venerdì, luglio 31, 2009

La ricostruzione dopo l'incendio

Tettigonia viridissima.

La piccola Tettigonia ha perso una zampa, è tutta sporca di fuliggine, le gustose erbe non ci sono più.
Ma lei non demorde, ama la vita ed è cosciente dell’importante ruolo che ricopre in natura, molto più di quello umano. Qualunque cosa va bene per cibarsi, per sopravvivere e ricominciare.
Dove l’uomo sbaglia, distrugge, rovina, la Natura pone rimedio, con sofferenza e caparbietà.
Ci chiede in cambio un po’ più di rispetto, di amore in cambio della Vita stessa.
Lei ci dà tutto l’amore di cui abbiamo bisogno, il Paradiso è qua: basta aprire gli occhi per vederlo, toccarlo, sentirlo. Lei ci ha creato, ultimo anello d’una catena indissolubile.

Spento il fuoco, si contano le perdite, ognuno dando un valore ai propri interessi perduti. C’è chi non potrà farlo: una vita non ha prezzo e i soldi non restituiscono nulla.
E’ il tempo della conta, ma anche della ricostruzione ambientale, per cui ci vorrà molto tempo, molto più della riedificazione d’una casa. Dobbiamo chiederci se è questo che vogliamo: il fuoco generato dalle colpe dell’uomo, dolose o casuali, la cementificazione di aree verdi e letti di fiumi con conseguenti alluvioni, le centrali nucleari, i poligoni militari, le industrie inquinanti. La modernizzazione umana è una conseguenza irrinunciabile, ma dev’essere nel rispetto della Natura, o moriremo e sarà colpa nostra, di tutti nessuno escluso, per non averci pensato prima, per essere stati troppo egoisti, menefreghisti, superficiali, materialisti.

E senza cercare capri espiatori di comodo da dare in pasto alla gente arrabbiata.

mercoledì, luglio 29, 2009

L'umanità non è più di casa in Italia

In Friuli avevo avuto occasione di conoscere l’ambulatorio di Medici Senza Frontiere. E’ un ricordo ormai vago, però rammento che funzionava bene e che vi andava anche un mio amico, assolutamente non clandestino, ma spesso a corto di soldi: i medici che vi lavoravano non badavano a chi chiedeva il loro aiuto, lo curavano e basta.

Tempo dopo a Bologna, via Ugo Bassi. Qui ogni tanto s’installava un banchetto e una gentile signora (secondo me troppo poco attiva, data l’indifferenza della gente) dava informazioni sulla recrudescenza nel nostro Paese d’una malattia che si poteva definire estinta: la tubercolosi.
Il turismo, i viaggi di lavoro e studio, l’immigrazione, si portano appresso malattie che l’Europa aveva debellato, e non sono troppo rari i casi di meningite, di malaria e altre patologie terribili quali la lebbra, o altre minori, ma esotiche e quindi sconosciute per la sintomatologia e la prevenzione.

Di questi giorni la polemica in Friuli tra i leghisti al potere spalleggiati da Sua Immunità, e Medici Senza Frontiere, fiancheggiati da quei pochi individui a cui non sono riusciti a frullare il cervello, sulla chiusura degli ambulatori a cui ricorrevano anche i clandestini. Da una parte i leghisti invocano giustamente l’applicazione della legge emanata col Decreto Sicurezza di fine aprile, dall’altra s’invoca inutilmente l’inumanità di simile decisione, aggiungendo (particolare non trascurabile) che il clandestino malato, non potendo farsi curare, prima di morire infetterà più italiani doc possibile.

* * *
Da Nord a Sud, passando per la Sardegna, i nuovi vandali impazzano, facendo terra bruciata (ogni riferimento non è casuale) con i loro decreti legge, senza trovare troppa resistenza. Infiltrano la politica di veline, escort e nuovi mafiosi, quando già bastavano i massoni e i vecchi padrini.
Non solo la Sardegna è bruciata, ma l’Italia intera, che non reagisce più a qualsiasi ladrocinio o beffa infertagli dalla classe politica italiana.
Pochi sono quelli che ancora osano alzare la voce, difendere la verità, lo Stato di diritto di tutti e non solo d’una casta privilegiata. Una voce sempre più esigua, sormontata dai clamori vacanzieri di Corona e Clooney.
“La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento”. Così dice Umberto Bossi.
E noi? Pieghiamo la testa e stiamo zitti. O le ronde ci prenderanno a bastonate.

* * *
Un pensiero per Bruno, compagno di aMpI. Dopo aver trascorso 45 giorni in isolamento in carcere a Roma con l’accusa d’essere un terrorista, ora è stato trasferito a Catanzaro, dove per poterlo visitare i familiari sono costretti a due giorni di viaggio.
Ricordo che Bruno Bellomonte è stato accusato in base a delle intercettazioni telefoniche e nulla di più. Un poco di umanità, se non l’applicazione delle leggi sull’avvicinamento ai familiari, trasferendolo sull’isola, i giudici e lo Stato potevano dimostrarla.
Ma l’umanità non abita più in Italia.
Qui si intercettano tutti, qualsiasi telefonata, messaggino o e-mail viene trascritta, letta, studiata, elaborata, registrata, non sia mai che la Corporazione dei Politici Italiani venga sovvertita. Anche quelle di Sua Immunità, su cui si invoca però la Privacy blindata. Le sue, a differenza di quelle di Bruno, riguardano solo delle escort? Molte di quelle escort oggi siedono in poltrone privilegiate, tra Province e Parlamento: non è questo un disegno sovversivo?

lunedì, luglio 27, 2009

I Lodi della Corporazione dei Politici Italiani

Come non bastasse il Lodo Alfano, ora c’è anche il Lodo Bernardo. Sarà sempre più difficile, se non impossibile, indagare e punire i nostri carissimi (nel senso di stipendiati) politici, premier in testa. Grazie prima ad Alfano Angelino, passando poi per Brunetta Renato (paladino della meritocrazia ad personam) continuando con Bernardo Maurizio, che nel suo personale Lodo lega le mani ai magistrati che non potranno più indagare non solo sui politici e sul premier, ma anche sulle municipalizzate, enti mutualistici, comunità montane, Bankitalia, lasciando ancor più mano libera ai disonesti e mafiosi, politici e non.

Una mia ipotesi. Si è cominciato dalla A e si è passati alla B. Forse fra poco toccherà alla C? come in un gioco alfabetico. Si tratterà del Lodo Carfagna? Immunità a tutti i “fruitori finali”, papponi e ruffiani che abbiano una qualsivoglia carica politica?
Sempre ipotizzando, dopo il Lodo C, avremo il Lodo D’Alema sul conflitto d’interessi, il Lodo Esposito sulla sicurezza, il Lodo Frattini per i politici in vacanza all’estero, il LODO GELMINI CHE RENDERÀ IMMUNI A QUALSIASI INDAGINE O ACCUSA QUEI CAPI D’ISTITUTO SCOLASTICO D’OGNI ORDINE E GRADO CHE APPLICHERANNO LE NUOVE NORME “MERITOCRATICHE” BRUNETTA-GELMINI, CREANDO, SE CE N’ERA BISOGNO, ULTERIORI DISPARITÀ, INGIUSTIZIE, DISUGUAGLIANZE, FAVORITISMI TRA I LAVORATORI DELLA SCUOLA, E CHI PIÙ PEGGIO PENSA PIÙ È VICINO ALLA REALTÀ.
Alla lettera Z non credo arriveremo, anche se Zaia preme per far approvare il suo lodo personale, ma credo che già alla lettera M saremo più che abbondantemente nella merda.

Intanto, dalla corte vesuviana del nostro beneamato cavaliere finalmente un’ammissione sincera e onesta del politico Fulvio Martusciello, sulle carriere politiche: «In politica, ciascuno si fa il suo destino. Io da due legislature sono consigliere regionale, e mi diverto anche così».
Vero, messer Martusciello. E’ noto da tempo che in Italia i politici si divertono. Il problema è che la maggioranza non l’ha ancora capito, che vi divertite a spese nostre.

domenica, luglio 26, 2009

Sugli incendi in Sardegna - Comunicato aMpI

Davanti alla desolazione degli incendi, ci si pone una domanda sopra le altre: chi può aver fatto uno scempio simile? La mafia, come dicono alcuni; casi fortuiti, come dicono in pochi; o si tratta di un disegno criminoso? Purtroppo siamo abituati a non avere mai risposte certe, ad avere troppo spesso capri espiatori di comodo e la verità rimane sepolta tra strette di mano e interessi più grandi di noi.
Riporto qui un comunicato di aMpI. Non ci può dare le risposte che vogliamo, ma una riflessione.

* * *
Sui devastanti incendi del 23/07/09

A Manca pro s’Indipendentzia, organizzazione indipendentista comunista sarda, manifesta tutta la sua più profonda inquietudine in merito agli accadimenti verificatisi prima, durante e dopo gli spaventosi incendi che hanno devastato il centro-nord della Sardigna il 23 luglio 09 e il giorno precedente il centro-sud.
Sin dalla prima metà del giorno 23, il giorno successivo a devastazioni incendiarie avvenute nell’oristanese, le televisioni annunciavano, a mo di previsione meteorologica, che quella sarebbe stata una giornata di grandi incendi. Puntualmente nel primo pomeriggio partivano simultaneamente una quindicina di roghi disseminati in tutto il centro-nord. Ci chiediamo in base a quali dati le televisioni siano riuscite a leggere il futuro, dal momento che giornate parimenti ventose ed altrettanto afose ci siano state parecchie volte dall’inizio di quest’estate, ma che, diversamente dalle altre occasioni, non si erano ancora verificati incendi tanto simultanei e (verrebbe da dire) organizzati. Forse le televisioni le volte precedenti avevano letto nel futuro che non ci sarebbero stati e perciò avevano deciso di non annunciarli? Non è dato sapere come siano andate le cose allora, né come siano andate il 23, tuttavia appare abbastanza singolare questa capacità di chiaroveggenza!
Nel momento in cui i fuochi aggredivano mezza Sardigna contemporaneamente, mentre due lavoratori sardi morivano tra le fiamme, mentre le aziende agricole costruite con decenni di sacrifici andavano in fumo in pochi minuti assieme al bestiame, i mezzi antincendio si trovavano costretti a sparpagliarsi in ogni dove per cercare di arginare la catastrofe. Naturalmente la simultaneità dell’emergenza li metteva nelle condizioni di non poter riuscire a gestire efficacemente la loro azione su tutti i fronti, dato che come detto si propagavano una quindicina di incendi. Nel frattempo però le solerti ed onnipresenti Forze d’Occupazione Italiane, si “dimenticavano” di chiudere il traffico autostradale all’altezza di Bonorva in direzione Sassari, lasciando che decine e decine di macchine si imbottigliassero proprio nelle zone dove infuriavano le fiamme! In pochi minuti a breve distanza dai roghi si formava una fila di macchine lunga dieci chilometri. Gli automobilisti, terrorizzati e sprovvisti di una qualsiasi informazione stradale, senza alcun tipo di soccorso e senz’acqua tra temperature di 50 gradi, non hanno potuto far altro che sperare nella buona sorte. Se il vento avesse improvvisamente girato direzione sarebbe stata una strage ancor più grande di ciò che purtroppo è già stata.
In seguito, zelanti politici si avvicendavano a gridare ai quattro venti che c’è una strategia dietro quegli incendi, lasciando intravedere le vecchie teorie dell’allora Ministro Pisanu su fantomatici sovversivi incendiari.
Detto questo mettiamo insieme questi dati in maniera cronologica:
le televisioni spostano l’attenzione pubblica su una tragedia che sta per avvenire ma che ancora non c’è stata (come avranno fatto a sapere che ci sarebbe stata non si sa!)
le fiamme partono nello stesso spazio di tempo ma in posti diversi, in maniera coordinata ed evidentemente organizzata, rendendo impossibile per i mezzi antincendio riuscire a governarle tutte
mentre gli incendi devastano e uccidono, le Forze d’Occupazione Italiane non ricevono l’ordine di impedire che gli automobilisti vadano ad imbottigliarsi tra le fiamme, e lasciano per ore le strade aperte. (Qualcuno cercava una strage di massa? E perché?)
a cose concluse i politici si abbandonano a dichiarazioni senza prove annunciando che c’è una precisa strategia, ma nulla dichiarano sulla natura e sulle finalità di questa strategia.
Mettendo insieme questi fattori sembrerebbe di vedere che si è orchestrata una grande tragedia, addirittura una probabile strage, e che da più parti ci fossero attori con un ruolo da svolgere: alcuni diffondono allarmi, altri incendiano, altri lasciano che la gente vada ad arrostirsi, altri ancora dichiarano che c’è una precisa “strategia”
Pur nella grande confusione che regna su cose che non si possono sapere, a Manca pro s’Indipendentzia sospetta che probabilmente con l’uso omicida del fuoco “qualcuno” vorrebbe sollevare un’indignazione dell’opinione pubblica abbastanza grande da far accettare qualunque misura. Come ad esempio una completa, generale e totale militarizzazione del territorio, che come contrasto a crimini così orrendi verrebbe accettata e tollerata dalle popolazioni.
A Manca pro s’Indipendentzia (a differenza dei politici “sardi” e italiani, che dicono che c’è una strategia ma non ci spiegano chi è lo stratega!) non ha nessuna certezza su come siano andate le cose, però ha tanti sospetti. Uno di questi potrebbe essere: una simile tragedia potrebbe avere come motivo scatenante la volontà di militarizzare i nostri territori? Ci chiediamo se magari chi un domani verrà chiamato a curare un male possa essere lo stesso che il male lo ha creato oggi!
Ma le nostre sono solo domande. Invitiamo tutti i Sardi a riflettere…

25/07/09
A Manca pro s’Indipendentzia
Marco Peltz - Ufficio Stampa

A noi ci prende male

Un bell’esemplare di Tylopsis lilifolia.
Solitamente socievole, quando gli ho raccontato che messer Brunetta
è contrario alla politica INADEGUATA, se l’è subito presa a male.


Tratto da:
http://www.repubblica.it
Pdl, è scontro sul partito del Sud


La tensione nel Pdl. Il tema, si diceva, ha creato comunque tensione nel centrodestra. A cominciare da Renato Brunetta: "Dico no al partito del Sud, se la sua missione deve essere quella di ricattare il resto della politica, per avere più risorse e spenderle male".
Ed ecco la soluzione del ministro della Funziona pubblica: "Che esista da sempre un problema meridionale è indubbio - spiega Brunetta - ma la questione è affrontare con fermezza i nodi di una classe dirigente e politica inadeguata. Inutile o sterile fare del facile campanilismo o peggio farsi prendere dalla facile retorica sui luoghi comuni del Mezzogiorno". Venendo all'attualità politica per Brunetta il problema è chiaro: "Se si tratta di avere piu' soldi e spenderli male allora dico di no. Se questi movimenti politici si formano per ricattare il resto della politica, per avere più risorse e spenderle male allora non li vedo con favore".

* * *
A me, la cosa che mi prende male, è di spendere tanti soldi per i politici. Anzi, politicanti.
I soldi spesi per il Sud, per il Nord, o per il Centro, senza dimenticarsi della Sardegna, sono soldi spesi per il popolo (occupazione, istruzione, sanità) e per il territorio.
Quelli spesi per i politici, specialmente quelli al governo, sono tutti soldi buttati.
Che abbiamo in cambio?
Ristrettezze economiche; più tasse; stipendi più bassi (checché ne dica l’istat); aumenti delle utenze (confrontate le bollette degli anni scorsi); aumenti dei prezzi in generale; una sanità ridotta al minimo; tagli all’istruzione; disoccupazione in aumento. L’unica cosa che i nostri governanti non ci fanno mancare sono le balle e i lustrini.
E su una cosa i nostri politicanti sono in accordo: sulla salvaguardia TOTALE dei loro interessi economici. In quel caso non guardano se sono rossi o neri o bianchi: la CORPORAZIONE DEI POLITICI si tiene ben stretta la poltrona e lo stipendio (si vedano le sceneggiate nel PD e le continue alleanze più disparate e impossibili dei partiti in occasione delle elezioni). A nostre spese. Del Sud come del resto d’Italia.

venerdì, luglio 24, 2009

Polemiche tra forumisti

Albert da Osilo.

Una calamità naturale o innaturale come un incendio, porta non solo paura, desolazione, tragedia, ma anche polemiche. Vi sono state le polemiche tra Bertolaso e la Protezione Civile sarda. E polemiche minori, tra internauti desiderosi di far sapere il loro dispiacere per la devastazione, e i rompiballe che non mancano mai, quasi fossero il necessario completamento ad un qualsiasi commento.
C’è stato un utente, probabilmente donna, che ha scazziato sui sardi arretrati, e un brambilla che ha ironizzato andando ancor più sul pesante, commento cancellato dal forum. Ammetto d’essere caduta nella trappola e di aver risposto:

In seguito al commento di utente10. Hai ragione, i sardi sono arretrati. Non perché appiccano gli incendi, i mentecatti stanno ovunque. Ma perché continuano a lasciare la loro terra in mano agli stranieri. Vedi le zone industriali di Ottana, Porto Torres, Portovesme, solo le più conosciute. Quando capiranno che la terra è loro, e non di chi ci fa festini o prende i soldi statali e scappa, quella volta le cose cambieranno. Ed ho il sospetto che allora ci saranno molto meno incendi.
nviato da giuliazeta il 24 luglio 2009 alle 16:22

Credo che il Brambilla volesse fare dell'ironia. Se così non fosse, propongo una colletta per pagargli un soggiorno gratuito al Salto di Quirra. Il pacchetto-vacanze include radiografie craniche e una radicale cura contro la forfora, queste a spese dello Stato. ola.
Inviato da giuliazeta il 24 luglio 2009 alle 12:07

L’ora del primo commento inserito non corrisponde. Credo fossero le 11:30 circa.

Questa la risposta ricevuta:

cara Giuliazeta, visto che pensi di saper tutto e credi di essere tanto intelligente (si vede che non sei Sarda..meno male..noi SARDI non vogliamo persone intelligenti...)perchè non vieni tu a prendere a calci le persone che vengono in Sardegna a fare festini e a prendere soldi statali? Bye Bye
Inviato da sardegnarinasci il 24 luglio 2009 alle 19:55

* * *
Solitamente non raccolgo le provocazioni anonime. Perché, per quanto si firmi “sardegnarinasci”, per me è un perfetto anonimo.
Stavolta raccolgo. Perché sono rattristata dai catastrofici incendi che hanno bruciato migliaia di ettari di terreno dove vivevano i miei piccoli amici e meravigliosi fiori. Perché non ho pretese d’essere tanto intelligente e mi ritengo al contrario molto ignorante. Perché non ho mai preso a calci nessuno se non a parole, all’infuori di qualche sarrone troppo arrogante e seccante. Perché nelle mie possibilità cerco di adattarmi a questo nuovo ambiente, questa nuova Patria, ricevendo troppo spesso in cambio solo maleducazione, classismo, insensibilità. Perché non sono arrivata qua con propositi di conquista o di arricchimento personale a scapito dei sardi e a dirla tutta preferivo stare dov’ero. Ma mio marito abita qua ed è sardo. Perché, al di fuori dell’ambito familiare, le persone che mi hanno dimostrato una sincera disponibilità, socievolezza e generosità sono state veramente poche: qualche collega di mio marito e i loro familiari, qualche studente, e i componenti e simpatizzanti di aMpI. Gli altri sono troppo occupati a curare il loro orticello, a cercare di fregare chiunque capiti a tiro, a lamentarsi della propria condizione strafregandosene dei problemi altrui. Mi spiace dirlo, qualcuno si offenderà, ma a Bologna la solidarietà era più sentita, e il mio lavoro non rappresentava un’etichetta, nè il mio cognome lasciava spazio a un’immaginaria emigrazione dai paesi dell’est europeo dove sono tutti ladri e falsi, come dichiarato da una collega.
Ebbene, cari sardi tanto di destra quanto di sinistra, non è offendendo le persone che non arrecano danni alla vostra Isola, nè chiude le fabbriche o installa centrali nucleari, che migliorerete. E se a offendere sono stata io per prima, tirando in ballo i pastori come probabili incendiari, mi scuso, non era mia intenzione offendere la categoria, che sicuramente si sacrifica e ama il proprio lavoro, gli animali, la terra. Ma i fatti mi dicono che in passato alcuni incendi sono stati appiccati proprio da pastori. Pastori senz’altro mentecatti, come può esserlo un bidello, un avvocato o un geometra. Non è questione di professione, ma di testa che non funziona.
Finalmente la temperatura è in calo. Migliaia di ettari sono già inceneriti e altri stanno ancora bruciando. Molti allevatori e agricoltori hanno perso tutto, casa, animali, attrezzature. Sono dispiaciuta, ma non trovo differenza con un operaio in esubero e licenziato a 50 anni, che si ritrova a perdere tutto allo stesso modo.
E’ qui che va fatta la selezione. Tra i non-sardi che non arrecano danno ma sono un contributo culturale (e non parlo di me, ma penso ai tanti immigrati qui residenti), e i non-sardi che i danni li fanno, come i proprietari russi delle industrie di Portovesme, o il più famoso Rovelli di Porto Torres.
Per finire, “sardegnarinasci”: crepa! nella tua invidia e nella tua ignoranza.
Per fortuna non tutti i “sardi” maiuscoli come te sono dei cretini.

p.s.: il forum è quello de la nuova sardegna.

Il fumo sulla città

Il fumo è arrivato sulla città. Un forte odore di bruciato. Non ci sono comunicati, ma la situazione è sicuramente peggiorata e i roghi non ancora spenti devono essere a circa 15-20 chilometri da Sassari.
Vorrei ringraziare tutti quelli che si stanno prestando a spegnere il fuoco: i vigili del fuoco, i forestali, la protezione civile e tutti i volontari. Persone coraggiose, che a scapito della propria incolumità cercano di porre rimedio dove altri hanno danneggiato irreparabilmente.
Le temperature sono in aumento. Non c’è scampo: su tutto il territorio ieri c’erano oltre 40 gradi, in alcune località hanno raggiunto i 44 e 46; e oggi dovrebbero aumentare.
Qualcuno pregherà invocando un miracolo. Qualcun’altro maledirà gli incendiari, razza bastarda.
Serviranno a poco, se non proprio a nulla. Quel che serve nell’immediato è il lavoro di uomini e donne coraggiosi, e tanta tanta acqua. Nel lungo termine, una vera educazione all’ambiente. Se non viene insegnato, spiegato, inculcato bene che l’ambiente, il territorio è prezioso ed è un bene necessario e prioritario quanto il pane e l’acqua, tutto sarà vano.
Troppo spazio si sta dando ai gossip, ai vip, alle carriere facili, al menefreghismo “che tanto ci pensa qualcun’altro”. Troppi soldi vengono spesi per una politica che non porta a null’altro che all’aumento della ricchezza personale di pochi: i politicanti e i loro amici-parenti. Quei soldi dovrebbero essere impiegati per il popolo, per il territorio, per l’occupazione e la sanità.
Finita l’emergenza, ci sarà la corsa al risarcimento. E saranno in parecchi a chiedere e ad avere senza titolo alcuno. Come sempre succede per tutte le cose. Non sono disfattista, neanche disillusa anche se a volte lo dico. Spero invece che la gente capisca, che apra gli occhi, che guardi quanto poco basta perché una bella villa venga incenerita. O una strada di collegamento importante venga chiusa. Magari l’unica strada di scampo dall’incendio. Esca in strada, questa gente, a respirare l’acre odore di fumo, e capisca che le veline e i loro “fruitori finali” contino alla fine meno di niente, contro il bene nostro e del nostro territorio.

giovedì, luglio 23, 2009

La Sardegna brucia


Non parlatemi di autocombustione. Non ci credo.
Due morti e un disperso. Migliaia di ettari di territorio incenerito. Case, fattorie. Oliveti, vigneti, sugherete. Animali d’allevamento e selvatici. Tutto bruciato. Anni di lavoro, di amore, di sacrifici in fumo in meno di mezza giornata. Lacrime, dolore, disperazione.
Li ho visti. Non avrei mai voluto esserci. Ho visto il terrore d’un uomo che aspettava i soccorsi, pregando che il vento spostasse il fuoco e risparmiasse la sua casa. Ho visto i cervi radunarsi accanto alla casa dei forestali, in cerca di protezione. Le pecore ammassarsi negli ovili.
Il cielo sulla Sardegna oggi era d’un indefinibile colore grigio-rossastro. A est, a nord, a ovest, a sud. Dappertutto il cielo azzurro veniva adombrato da nuvole nere, poi rossastre. Mi sentivo in trappola, su di un’isola infuocata. Dovevamo tornare a casa, e più ci avvicinavamo più l’orizzonte s’infuocava. Siamo passati in mezzo alle fiamme, e lo ammetto, ho provato terrore. Le fiamme, da un lato all’altro della strada. Poi una coltre bianca, e un altro terrore si è sommato a quello del fuoco: poteva esserci qualcuno, qualcosa, su cui andavamo a schiantarci. D’improvviso, dal biancore sono apparsi una camionetta e due uomini della protezione civile che ci facevano cenno di sgomberare alla svelta. Ero viva. Eravamo ancora vivi tutti e due. Ho pianto. Per sfogare il terrore. Per l’orrore di quanto ho visto e non vorrei vedere più. Addosso ci è rimasto l’odore acre del fumo.
So che col tempo, molto tempo, la Natura rimedierà agli errori umani, e rifiorirà, bella e sorprendente come sempre.
Ma non parlatemi di autocombustione. Neanche se ci sono 44 gradi e un forte vento di scirocco: le condizioni giuste perchè si armino i piromani. Che siano faide, che siano pastori che vogliono allargare il pascolo, che siano mentecatti, o delinquenti al soldo di qualcuno.
E domani sarà peggio.



mercoledì, luglio 22, 2009

Vittime e carnefici


Acireale. Un bimbo, un piccolo esserino innocente e indifeso come lo sono tutti i cuccioli, ancora ingenuo davanti alla vita, è stato ucciso da un branco di cani, carnefici e vittime allo stesso tempo.
Anche qua in Sardegna vi sono molti branchi di randagi, "solitamente" docili e pacifici, e tantissimi cani da pastore che, al contrario, non sono docili per niente, pronti ad assalire chiunque passi solamente vicino alle loro pecore. Ovviamente non hanno nessuna colpa: sono così grazie all’educazione ricevuta dall’uomo a suon di botte e privazioni.
Leggendo l’articolo sulla morte del piccolo siciliano, ennesima vittima di cani inferociti, provo una gran tristezza per lui, per i suoi genitori, che ora avranno in odio tutti i cani, responsabili della morte del loro piccolo, e comprendo il loro gran dolore. Ma provo una gran pena anche per quei cani, perché se è vero che sono stati loro a sbranare il piccolo Giuseppe, mi chiedo chi li ha ridotti a quel modo.
Che ci facevano in quel fondo? Naturalmente nessuno ne sa niente, eppure i bambini portavano da mangiare ai cani da tempo.
Pittbull, dogo e doberman: tre razze utilizzate dall’uomo per la difesa, la protezione dei beni personali, ma, soprattutto, per i combattimenti. Tre dei cani che hanno sbranato il piccolo.
Mi chiedo ancora perché fossero lì, e ho in mente tre possibili cause. La prima, la più facile e la più ignobile: qualcuno li aveva in carico, prendendo i soldi dal Comune per la loro custodia e fregandosene altamente: l’unica cosa interessante era il compenso mensile. Una seconda, che i cani fossero in deposito, utilizzati per combattimenti illegali, o a guardia di merce illecita. Perché mi pare impossibile che cani di quelle razze siano potuti sfuggire all’attenzione della gente, degli operatori sanitari, degli amministratori comunali, della polizia municipale.


E’ del mese scorso la visita alla zona archeologica di Birori. Una zona molto bella e ben curata. Eravamo solo di passaggio e il tempo non era dei migliori, per cui la visita è stata veloce, ripromettendoci di tornare appena possibile. Come è logico in una terra dedita per lo più all’allevamento, i reperti archeologici confinano con terreni a pascolo; naturalmente vi sono greggi di pecore, e immancabilmente vi sono i cani di guardia. Ho scritto altre volte di come questi cani possano essere terribili, non limitandosi alla difesa del gregge, ma estendendo il raggio d’azione ben al di là del muretto o del filo spinato. E’ successo diverse volte che ci abbiano inseguito, fossimo a pieni o in auto, rappresentando per loro dei possibili predatori di pecore. Uno di loro un giorno riuscì pure ad azzannare il parafango posteriore e mi chiedo se al suo posto ci fosse il mio polpaccio.
Forse, è solo un’ipotesi, qualcosa del genere dev’essere successo a Birori. Qualche turista si sarà lamentato dei cani troppo sospettosi, rendendo la visita ai ruderi impossibile. Forse, in seguito a queste lamentele, si sarà cercata la soluzione. Non essendo possibile lasciare le pecore sole, perché son proprio pecore di nome e di fatto e abbisognose di protezione, non essendo più concepibile che un pastore passi tutta la giornata a contarle, si trova la soluzione. Naturalmente, sempre a scapito del cane. Gli si lega attorno al collo un bel peso, in modo che non possa muoversi se non di qualche centimetro alla volta, oppure gli si spezzeranno le gambe. Le pecore, in caso di pericolo, si raduneranno attorno a lui che abbaierà come un forsennato senza potersi muovere. Se nei dintorni c’è il pastore, questi accorrerà velocemente. Se nessuno lo ascolta, si prenderà legnate dai ladri o verrà sbranato dai predatori.
I turisti resteranno illesi, e si godranno le bellezze archeologiche in tutta tranquillità.

E' doverosa una precisazione. Il metodo del peso al collo non è stato pensato per l’incolumità dei turisti, che ai pastori frega meno di niente. E’ un metodo utilizzato dappertutto dagli allevatori e considerato il più innocuo, per quei cani troppo giramondo, a cui non piace stare tutto il giorno con le pecore e se ne vanno in cerca di compagnia migliore, o di qualche boccone per sopperire alla “dieta” impostagli dal padrone.


* * *
Nell'aggiornamento della notizia al 23/07, c'è la confessione del fratello del piccolo Giuseppe. I cani erano suoi. Cani rubati e tenuti in deposito per, immagino io (e non soltanto io, a quanto pare), combattimenti clandestini. Il padre lo sapeva, e probabilmente pure la madre che dava ai figli il cibo per i cani. E sicuramente lo sapevano in molti in paese. Ma, come sempre accade, ci si pensa col senno di poi. In quanti avranno sulla coscienza il piccolo Giuseppe? Quale fosse stato il cane ad averlo ucciso, ha poca importanza. La responsabilità è dell'uomo: di chi li ha tenuti in deposito, di chi ha chiuso gli occhi e tappato la bocca, di chi si compiaceva scommettere su quale cane moriva per primo.

lunedì, luglio 20, 2009

Beppe Grillo nel PD

Per quale motivo un partito popolare di sinistra qual è il PD non dovrebbe accettare il tesseramento di Beppe Grillo?
Non che me ne importi gran che, non voto per il PD da un pezzo. E' mia opinione che l'unica opposizione al governo delle veline e della dittatura mass-media-governativa del cavaliere è rappresentata da Antonio Di Pietro.
Il PD finora ha dimostrato d'essere solamente una “spalla” del cavaliere.
L’entrata in gioco di Grillo forse servirebbe ad aumentare il peso dell’opposizione.
O dobbiamo tenerci i vari Veltroni, Rutelli, D’Alema?
Chi si è dimenticato che proprio durante il governo D’Alema non si è fatto NULLA, ma proprio NULLA contro il conflitto d’interessi, agevolando così l’ascesa in politica del cavaliere, di Alfano, di Carfagna e tutto il resto della corte.
I denigratori e garanti delle poltrone diranno che Grillo ha interessi nascosti? che è un comico e non un politico?
Ma lo sanno da chi siamo governati? certamente, suppongo!

A costoro, e a tutti quelli che non sono d’accordo a Beppe Grillo nel PD, consiglio la lettura dei seguenti libri:
• Da calendarista a ministra, di Mara Carfagna
• Regressione in corso, di Renato Brunetta
• 6.400.000 euro in condotta l’anno, di Mario Giordano
• Fare il futuro, Idee e azioni per rovinare l’Italia, di Maurizio Gasparri
• Gli yacht da crociera, di Massimo D’Alema
• Il viaggio di Clemente Mastella, di Maurizio Gasparri
• Il giro del mondo a spese degli italiani, di Giuseppe Pizza
• Quindici parole di troppo, di Francesco Rutelli

...e tanti altri ancora, che potrete trovare nelle peggiori librerie a metà prezzo o nei retroedicola.

domenica, luglio 05, 2009

Anteprima Alfano

Romaurbe, oggi - Lo scrivano personale dell’eccellentissimo Cavaliere, Alfano Angelino, preso atto della nota del Presidente della Repubblica che chiedeva meno restrizioni nel prossimo ddl in approvazione al parlamento; dopo aver ascoltato il parere del principale; ha così apportato le sostanziali modifiche alla legge anti-intercettazioni, dando così prova di quanto il partito delle veline tenga a cuore le richieste della cittadinanza. Ecco il ddl nella nuova stesura, presentato questo pomeriggio al Colle:

Art. 1
Si potranno intercettare qualsivoglia telefonate o chiacchiere, in special modo quelle durante il sonno poiché assodato le più sincere, con radiospie, cimici, radar o altro marchingegno atto a registrare, qualsiasi cittadino italiano residente in Sardegna, ove i giudici ritenessero vi siano prove provate di attività indipendentiste, atte a scalfire il colonialismo capitalista vigente sull’Isola. Le intercettazioni, rimosse parolacce bestemmie e qualsiasi riferimento a onorevoli parlamentari e senatori del governo, potranno essere pubblicate su tutti i quotidiani nazionali.

Art. 2
Si potranno intercettare qualsivoglia telefonate o chiacchiere, in special modo quelle durante il sonno poiché assodato le più sincere, con radiospie, cimici, radar o altro marchingegno atto a registrare, qualsiasi cittadino italiano residente in Italia, ove i giudici ritenessero vi siano prove provate di attività contrastanti alle leggi sul razzismo, sull’imbrattamento dei muri, sull’accanimento terapeutico, sulla censura internet, sul nucleare, sull’ampliamento delle basi Nato, sulla costruzione di ponti mafiosi, sull’elezione parlamentare di veline, calendariste e soubrettes, sui tagli finanziari, sui provvedimenti restrittivi ai malati satatali, sulle deroghe a parlamentari e senatori inquisiti e condannati per qualsivoglia reato. Le intercettazioni, rimosse parolacce bestemmie e qualsiasi riferimento a onorevoli parlamentari e senatori del governo, potranno essere pubblicate su tutti i quotidiani nazionali.

Art. 3
I suddetti artt. 1 e 2 non si potranno applicare ai residenti in immobili soggetti ad altra giuridizione territoriale e loro ospiti, comprendenti le Ambasciate e i Consolati; lo Stato Vaticano; la Repubblica di San Marino; Villa Certosa e Palazzo Grazioli, residenze di Sua Immunità il Cavaliere, essendo registrate al Catasto Panamense.


Nello stesso pomeriggio di oggi, dimostrando capacità di razionalizzare eventi e risorse umane, Alfano Angelino, finito il rendiconto sulla legge pro-intercettazioni, ha presentato la collezione di gioielli, disegnati eccellentissimamente da Sua Immunità, di cui verranno fatte omaggio le First Lady presenti al G8. Per l’occasione sfilano coi gioielli le future parlamentari Barbara Montereale, Noemi Letizia, Virginia Saintjust.

Il Presidente si è detto soddisfatto.

sabato, luglio 04, 2009

Clandestino



Dedicata agli ineffabili Gasparri, Maroni, Brunetta e a tutti quelli che con il loro voto hanno tolto l'ultima chance ai più poveri della terra.

Manu Chao
Clandestino (1998)


Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel
Pa' una ciudad del norte
Yo me fui a trabajar
Mi vida la dejé
Entre Ceuta y Gibraltar
Soy una raya en el mar
Fantasma en la ciudad
Mi vida va prohibida
Dice la autoridad
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Por no llevar papel
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Yo soy el quiebra ley
Mano Negra clandestina
Peruano clandestino
Africano clandestino
Marijuana ilegal
Solo voy con mi pena
Sola va mi condena
Correr es mi destino
Para burlar la ley
Perdido en el corazón
De la grande Babylon
Me dicen el clandestino
Por no llevar papel
........Vado solo con la mia pena
da sola va la mia condanna
correre é il mio destino
per fregare la legge.
Perso nel cuore
della grande Babilonia
mi chiamano Il Clandestino
perché non porto documenti.
In una città del nord
me ne andai a lavorare
la mia vita la lasciai
tra Ceuta e Gibilterra.
Sono una razza nel mare
un fantasma nella città
la mia vita va proibita
dice l’autorità.
Solo vado con la mia pena
sola va la mia condanna
correre é il mio destino
perché non porto documenti
perso nel cuore
della grande Babilonia
mi chiamano Il Clandestino
sono il fuorilegge.
Manonegra clandestina
peruviano clandestino
africano clandestino
marijuana illegale.
Algerino clandestino
nigeriano clandestino
boliviano clandestino
marijuana illegale
.
.
.
.

NO Dal Molin



"Sempri contras a is meris"

NO DAL MOLIN

NO ALLE BASI MILITARI DI
CAPO FRASCA
CAPO TEULADA
QUIRRA

venerdì, luglio 03, 2009

Grazie a Gasparri, ora mi sento più sicura

Avanzi di caccia al Procambarus clarkii, il gambero rosso della Lousiana.
Questo artropode CLANDESTINO, portatore di gravissime malattie
quali la “peste del gambero”, molto più resistente dei gamberi nostrani
e voracissimo onnivoro, rappresenta una grave e reale minaccia
per il nostro ecosistema fluviale.


La clandestinità è un reato. Mi pare giusto: un clandestino è un EVASORE FISCALE totale, un peso morto per tutti noi contribuenti. Il clandestino al 99,99% è un delinquente, è sporco e malato di tubercolosi: un rischio gravissimo per la nostra società. Il clandestino va isolato in luoghi protetti e poi espulso nella disponibile Libia al costo di 250 milioni di dollari l’anno (ma non c’è paragone con la nostra sicurezza).

Mi sorge però una domanda: Come faranno ora quegli imprenditori di segherie del nord-est, fanatici sostenitori di Brunetta & Co., senza i manovali clandestini? Come faranno quei produttori di pummarò senza i braccianti clandestini? I kapò resteranno senza lavoro? Come faranno quegli allevatori tra Marche, Toscana, Lazio, Sardegna senza i pastori clandestini?
Nel dl sicurezza non ho trovato un comma che disponga pene di qualsiasi sorta per chi offre lavoro ai clandestini. Ce n’è per chi li trasporta, per chi li cura, per chi affitta loro tuguri, ma niente per chi sfrutta il loro lavoro. Che sia una mia svista? possibile, nessuno è perfetto.

La soluzione per quei “benefattori” in ogni caso è facile-facile. Una soluzione praticata da tempo, di cui tutti sono a conoscenza ma sempre senza alcuna prova, vuoi perché ci si fa i fatti propri, vuoi perché sono sempre seccature rognose, vuoi perché vi è coinvolto il sindaco o il compare. La procedura è semplice: A quel 0,01% che delinquente non è e verrà a chiedere lavoro, si assumerà sulla parola per un tozzo di pane e la promessa di liquidare i denari a fine esecuzione. Naturalmente il clandestino accetterà volentieri. Lavorerà al meglio delle sue possibilità, anche se con una laurea in farmacia farà il manovale o il pastore come meglio potrà, illuso della possibilità di ricevere la somma necessaria e l’aiuto per richiedere per il permesso di soggiorno. A fine lavori la sorpresa (non più tanto tale, visto l’andazzo): un’accusa di furto, o di molestie, o addirittura d’essere un affiliato di Al Qaeda, o semplicemente ricordandogli che lui è un clandestino e che dovere d’ogni cittadino è denunciarlo alle forze dell’ordine ed ecco che il gioco è fatto.
Si risparmiano soldi per stipendi e contributi e si fa pure bella figura.

Ripeto le stesse cose di sempre, dacché pare che la solfa non cambi mai: gli italiani soffrono di plagio e di amnesia. Il plagio è indotto da chi vuol far credere che l’ingrasso dei loro conti bancari andrà a nostro favore. L’amnesia è una conseguenza dell’inversione culturale italiana a colpi di gossip e soubrette parlamentari: troppo pochi ricordano ancora l’immigrazione italiana dei dopoguerra, o l’immigrazione dei sardi e dei meridionali ancora oggi in atto, anzi in crescita secondo le statistiche. Per non parlare dei ricercatori che preferiscono altre nazioni dove la Ricerca si scrive con la R maiuscola e si sovvenziona, a scapito delle tasche dei politici, leghisti e non.
Ma pare non ci sia rimedio: qualsiasi dissenso o pubblica accusa cade nel vuoto del dimenticatoio, della noia. L’italiano medio fa spallucce: d’altronde è la Patria che richiama al silenzio.