domenica, maggio 31, 2009

Più diritti per tutti

Sabato 30 maggio 2009 anche i cittadini di Sassari hanno manifestato contro l’omofobia, il razzismo e tutte le discriminazioni, per difendere il diritto alla diversità di ognuno, contro i pregiudizi, contro un governo ed una politica senza alcuna morale ma sempre pronti a colpire chi è diverso, chi non la pensa come loro. Un governo che vuol varare sempre più leggi atte a limitare le libertà individuali.




Le bandiere del Sindacadu de sa Natzione Sarda listate a lutto nel giorno dei funerali dei morti sul lavoro di Sarroch.


* * *

Manifestazioni come questa si sono svolte in molte altre località italiane, e vi propongo un quiz difficilissimo: chi, tra i tre sotto raffigurati, non ha ritenuto di mostrare la sua faccia cortigiana nelle manifestazioni per richiedere pari opportunità per tutti, senza discriminazioni?



il giocolieremara carfagnala cagnetta

ministro pari opportunitàcentenaria

venerdì, maggio 29, 2009

Crociere nel Mediterraneo

Finalmente la ministra per le pari opportunità delle veline, mara carfagna, ha parlato in difesa del beneamato cavaliere: "Un leader mai prepotente o arrogante, consapevole di un'innata capacità seduttiva che ha usato a fini di ricerca del consenso e non per scopi morbosi. Un uomo leale, perbene e rispettoso. Una persona di garbo e gentilezza che, in un mondo di cafoni, sono qualità rare e invidiabili. Il resto, tutto il resto, sinceramente sono affari suoi".

Il cavaliere, commosso da tanta lealtà e dall'affetto dimostratogli, saputo del fatto mentre era in gita a L'Aquila, in un impeto di generosità ha promesso CROCIERE PER TUTTI. Al timone: Maroni. Occhio, gente, se la rotta è per Tripoli.

giovedì, maggio 28, 2009

Che pizza, questa politica!

Basta assentarsi un paio di giorni dal web ed ecco che le cose tralasciate diventano tantissime, tante quante le esternanze dei nostri ministri. Non bastava il cavaliere affetto da sindrome ossessiva compulsiva nei confronti dei comunisti, ma anche un comunista segretario di partito che soffre di complessi di colpa nei confronti dei padri e dei figli. Piersilvio si offende? Eccerto. Evidentemente in ambienti altolocati la cortigianeria è una necessità prioritaria: non si può far festa a Capodanno senza un contorno di 30 - 40 ragazze ( gheishe, entreneuse, future veline? ). O vogliono farci credere che verso queste ragazze c’è un interesse assolutamente paterno ed erano in vacanza cultural-terapeutica? ( Già che erano in Sardegna, una capatina a Quirra, nota località dalle radiazioni termali, non la potevano fare? ).
Ma questa volta le lamentele non sono state solo contro i soliti comunisti, ma anche contro le cortigiane-ministro, per esempio tal mara carfagna, che non s’è degnata di spendere neanche una parola per chi tanto l’ha aiutata. Beh, forse proprio mara ha fatto bene a starsene zitta. Già parla poco e neanche il portavoce che le fa da insegnante di sostegno è riuscito a farle dire due parole due di politica sensata. Sì: è meglio se questa volta la bocca l'ha tenuta chiusa.
E mentre il signor B. continua i suoi insulti verso chi non la pensa come lui, o meglio chi non sostiene quel che pensa lui, il pio Brunetta, secondo santo della repubblica dopo san silvio da arcore, affonda ancor più i miserevoli statali nella fossa biologica: ora ci vuole pure tutti belli, dal fisico asciutto e atletico, e a dieta, per primi, ci vuol mettere i poliziotti. Forse s’è dimenticato che la finanziaria li ha messi a dieta già da un pezzo e non solo loro. ( Ma poi, s’è guardato allo specchio?).
E se a dieta ci siamo già tutti, qualcuno comincia a chiedere l’elemosina; provocando le ire della Gelmini, la mia ministra: ci ha dato Pizza a 9.000 euro al mese, che vogliamo di più?

La scoperta dell’acqua calda:
“Le misure di contenimento della spesa – ha emblematicamente risposto la scorsa settimana il sottosegretario all’istruzione, Giuseppe Pizza, ai presidi in rivolta – hanno comportato, come in altri settori pubblici, una riduzione delle risorse finanziarie determinando le note difficoltà”. Da soli non ci saremmo mai arrivati. Grazie, per questa delucidazione e per tutto l'apporto finora dato!

mercoledì, maggio 27, 2009

martedì, maggio 26, 2009

Quando il lavoro uccide

Immagine tratta da www.repubblica.it

Sarroch - Cagliari, 26 maggio 2009. Bruno Muntoni, 56 anni, sposato e padre di tre figli; Daniele Melis, 28 anni, e Pierluigi Gigi Solinas, di 27, sono morti durante le operazioni di pulizia di una cisterna alla Raffineria Saras a causa delle esalazioni prodottesi all’interno.

* * *

Morire per 900 euro al mese. Si può. Quando le condizioni dei lavoratori dipendenti sono sempre più precarie, quando i disoccupati sono sempre di più aumentando l’offerta di lavoratori. Quando il governo emana decreti legge che alleggeriscono pene e multe per gli imprenditori che non ottemperano, o lo fanno negligentemente, alle norme di sicurezza sul lavoro. Quando la Terra non è del popolo che ci lavora.
I morti sul lavoro non si contano più, sono diventati la quotidianità.
Mai che uno dei nostri governanti a 9.000 al mese cada dal suo scranno a Montecitorio e si spacchi l’osso del collo!

sabato, maggio 23, 2009

Vecchia barzelletta d'attualità

Non la conoscevo, ed il sito da cui l'ho tratta (www.barzellettegratis.com) non riporta alcun dato dell'autore. Prossimi alle votazioni europee, mi pare doveroso pubblicarla, aggiungendo, per chi già non la conoscesse, che il senso di lettura della lettera è ambivalente per tutti i gusti: dall'alto verso il basso o dal basso verso l'alto (raccomandato ai comunisti). Buona lettura.

Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.
Solo gli imbecilli possono credere che
non lotteremo contro la corruzione.
Perché se c'e qualcosa di sicuro per noi è che
l'onestà e la trasparenza sono fondamentali
per raggiungere i nostri ideali.
Dimostreremo che è una grande stupidità credere che
la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato.
Assicuriamo senza dubbio che
la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.
Nonostante questo, c'è gente stupida che ancora pensa che
si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.
Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché
finiscano le situazioni di privilegio.
Non permetteremo in nessun modo che
i nostri bambini muoiano di fame.
Compiremo i nostri propositi nonostante
le risorse economiche siano esaurite.
Eserciteremo il potere fino a che
Si capisca da ora che
Siamo il PARTITO DELLE LIBERTA', la nuova politica

Il meteo


Credevo che il peggio che potesse capitarmi
fosse il governo berlusconi.
Poi ho visto il meteo.

venerdì, maggio 22, 2009

Il papi e la miss

Pur di apparire, non si bada ai trucchi. Immagine tratta da www.repubblica.it.
Tempo fa, ormai molto tempo fa, ancora giovincella, mi ritrovavo con gli amici in pizzeria. Ogni tanto arrivava qualcuno di nuovo, allargando e vitalizzando il gruppetto. Un periodo s’era aggregata una ragazza poco più che diciottenne, bella ma non bellissima, studentessa universitaria compagna di stanza d’una di noi. Aveva partecipato ad un concorso per Miss Italia vincendone uno minore, non ricordo più quale. Una sera costei si presentò in pizzeria con un amico. Naturalmente si aggiunsero subito due posti, ma lo spirito amichevole si raggelò all’istante. Tra tutti serpeggiò un certo imbarazzo, nello stringere la mano del nuovo arrivato, perché lo sguardo finiva inconsapevolmente sullo strato di cerone del suo viso: almeno tre etti buoni, per coprire una senilità ormai avanzata e credersi (puarèt) ancora bello e piacente. Si trattava d’un “vecchio” cantante di musica leggera, in auge negli anni ’60 e ormai dimenticato se non fosse per una sorta di revival estivo trasmesso dagli altoparlanti dei bar sulle spiagge.
Naturalmente affari loro: tutti e due erano maggiorenni. Lei cercava un appiglio, un “papi”, per una futura ipotetica carriera di velina, e lui un’amante giovane per non sentirsi vecchio e decrepito. Un piccolo commercio, insomma. Che male c’è?
Quando riascolto casualmente una delle sue canzoni, ricordo sempre quella faccia incerata e il disgusto mi assale ogni volta. Quel cerone rappresentava un falso, una dissimulazione: voler far credere d’essere quel che non si è, una mistificazione verso gli altri e verso se stessi. Sì, da lontano poteva sembrare un uomo di quarant’anni o poco più. Ma da vicino stringendogli la mano, vedevi che il tempo era trascorso da un pezzo, abbondantemente. La figura che ci faceva era pietosa, ridicola; e sebbene continuo a ripetermi che fossero solo fatti loro, mi chiedo se mai mi sarei scambiata di posto con quella ragazza. Ogni età ha il suo tempo, ogni tempo ha la sua collocazione e la sua dimora. Non per questo a settant’anni è d’obbligo prendere residenza in un ospizio, ma non essendo nostro nonno, il tipo, in mezzo a noi, ci faceva una pessima figura.
Anche su quel tipo di commercio ci sarebbe da ridire. Che affidamento poteva dare? Come trovava una ragazza più giovane e carina, l’avrebbe scaricata come un sacco di patate rancide. Ed era un “papi” di mezza tacca, con nessun peso politico. Lei se ne andò da Udine poco tempo dopo, lasciando l’università, ma non ci furono cronache dello spettacolo che la riguardavano: mi auguro per lei che abbia ripreso gli studi e buttato il cerone nell’immondezzaio.

giovedì, maggio 21, 2009

Recordman

L'interno della chiesa dedicata a San Lussorio, Romana (SS).

C’è da chiedersi quanta forza, costanza e fatica ci vogliano per combattere quotidianamente gli attacchi degli anarco-comunisti che imperversano come zanzare in una palude nella vita del nostro amato cavaliere. Una forza paragonabile a quella di Atlantide che sorreggeva il Mondo, come lui sorregge la “sua amata” Italia. Un novello Sisifo astuto e scaltro, ricordato perlopiù per l’immane fatica di trasportare continuamente un macigno enorme: il peso del potere.
Come non avere pietà d’un così virtuoso e temerario cavaliere? Attaccato dalla stampa e dal web, attaccato dalla tivvù, attaccato in patria e all’estero, ora pure in famiglia e negli affetti cari delle giovani amiche. Non c’è pace per quest’uomo d’onore. Tutti i giorni, tutte le ore, invece di uscire a divertirsi in compagnia dell’autista Letizia e della sua bella famigliola per riposarsi dopo aver decretato, deve pensare a nuovi escamotage contro gli attacchi dei magistrati d’estrema sinistra; e non basta più pagare l’appoggio di Pannella e di Bossi: i leghisti non sono buoni amici, ma voltagabbana come il loro corregionale don Abbondio: se il vento tira appena appena contrario, son pronti a lasciare. Non un amico disinteressato, ma solo dignitari e autisti da foraggiare continuamente: così mai può uscire senza un collier o un orologio d’oro da regalare, appresso.
Da www.repubblica.it ecco uno stralcio dell’ultimo libro dell’autista Vespa scritto in occasione del caso Mills: “Un totale di più di 100 procedimenti, più di 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria e della guardia di finanza, 1.560 udienze in 14 anni, più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti. Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare”.
Un vero recordman. Anche nel gradimento popolare degli italiani ha superato persino il grande Andreotti che, se pur ci sapeva fare con gli amici siciliani, era troppo scarso nelle pubbliche relazioni mediatiche. Se questa settimana indicessero le elezioni dirette del Presidente, sicuramente, certissimamente, il nostro prode cavaliere sarebbe eletto con un plebiscito da far invidia a Napoleone. Più s’allunga la lista di imputazioni e condanne, più sale la stima degli italiani, impietositi da tale immane sofferenza.
Getterà la spugna? si stancherà? No: ormai entrato nella spirale del potere, sostenuto dai pietosi italiani di cui gode la più fervida simpatia tal quale Benito Mussolini nel ventennio che precedette la seconda guerra mondiale, come un tossico che non riesce più a farne a meno, oltre a combattere a destra e a manca contro gli anarco-comunisti, già pensa a quale sarà la prossima scalata: Presidente dell’Unione Europea. E poi Presidente degli Stati Uniti Terrestri. E poi del Cosmo.... e poi.... cozzerà contro quell’anarchico catto-comunista che pare stia sul trono più in alto di tutti: non sarà una battaglia facile, ma avrà tutto l’appoggio degli italiani.

mercoledì, maggio 20, 2009

Le nuove norme delle vecchie volpi

Una galla di Eriosoma lanuginosum su un ramo di olmo.

Carcere a chi presenta falsi certificati medici o a chi risulta assente pur avendo timbrato il cartellino. Questa “nuova” regola del pio brunetta mi pare d’averla già sentita tanti anni fa, non ricordo più quando. Eppure oggi è una novità. Una nuova stretta ai dipendenti statali. Forse significa che fino ad oggi questi lavoratori presentavano certificazioni di false malattie? O che, una volta passato il badge del cartellino elettronico se ne andavano tranquillamente a pescare aragoste? E il tutto avveniva alle spalle dell’ignaro dirigente? o il dirigente suo superiore se ne infischiava? E’ sorprendente, come questi dirigenti siano così superficiali, così poco avveduti, così buonisti. E dire che la maggior parte di loro hanno fama d’essere squali, tiranni e via dicendo. Ci credo poco che il dirigente non sappia che la sua impiegata di fiducia se ne va al mercatino tutti i venerdì tornando con la borsa piena, oppure dal parrucchiere, tornando con la nuova messa in piega. Ma mica tutti se ne possono uscire così tranquillamente, soltanto chi fa parte della “casta privilegiata” dell’ufficio, altrimenti avremmo tutti gli uffici chiusi, le scuole chiuse. Senza contare quelli che non s’assentano fisicamente, ma se ne stanno ore a chiacchierare del più e del meno e mentre loro cazzeggiano, c’è chi il lavoro lo porta avanti, sconosciuto lavoratore anonimo, che mai potrà accederà ai “premi” del pio perché inviso dal dirigente, mobbizzato dai colleghi, l’unico poco furbo incapace di prendersi una fetta di torta.
Se da una parte le nuove norme del pio brunetta possono sembrare più democratiche, più eque e salutari per una migliore pubblica amministrazione, dall’altra non riesco a vederci nulla di buono. Perché si vuole colpire solo il dipendente? Perché alla dirigenza viene invece aumentato il potere di vita e di morte sui sottoposti? Se uno dei sottoposti produce un certificato “falso” perché ha da vendemmiare, si vuol far credere che il dirigente non lo sappia? Neanche quando riceve due o tre bottiglie di buon vino casereccio? Sono tutti frollocconi i dirigenti italiani? Se è così (ma non ci credo) perché aumentare loro il potere decisionale? Non è una incongruenza? Certo, le nuove norme contemplano anche la valutazione del dirigente. Alzi la mano chi ha conosciuto un dirigente licenziato per incapacità. Chi è stato trasferito d’ufficio è perché cercava di mettere ordine andando a cozzare contro gli interessi dei funzionari più in alto.
No. Le norme del pio brunetta non mi piacciono. Puzzano di imbroglio. A danno, come sempre, dei lavoratori dipendenti.

martedì, maggio 19, 2009

Un grazie ai sostenitori

E mentre a Torino infuria la contestazione contro il G8 Università e contro il solito gioco sporco della Fiat, l’Unhcr protesta per le leggi contro l’immigrazione, le Camicie Verdi insegnano alla progenie di pura razza padana ad usare le armi con la scusa della caccia ai tordi, il fantoccio Mills viene condannato per aver tenuto botta al nostro cavaliere. LUI “riferirà alle Camere”. Impunito grazie all’altro tirapiedi Alfano, forse intende “camere d’albergo”. ANCORA GRAZIE A CHI L’HA VOTATO E ALLA SINISTRA D’ALEMIANA E PRODIANA CHE L’HANNO SOSTENUTO.

Una politica a dir poco irritante

Irritante. Ogni volta che uno dei nostri politici apre bocca mi viene un’irritazione cutanea pruriginosa come se m’avessero attaccato la rogna. (Nell'immagine a fianco, la fioritura dell'Urtica membranacea).
Il ministro sacconi se n’è uscito dicendo che gli italiani lavoratori dipendenti percepiscono un basso salario e la colpa, guardacaso, è della sinistra e della borghesia cialtrona. Per borghesia cosa intende? capitalisti? impresari? latifondisti? E come sempre, come tutti, ha dimenticato d’inserire i lavoratori statali. Ma noi ormai, grazie al pio brunetta, statale pure lui, siamo diventati monnezza. Col decreto “meritocratico” del pio, e grazie a tutti i collusi di camera e senato, un’altro giro di vite viene posto in essere per stringere ancora più la cinghia a quei lavoratori (e sono tanti) che fanno il loro dovere onestamente senza ricorrere ad amicizie, parentele ed alleanze varie per avere quel poco in più sulla busta paga. Il pio e i suoi collusi fanno finta di non vedere, di non sapere qual è la realtà della pubblica amministrazione. Probabilmente (anzi, ovviamente) perché in fondo loro sono tutti statali con alte cariche dirigenziali. Alzi la mano chi non ha mai visto un’impiegato d’un qualsiasi comparto a spasso in orario di servizio. E, caso strano, quel tal impiegato va d’accordissimo col suo dirigente. Dei veri amiconi. Che sia perché si spartiscono quei trenta denari destinati dal pio ai più “meritevoli”? Leggendo bene il decreto “innovativo” del pio, chi verifica le performance conseguite è un organismo POLITICO-amministrativo. Che tradotto mi suona “o con me o contro di me”. E per far funzionare il tutto, ci saranno cinque nuovi super-esperti pagati milioni di euro. Ma non c’erano già prima gli ispettori? Non ci sono già i revisori dei conti? O forse era diventato troppo lampante la loro inutilità? Ispezioni e revisioni, per quel che mi consta, finiscono sempre a tarallucci e vino, e vere ispezioni dei conti, degli atti amministrativi, delle procedure non si verificano mai.

Ma torniamo al sacconi. S’è accorto che gli italiani hanno un basso stipendio. Me lo vuole tradurre in soldoni? Perché, non molto tempo fa, due o tre mesi circa, rispondendo a un commento in un altro blog, mi risposero che il mio stipendio (non raggiungo i 900 euro mensili) è Anormale, e che la normalità è invece di 120.000 euro l’anno per un lavoratore italiano. Tempo prima, un’uscita del grande feltri equiparava il mio stipendio a quello d’un professore di prima fascia (3.000 mensili), anzi, secondo lui ne prendevo di più. E secondo l’Aran, l’agenzia contabile che decreta i nostri salari, la retribuzione media percepita è di 34.490 euro l’anno. Andando ancora indietro nel tempo, sarà stato il 2004 o 2005, i quotidiani nazionali se ne uscirono con una serie di articoli su quanto era difficile vivere con 1.000 euro al mese, e a quei tempi io ne percepivo meno di 850.

La colpa è come sempre della sinistra? Sono d’accordo. La colpa è della sinistra collusa col capitalismo, di quei sindacati che chiudono gli occhi e si tappano il naso. E naturalmente di TUTTI gli altri politici (anche i leghisti, sì) che hanno ridotto le amministrazioni pubbliche, in primis quelle dei comparti d’istruzione, una bolgia infernale senza regole e senza morale. Dove l’inadempienza è diventata normalità, la furbizia l’unico metodo per fare carriera e il mobbing l’arma migliore contro i ficcanaso. E guardacaso, la PA è il luogo dove vengono collocati amici, parenti, amanti di TUTTI i politici italiani, un posto facile, comodo e ben pagato per le loro scarse capacità: il pio brunetta, oltre a premiarli, veglierà che nessuno li molesti.

giovedì, maggio 14, 2009

Me ne frego!

Un Geotrupes stercorarius intento nel lavoro.

Non mi stupisco più di nulla. Oramai, la politica italiana ci ha rotto ad ogni esperienza.
Se quando c’era Andreotti al governo tutti lo contestavano e quando salì al potere Craxi tutti dubitavano che saremmo potuti cadere più in basso e con la sua fuga ad Hammamet sembrò d’aver toccato il fondo; ora ci accorgiamo che il fondo non era ancora raggiunto. Nemmeno ora. Ne vedremo ancora, ne subiremo ancora.
L’Italia è regredita ai tempi del Ventennio e le analogie sono tante, sono troppe. Come allora, il popolo affamato e povero accorreva ai comizi del Duce per acclamarlo, credendo in lui e nella Patria che li avrebbe salvati. Le giovani lupe ammiravano affascinate l’uomo forte e virile sognando d’essere Claretta. L’analfabetismo di allora è analogo all’ontopsicologico plagio della tv subliminale ai danni degli italiani e ai tagli indiscriminati all’istruzione pubblica. Le ronde fasciste delle camicie nere sono oggi sostituite dalle razziste ronde padane. Leggi “ad personam” vengono varate per aumentare il potere del capo di oggi, così come Mussolini faceva nel Ventennio, complice un “re fantoccio e codardo” (leggi pds, poi ds, ora pd). I sindacati tacciono dimentichi dei lavoratori accordandosi più o meno segretamente coi ministri come brunetta per togliere quei pochi diritti ancora rimasti, gettando alle ortiche le lotte sindacali e politiche d’un tempo ormai passato che tanto sangue e sofferenze costò ai nostri padri.
Una continua presa in giro, un continuo gettar fumo per creare cortine fumogene a protezione dei politici e dei loro amici. Frasi d’effetto lanciate dai nuovi governanti come “manderemo a casa tutti i fannulloni” ricalcano grottescamente quelle del Duce: “Noi siamo contro la vita comoda”, “Roma é forte, ma giusta; e, mentre punisce i trasgressori delle sue leggi, premia coloro che sono stati fedeli”, “Per noi fascisti le frontiere, tutte le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono”. Quanti dirigenti fannulloni, disonesti, corrotti, concussi, collusi sono stati mandati a casa? Io non so di uno che sia stato licenziato: chi delinqueva negli anni del governo Andreotti, passando a quello di D’alema e poi di Prodi, continua oggi indisturbato, imbavagliando invece ancor più i lavoratori subalterni degli stessi dirigenti.
Nell’Italia degli slogan, un’altra famosa frase del nostro amato cavaliere è diventata l’epitaffio del nostro smemorato Paese: “la mafia è inutile combatterla, bisogna imparare a conviverci”.

sabato, maggio 09, 2009

Stacca la spina dal cavaliere

Ho sempre meno tempo per il blog. Però l’articolo di repubblica.it letto oggi val la pena di essere riportato: Nel paese che ha spento la tv. Riporto anche un breve passo: «Più chiacchierano senza dire niente - spiegano le insegnanti Enrica Alinovi e Gabriella Grisenti - più capiamo che sono stati troppo di fronte alla tv». Nel paese di Noceto (PR) da anni cercano di vedere meno tv possibile, alcuni nemmeno l’accendono mai. BRAVISSIMI! La tv fa male quando è troppo piena di spazzatura, e per accrescere la cultura ci sono libri, giornali, teatri etc. E’ una cosa che ripeto da anni, da quando sulla scena è comparso il cavaliere con le sue tv subliminali, buone a far passare il tempo ma anche a distruggere le menti; metodo da tempo importato dalla tv di stato.
E’ l’arma con cui si può sconfiggere questo governo capitalista, razzista, menefreghista e arraffone: l’interruttore della tv. Troppo semplice? Provate a cominciare.

venerdì, maggio 08, 2009

A che punto siamo?

Di sicuro questa monzetta è più veloce della riforma Afam
e del nostro contratto messi insieme.


A un punto morto. Il contratto nazionale di comparto Afam, scaduto da anni, viene rimandato di mese in mese, di giorno in giorno. A ogni incontro ministri, sottosegretari, dottori, direttori giurano e spergiurano che stanno facendo tutto il possibile per il reperimento dei trenta denari necessari per la chiusura del contratto. Nessuna differenza tra Mussi - Dalla Chiesa a sinistra e Gelmini - Pizza a destra.
L’unico che si attiva senza sosta è il pio brunetta. Dopo gli arresti domiciliari per i malati, ora si passa alla fase meritocratica. Cinque personaggi ottimamente stipendiati a nostro carico (per loro i trenta denari ci sono) valuteranno i dipendenti della P.A. assegnando meriti e demeriti. I criteri? Quelli di sempre, con la differenza che ogni ufficio della P.A. dovrà dotarsi di un organismo di valutazione, naturalmente compensato con denaro buono. Il costo dell’operazione dovrebbe aggirarsi sugli 8 (otto) milioni di euro.
I dirigenti avranno più autonomia e potere decisionale sulla valutazione dei dipendenti per la progressione di carriera, degli incentivi e per quanto riguarda la mobilità. Ovvero, come spesso accade, se fai il loro gioco sarai premiato, se stai sulle scatole potranno negarti anche la richiesta di trasferimento, o, al contrario, trasferirti a 120 Km da casa.
Le sanzioni saranno più severe per chi fa il malato immaginario o risulta in servizio senza esserci. Tempo fa un tale, dipendente d’un comparto diverso dal mio, aveva l’hobby della pesca delle aragoste da regalare agli amici politici. Passatempo dai duplici vantaggi che praticava in orario di servizio, firmando regolarmente il registro delle presenze. Di questo andazzo non ci sono prove, naturalmente, non ve ne saranno mai. Nello stesso periodo, il suo dirigente se la prendeva però con un altro dipendente, la cui colpa era uscire sul portone a fumarsi una sigaretta ogni tanto. Anche di questo non vi sono prove: i colleghi compatti sosterranno il comportamento del dirigente perché un lavoratore con un’invalidità causata della disonestà d’un precedente dirigente, è lavoro in più per gli altri..
Sempre lo stesso dirigente scolastico ora potrà licenziare il dipendente che più gli sta antipatico per condotta aggressiva e molesta in ambiente di lavoro, o reiterata valutazione insufficiente della prestazione resa nel biennio, senza preavviso da parte dell'Amministrazione.
Naturalmente le nuove norme si possono applicare correttamente da parte dei dirigenti in buona fede. Ma, come per tutte le cose, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio e un filtro, un incaricato “super partes” al controllo, servirebbe. Invece Cisl e Uil le hanno già sottoscritte e digerite, come una purga del ventennio. Rimane il ministro per le pari opportunità, con leggi, normative e pene severe sul MOBBING, metodo ben consolidato nella P.A. contro quei dipendenti che osano andare contro le disonestà e il malaffare. Sarebbe l’unica difesa contro lo strapotere dei dirigenti “politici” o con le mani in pasta. Sembra però che in questo senso dalla ministra non arrivi nulla, nemmeno dal suo stipendiatissimo portavoce, forse troppo occupati a scrivere un nuovo libro di cazzeggi sulle stelle.
Un’ultima integrazione: vengono ampliati i compiti dell’Ispettorato della funzione pubblica, che può avvalersi della Guardia di Finanza per lo svolgimento delle proprie funzioni. Probabilmente s’intende la verifica dei congedi e relativi certificati, perché non mi risulta vengano mai fatti veri controlli sulla gestione e amministrazione dei PROGETTI scolastici, o come li chiamano ora, LABORATORI extrascolastici o extracurricolari, che pur impiegano somme enormi di denaro pubblico.

giovedì, maggio 07, 2009

Il Parco Archeologico di Monte Sirai

L’acropoli cartaginese, costruita sopra i resti di quella fenicia. La parte alta delle abitazioni come dei templi, erano costruite con mattoni di fango e paglia, dissoltisi poi col tempo e le intemperie.

Manca un mese ai primi vacanzieri estivi e rinnovo il mio invito a non fermarsi alle spiagge, seppur bellissime, della Sardegna: l’isola racchiude tesori archeologici straordinari quali la Ziqqurat di Monte d’Accoddi, i Dolmen, i Megaliti, le Domus de Janas oltre ai più famosi Nuraghe. Alcuni di questi tesori sono ben mantenuti in ordine e valorizzati, come la fortezza nuragica di Barumini, altri, non meno importanti per la storia dei sardi come le Domus de Janas di Abealzu, dopo gli scavi archeologici, sono finiti nell’oblio. Così per le Domus de Janas di S’Adde ‘e Asile, dalle stupende decorazioni, per visitarle occorre essere dei temerari e non aver paura dei maremmani a guardia dei greggi circostanti. In visita al Nuraghe Corvos, per raccontarne una, siamo passati davanti ad un gregge e il cane, un fonnese, ci ha inseguiti riuscendo ad addentare il parafango posteriore dell’auto!! E non si tratta di un caso isolato, potrei raccontarne decine di inseguimenti, di questi cagnoni bellissimi che altro non fanno che il loro dovere, ma, sinceramente, mi fanno molta paura. In qualche caso ho dovuto rinunciare a visitare Domus de Janas ormai abbandonate al pascolo, o Fontane Sacre disperse tra gli ovili.
Tra i maggiori siti archeologici sardi, vi è Monte Sirai, facilmente raggiungibile anche per i turisti delle spiagge, trovandosi alle porte di Carbonia, da cui si può ammirare il suggestivo panorama delle isole di San Pietro e di San Antioco. Questo sito, ancora in fase di scavo, racchiude diverse epoche e culture: dalla torre nuragica all’acropoli fenicia conquistata poi dai cartaginesi. Un’altra fortezza nuragica, anche questa ancora in fase di scavo, è presente a sud del Monte Sirai.

Il tempio dedicato alla dea Ashtart, costruito dai fenici riutilizzando l’antica torre nuragica, e ampliato dai cartaginesi.

La necropoli cartaginese.
Non equivocate: i muretti sono opera degli archeologi.

Il tofet, luogo sacro di sepoltura dei bambini. Data l’alta mortalità, i resti inceneriti dei piccoli venivano messi in recipienti collocati fuori del tempietto, in zona sacra, assieme a stele votive apotropaiche, cioè atte a scongiurare la morte dei prossimi nascituri.

Le pignatte cinerarie del tofet.

Nel sito archeologico vi sono altre meraviglie, oltre a quelle nelle immagini. Tutte da vedere personalmente!

mercoledì, maggio 06, 2009

Tra caimani e cormorani

Oristano, stagni di S’Ena Arrubia, aprile 2009. Qui ci sono le itticolture predate dai cormorani, tanto che le varie giunte regionali hanno dato il permesso di abbatterli. Quel giorno ne ho visto uno senza riuscire a fotografarlo. Sarà che dicono baggianate o li hanno già ammazzati tutti?

Non sono titolata. Probabilmente lo si capisce da come scrivo. Non che me ne importi un gran che, non era ritenuto necessario ai tempi del mio inserimento lavorativo 30 e più anni fa. Nelle aziende private il metro di giudizio è la capacità. Se sei capace, se sei un creativo, se hai una media intelligenza e molto interesse per il lavoro, riesci a far carriera così come capitato alla sottoscritta.

CENSURED

martedì, maggio 05, 2009

Grazie Veronica

Monte Sirai, 29 APRILE 2009. Sullo sfondo Portovesme.

Neanche la moglie non lo vuole più. Stufa. Stanca d’un marito impunito che dice e fa tutto ciò che gli passa per la testa senza scrupoli, senza morale e senza umanità. Arricchitosi grazie all’appoggio di craxi, non ha badato a spese pur di plagiare gli italiani col calcio, la tv e le belle donne. Una ricetta facilissima, perché gli italiani, la maggioranza, in fondo son dei beoti fondamentalmente ignoranti e creduloni. Ed anche molto smemorati. Ricordo bene i racconti degli anziani sulle mucche al pascolo spostate coi camion lungo il tragitto pubblicitario del duce in un’Italia affamata e povera. Oggi non trovo differenza tra quelle mucche e il termovalorizzatore di Acerra, acceso per scattare foto pubblicitare del nuovo “imperator mundi” mentre lo inaugura, e subito dopo spento a tempo indeterminato fino alla prossima visita illustre. Peccato che un impianto del genere non sia trasportabile da una regione all’altra... E le immagini pubblicitare di san silvio da arcore ai funerali di stato la vedo solo come una studiata mossa pubblicitaria, di marketing politico, per alzare il gradimento degli italiani. Ed infatti ecco che appena il termometro della popolarità sale d’una tacca, si lancia sulle elezioni europee, ipotizzando un plebiscito nazionale. E’ possibile. Ho sentito gente ammettere d’averlo votato perché tifosi del milan. O perché farà riaprire le fabbriche russe di Portovesme. Lo voteranno perché ha spostato il G8 dalla Maddalena a L’Aquila, o perché si porterà appresso belle donne. Una tattica quest’ultima ben conosciuta dai venditori di contratti capestro porta-a-porta: ti fan vedere due occhi languidi o una caviglia ben tornita, un sorriso ammiccante e sei fottuto perché non t’accorgi d’aver comprato il ricettario di nonna papera in cirillico. Quanti sono i creduloni in Italia? Personaggi come Wanna Marchi han fatto soldi a palate e altri ne stanno facendo ancora, come feltri, per esempio: ogni anno il governo italiano gli regala 5 milioni e mezzo di euro e lui incolpa i bidelli d’essere i factotum della crisi economica. O la Fiat, che con i cassaintegrati sulle spalle dei contribuenti trova i soldi per comprare l’Amerika.
Tutte tattiche ontopsicologiche indirizzate ad annebbiare il cervello degli italiani. Ma la moglie non ci sta più. La ringrazio per il coraggio di farne un caso pubblico, a suo scapito e contro il suo interesse, per tentare una volta ancora di aprire gli occhi agli italiani. San silvio da arcore ha fallito proprio nel suo ambito più privato, più personale: l’impunità familiare non è riuscito a comperarla. Arriverà il momento del divorzio dall’Italia?

Affermazioni scandalose?

Riporto da www.repubblica.it. “Le veline laureate e preparate politicamente sono di gran lunga più apprezzabili di alcune telegiornaliste che non conoscono l'italiano”. Ma soprattutto Benito Mussolini non fu “un dittatore spietato e sanguinario”, perse la guerra perchè fu “troppo buono”, fu “blando” sulle leggi razziali e, infine, i repubblichini furono “i partigiani di destra”, perché lottarono per un ideale. Sono alcune delle dichiarazioni del senatore del Pdl Marcello dell’Utri, intervistato da Klaus Davi per il programma Klauscondicio.
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Nel dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni.

Dell’Utri, braccio destro e sinistro del nostro buon cavaliere futuro san silvio da arcore, i nove anni di prigione non li ha mai iniziati nè pare li farà mai grazie alle cariche politiche. Anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici pare una buffonata, in quanto non credo ci sia più “pubblico ufficio” di un Senato. Ma siamo in Italia, dove la maggioranza applaude e vota questi individui.

Ci si poteva aspettare affermazioni diverse da quelle rese a Klaus Davi?

lunedì, maggio 04, 2009

Modelli italiani

Un bell'esemplare di asina: a qualcuno serve l'indirizzo?

Una volta, quando rientravo al lavoro dopo un periodo di ferie, ricordo che lo facevo con un certo piacere, per la curiosità di sapere cos’era successo nel frattempo, quali novità, perché avevo interesse e piacere nello svolgimento del mio lavoro. Non erano tutte rose e fiori: c’era un dirigente, il “mega-galattico”, che rompeva spesso i maroni, ma era persona dall’intelligenza acuta che non perdeva l’occasione di sfruttare le capacità dei sottoposti. Se da una parte qualcuno può vederci uno sfruttamento, dall’altra era un’occasione per i dipendenti di migliorare la propria posizione.
Oggigiorno, al rientro dopo un bel periodo di ferie a zonzo per la Sardegna, mi sento un crescendo di ansia, di agitazione nervosa, un aumentare dei battiti cardiaci: che altro sarà successo?!? Questa la differenza. Non “cosa sarà successo”, ma “che altro”.
Un piccolo mondo che riflette in tutto e per tutto quel che succede nell’Italietta. Persone senza capacità, senza costrutto alcuno, non sanno neanche parlare in italiano, vengono premiate con passaggi di carriera, con funzioni aggiuntive “ad hoc”, con progetti che impastano le mani e ingrassano le tasche. C’è differenza con le veline che il cavaliere vuol mandare al Parlamento Europeo? Tutte laureate, naturalmente. Ed a cui è stata fatta pure la formazione con un corso a cui ha partecipato, pare, in qualità di "esperto", anche il pio brunetta. Chissà quanto avrà percepito come formatore delle future ministre?
Ultimamente questo governo della destra capitalista sta schifando un po’ tutti, persino gli alleati più fedeli hanno da ridire. Persino la moglie del cavaliere non ne può più. Già li immagino, i commenti dei suoi ferventi ammiratori, quelli che mi guardavano di storto quando me la ridevo della loro descrizione del cavaliere in mezzo ai terremotati abruzzesi. Così contrito ai funerali, il buon cavaliere, che ai miei interlocutori scappavano le lacrime. Una manna dal cielo. Non poteva esserci miglior pubblicità in un momento di crisi. Sono cinica? Quando si tratta di lui, sì. Gli stessi ora diranno che Veronica non è una buona moglie, che doveva starsene zitta a cuccia, a fare la calzetta aspettando il ritorno del padrone. Un vero macho, il nostro buon cavaliere, calcio e belle donne sempre attorno: un modello per tutti i maschi italiani. Un luogo comune, preferirei dire. Ma si sa, è preferibile seguire il modello del maschio forte, ricco, prepotente, impunito: l’onestà non ha mai riempito le tasche.
Un consiglio al cavaliere. La prossima moglie la scelga pur giovane e bella. Ma che sia ignorante e la mantenga nell’ignoranza come fa col popolino italiano. Dovesse darle la possibilità di accrescere la capacità critica e la conoscenza, avremmo un'altra Veronica.