sabato, febbraio 28, 2009

Domus de Janas S'Adde 'e Asile

La Tomba dell'Ovile.

La crisi economica che imperversa sull’Isola da tempo fa cadere in ultimo piano le bellezze archeologiche, che pure potrebbero essere uno sbocco occupazionale, se ben pubblicizzate e organizzate, lasciando fuori le zampe rapaci dei politici. Un “made in Sardigna” funzionante e propositivo della cultura e della produzione locale che valorizzi l’Isola, le sue peculiarità e le sue preziosissime antichità. Invece tutto viene fatto a uso e consumo dei capitalisti locali e spesso d’oltremare, che sfruttano il territorio per costruire esclusivi villaggi estivi sulla costa o perdenti poli industriali in mezzo alle montagne. Per i politici la Sardegna è un territorio da regalare agli estranei, prima fra tutti la Nato per i suoi giochi di guerra, da sfruttare lasciando alla fine solo terra bruciata, incolta, malata.
Fuori dell’Isola tutti conoscono i nuraghe, ma sono pochissimi quelli che sanno dell’esistenza di Menhir, Dolmen e Domus de Janas. In Sardegna vi è anche una Ziqqurat, unica in Europa, che si può visitare a singhiozzo, ossia quando ci sono i soldi per pagare il personale addetto alla sua sorveglianza.
Le domus de janas, letteralmente “case delle fate” sono tombe preistoriche antecedenti ai nuraghe, e, come spesso avvenuto per altre antichità, in epoche successive furono usate da altre popolazioni e per altri scopi, molto spesso come riparo per i pastori.
Per chi volesse provare il brivido di una scarpinata su di un percorso accidentato tra erba alta, rovi e pietraie, con l’immancabile inseguimento del maremmano a guardia delle pecore nei pascoli circostanti, queste di S’Adde ‘e Asile sono una vera meraviglia. Sconosciute ai più, compresi i sardi. Il complesso della necropoli, formato da diverse tombe, è situato nel Comune di Ossi (SS), al confine con quello di Florinas, proprio di fronte ad una cava di silicio.
Il nome, S'Adde 'e Asile, credo significhi “La valle di Basilio”, ovvero il pascolo, o l’ovile, di un pastore: difatti in uno dei vani più ampi sono stati costruiti alcuni muretti, ed è chiamata appunto Tomba dell’Ovile. La Tomba Maggiore è la più grande dell’Isola, essendo formata da 21 vani. Alcune di queste Domus sono decorate con raffigurazioni del dio Toro, uno dei primi segni della religiosità; altre con un magnifico disegno romboidale e per questo chiamate Clessidre, altre hanno il soffitto costolato. Le immagini sono buone, ma certamente visitarle personalmente è tutt’altra cosa. Un invito? certo. Un invito a conoscere la vera Sardegna, una richiesta d’aiuto per la salvaguardia del territorio contro la speculazione berlusconiana, di cui pare sia diventata una roccaforte. Le Domus de Janas hanno resistito per millenni all’erosione del tempo e agli uomini, ma chissà se resisteranno alla ventata di maestrale il giorno in cui un incidente farà saltare una centrale nucleare in Francia.

L'interno della necropoli ipogeica S'Adde 'e Asile.

S'Adde 'e Asile: le meravigliose decorazioni della Tomba delle Clessidre.

mercoledì, febbraio 25, 2009

Buongiorno, Italia

«Buongiorno, Italia».
«Buongiorno a te».
«Come sei dimagrita... Va tutto bene?».
«Così, così. Il freddo di quest’inverno non passa più. Però pare che il padrone di casa abbia deciso di installarmi il riscaldamento».
«Era ora, direi».
«Sì. Costruiranno quattro centrali nucleari così avremo tanta energia da poterla vendere».
«Sembra una cosa buona...».
«Certamente. In più con le scorie radioattive faremo giocare alla guerra i ragazzotti del Salto di Quirra. Pensa che adesso sono costretti ad usare le scorie russe e francesi».
«Non sia mai. E’ giusto utilizzare le scorie nostre. Ma di che si tratta?».
«Oh... semplici uranio e torio».
«Uranio e torio? Credevo fossero pericolosi».
«Oh, no. Fanno qualche buco qua e là, ma chi se ne accorge sulla costa frastagliata? E ogni tanto nasce una pecora con due teste. Tutto qua».
«Allora sono solo maldicenze che fa male alla gente?».
«Sì. E poi pensa a quanta occupazione creeranno le quattro centrali...».
«Saranno tutti rumeni dipendenti senza contratto di cooperative in subappalto....».
«Bhe... bisogna stare in Europa e cooperare....».
«Certamente. E con i nuovi amministratori come va?».
«C’è una nuova entrée».
«Si? Chi sarebbe?».
«Un tale Cuffaro. Controllerà che in tivù tutto venga fatto nel rispetto delle leggi e della correttezza politica».
«Ma non è quello che hanno interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento alla mafia?».
«E’ uno che si è fatto esperienza sul campo».
«Forse ti sbagli. La Rai è un pubblico ufficio....».
«Oh no.... Al bar della direzione hanno già dato l’ordine per cannoli freschi tutti i giorni...».
«Beh... contenta tu. L’importante che ti senti al sicuro».
«Certamente! Ora le ronde fasciste sono tornate e finalmente torna la tranquillità. Ce n’era bisogno: troppi immigrati, troppi tossici, troppi anarchici, troppa libertà».
«Ho sentito che potrebbe infiltrarsi la mafia».
«Sciocchezze. E’ tutta brava gente, di quelli che nelle feste comandate vanno a messa».
«Si... e come saranno armati? di rosari e santini?».
«Oh no... Manganelli e sano olio di ricino! E’ urgente ripristinare l’ordine e la disciplina».
«Capisco che il tuo deus ex machina ti ha domato alla perfezione».
«Ci porterà finalmente alla vera democrazia».
«A me sembra tanto un’autocrazia»
«Bisogna avere fiducia e dare consenso».
«Ma com'è che sei tanto dimagrita? una nuova dieta?».
«Sai com'è, i politici di casa sono sempre affamati..».
«Devo scappare, adesso. Ci vediamo all'isola dei ziracchi. Ciao ciao».
«Eja!».

lunedì, febbraio 23, 2009

Si rattoppano le strade

Sassari, Via Annunzio Cervi, febbraio 2009.

In questi giorni a Sassari stanno rattoppando le strade, un colabrodo indecente e una vergogna per qualsiasi amministrazione comunale. "Era ora", come si dice in questi casi. Ora vedremo quanto tempo impiegheranno, i fantomatici mezzi pesanti sassaresi, a renderle un colabrodo come prima, o se questa volta le ditte asfaltatrici avranno usato un bitume a prova di autobus.

domenica, febbraio 22, 2009

Vogliamoci bene

Fiori di Mandorlo amaro.

Non ne potevo più di star chiusa in casa. Dal balcone guardavo il mondo di fuori: il cielo finalmente azzurro, i mandorli fioriti, i merli saltellanti fra le siepi, i gatti stesi a sonnecchiare sotto il sole. La guarigione non è completa, ma ormai bollata come fannullona è bene non peggiori la situazione.
Quindi rieccomi catapultata in quell’ambiente lavorativo idilliaco, dove tutti si vogliono bene e solidarizzano l’un l’altro. Dove la maggioranza è di sinistra, quella vera, storica, democratica, populista, e solo una piccola, marginale fetta è di destra. Come ha fatto Soru, con questi numeri, a perdere le elezioni?
Le facce parlavano da sole: il viso scuro, “scurissimo” di chi ha perso. Il candidato favorito non è passato e i favori li farà qualcun altro a chissà chi.
Il sorriso stampato sul viso di chi ha vinto: per la casetta al mare, in abuso edilizio, arriverà entro poco la sanatoria. E consiglia tutti di farsi furbi.
La smorfia di chi non gliene ha mai importa nulla, nè di destra nè di sinistra. Casa, lavoro, famiglia, non necessariamente nell’ordine, sono l’unico ideale, il resto è per chi ha tempo da perdere.
L’insofferenza di chi scrolla la testa, sprezzante verso il popolo bue che non capisce niente, ignoranti tutti quanti. Non ha nemmeno votato, tanto sapeva già come finiva.
La maggioranza scivola via indifferente. Ormai dimentica delle elezioni, Sanremo è il nuovo argomento di conversazione.

Gli indipendentisti hanno perso, ma non è stato un cattivo risultato.
Soru ha perso, in Sardegna ed ora a Roma.
Ha perso il Pd e tutta la sinistra.
Veltroni si dimette e Franceschini prende il posto suo.
Cambierà qualcosa? Diamo tempo al tempo, ma ho paura che sia tempo sprecato.
Avrei bisogno di altro, che di questi cambi ai vertici: un risultato concreto, anche minimo, su uno dei grandi mali italiani. Allora potrei ridare fiducia ai partiti della sinistra nazionale.
Al momento, tocca tenermi la tivù subliminale, la riforma gelmini, le ronde fasciste, la tassa sulla salute, le tessere annonarie, la ministra calendarista che non sa neanche parlare da sè, i politici corrotti e immuni alla giustizia, la divisa da balilla... Non posso nemmeno decidere di morire.

Mentre aspetto un segnale positivo, mi dedicherò a qualcosa di più piacevole, della politica italiana. Ne ho necessità: non posso lasciarmi deprimere da un'Italia caduta tanto in basso.

venerdì, febbraio 20, 2009

Amor che nullo amato amar perdona...


Ma... Sarrone!
Ci siamo dimenticati
di San Valentino???!?!






Todas as Cartas de Amor são Ridículas

Todas as cartas de amor são
Ridículas.
Não seriam cartas de amor se não fossem
Ridículas.

Também escrevi em meu tempo cartas de amor,
Como as outras,
Ridículas.

As cartas de amor, se há amor,
Têm de ser
Ridículas.

Mas, afinal,
Só as criaturas que nunca escreveram
Cartas de amor
É que são
Ridículas.

Quem me dera no tempo em que escrevia
Sem dar por isso
Cartas de amor
Ridículas.

A verdade é que hoje
As minhas memórias
Dessas cartas de amor
É que são
Ridículas.

(Todas as palavras esdrúxulas,
Como os sentimentos esdrúxulos,
São naturalmente
Ridículas.)

Álvaro de Campos

giovedì, febbraio 19, 2009

I candidati alla segreteria Pd

Finita la tornata elettorale in Sardegna, eccone aperta un’altra, questa volta a livello nazionale: si va ad eleggere il nuovo segretario del Partito Democratico, l’agglomerato delle più disparate sinistre anime italiane, orfane del buon Veltroni. Dalla casa circondariale romana è giunta una prima rosa di personalità di spicco della politica nazional-popolare nostrana resisi disponibili al posto vacante. A ciascuno è stata fatta la domanda di rito: “perché lo fa?”. Ecco come ci hanno illuminato.







Fazio Fabio
Perché l’opposizione deve mediare,
mediare, mediare, mediare, media.....
Luxuria Vladimiro
Ogni gender deve poter scegliere
la propria isola.
Venier Mara
La politica italiana ha bisogno d’un bilanciamento delle forze: una Mara a destra, una Mara a sinistra.
Mastrolindo
Per una profonda pulizia
nel partito

Obama Barack
Pizza & Mafia? No, thanks!.
Mastella Clemente
Ogni lasciata è persa.
Santa Rita da Cascia
Perché al Pd serve
uno dei miei miracoli
impossibili.
Totò
Per combattere un imbroglione
ci vuole un altro imbroglione.
Vota Antonio! Vota Antonio La Trippaaaa!!!


Quale di loro sarà il fortunato prescelto? Al televoto l’ardua sentenza.

mercoledì, febbraio 18, 2009

L'Italia indifferente alla condanna di Mills?

























Non è vero che mi è indifferente la notizia.
O che la trovi poco interessante.
E' che non vorrei che il cavaliere,
in una giornata di sole,
m'invitasse a una gitarella in aereoplano...

Dal film "Garage Olimpo" di Marco Bechis.

martedì, febbraio 17, 2009

Eja-eja-eja Alalà dei Sardi

Ancora Cappellacci non era governatore, anzi, erano appena iniziate le votazioni, che un gruppo di esagitati facinorosi, emuli degli spaccaossa romani (di sicuro persone perbene di quelli che la domenica mattina vanno a messa e la notte coi viados), rincuorati dalla fondazione del circolo leghista di Trinità d’Agultu, esaltati dagli ultimi comizi elettorali (e de s’abbardente), si sono diretti in spedizione punitiva in una paesino di provincia, Alà dei Sardi, dove hanno messo in pratica tutto quello che hanno imparato sui banchi di scuola e nei pascoli, dimostrando, se non si era capito, che qui comandano i sardi e gli “stranieri” non sono ben accetti, specie se romeni e se portano via il lavoro ai nativi. Al massimo gli si può concedere d’aspirare ad un posto di ziraccu, ossia servo pastore, non certo da manovale in una cava estrattiva.
Occhio, stranieri! Se proprio volete venire in questa landa desolata e non siete Emilio Fede, nè ricchi turisti russi ma poveracci quanto i sardi, almeno siate furbi e confondetevi tra loro: raddoppiate le consonanti e da oggi usate il saluto romano, non quello rumeno.

Cambiare segretario al Pd non cambierà l'Italia

Un qualche anonimo diceva che senza il cavaliere non avremmo saputo su chi accanirci, noi “sinistrati”. Niente paura! Il cavaliere è ancora il più amato dagli italiani. Qualcun altro diceva che col mio voto “dispersivo” avrei potuto mettere in pericolo la vittoria di Soru. A guardare i risultati, neanche votando due volte avrei risolto la situazione. E non mi stupisce neanche un po’.
Perché mai i sardi dovrebbero essere diversi dal resto degli italiani? E l’italiano medio è diventato fondamentalmente un disonesto, neanche nel voto, indiscutibilmente personale, ammette di stare da una parte o dall’altra, ma preferisce tenere il piede in due scarpe: non si sa mai che aria tiri.
Ascoltando i commenti degli elettori nei giorni precedenti, mi ero fatta l’idea sbagliata che riuscissero ancora a scegliere il meno peggio, che avessero imparato a non cadere nel tranello delle promesse. Invece, con la sciarpa sul volto per non farsi riconoscere e per non sentire la puzza, hanno votato per chi gli ha promesso di poter costruire la casetta in riva al mare o nell’orticello di 200 metri quadri, o di innalzare quelle già edificate di tre, quattro piani a seconda dei figli.
Hanno votato per chi gli ha promesso il rilancio di Eurallumina e del Polo Chimico.
Hanno votato per chi non ha bisogno di mostrare il proprio volto e le proprie capacità: ci pensano già lo stesso cavaliere e i suoi vassalli brunetta, carfagna, bossi, mastella.....

Col PD e la sinistra la storia è diversa. Sono tutti bravissimi a predicare bene, a proporre soluzioni, a indire cortei, manifestazioni e nuovi movimenti. Ma sono altrettanto bravi a trovare parole di cordoglio e solidarietà a chi, tra i loro, viene scoperto con le mani nel sacco.
Ci vuole riprovare la Sinistra italiana a riguadagnare la credibilità perduta? che non si risolve in un rinnovamento tra amici e familiari, nè in un ringiovanimento di direttivi con qualche Cocco di mamma.
Quante lettere aperte dovrà ricevere ancora Veltroni o il prossimo segretario Pd, in cui citano Berlinguer: “Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi”, da personaggi noti al pubblico italiano? Quante lettere scritte e non inviate potrebbe ancora ricevere da persone comuni come noi, assolutamente sconosciute ai più, ma quotidianamente in lotta con lo strapotere, la straffottenza, la perfidia di chi siede ai posti “giusti”.

“Italiani brava gente” si diceva un tempo, ma quel tempo è finito. Oggi è meglio il motto “Italiani smemorati” senza ripensamenti al Ventennio e alla Risiera di San Saba, ma solo alle foibe di Basovizza. Italiani senza memoria nè storica nè presente. La Sardegna ha uno dei più elevati tassi di disoccupazione dell’Europa non da oggi, non da Soru, non da Pili, ma lo continuerà Cappellacci. Gli italiani ormai han fatto tesoro di quanto dimostrato ed esemplificato in ogni occasione dalla nostra classe politica e dirigente: voltagabbana, menefreghisti, ipocriti, truffatori, disonesti. Si vergognano pure mentre votano il cavaliere e lo fanno nascostamente lasciando intendere altrimenti: neanche lui ci credeva in una vittoria così netta in Sardegna.
Non c’è più il senso del bene comune, della proprietà comune, della Vicinia. Oggi è più importante il soldo immediato, basta svendere la Sardegna ai russi, alla Nato, a pochi altri ricchi che qua verranno solo a divertirsi. Domani si vedrà e si arrangi chi ci sarà.
Faccio un pronostico sul prossimo governatore regionale: mastella. Ce lo meritiamo tutto.

giovedì, febbraio 12, 2009

Andare controcorrente

Il silicio estratto da questa cava se ne va tutto in Emilia.
A noi resta la collina sbancata.


Siamo agli sgoccioli d’una breve campagna elettorale. Leggendo i quotidiani, locali e nazionali, pare ci siano solo due possibili candidati: Soru o Cappellacci. Sul web stessa storia: addirittura in continente i sostenitori di Soru si sono tassati organizzando corriere per far partecipare al voto i sardi emigrati. Atraverseranno il mare con la Tirrenia, assieme alle zecche? O con la tanto fantomatica compagnia navale sarda rimasta un’utopia?
Che venga eletto Cappellacci pare ormai un miracolo, nonostante l’appoggio di ministri e premier. Credo che neanche il papa possa fare più niente per lui.
La pubblicità mediatica della destra si è rivelata controproducente, favorendo la sinistra di Soru. E per Soru ci sarà un plebiscito, forse il 70 - 80 % dei voti.
Basta sfogliare un quotidiano qualsiasi: Soru a pagina 2, Soru a pagina 3, Cappellacci a pagina 4, di nuovo Soru a pagina 5 e così via. Non c’è altro, a meno di non usare una lente d’ingrandimento per leggere i trafiletti su Unidade Indipendentista e IRS. Come dire: vado all’ipermercato convinto di trovare scelta e negli scaffali trovo solamente due marche: bianco e nero.
Bianco o nero? Ma il mio mondo è fatto a colori!
E’ fatto di bianco, nero e di mille sfumature.
Ricordo altre volte in cui mi sono ritrovata mio malgrado ad andare controcorrente. Non per volontà di fare il bastian contrario, non è nel mio carattere. Ma perché non mi ritrovavo nell’omogeneizzazione in atto. Ero stata assunta in una grossa industria dove la parità dei sessi era inesistente. Una stanza per le donne e una per gli uomini: una divisione netta. Il distributore di caffè era situato nella sala stampa, off-limits per le donne. Tutto lì dentro funzionava perfettamente, tutti erano allegri e soddisfatti. Il secondo giorno di lavoro andai a prendere un caffè e a fumare una sigaretta con gli stampatori (a quel tempo si poteva fumare accanto al distributore). Una settimana dopo mi “appropriai” del lavoro d’un maschietto che, guarda caso, si poteva fare solo nella stanza maschile, cosicché uno di loro dovette passare nella stanza femminile e io nella loro. Controcorrente? uno scandalo! Ma poco dopo capirono che funzionava ugualmente bene.
Mi capitò poi di finire in una scuola dove le donne se ne stavano sempre chiuse in un pollaio a chiacchierare di moda, di arredi casalinghi e programmi televisivi. Le guardavo e mi chiedevo se volevo essere come loro o se preferivo essere come volevo io, andando controcorrente. Nel pollaio non ci finii mai, attirandomi le antipatie di tutti perché ai loro occhi ero una “scheggia impazzita”: non si può andare controcorrente, contro il modello base ormai approvato e omologato. Però facevo funzionare la segreteria, gli studenti erano soddisfatti, e io davo un senso concreto al mio lavoro, al mio stipendio.
Dire “no grazie” quando ti invitano a spartire una torta perché le cose devono rimanere come sono, non è così facile e immediato. Tutti hanno fame, tutti vorrebbero di più.
Ma la convinzione che non c’è solo il bianco e il nero, ma tanti altri colori, tante sfumature, è un’idea troppo radicata. Un bisogno di scelta, di libertà di decidere, è per me prioritario.
Se posso scegliere, non c’è Soru che tenga. Scelgo l’alternativa che più mi piace, che più mi convince. Se prima non mi era chiara la situazione perché da tempo in atto una guerra tra i due poli PD - PDL, non mi sono convinta che tutto il marcio sia da una parte e tutto il buono dall’altra. I guasti alla Regione Sardegna non sono di oggi, ma sono continuati fino ad oggi. Se i danni sono stati fatti in passato, oggi non s’è fatto niente per rimediare. Per esser giusti, dovrei dire che s’è fatto poco, per rimediare. I paesi sardi si stanno spopolando, le campagne vengono abbandonate, la sanità traballa, il pecorino prodotto in Sardegna viene spacciato come “romano”, gli studenti vanno in continente, l’energia eolica va in continente, il silicio estratto sbancando le colline sarde va in continente... a noi che resta? Soru o Cappellacci. “No grazie!”.
Io vado controcorrente e scelgo l’alternativa: Unidade Indipendentista.

martedì, febbraio 10, 2009

Se dal passato tornassero...

Leonardo, Dante, San Francesco, Raffaello, Galileo, Tommaso d’Aquino, Niccolò Machiavelli, Giordano Bruno, Leon Battista Alberti, Michelangelo, Leopardi, Quasimodo, Mattei. Una manciata di uomini che in passato hanno dato lustro alla nostra bella Italia. Se per una perfida magia potessero tornare in vita nell’Italia di oggi, come si sentirebbero? cosa direbbero, che farebbero? Molto presumibilmente si spaventerebbero, tanto da darsi nuovamente la morte per non vedere lo scempio di cui siamo stati capaci. La regressione di un popolo che tanto ha dato all’arte, alla scienza, alla filosofia, alla chiesa, all’umanità, regredito tanto da rimanere incollato in casa per non perdere la puntata del “grande fratello”. Un popolo senza più un’idea che sia opera del proprio ingegno. Un popolo senza memoria, plagiato da una politica che non ha mai sentito parlare di Platone e la sua Repubblica, di Socrate e la sua Apologia, ma di personaggi della levatura di Carfagna, Craxi, Brunetta, Mastella, Berlusconi, Gasparri, Bossi, Feltri, Vespa, Dell’Utri, Cuffaro... Un popolo ormai assuefatto dalla politica del pallone e dello show-business, che vota per il meno peggio, o per chi gli raccomanderà il figlio o la figlioccia (forse).
Foste in Sardegna oggi, come me, vedreste tante belle facce sorridenti, in giro. Tutti buoni, ti sorridono affabili, ti danno la mano e t’infilano un santino un tasca. Tutti bravi, promettono grandi cose, politiche a misura dei cittadini e della Regione. Vi stordiranno coi loro sorrisi, la barba rasata o la piega appena fatta dal parrucchiere.
Tanto la gente, il popolino, è beota e gli basta il sorrisino di circostanza elettorale. Se per loro non votereste, perché ancora non vi hanno plagiato, perché preferite l'alternativa di Unidade Indipendentista, vi direbbero che siete uno stupido, un “dispersore di voti”, una “bidella ignorante”. Eppure sono proprio loro - PD, PDL e i loro cortigiani - che hanno ridotto così la Sardegna, l’Italia. Potrebbero altri fare, non dico meglio, ma di peggio? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale rendere le strade peggio di quel che sono ora? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale spendere peggio di così i soldi contro la dispersione scolastica senza investire nemmeno un soldo per i ragazzi che abbandonano la scuola? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale lasciare che si chiuda una base Nato perché ne amplino altre in cui utilizzano uranio e torio?
Veniste in Sardegna, vedreste quante facce sorridenti in giro a stringere mani e ad ammiccare bonariamente. Sono gli stessi che fino a ieri sedevano nelle poltrone regionali, provinciali, comunali e oggi concorrono nuovamente per non perderne il possesso.
Ma dopotutto la Sardegna fa parte dell’Italia, e i sardi, la maggioranza, non è diversa dalla maggioranza degli italiani. Questo pomeriggio a scuola ho chiesto il riassunto della puntata di ieri sera del “grande fratello”: ne sono informatissimi. Di Eluana e l’attentato alla Costituzione l’hanno commentato come “il caso Ingrao” (neanche il cognome è giusto, sic!).
Basterebbero queste elezioni sarde, perché Enrico Mattei si rivoltasse nella tomba. Silvio Pellico non vorrebbe più uscire dallo Spielberg, e Mazzini getterebbe sul carbone ardente questa “vecchia Italia”.

Piove, governo ladro!

Pioggia sulla Sardegna.

Sono stanca. Le vicende nazionali di questi ultimi tempi sono stancanti. Le elezioni sarde sono stancanti. La pioggia che da mesi scende incessante è stancante.
Dovevo fare altre cose in questi giorni e invece mi sono ritrovata a scrivere di elezioni, di cavalieri e vassalli, di ignoranti, di ladri e malfattori, di invasati e plagiati.
Sentivo ieri sera i “commenti autorevoli” sul caso Englaro. Il più buono è stato quello che ha dato del “patetico” al governo. Il più st****o quel “politico responsabile” che non vale un soldo bucato, e ha dato degli assassini al resto degli italiani, presidente compreso: uno che risponde al nome di Maurizio Gasparri; uno che saresti contento di sapere che si è comprato i voti, perché altrimenti non capisci che ci sta a fare in Parlamento.
In Italia c’è un’urgenza che non è urgente, una apocalisse annunciata che non importa a nessuno: tanto siamo in democrazia, tanto sulla tv c’è “il grande fratello”, tanto vincerà Soru, tanto con la politica mafiosa si deve convivere e ci stiamo riuscendo alla grande, tanto il papa è il papa. Oggi, domani, nei prossimi giorni manifesteranno in diverse città contro gli attacchi alla Costituzione italiana, ma in realtà non serve a nulla. Non cambierà niente, finché la gente, non tutta, l’importante che sia la maggioranza, resterà incollata alla tivvù a pendere dalle labbra di Alessia Marcuzzi e Maria De Filippi, messianiche vestali d’uno star bene “a prescindere”.
Si bevono tutto, questi della maggioranza: dal medico che dice alla paziente che un giorno di malattia non può darglielo o le toglieranno 50 euro, causa Brunetta, su uno stipendio di 850 euro mensili; al dermatologo dell’Asl con cui hai appuntamento, lo aspetti tutta la mattina e alla fine una simpatica infermiera t’informa che per quel giorno il dottore non farà più visite, che ci provassero nell’ambulatorio privato. A quel sorriso ebete di chi presume che stai raccogliendo voti per Soru poiché sei tesserato Cgil e vorresti prenderlo a calci nel sedere: Renato Soru prenderà il posto di Veltroni, non certo di Epifani.
La grande coalizione di sinistra in Sardegna non è per fare muro contro il cavaliere, serve a spartire poltrone e soldi fra chi si sente furbo e gliene importa meno di niente dei sardi e della Sardegna.
Sabato ero a Osilo, l’ho già scritto. Non avevo aggiunto che, al ritorno verso casa e la solita gimkana fra le buche stradali, una non s’è vista e l’auto c’è finita dentro in pieno con la ruota: un colpo da sfasciare non solo l’auto ma anche le vertebre di chi sedeva dentro. Ma la giunta cittadina è di centro-sinistra, della coalizione di Soru, e quindi al di sopra di sciocchezze come il controllo dei lavori stradali, “santi impuniti” che solo perché di sinistra restano intoccabili: d’altronde, che vogliamo? è colpa dei mezzi pesanti, dice l’assessore comunale “di sinistra”. Come se nelle altre città italiane non ci fossero i mezzi pesanti, ma solo a Sassari.... Ma noi ci beviamo tutto, condizionati dall’ontopsicologia statale.
Un unico punto fermo, un’unica conquista: Eluana si è ripresa la sua libertà. Al resto degli italiani rimangono il cavaliere e i suoi vassalli, la tivvù, la sinistra di Veltroni che non può farci nulla se la maggioranza dei suoi politici sono intercambiabili con quelli del cavaliere. Volendo far sul serio piazza pulita resterebbe a corto di deputati e senatori, come si fa?. Chi paga siamo noi. E ci raccontano che in Sardegna la sanità è un fiore all’occhiello: la visita dal dermatologo m’è costata 80 euro.
E’ stancante, vivere nella continua illegalità dei politici locali e nazionali. E’ stancante, questa pioggia incessante.

lunedì, febbraio 09, 2009

Made in Soru

Ma cos'è una scuola, quale dovrebbe essere il supporto regionale all'istruzione pubblica? Sono del parere che dovrebbe essere diretta a tutta la comunità. I milioni spesi ogni anno dal governo regionale sardo dovrebbero essere utilizzati per “istruire” la popolazione, invogliare i giovani allo studio, “recuperare” quei ragazzi che per motivi diversi hanno abbandonato gli studi. Così non è e anche quest’anno i soldi sono stati stanziati per corsi extracurricolari del tipo “Le mani in pasta” rivolti a quegli studenti che già frequentano la scuola e magari hanno poco tempo per tali iniziative.
Questo mi pare un motivo ottimo per non votare più la giunta di Soru e i suoi assessori.
Ma Soru ha un asso nella manica, “Sardegna speaks English”, tanto publicizzato e osannato.
Personalmente mi ha molto deluso. Non per la qualità degli insegnanti, certamente bravi e preparati, ma per l’impossibilità di partecipazione. Il corso a cui ero iscritta aveva orari impossibili per chi lavora: lezioni alle 14, alle 15 o alle 17. Obiettando che il corso era rivolto specificatamente ai disoccupati, posso garantire che nella mia classe non c’era nessun disoccupato o casalinga che fosse. Naturalmente gli unici a poter frequentare erano i lavoratori della scuola in cui si svolgeva e qualche altro statale con orario canonico 8 - 14. Ecco nei fatti cosa intendo quando l’istruzione deve essere per tutti, anche per chi non è raggiungibile negli ordinari orari scolastici. Il personale della scuola non è d’accordo? Giustissimo, anche loro hanno una famiglia o magari vorrebbero partecipare al corso. Ecco che allora c’è la possibilità di lavoro per i disoccupati, un lavoro a tempo determinato, certo, ma un aiuto concreto lo vorrebbero in molti.
Unidade Indipendentista non ci promette più soldi. Per U.I. la strada da seguire è quella della valorizzazione regionale, del suo territorio, della sua cultura.

Sabato ero a Osilo, al comizio elettorale di Unidade Indipendentista. Uno dei relatori, a un certo punto se n’è venuto fuori con la comparazione loro e degli avversari tra sardo e friulano. La coalizione avversa pare abbia una concezione del friulano perlomeno stramba, poiché lo reputano tale e quale al sardo. Unidade Indipendentista trova che la somiglianza stia nel fatto che, sia il sardo che il friulano sono capaci di fare «Bu-bu-bu» allo stesso modo, poiché tutti e due un poco orsi. Non che la cosa mi faccia orgoglio, però gli dò pienamente ragione, dando dell’asino a chi dice il contrario.
E se Soru e la sua coalizione tanto di sinistra pensano di liquidare la faccenda in modo tanto semplicistico quanto, direi, arrogante, vorrei far presente una iniziativa della CCIAA udinese di ormai parecchio tempo fa. Il “Made in Friuli”. Prima di dire scemenze, s’informino. Al momento, non abbiamo niente in comune, nè la lingua nè tantomeno i politici. Sergio Cecotti e Riccardo Illy sono ben altra cosa rispetto a quel che ci propinano i partiti nazionali in Sardegna, Soru compreso. Un’ottimo motivo per votare Unidade Indipendentista, fatta di giovani sardi che amano la loro terra, e per svecchiare quegli assessorati dove si vedono le solite facce di sempre.

Programma sulla Conoscenza di Unidade Indipendentista

SCUOLA - ISTRUZIONE SARDA – LINGUA

Istituzione della scuola sarda. Avvalendosi delle prerogative attribuite alla Regione Sardegna dallo statuto, è il momento di vedere la scuola sarda in un’altra ottica che deve essere quella della valorizzazione dei nostri codici e delle nostre potenzialità, ma non solo. La scuola per molte comunità della Sardegna non è solo un centro di istruzione, ma è anche pietra fondante di una costruzione che, insieme alle poste, alla farmacia, al comune, agli asili nido ed a tutti gli altri servizi primari, aggrega e rende vivibile la comunità.
Avviamento di un programma generale di risardizzazione che porti ad un bilinguismo reale in ogni campo, dall'insegnamento alla cartellonistica stradale, dagli atti delle istituzioni ai mezzi d'informazione sardi. Bilinguismo significa avere due lingue, quindi 50% e 50% in ogni campo, come già viene applicato in altre zone dello Stato italiano quali Val d'Aosta, Friuli e Süd Tirol e come avviene in moltissime altre parti del mondo dove i diritti delle nazioni senza stato vengono tutelati!
Riteniamo dunque necessaria la realizzazione di un reale bilinguismo nelle scuole. La lingua sarda riveste un valore strategico in quanto è uno strumento politico di unità del popolo sardo. Il sardo quindi dovrà essere insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado superando l'attuale metodologia che lo vede impartito alla stregua di lingua straniera. Non è possibile proporre l'ora di sardo, laddove così come può esistere l'ora di inglese e l'ora di francese.
Nelle scuole si deve utilizzare, così come succede in tutti i posti del mondo dove esiste il bilinguismo e così come alcuni insegnanti all'avanguardia stanno sperimentando nella nostra Isola, la lingua sarda per le varie materie di studio. La Regione dovrà redigere i programmi di insegnamento delle varie materie da impartirsi in lingua sarda e istituire un percorso formativo per l’apprendimento della lingua sarda da parte degli insegnanti delle scuole dell'obbligo.
Proponiamo di individuare e sviluppare un percorso formativo sardo. In questo senso riteniamo che la poesia estemporanea sarda (nelle sue varie forme locali) vada compresa tra le attività scolastiche nelle scuole primarie e secondarie, con il duplice scopo di regalare ai giovanissimi uno strumento formidabile di crescita intellettuale, morale e culturale, e di conservare e rinnovare una delle ricchezze più significative del nostro patrimonio culturale, unico al mondo.
Chiediamo l’insegnamento della Storia della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado. I libri di testo dovranno essere proposti da una commissione di studiosi, avvalendosi anche di insigni esperti internazionali affinché prevalga in tali testi la vera ricerca storiografica piuttosto che la falsità storica di una Sardigna italiana da sempre.
Obbligo per tutte le nuove assunzioni nel settore pubblico di conoscere sufficientemente almeno una delle varianti del sardo. Ogni cittadino ha diritto a confrontarsi con un insegnante o con un qualsiasi funzionario di un ufficio pubblico nella sua lingua. Sta al funzionario essere adeguato al cittadino e non viceversa. In ogni posto al mondo dove è praticato il bilinguismo i funzionari devono sapere parlare entrambe le lingue.
Per tutte queste iniziative esistono finanziamenti europei finora non utilizzati per ragioni politiche da parte della classe dirigente italiana. A costo zero per i sardi, gli impiegati, per il solo fatto di parlare sardo, si troverebbero in busta paga mediamente 200 euro in più. Sfruttando i finanziamenti europei daremo vita a figure professionali ottenendo così il duplice risultato di creare posti di lavoro e di valorizzare il nostro patrimonio linguistico.

domenica, febbraio 08, 2009

L'orda barbarica sul Friuli

Come si sentiranno i friulani in questi giorni? Assediati da corregionali e gente arrivata da tutte le parti d’Italia a manifestare “contro la vita” di Eluana? Sì, non è un errore, è proprio “contro la sua vita”. Simbolicamente contro la vita di ognuno di noi, il nostro diritto a una morte “naturale” con meno sofferenze possibili, per noi stessi e per chi ci ama. Come si sentiranno i friulani, contro la loro proverbiale riservatezza, sotto i riflettori di tutto il mondo? Anche loro spaccati in due fazioni: una orgogliosa di aver dato ospitalità a Eluana per l’ultimo viaggio e offesi, vergognati da tutto ciò che ha implicato. Si metteranno un cappellaccio in testa, la sciarpa fin sugli occhi per uscire se proprio necessario, o sbarreranno porte e finestre per non lasciar trasparire la vergogna d’avere ospitato, oltre Eluana, una folla d’invasati col rosario in mano, che di umano non hanno nulla, nè il cuore nè la testa per pensare da soli, ormai troppo condizionati dal papa ingerente e dalla “cura mediatica” berlusconiana. Perché non posso pensare altrimenti che così, io che sono friulana. Altrimenti, oltre che vergognarmi d’un papa che ha perso di vista l’umanità di Dio, oltre che vergognarmi d’un governo di ladri, mafiosi, corrotti, ballerine e nani disonesti, dovrei vergognarmi d’essere nata e cresciuta in Friuli. Dove sentivo spesso dire “no sta’ impaciati”, ovvero non impicciarti degli affari altrui, perché ognuno è libero di decidere per sè, senza interferenze esterne e in coscienza, pagando a proprie spese se necessario. O forse in questi anni di lontananza anche la Patrie dal Friûl è cambiata, stravolta dal berlusconesimo mafioso come tutto il resto dell’Italia asservita: una volta ancora il Friuli invaso dall’orda barbarica che vuol farne terra bruciata.

Furlans! ancjemò une volte su le vuestre tiare a son calâs i bàrbars. Il furlàn al è un popul fuart, tenač e coragjos. No faseivi stravuelgi, difendeit la vuestre libertât e che di ogni taliàn. L’Italie ancjemò oneste e libare a jè cun vuatris. Fuarce Friûl. Fuarce Bepi. Mandi, Eluana.

sabato, febbraio 07, 2009

Appello di Libertà e Giustizia

IO HO FIRMATO

FIRMA ANCHE TU

Forse servirà a poco, forse a nulla
ma vale la pena tentare ogni cosa
se si vuole cambiare
per non dire un giorno
non ho fatto il possibile
contro l'accettazione passiva di una politica
che ci porta al macello quotidiano,
contro l'illegalità, la prepotenza, la corruzione
dei politici e dei sindacati conniventi.

venerdì, febbraio 06, 2009

Il plagio degli italiani

Gli italiani sono un popolo di plagiati.
Non c’è altro motivo perché, a cominciare dal più piccolo e insignificante consigliere comunale di paese, questo possa fare/rubare come gli pare, col compiacimento dei paesani che continueranno a stimarlo. Si continua sulla piramide gerarchica, dove troviamo gli assessori provinciali, mani leste nel prendere e nel dare solo a chi li compiace o è apparentato.
In Sardegna le prossime elezioni si terranno in un confronto tra capitalisti, perché è quello che conta, è quello che pagherà i prossimi assessori regionali e loro funzionari. I PARTITI NAZIONALI si sono coalizzati non per far vincere uno o l’altro dei capilista, ma per avere la sicurezza della poltrona, del grasso stipendio e benefit, della possibilità di elargire ai soliti amici e parenti.
E andiamo più su, ai vertici del governo, dove i ministri impunemente si aumentano gli stipendi economizzando sulle paghe dei lavoratori. Ministri burattini, messi lì da un giostraio.
Un premier che tutto fa e dispone, senza regole perché ormai impunito a vita. Senza morale, lui ormai può dire ciò che vuole, anche che la povera Eluana può ancora procreare. E come, dandola in pasto ai necrofili? una cosa più abietta non potevo immaginarla, ma lui può, lui è impunito. Lui dispone sulle nostre teste, se darci e quando darci, se tacciarci di terroristi o fannulloni: non siamo un popolo civile, siamo la plebe asservita al sovrano e ai suoi feudatari.
Il papa straparla e interviene da una chiesa ormai stravolta che di cattolico non ha più nulla, solo le preghiere che valgono ormai un soldo bucato.
Italiani plagiati, dalle pubblicità, dai programmi televisivi, dai campionati calcistici, dalla scadenza della scuola che vogliono ancora più scadente per eliminare quel poco di intelligenza critica residua d’una piccola minoranza.
Una Costituzione sgretolata ogni giorno di più, cominciata ai tempi di Craxi, continuata sottobanco da TUTTI i politici nazionali e ora presa a colpi di accetta dal premier burattinaio e dai suoi fidi feudatari.
ITALIANI PLAGIATI ormai senza speranza, senza coraggio, senza onestà, senza morale, coscienza, solidarietà. Uno per tutti e tutto per uno: oltre alla Costituzione ormai si riscrivono anche i proverbi. E chi da noi è messo lì a difenderci, il PD, in realtà SOTTOBANCO APPOGGIA, per avere una parte del guadagno. NON SAREMMO COSI' IN BASSO ALTRIMENTI, SENZA LA COLLABORAZIONE DELLA SINISTRA DI GOVERNO.
Italiani plagiati ormai senza cervello, senza anima, riescono a ingoiare tutto, qualsiasi nefandezza, qualsiasi porcheria, qualsiasi mondezza la politica ci propini.
ITALIANI INDOTTI COL PLAGIO a rubare a loro volta, perché così fan tutti, così è l’esempio dall’alto. A rubare, a fregare il prossimo, ad avere un unico fine e meta: la ricchezza materiale, non importa se si fregheranno gli amici, i parenti, i meno abbienti. Italiani indotti all’amoralità dal sovrano e dai suoi feudatari con leggi a salvaguardia dei bancarottieri, dei mafiosi, dei compratori di giustizia, dei corrotti.
Italiani plagiati senza più un’idea che sia personale, senza cercare l'alternativa, nel vuoto della loro testa continuano a eleggere persone (ma sono persone??) senza scrupoli, senza morale.
Chi può vada via, chi non può resista e scavi una trincea: non c’è nulla di buono all’orizzonte.
Solo cercando l'alternativa a questo governo di malaffare ci sarà una via di scampo. Non fatevela scappare una volta ancora. C'è: è la più vicina al popolo, la meno ricca, quella ancora onesta e genuina, quella senza manifesti appariscenti sui muri delle città, quella che sta in trincea con noi.


giovedì, febbraio 05, 2009

Eluana: un puntiglio sadico e abietto

Che tu possa tornare terra alla terra e dare origine a un fiore
che sparga attorno il profumo della vita
e arrivi al cuore delle genti.


Come sono belli, i dimostranti sotto le finestre della Quiete, spettatori di un calvario che nessuno mai avrebbe immaginato, tantomeno il padre. Quanto sono sensibili alla vita, loro, con quei cartelli in mano. Quanto sono buoni, difensori d’un essere indifeso - ma chi difende Eluana da loro? Quanto sono contrite le loro facce, mentre chiedono “pietà per Eluana”, negandola essi stessi. Col papa su megaschermo, reciteranno il rosario in strada e Cristina sarà dei loro: non può non esserci lei che andava ogni anno a Medjugorje, disdegnava i profilattici perché innaturali, ma non disdegnava di guadagnare uno stipendio in nero, senza alcuna tassa, gravando sulla società, su quelli che lavorano e pagano le tasse fino all’ultimo centesimo e faticano ad arrivare a fine mese. Come sono bravi quei dimostranti, persone oneste fino al midollo. Appena un po’ sadici, tanto da permettergli di accanirsi su di un corpo già tanto martoriato senza scrupolo alcuno. E’ da tempo che la gente ha perso l’uso della ragione. Non c’è più una morale (morale? parola grossa), una coscienza che impedisca di superare il confine tra la libertà d’ognuno. Eluana ne è inconsapevole tragica dimostrazione. La politica, oramai intrecciata, ne dà ogni giorno conferma, col balletto di ministri, deputati onorevoli assessori che si fanno paladini nel timore di perdere i voti di quei bravi dimostranti. Abbiamo intrapreso una strada in discesa verso il fondo, grazie ai nostri "pastori", regredendo ai tempi bui del medioevo, quando il papa lanciava anatemi e il sovrano regnante decideva della vita dei propri sudditi. Cosa serve perché la gente riprenda coscienza di sé e liberi Eluana e tutti quelli che chiedono libertà? Eluana non è più una ragazza, una donna, un essere vivente: l’hanno fatta diventare un “puntiglio”: una aberrazione.

mercoledì, febbraio 04, 2009

Il martirio politico del Cormorano



Dal sito http://www.wwf.it/

Status e distribuzione di cormorano e marangone
Cormorano e marangone, uccelli acquatici riuniti in un’unica famiglia, hanno le caratteristiche comuni di possedere una mole medio-grande, un piumaggio scuro e zampe palmate.
Il più grande delle tre specie presenti in Italia è il cormorano (Phalacrocorax carbo), una specie praticamente cosmopolita, parzialmente sedentario e migratore. In Italia il cormorano è comune durante la migrazione, quando in ottobre e marzo arrivano i contingenti dall’Europa centro-settentrionale, ma anche in inverno quando a migliaia si fermano a svernare nelle nostre zone umide. Questa abbondanza fa apparire il cormorano come una specie assai comune, in realtà come nidificante è molto localizzato a uno, forse due, siti sulla costa occidentale della Sardegna e altre due o tre in Italia settentrionale, località peraltro colonizzate a partire dagli anni ‘80. Mentre la popolazione continentale sembra in crescita, la popolazione sarda di cormorano appare in forte decremento. In Italia si contano dalle 30 alle oltre 500 coppie di cormorano, ma la popolazione sarda non ammonta a più di 30-40 coppie. La specie è inserita dall'IUCN nella categoria di minaccia LC-Least Concern (a rischio minimo).

Conservazione di cormorano e marangone
Può apparire strano trovare il cormorano in una Lista Rossa, ma di fatto la popolazione nidificante in Italia non può certo essere considerata priva di ogni rischio di estinzione. Questa specie è stata oggetto ultimamente di aspri dibattiti che hanno portato, in alcune aree, all’abbattimento di molti individui a causa della competizione con i pescatori locali. Gli abbattimenti invernali, oltre ad avere uno scarso effetto sul numero del contingente svernante, hanno il tragico risvolto di incidere in modo determinante sulla popolazione locale, così come è successo in Sardegna. Inoltre il prelievo sulla popolazione svernante provoca conseguenze del tutto imprevedibili andando a incidere su diverse popolazioni provenienti da vari paesi d’Europa, ciascuna con una dinamica diversa.


dal sito http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/

Con decreto n. 8/IV del 16 gennaio 2006 l'Assessore della Difesa dell'Ambiente autorizzava l'abbattimento, fino al 28 febbraio 2006, del 5 % della popolazione svernante di Cormorano nei predetti Stagni dell'Oristanese, tutte zone umide di importanza internazionale ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar, esecutiva con D.P.R. n. 448/1976, nonché individuate quali SIC ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora, esecutiva con D.P.R. n. 357/1997 e successive modifiche ed integrazioni (elenco regione biogeografica mediterranea approvato con decisione Commissione europea n. 3261 del 19 luglio 2006 in G.U. CE n. L259 del 21 settembre 2006). Le dette zone umide sono anche "oasi permanenti di protezione faunistica" ai sensi della legge regionale n. 23/1998.
Il provvedimento assessoriale, in seguito a ricorso delle associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l'Abolizione della Caccia e Gruppo d'Intervento Giuridico (10 febbraio 2006), portava ad un avvio degli accertamenti ex art. 226 trattato UE da parte della Commissione Europea e, conseguentemente, alla sua revoca con decreto assessoriale n. 9/IV del 17 febbraio 2006, in quanto l'Istituto nazionale per la fauna selvatica (I.N.F.S.) aveva asserito che "non sussistono le condizioni per l'espressione di un parere favorevole al piano prospettato" (nota n. 711/TA16 del 26 gennaio 2006) e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale certificava che l'attività di abbattimento, peraltro scarsa, non era servita proprio a nulla (nota Isp. Rip. OR n. 1254 del 14 febbraio 2006). Fatto decisamente saliente è l'assenza di qualsiasi valutazione comprovata dell'eventuale danno alla pesca provocato dal Cormorano. In sostanza, si sono decisi uccisioni e risarcimenti danni senza alcuna prova del danno subito. I gravi danni, spesso disastri, degli stagni oristanesi hanno ben altre cause. I disastri degli Stagni oristanesi partono infatti da lontano. Dagli inquinamenti alla cattiva gestione, alle pesanti e distruttive opere pubbliche.
La caccia effettuata contro il Cormorano nelle zone umide dell'Oristanese nell'ultimo decennio ha provocato, secondo i rilevamenti del Gruppo Ornitologico Sardo, l'estinzione dell'unica colonia nidificante di questa specie, presente "da sempre" nella falesia di Cuglieri. Inoltre, nelle campagne di uccisioni dei cormorani degli anni scorsi sono avvenuti abbattimenti "accidentali" di esemplari appartenenti a specie avifaunistiche protette (Airone cenerino, Ardea cinerea; Gru, grus grus; ecc.), nonché un pesante "disturbo" alle specie svernanti, in particolare nello Stagno di Cabras dove il numero è diminuito drasticamente negli ultimi anni con valori pressochè nulli nel 2005 relativi alla presenza di folaghe (1) ed anatidi (7).


Da: La Nuova - Venerdì 1 febbraio 2008

Fanno fuori il 60% del novellame e assieme ai delfini creano danni economici pesantissimi
Cormorani, nemici dei pescatori
La Commissione pesca europea sarà a Cagliari il 4 febbraio

Cagliari - I cormorani in Sardegna censiti ufficialmente sono 10 mila e ogni giorno mangiano 5 tonnellate di novellame delle lagune sarde, vale a dire il 60 per cento del pesce che la stagione successiva raggiunge la taglia giusta per essere pescato. Poi ci sono gli animali più simpatici del mondo, i delfini, la cui proverbiale intelligenza li mette continuamente sulle tracce dei pescatori artigianali e mangiano triglie e orate guizzanti direttamente dalle reti, dopo averle rotte senza rimedio. Un danno in particolare per l’isola dove i pescatori vivono di laguna e di pesca artigianale.
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I cormorani sono diventati un problema a partire dagli anni Ottanta. Fino al 1979 si potevano cacciare (c’è una famosa ricetta di origine ponzese, raccontava ieri Fabrizio Selenu di Tortolì), poi il rischio di estinzione ha convinto le autorità a intervenire e così si sono moltiplicati. Il periodo della migrazione in Sardegna, ottobre - marzo, coincide con la nascita e la crescita del novellame. Poi vanno nei paesi del nord Europa a deporre le uova però là, spiegavano ieri i dirigenti di Federcoopesca (Roberto Cadelano è il presidente), gli indennizzi per le popolazioni delle zone dove nidificano sono robusti. Il sovrannumero, in una quantità che viene stabilita dal centro ornitologico di Bologna, può essere abbattuto. In passato (spiegano sempre a Federcoopesca) gli assessori all’ambiente non hanno presentato richiesta, in questa stagione è stato fatto ma il centro bolognese non ha ancora risposto «e siamo a febbraio - notava Cadelano - il danno per quest’anno è fatto». Il ricercatore Roberto Savarino assieme a Giacomo Sollai del direttivo di Federcoopesca ieri spiegavano che mentre verso i cormorani si può agire attraverso l’abbattimento controllato e autorizzato, coi delfini, specie protetta, non può che essere una battaglia persa e i pescatori cominciano ormai a orientarsi verso la pesca col palamito e altre forme non attraenti per i delfini. L’alternativa è soltanto l’indennizzo. In Veneto i pescatori hanno scelto la linea dura, la battaglia giudiziaria al Tar, e l’hanno vinta.

* * *

Vorrei fare alcune considerazioni personali. Sono in Sardegna dal 2007. L’esemplare di cormorano nella foto è l’unico che ho visto a Castelsardo. In tutta la zona costiera da Santa Teresa a Oristano non ne ho visti più di cinque dal 2007. Non nego che negli stagni di Oristano vi possano essere gruppi di cormorani di passaggio, tanto numerosi da raggiungere il migliaio. Non li ho visti, un vero peccato. Leggendo fra le righe dei precedenti articoli, l’unica cosa che mi viene in mente sono i... soldi. Il vil denaro, che non puzza mai, neanche quando avvolge il pesce marcio. Nell’articolo della Nuova la Federcopesca si lamenta per i bassi indennizzi agli itticoltori locali, riportando l’esempio del nord Europa. Ma, mi chiedo: quanti sono i cormorani che nidificano nel nord Europa? In quelle zone si possono allegramente prendere a fucilate come in Italia? Come sono fatti gli allevamenti di cefali e branzini? Quanti pesci stanno in quegli allevamenti? Quanti ne morirebbero per malattie dovute alla sovrapopolazione? Domande che il giornalista s’è dimenticato di porre al signor Cadelano.
Dal 2004 al 2008, date del Decreto n. 8/IV del 16 gennaio 2006 sull’abbattimento dei cormorani e dell’articolo su La Nuova, che giunta regionale c’era? Quella di Renato Soru, di sinistra targato PD, ricandidatosi per le prossime elezioni regionali e sostenuto, oltre che dal PD, dai Comunisti Italiani, IDV, PRC, PDCI, Rosso Mori e Sinistra Autonomista.
Nei giorni scorsi, il ministro Zaia, supporter di Cappellacci (PDL), ha promesso il "contingentamento" dei cormorani.


Meglio, molto meglio, UNIDADE INDIPENDENTISTA.

Competizione elettorale in Sardegna

Ricordo che quando ero piccola, in campagna elettorale, personaggi dal sorriso splendente e dal vestito di buona fattura passavano per le case, omaggiando i probabili elettori di volantini su cui era chiaramente disegnato il simbolo da sbarrare, accompagnandoli con pacchi di pasta o altri generi alimentari e molte grosse promesse.
Ieri passeggiavo nelle vie della città, guardando i manifesti elettorali appesi: Pd, Pdl, PSd’Az, Psi e pochi altri. Mancavano quelli dei partiti sardi: Unidade Indipendentista e IRS. Non essendo appoggiati dai partiti nazionali, i soldi sono pochi, quindi niente manifesti, ma solo strette di mano. E’ possibile competere in questo modo? Ci si prova. Si spera nel buon senso dei corregionali.
Sempre ieri, su “La Nuova”, un intera pagina era dedicata alla campagna del centrodestra. La visita del ministro Zaia a supporto del candidato Cappellacci.
Queste le promesse:
- Sul suo tavolo (di Zaia, nda) è pronto un decreto per comprare 1.200 tonnellate (milleduecento) di pecorino romano prodotto dagli allevatori locali da destinare ai poveri. (Ai ricchi verrà regalato il Parmigiano, nda). Per un importo di 8 milioni e mezzo di euro.
- Lotta agli importatori di carne rumena e più protezionismo per gli allevatori locali.
- Il marchio Dop per lo zafferano sardo.
- Blocco delle esecuzioni immobiliarib e interventi a favore delle imprese con uno stanziamento di 6 milioni di euro. Una possibile esenzione Ici per le aziende agricole.
- Sblocco delle imposizioni sanitarie a causa della “blue tongue”, un morbo del bestiame che blocca le esportazioni di carni sarde. (Chissà come mai se ne è riparlato proprio un mese fa dopo tanto tempo, della Blue tongue, sui quotidiani dell’isola..., nda)
Per ultimi, i cormorani.
I cormorani sono uccelli pescatori chiamati anche marangoni. La loro dieta è esclusivamente a base di pesce e naturalmente vanno a pescarlo dove ce n’è molto. E ce n’è molto nelle itticolture costiere, facendo arrabbiare gli addetti ai lavori, che per controbattere usano il fucile. Cosa promette allora il ministro Zaia? Una deroga all’UE per “contingentarli”. In parole povere, un “abbattimento controllato”. Cosicché le coste sarde fra poco si riempiranno di baldi e impavidi cacciatori che potranno provare tutta la loro virilità sparando a raffica sui cormorani. Suggerisco loro un armamento di tipo militare: bombe al fosforo e proiettili all’uranio.

Io spero, vivamente, con tutto il cuore, che i sardi siano dotati di buon senso e di umanità. Che sappiano distinguere le promesse dalle certezze. Che sappiano capire che non è un manifesto in più o in meno a fare la differenza, ma la coscienza della persona.
Io spero, vivamente, che un sardo legga il mio blog, legga e interpreti il disgusto per una politica ormai senza freni verso la disonestà, verso il raggiro, e si faccia portavoce verso altri sardi, per formare una catena di persone indignate verso questi politici buoni solo a promettere ma il cui unico fine è lo stipendio da ministro o da assessore regionale. Indignati verso chi non vuole lasciare la poltrona nonostante le proteste, nonostante i fatti dicono che è ora di restituire la Sardegna ai sardi.
Io voterò per Unidade Indipendentista nonostante non vi siano manifesti appesi nelle strade, perché queste elezioni sarde sono diventate lo specchio della correttezza, della responsabilità e della coscienza della politica italiana.

martedì, febbraio 03, 2009

Perle scolastiche


Chi lavora nella scuola sa che a volte il livello qualitativo s'abbassa, vuoi per la stanchezza o perché è bene ogni tanto staccare la spina. Un tonico naturale, in certi ambienti “sgarruppati”. Ecco quella sentita oggi.

Al distributore di caffè.
Il proffe, con aria contrita ripone il cell ed esterna la sua preoccupazione alla persona che l’accompagna, senza sospettare d’essere ascoltato da spie nemiche in ascolto dietro la colonna.
«Sono molto preoccupato».
«Da che cosa, prof.?».
«Hanno operato la mia suocera».
«Una cosa grave?».
«Sì, il cuore. L’hanno operata all’ORTA e alla MITRAGLIA».
Detto e fatto. Le spie hanno “mitragliato” tutti a suon di risate...

lunedì, febbraio 02, 2009

L'uomo nero

Monte Minerva

Hai mai sentito i belati della pecora a cui hanno portato via l’agnello?
E Brisa, la maremmana, la ricordi? veniva ogni momento a chiedere dov’erano i suoi cuccioli: li aveva lasciati nella nostro giardino...
Anna era così. Vagava disperata alla ricerca della bambina che l’uomo nero le aveva portato via.
Non si sapeva da dove venisse, ma solo che andava alla ricerca di sua figlia.
Aveva la disperazione negli occhi: sempre lucidi, sempre bagnati di lacrime che non potevano più versare.
Anna, vestita di stracci, chiedeva l’elemosina all’entrata delle chiese e ogni tanto rubava..
La notte cercava riparo negli angoli più nascosti rannicchiandosi nel buio, pregando un dio qualunque perché rispuntasse il giorno.
Non voleva pietà, Anna. Non voleva assistenti sociali o caritatevoli volontari attorno: avrebbero fermato la sua ricerca, la sua follia.
Anna ti mostrava delle fotografie, immagini vecchie e logore, di tanti anni prima.
«L’uomo nero. L’uomo nero l’ha presa e portata via», diceva. Dov’era ora quella bambina? Com’era diventata? Avrebbe avuto gli stessi occhi tristi della madre?
Ti ricordi come puzzava, Anna? non si lavava mai. Aveva lunghi capelli, così sporchi da sembrare stoppie.
Era brutta, Anna: consumata dal pianto, dal cammino, dal tempo.
Cercava, Anna. Non chiedeva altro. Cercava la sua bambina, come faceva Brisa.
Non la vedrai più, Anna. Ha finito la sua ricerca: ha trovato l’uomo nero. Stamani all’alba l’hanno vista nella discarica, vicino al mucchio di televisori rotti, le fotografie sporche di sangue ancora strette nelle mani.
Non sentiremo più la sua disperazione: sarà la nostra compassione a renderci tristi, sarà la nostra rabbia a renderci impietosi.

domenica, febbraio 01, 2009

Chi la fa l'aspetti








Lindsey Oil Refinery workers demostration

Cosa staranno pensando i vari Borghezio, Bossi, Calderoli, Maroni sulla protesta in atto in Gran Bretagna contro gli immigrati?