso o qualsiasi altro modo ognuno abbia per riflettere sulla questione, questi ONOREVOLI non sono le persone giuste per legiferare e decidere della nostra vita, della vita d’una intera nazione.
Se la maggioranza degli elettori al contrario decide che sì, possono farlo anche se condannati; se possono sedere alle poltrone del Senato e della Camera anche se condannati, godere d’uno stipendio di 9.000 euro netti mensili anche se condannati e d’una pensione sempre mensile pari al mio stipendio annuo non dovessero essere rieletti; se possono fare i gaudienti, gli utilizzatori finali, i razzisti, i fiancheggiatori di stato anche se condannati; se la maggioranza degli italiani ritiene buono e giusto lasciarli liberi di agire come e più gli piace;

ebbene, mi chiedo perché non si liberino allora tutti i carcerati, ridando in questo modo fiducia nella società a chi è ingiustamente detenuto, a chi è detenuto inumanamente (meglio la pena di morte che una putrida e squallida cella a un ergastolano). Ingenuo pensiero.... Eppure non posso fare a meno di porre la questione, leggendo le cronache d’un agosto che mai ricordo così fetido di marcio politicume, senza esclusione di colpi a chi contesta il loro agire pur di mantenere le fila del potere. Si ridarebbe fiducia e speranza ai familiari dei carcerati, innocenti eppur condannati a viaggi massacranti senza aereo di stato (utilizzato invece per scorrazzare escort e showman qua e là per l’Italia), per visitare un parente detenuto per “pericolosità sociale” e nessuna condanna a carico, sebbene vi siano leggi dello stato (Protocollo d’Intesa Stato-Regione del 07/02/2006 e dell’art. 42 della Legge italiana n. 354/75 - “territorialità della pena”) che consentono l’avvicinamento del detenuto, quale sia la condanna e la pena.

Che fiducia possiamo avere nello Stato, se un condannato siede a Palazzo Madama e un’altro a Regina Choeli? Facciamo un esame di coscienza, e riflettiamo. Non è un problema di veline od escort: la politica italiana è diventata più putrida d’una cella putrida. Non basta più la silenziosa mediazione del Vaticano (il più potente pastore delle pecore italiane) preoccupato più a mantenere gli equilibri politici che a una scelta di rigore morale quale vorrebbe insegnare. Non bastano più i rattoppi ad uno stato sociale mancante affidati alla generosità dei volontari. Assistiamo giorno dopo giorno alle ingiustizie di stato: negli ospedali, nelle scuole, nelle fabbriche, nei pubblici uffici, ovunque ci sia un potere e dei privilegi da spartire. Questo ci fa male, ci condanna alla decadenza, all’abbruttimento, alla regressione culturale e umana. Non abbiamo bisogno di mediazione nè di volontari, ma di giustizia sociale. Una grande e sofferta conquista dei nostri padri che oggi ci lasciamo rubare allegramente, troppo occupati a mandare messaggini al cellulare o affascinati dagli inutili famosi alla tivù.

Possiamo mandarli tutti a casa, se solo lo vogliamo. Se solo abbiamo il coraggio di spegnere la tivù e di riflettere, di chiederci a chi conviene se stiamo dalla parte del politico più forte a denari, se domani saremo orgogliosi dell’odio sociale che avremo contribuito a creare.

domenica, agosto 16, 2009

Il tempo passa... e gli anni aumentano


«Cinquanta? .....azz!».

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venerdì, agosto 14, 2009

Faradda

Sassari, 14 agosto 2009
Discesa dei Candelieri

Una statistica mai redatta

Ferragosto, Italia mia non ti conosco... Col cavaliere nella colonia sarda siamo in un momento di stasi per i politicanti italiani in altre faccende più piacevoli affaccendati. Solo i leghisti continuano imperterriti nella loro corsa al secessionismo, ultima bordata un canale rai che parli in lumbàrd. Ma perché no in furlàn? o in siculo? napoletano, sardo o valdostano? E per rimarcare ancor più quanto sia virtuosa la razza padana, lo stakanovista - statista tremonti se ne esce con una di quelle relazioni fondamentali, che dicono tutto e niente, utilizzate come scusante per strappare ulteriori soldi ai cittadini scialacquoni: troppi invalidi in Italia, specialmente al Sud. Avrà tenuto conto, lo statista, dell’emigrazione dei giovani che non trovano lavoro nelle regioni governate dalla mafia di stato? e del fatto conseguente che molti, troppi paesi del Meridione sono abitati solamente da vecchi e, appunto, invalidi?

Tra invalidi e invalidi bisogna però fare delle distinzioni. La prima, tra quelli che percepiscono una pensione e quelli no. I falsi invalidi, di cui la cronaca è piena. Gli invalidi per cause di servizio, di guerra, per malattia. E gli invalidi a comando. La scuola, di questi ultimi, ne è piena.
Non è di molto tempo fa che mi sono ritrovata in un gruppo in cui tutti avevano chi la famigerata 104, chi la categoria protetta, chi la malattia invalidante, chi una famiglia invalida: l’unica sana ero io, nonostante l’età, gli acciacchi, le varie piccole invalidità d’una vita normale mai riconosciute perché ci convivo tranquillamente, i “grattacapi” che sono miei e di nessun altro. Ho perso le staffe, mandandoli non a quel paese ma all’obitorio, perché a sentirli ormai nemmeno il ricovero poteva salvarli...
Quando sono stata assunta in ruolo, ho dovuto passare una visita per certificare la sana e robusta costituzione. Per robusta non ho mai capito cosa intendessero, se un fisico da atleta come vorrebbe brunetta per gli statali e che lui non ha, o che altro. Per sana, embè, chi non ha qualche acciacco? Questo non vuol dire che non si sia abili al lavoro. E come da regolamento, il medico ha pure certificato che non ho la sifilide! Un esempio di come la burocrazia sia lenta a cambiare le regole: la sifilide è cosa d’altri tempi, oggi le malattie sociali sono altre!
In ogni caso, pare che le maglie di queste certificazioni siano talmente larghe da far passare tutti, indistintamente. Così poi ci si ritrova con i personaggi più stravaganti come colleghi, tenendo conto anche di quelli facenti parte di certe categorie protette, assunti benché invalidi per adempiere a delle mansioni che mai potrebbero fare. Misteri italiani. Una parte dei certificati “sani e robusti”, finito il periodo di prova, si riscopre improvvisamente invalido ed ecco spuntare carrettate di documentazioni datate dieci, venti anni prima. Poi ci sono “invalidità” non riconosciute ma certificate: depressione e tossicodipendenza. Infine le “circostanze attenuanti”: figli, invalidi in famiglia, nonni non più autosufficienti et similia. Ed ecco che ci si ritrova ad essere unici sani in un mondo di invalidi. Per inciso, molte di queste persone con la pensione d’invalidità non riuscirebbero a vivere ed è il motivo per cui fanno carte “quasi false” per avere un lavoro e un reddito dignitoso, mai al livello, naturalmente, di quanto percepisce un’inutile onorevole parlamentare.

Allora non bisogna più aver rispetto per malati e invalidi? No, affatto. Ma se uno a priori non era abile per quelle mansioni, perché assumerlo? O perché non dargli altre mansioni, più adatte al suo stato fisico, mentale e intellettivo? E gli invalidi per causa di servizio, perché lasciarli allo stesso posto con le stesse mansioni, causando forti dissidi col restante personale che deve farsi carico del loro lavoro? Oltre al danno fisico, anche quello morale. A che scopo? Perché sono dei sadici? O per tentare le dimissioni di chi non riesce più a sopportare, così che lo Stato infame che dei suoi dipendenti e cittadini se ne frega a meno che non siano onorevoli parlamentari, risparmierà stipendio e pensione, lavandosene le mani? Càpita che in questi idilliaci ambienti di lavoro l’invalido per cause di servizio e per il cui incidente nessuno ha mai indagato veramente altrimenti si scoprirebbero troppi scheletri negli armadi; questo lavoratore venga screditato dalla direzione come degrado per la scuola, con mobbing nemmeno velato ma pesantemente inferto tutti i giorni. Nel contempo la facente funzioni della direzione vacanziera, rientrando con le borse della spesa dopo una capatina al supermercato, lascia che il tossicodipendente s’allontani dal posto di lavoro senza motivazione, o meglio ben sapendo dove andrà, come ha fatto per tutto il resto dell’anno: loro sì che tengono alto il decoro....
Scuola marcia? Sì e no. Quando affermo che lo è, intendo l’istituzione, il potere che la comanda e
che detta le regole per rimestare al meglio il marcio.
Troppi invalidi? Bisognerebbe scremare... e redigere una nuova statistica: Quanti sono i politici italiani con una invalidità? Quanti di loro percepiscono una pensione d’invalidità? E i loro familiari? e i loro parenti fino al settimo grado? senza contare figliocci e picciotte....

lunedì, agosto 10, 2009

Il capo sono io e qui comando io !



Nuova bordata del premier contro la libera informazione:
"La Rai non deve attaccare né governo né opposizione". "Ho avuto modo di dire quello che pensa la maggioranza degli italiani - ha dichiarato - e cioè che è inaccettabile che LA TELEVISIONE PUBBLICA CHE È PAGATA CON I SOLDI DI TUTTI sia l'unica tv al mondo ad essere sempre contro il governo quando al governo ci siamo noi. La sinistra che quando fu al governo permise che la Rai attaccasse quotidianamente l'opposizione dovrebbe oggi appezzare che invece questo governo dica: la Rai non deve attaccare nessuno e dunque non deve attaccare né il governo tantomeno l'opposizione. Deve fare ciò che deve fare una televisione di servizio pubblico che ha come missione prima di tutto quella di informare, poi quella di formare, e soltanto come terzo obiettivo quello di divertire".

Una domanda: se è pagata coi soldi di tutti, la parola TUTTI intende anche di chi con Lei non è d’accordo? In una libera democrazia, la libertà d’opinione e d’informazione sono SACRE, ancor più della Chiesa cattolica sempre pronta a dir la sua su etica e morale, pur non essendo d’accordo con Lei a causa dei suoi princìpi, non ha il coraggio di fare un nome e un cognome, ma solamente di sottintendere velatamente, a causa dei troppi affari più materiali che spirituali, dimostrando quanto sia nel giusto chi la definisce IPOCRITA.

domenica, agosto 09, 2009

Feltri e la mancata documentazione sugli stipendi

Meglio incontrare un serpente lungo la propria strada...

5 ottobre 2008. Durante la trasmissione DomenicaIn, messer Feltri si lanciava in un’invettiva contro i bidelli della scuola pubblica, affermando, dati suoi alla mano, che in Italia ci sono più bidelli che carabinieri, e che questi famigerati lavoratori di serie zeta di stipendio prendono più d’un docente.
Nessuna replica in studio ovviamente: niente di nuovo sotto i riflettori della ragion di stato.
Le repliche sono arrivate nei giorni successivi dagli uffici stampa dei sindacati, probabilmente su sollecitazione di quei lavoratori di serie zeta, ovvero i bidelli, offesi pubblicamente nientemeno che da un giornalista di serie A, il quale dovrebbe essere ormai uso dalla lunga carriera a documentarsi prima di sparare boiate.

9 novembre 2008. Su Libero viene pubblicato un editoriale a firma di Vittorio Feltri, di cui riporto solo una parte:
«Un inciso. I bidelli poveracci non hanno colpa. Chi li assume - immagino i sindacati - sa in partenza che non faranno niente perché sono inutili, ma li assume lo stesso. Per generosità d’animo o per simpatia? Non è stato mai accertato. Però è noto che pagano la tessera sindacale e ciò da un determinato punto di vista è un buon motivo. Bisogna aggiungere. Come tutti quelli che nella vita non fanno un cazzo, i bidelli pur soffrendo di un complesso di inferiorità nei confronti dei maestri e dei professori amano darsi delle arie. Al punto che se li chiami col nome del loro mestiere si imbestialiscono. Pretendono un appellativo politicamente corretto: collaboratori scolastici. In fondo si accontentano di poco, soprattutto se si considera che uno capace di conquistarsi un posto in cui non è prevista alcuna attività, eccetto quella di riscuotere lo stipendio e di pagare l’iscrizione alla Cgil, a pensarci bene potrebbe avere ambizioni più alte. Evidentemente oggi contano di più le parole dei fatti».

Che gli avranno fatto, i bidelli, perché abbia tanta acredine nei loro confronti? Forse non l’hanno riverito e servito come lui si aspettava, non rendendosi conto che fare i bidelli non equivale a fare i servi? Ecco, bisogna rendersi conto che i bidelli, o collaboratori scolastici o coadiutori come li si voglia chiamare, sono lavoratori della scuola, come lo sono i tecnici di laboratorio, gli assistenti amministrativi, i docenti. Con orari e mansioni definite da un contratto in cambio di uno stipendio concordato dal ministero e le organizzazioni sindacali. Per semplificare al meglio, Vittorio Feltri è stipendiato per fare il direttore d’un quotidiano, cioè amministrare e controllare i pezzi dei vari giornalisti. Nessuno gli chiederà di stamparlo, il giornale, nè di scendere in strada a fare lo strillone o recapitarlo a casa degli abbonati. A ognuno le sue competenze e le sue mansioni. A me, per esempio, non verrebbe mai in mente di chiedere all’idraulico di curare il giardino. Invece, chissà perché, ai bidelli, poveracci, oltre alle mansioni descritte nel ccnl, gli si chiede di fare i camerieri, il supporto agli infortunati, agli handicappati, alla prevenzione di incendi e altri disastri tipici della scuola italiana, al funzionamento dei sistemi multimediali, bibliotecari, magazzinieri, traslocatori, imbianchini, idraulici, giardinieri, sarte, baby sitter etc etc. Il tutto spesso senza riconoscimento alcuno, perché vengono visti, questi lavoratori, come servi invece che come bidelli, a cominciare da quegli impiegati classisti che riversano colpe e malumori su quelli che dovrebbero essere colleghi seppur con altre mansioni: neanche entrano a scuola se la porta non è aperta, perché aprirla non è loro competenza ma dei bidelli, o se una locandina è appesa male sicuramente sono stati i bidelli: non sia mai che li mescolino con la razza inferiore! Se qualcuno si oppone, presupponendo il sistema in uso oltre le mansioni uno sfruttamento, viene screditato come un fannullone, un becero parassita del sistema scuola, dove invece mancano i controlli della Finanza sulla spartizione dei fondi dello Stato, della Regione, del Comune: 1.500 euro per autoaggiornamento a un docente, che spesso si limita all’acquisto d’un libro, è solo un esempio, e si potrebbe continuare per ore, mettendo dentro tutti, dai bidelli (i disonesti non mancano in nessuna categoria di lavoratori) ai dirigenti e funzionari, questi ultimi gli unici ad avere la possibilità di spartire i denari. La scuola, l’istruzione, nel nostro Paese è marcia come tutte le istituzioni pubbliche, da sempre utilizzate per inserire amici e parenti della classe politica al potere.

Ma perché riproporre oggi, a distanza di tempo, gli sproloqui di messer Feltri?
E’ di questi giorni il cambio ai vertici di due quotidiani della destra berlusconiana: Libero e il Giornale. Due quotidiani di parte, schierati troppo col presunto proprietario del nostro Bel Paese, tanto da non essere considerati quotidiani di libera informazione, ma d’informazione di regime. Ed è polemica sugli stipendi dei direttori, si parla di tre milioni di euro annui a messer Feltri, che subito smentisce: «Vorrei dare un consiglio ai simpatici colleghi della Fnsi, siamo in agosto che cerchino di non fare abuso di acool, perchè solamente bevendo troppo si possono scrivere certe cose senza verificare la fondatezza delle medesime. Io sarei ben lieto di aver incassato 15 milioni di euro e se ogni anno me ne garantissero altri 3, ma queste cifre sono solo nella fantasia malata di una categoria allo sbando di cui la Fnsi è la giusta rappresentanza".

Differenze di classe: tra un bidello, lavoratore di serie zeta, e un direttore di quotidiano fascista, lavoratore di serie A. Lui può permettersi di dare degli ubriaconi a chi congettura sul suo stipendio, può permettersi di querelare la conduttrice di Report per il servizio sull’aggiornamento dell’inchiesta sul finanziamento pubblico della stampa. Può permettersi di offendere e insultare qualsiasi lavoratore che non abbia il supporto della classe politica al potere. Può permettersi di querelare chiunque si sia permesso ribattere ai suoi insulti. Può permettersi questo ed altro...

Io non ho il potere di zittirlo e mandarlo a casa assieme al patriota cavalier silvio da arcore, e tutti quelli che disprezzano chi col loro lavoro li mantiene. Forse è un bene, perché continuerò ad avere la coscienza pulita e a dormire sonni tranquilli. Sono d’accordo però sull’utilità delle tessere sindacali, troppo piccole per soffiarci il naso o altro, dati i vantaggi avuti dopo anni di prelievo in busta paga.

Per inciso, messer feltri: a chi mi chiede che lavoro faccio, rispondo la bidella. Perché l’appellativo politico corretto, coadiutore, è solo una mera presa per i fondelli, ideata e attuata da quei detentori del potere politico e della spartizione di fondi (amici suoi) per raggirare i lavoratori meno smaliziati, che s’illudono che un nuovo appellativo equivalga a più considerazione.

venerdì, agosto 07, 2009

Governo Berlusconi & Co.: il punto prima delle meritate vacanze

Un cavaliere stanco ma soddisfatto ha tenuto oggi la conferenza stampa per fare il punto sulla situazione del nostro Paese, prima di godersi le meritate vacanze in località segreta lontana dai paparazzi, forse a Castel Gandolfo sotto l’ala protettiva del Santo Padre, per rimarcare, se ce n’era bisogno, che le sue bimbe oggi in politica sono una mera invenzione dei comunisti.
Ecco il testo e le mie repliche, semmai a qualche politico, delegato da noi semplici cittadini, abbia un minimo interesse a sapere cosa ne pensa davvero buona parte degli italiani che li foraggia inutilmente.

La prima dichiarazione sul bilancio del governo:
"Nessuno ha mai fatto tanto in 14 mesi".
Vero: neanche Andreotti è riuscito a tanto... neanche i servizi segreti, la mafia e la P2: chissà che rabbia gelli...

Pace sociale garantita. Con l'arrivo della crisi economica, dice Berlusconi, "siamo riusciti a garantire la pace sociale, mettendo da parte 34 miliardi per gli ammortizzatori sociali e allargando le categorie, e oggi non c'è nessuno in Italia che perde il posto di lavoro". E ricorda di aver mantenuto la promessa di "non lasciare indietro" nessun cittadino.
Il nostro contratto è fermo da anni perché non ci sono soldi e semmai lo rinnoveranno, hanno anticipato che non avremo gli arretrati perchè non ci sono soldi.
Se nessuno ha perso il lavoro è bene chiederlo a tutti quei precari a cui non è stato rinnovato nè regolarizzato il contratto, ai lavoratori dipendenti licenziati: operai, impiegati, manager al Nord come al Sud Italia passando per la Sardegna, e a tutti quelli che saranno in cassa integrazione fino a settembre, al rientro dalle Sue Immeritate Ferie.


Sicurezza, aumenterà il numero dei militari. Il premier sottolinea positivamente la scelta di utilizzare i militari nelle città. "Continueremo su questa strada - dice Berlusconi - aumenteremo e fortemente la presenza dei militari impegnati nell'ordine pubblico".
Da una parte si tagliano i fondi alla polizia, dall’altra si ripristinano le ronde neofasciste. Inoltre, l’incremento dei militari nelle città serve principalmente a gestire eventuali rivolte di un popolo stanco d’essere spremuto da una classe politica che è diventata da tempo una Corporazione massonica.

Chiusa la questione coloniale con la Libia. "Abbiamo chiuso la questione coloniale con la Libia. La festa delle vendetta è diventata la festa dell'amicizia. Ci sono già ottimi risultati per i nostri imprenditori, a partire da Finmeccanica ed Eni", dice il presidente del Consiglio, parlando degli impegni realizzati sul versante estero. Tra i quali ricorda anche la Georgia - l'intervento del governo italiano nella crisi con la Russia "è stato determinante, senza si sarebbe ricaduti nella guerra fredda" - e il riavvicinamento fra Mosca e Washington, che il premier rivendica di aver favorito.
Washington - Mosca, ovvero: quando una cosa va bene, bisogna prendersene il merito, anche se eravamo da tutt’altra parte a giocare con le escort. Potenza della meritocrazia alla brunetta!
La questione libica. Più che festa dell’amicizia, si dovrebbe chiamare Festa del Dollaro, con 250 milioni di dollari annui versati dall’Italia alla Libia. In cambio nessuna vendetta, ma strade fino alle cave di uranio, gestite dall’amico Sarkozy che lo venderà agli italoberlusconi.


Risolta emergenza rifiuti. "Abbiamo risolto la tragedia dei rifiuti in Campania ereditata dal precedente governo. Una tragedia che riguardava i cittadini napoletani e l'immagine dell'Italia nel mondo". E avverte che la questione può riproporsi in ogni momento in qualsiasi regione, ricordando in proposito il caso di Palermo, "dove siamo intervenuti subito e risolto il problema in tre giorni". Anche se nel capoluogo siciliano i problemi continuano.
In Sardegna continuano ad arrivare indisturbati dal lombardoveneto containers pieni di scarti industriali e scorie tossiche e pericolose, seppelliti chissà dove. Nelle maglie larghe dei controlli cadono solo quelli che incespicano da soli: questa è la nostra emergenza rifiuti, ignorata da tutti.

Ritorno al nucleare. Il ritorno al nucleare è stata una decisione importante da parte del governo, dice Berlusconi, perché gli italiani pagheranno meno l'energia. "Stiamo stipulando importanti accordi con chi ha il know-how che noi abbiamo abbandonato a causa degli ambientalisti", annuncia il premier. "In passato eravamo all'avanguardia nella ricerca sul nucleare ed eravamo quasi arrivati al punto di avere la nostra prima centrale nucleare. Purtroppo l'hanno bloccato facendo un regalo agli italiani che ora pagano il 40% in più l'energia rispetto ai partner europei".
Nel Nord Europa, sei mesi l’anno di luce, utilizzano il fotovoltaico, pulito e sicuro. Nel Paese del sole, pizza e mafia, alle energie alternative e rinnovabili si preferisce il mortale nucleare. Per le motivazioni, si ritorna agli accordi libici.

Scuola, una riforma di buon senso. Berlusconi parla anche della scuola, per la quale il governo ha fatto "una riforma di buon senso". Nonostante "molti abbiano mandato i bambini in strada a protestare - sottolinea - la riforma è molto apprezzata da maestri e famiglie".
Gli unici a non aver manifestato sono i sostenitori pidiellini del premier e i codardi e paurosi, che pur non essendo d’accordo non alzerebbero mai la voce e mai scenderebbero in piazza.
I tagli indiscriminati all’istruzione hanno colpito solo gli studenti: nessun taglio ai baroni universitari, ai parassiti in forma di dirigenti e funzionari. Una riforma da apprezzare meglio quando si decideranno a rendere pubbliche le norme meritocratiche brunetta - gelmini.


Alitalia funziona. "Alitalia funziona" ed è "in accordo con il budget", dice Berlusconi, sottolineando che la compagnia "ha dovuto superare molte difficoltà, anche create ad arte da chi non vedeva di buon occhio" l'operazione. "Abbiamo mantenuto l'Alitalia in mani italiane. Sarebbe stato folle - ha aggiunto - che fosse andata sotto Air France". Il premier fa gli auguri alla compagnia, al management e ai soci. Forse non nel giorno più adatto per un elogio all'efficienza della compagnia: a Fiumicino un blocco di due ore al check-in ha causato ritardi e notevoli disagi per i passeggeri in partenza.
In realtà Alitalia funziona poco e male solo tramite i soldi del governo e dopo un drastico taglio ai dipendenti (ma non aveva detto che nessuno aveva perso il lavoro?) e agli stipendi. In definitiva, un’altra cordata di manager e soci che se la gode coi soldi dello stato.

Terremoto, avanti sui tempi di consegna delle case. "Non andrò all'Aquila questo pomeriggio, siamo avanti di tre giorni sul cronoprogramma di consegna delle case", dice il premier, aggiungendo che la gente dell'Aquila apprezza l'operato del governo: "C'è una grande contentezza in tutti", dice, e "non ci sono contestazioni al governo e al premier".
L’importante è sedare subito sul nascere qualsiasi contestazione, e assumere una clacque di contorno al video amatoriale del cavaliere tra le rovine del terremoto.....
Ecco una piccola rappresentanza di ciò che avviene dietro il sipario rai-set:

ideateatro
Piano C.A.S.E.: che ne pensano gi aquilani
italianspot
clandestinoweb

G8, apprezzamento da tutti i leader. Il G8 è stato un successo, ed ho ricevuto grande apprezzamento da tutti i leader, dice Berlusconi. E sullo spostamento del vertice dalla Sardegna all'Abruzzo chiarisce: "Avevamo il terremoto e poi un vecchio velista come il presidente del Consiglio si ricordava del maestrale. E alla Maddalena si arriva con gli elicotteri... Le due cose messe insieme mi hanno convinto a spostare il G8 a L'Aquila".
Alla Maddalena si arriva anche col gommone... Leggendo tra le righe, forse si sarebbe sentito in trappola su un’isola, circondato dai temibili contestatori comunisti? O gli fanno paura gli indipendentisti sardi? Strana cosa, visto che divide il potere con gli indipendentisti razzisti e fascisti della Lega Nord. E’ da quei giorni che un compagno, Bruno Bellomonte, è in carcere con l’accusa infondata di terrorismo: un monito per ammansire tutti gli altri.

La Rai e il Tg3. Brusca risposta a una giornalista del Tg3. "Lei appartiene a una testata che ieri sera ha fatto quattro titoli di contrasto. Ne approfitto per dire che il servizio pubblico non dovrebbe attaccare né me né il governo, né l'opposizione". La cronista le aveva fatto una domanda sulla sorpresa del governo turco per la sua presenza al momento della firma dell'accordo sul gas fra Erdogan e Putin. "Ho fatto una grande attività su mandato esplicito di Putin nei confronti di Erdogan e di Erdogan nei confronti di Putin. In più, eravamo molto interessati perchè l'Eni è presente con South Stream e con l'oleodotto. Se questo non è un grande successo lo dica lei".
Tra massoni e mafiosi compagni di merende ci si dà sempre una mano.... Conquistare il Tg3 è una mossa ontopsicologica per cercare di plagiare la fetta minoritaria degli italiani ancora capaci di pensare.

"Solo calunnie contro di me". "Non ho niente di cui vergognarmi, si tratta solo di calunnie. Non ho scheletri nell'armadio non sono ricattabile. L'intervista a mia figlia Barbara? Il suo discorso è stato estrapolato, mi vuole molto bene". Berlusconi difende la propria condotta, dicendo di non doversi scusare di nulla "neppure con i familiari". E sulle intercettazioni attacca: "Non ci sono state telefonate e quindi non ci sono state intercettazioni. Sono cose assurde e infondate. C'e' solo la vergogna per chi mette in giro cose del genere: abbiamo veramente toccato il fondo. Chi le propaga a mezzo stampa si deve vergognare".
Nessuna calunnia, Sua Immunità: ammetto, seppur a malincuore, che è il miglior venditore di fumo sul mercato..... Il più bravo imbonitore di un prodotto commerciale con la data di scadenza contraffatta: l’Italia.

Nota: i testi del cavaliere sono tratti da repubblica.it

mercoledì, agosto 05, 2009

Bondi è un uomo di stile



ROMA, SUL TARDI. IL NOTO P.R. BONDI, DOPO L'ENNESIMO ATTACCO BACCHETTONE-COMUNISTA A SUA IMMUNITA', IN CONFERENZA STAMPA HA AFFERMATO QUANTO SEGUE:
«NELLA VITA COME NELLA POLITICA LO STILE E' TUTTO».

Chiaro: le escort al governo, gli “utilizzatori finali”, le ronde nazifasciste, i nani, i saltimbanchi e i venditori di fumo, nonché i soliti mafiosi e massoni, al potere fanno parte del NUOVO STILE BERLUSCA, ideato e diretto dal public relations e personal training Sandro Bondi dell'UTILIZZATORE FINALE più amato dagli italiani, Sua Immunità Silvio da Arcore.

Sicurezza ambientale: esiste?

E' così che si tratta la Natura: a sacchi di spazzatura.

Riporto dal quotidiano La Nuova Sardegna del 04 agosto 2009:

Bloccato dalla capitaneria un contanier con prodotti nocivi
VELENI DIRETTI NELL'ISOLA
Top secret sul destinatario nel Cagliaritano

Genova - Stava per imbarcarsi su una nave cargo. Destinazione Cagliari. Ma gli uomini della capitaneria hanno voluto ispezionare il contanier: in quella caverna nera c’erano fusti di acido tricloisocianurico e di policloruro di alluminio, una sostanza basica, l’altra acida, incompatibili. Incontrandosi, i loro vapori scatenano fiammate che innescano incendi.

Da venerdì sera il carico è bloccato in banchina sotto sequestro cautelativo mentre sono in corso le indagini coordinate dal comandante della capitaneria, Domenico Napoli e dal capo squadra della polizia portuale, Ivan Gagliola. L’inchiesta è top secret, così come il destinatario. Forse domani sarà possibile avere un quadro esatto e conoscere la posizione del camionista che sembra non fosse a conoscenza del fatto che il materiale caricato in Veneto e in Lombardia, era in realtà una miscela esplosiva. «Queste sostanze - spiega il comandante Domenico Napoli - non possono viaggiare insieme e per essere trasportate è obbligatorio che abbiano un doppio contenitore». In questo caso, invece, centinaia di taniche da 25 e da 10 chili, avevano solo un fusto e alcuni erano rovesciati e portavano false indicazioni: timbri di prodotti non nocivi di classe 5 anziché 9. A spingere gli inquirenti alla verifica sono stati alcuni dettagli: inizialmente l’articolato doveva partire su una nave, poi ha cambiato vettore, infine il corriere è arrivato con grande ritardo, proprio mentre il traghetto stava per chiudere il portellone. «Dopo i casi Florio e Athara** - spiega Ivan Gagliola - il livello di attenzione è altissimo. Ora dobbiamo capire se ci siano collusioni tra le compagnie di trasporto, se è un caso isolato o un sistema collaudato. Lo scopriremo sulle tracce della documentazione sequestrata all’autista». (cm.p)

* * *
** Si tratta di due traghetti della Tirrenia. L’Athara si è incendiato il 29 gennaio 2009 a causa di sei tir carichi di materiale infiammabile non dichiarato: vernici, etanolo e diversi tipi di solventi, la cui destinazione è rimasta sconosciuta. Il Florio il 29 maggio 2009, le cui cause sono ancora incerte, ma pare che l’incendio si sia sprigionato dal garage.

Diventa ozioso chiedersi quale località sarda avrebbe accolto questi rifiuti, in quale buco li avrebbero sotterrati, magari vicino ad un ignaro coltivatore di ortaggi biologici. Ozioso perché non ci è dato sapere, a noi poveri fessi mortali.
E’ giusto che i rifiuti della nostra moderna società vengano messi al sicuro quando non è possibile riciclarli e tutti ne siamo responsabili (anche se meglio sarebbe a casa loro), ma ancora più giusto sarebbe SAPERE DOVE VERRANNO SOTTERRATI.
Naturalmente i primi inquisiti sono i camionisti a cui vengono sequestrate le documentazioni di carico. Ma i proprietari, LOMBARDOVENETI o chissà di dove, ma in ogni caso tutti imprenditori, di quelli amici della marcegaglia e di berlusconi: quelli sono coperti dalla privacy, se mai veranno indagati, poveracci: loro ci hanno la crisi....

E bravi i nostri cari leghisti, prontissimi a legiferare sulla SICUREZZA LORO. Della sicurezza ambientale e nostra chissenefrega, tanto la Sardegna non fa parte della Grande Padania, Cappellacci non è Bossi, e ci bastano le ronde. E fessi chi li ha votati.
Ok, vada per le ronde, ma mandatele a piantonare le scorie industriali!

martedì, agosto 04, 2009

Argiope bruennichi



Un bellissimo esemplare di Argiope bruennichi.

Questo nella foto è più piccolo (un terzo dell'altro), con zampe più chiare
e il dorso più giallo.


E mentre tremonti e l’accozzaglia di governo pensano a ripristinare la cassa dei mafiosi, pardòn, del mezzogiorno, coi nostri soldi naturalmente, spremendoci ancor di più, ché loro già si sacrificano con diarie da fame, noi ci alleggeriamo l’animo e il cuore con le bellezze della natura... Finché i soliti arraffoni al potere non decideranno di buttarci sopra una colata di cemento pur d’ingrassare i loro conti bancari, volendoci far credere che si tratta di progresso!

Ho notato che diversi navigatori arrivano nel blog per l’Argiope lobata, un bel ragno (e vorrei ricordare utilissimo per l’ambiente), quello nella foto davvero grande. Ne abbiamo trovato altri poiché pare si tratti di un ragno abbastanza comune, ma così grossi no. Purtroppo la foto non gli rende merito, ma mi sarebbe seccato molto di più tenerlo in mano per una comparazione!!

C’è un’altra argiope che di questa stagione si può osservare tra i rovi o ai bordi degli arbusti in campagna, striata di giallo: l’Argiope bruennichi, o Argiope fasciata, con chiaro riferimento al disegno del dorso.
Curiosa è la tela che tesse, con un motivo a ziz-zag al centro, su cui ci sono molte ipotesi, fra le quali che si tratta d’un rinforzo alla chiusura, o per renderla più visibile ad eventuali scocciatori. Propendo per la seconda ipotesi: di più tranquillità e rispetto questi piccoli animali ne hanno davvero bisogno. Non è raro infatti vedere mocciosi e gentiluomini “amanti della natura” a passeggio nella campagna divertirsi a rompere le ragnatele o a spaventarli se non a ucciderli perché sono “brutti” o per un’assurdo gioco a chi è più temerario, neanche si trattasse d’una malmignatta, mentre al contrario è assolutamente innocuo anche se può mordere nel caso si senta in pericolo (ma senza conseguenze per l’importuno).
Se si ha paura dei ragni (come la sottoscritta) basta lasciarli in pace. Qualche scatto se lo lasciano fare volentieri purché ci si tenga a debita distanza dalla ragnatela, frutto di grande ingegno e lavoro.

lunedì, agosto 03, 2009

E mentre i lavoratori dipendenti rantolano...

OSSIGENO ALLE IMPRESE
Siglato l’accordo tra le banche e le imprese per una moratoria che prevede la sospensione dei debiti a causa della grave crisi che ha investito il nostro Paese.
La presidentessa di Confindustria, Marcegaglia, pur dicendosi soddisfatta dell’accordo che fa riprendere ossigeno a Tremonti e alle imprese, ha aggiunto però che «..avremo ancora davanti dei mesi molto difficili. Ci sarà UN PROBABILE IMPATTO SULL’OCCUPAZIONE e quindi tutti noi dovremo fare molta attenzione a gestire con grande senso di responsabilità i prossimi mesi che saranno molto delicati».
Dalla Certosa, dove il premier è a dieta per recuperare la linea perduta per le GRANDI MAGNATE al G8, ecco le prime reazioni:


Sugli sugli bane bane,
tu miscugli le bananeeeee.........
le miscugli in salsa verde,
chi le mangia nulla perdeeeeeeee.....


Poco dopo, il p.r. bondi ha fatto sapere che la popolarità del beneamato premier è salita al 99,999999999999999999%.

domenica, agosto 02, 2009

Domani.... che palle!

Ogni riferimento non è casuale.

Domani si ricomincia...... che palle!!!
E dire che anni fa, quando abbiamo cominciato questo lavoro, avevamo tanta buona volontà e fiducia. Oggi, grazie ai ministri, ai sottosegretari, ai sindacati, ai dirigenti, ai docenti, agli studenti e tante grazie ai colleghi, quell'entusiamso è stato stroncato. Purtroppo abbiamo quel tipo di carattere che c'impone di dare un servizio in cambio d'uno stipendio, perché c'è ancora una parte buona nella scuola. Ma il resto.... ohimè! una seria riforma dei tagli ci vorrebbe davvero: cominciando da gelmini, a seguire brunetta e pizzetta. E tutti quelli che con la scuola arricchiscono i conti bancari piuttosto che la cultura.

sabato, agosto 01, 2009

S.A.M. Osilo Festival

Un momento del concerto "Stop al nucleare", che ha portato diverse band a esibirsi sul palco dell'anfiteatro.

Anche se non pubblicizzata tramite i canali ufficiali (leggasi quotidiani), la manifestazione è pienamente riuscita.

“Stranamente”, durante l’esibizione delle Ribelli dell’Harem, il pubblico, fino a poco prima sparpagliato tra gradinate e stradine laterali a chiacchierare e bere birra, era tutto concentrato nell’anfiteatro, affascinato dalla bravura, sinuosità e.... bellezza delle danzatrici.
Propongo d’invitare il gruppo a esibirsi durante le campagne elettorali: sicuramente ci sarebbe meno astensionismo! (Berlusconi docet).

Per la serie "ogni lasciata è persa" (Mastella docet), un gruppetto di “indomiti sedicenti facinorosi” ha colto l’occasione per ricordare le ingiustizie e l’inumanità di chi detiene il potere politico, appendendo uno striscione con la richiesta di libertà e giustizia per il compagno Bruno. Ho un dilemma: forse i politici italiani non “capiscono” che LIBERU significa LIBERO e quindi non comprendono la richiesta? Aderisco allora alla proposta della Lega Nord perché i politici che ci governano frequentino corsi obbligatori di tutti i dialetti e lingue italiane.