sabato, gennaio 31, 2009

Marcia di Unidade Indipendentista per i paesi della Sardigna

31/01/09
# Partenza da Ozieri alle ore 10.30 (concentramento in Piazza Garibaldi)
# Mores 11.30
# Thiesi 12.00
# Ittiri 12.30
# Alghero 14.00
# Porto Torres 17.00
# Comizio finale in Piazza Umberto alle 20.00

01/02/09
# Partenza da Bosa ore 10.00 (Concentramento in Piazza Giobarti)
# Suni 11.30
# Sindia 12.00
# Macomer 12.30
# Abbasanta Ghilarza 14.00
# Cabras 15.30
# Attraversamento di Oristano S. Giusta
# Arborea 17.00
# Terralba 17.30
# Comizio finale nella piazza centrale ore 20.00

venerdì, gennaio 30, 2009

La questione morale

La Sardegna va verso le elezioni regionali e Soru, non dimentico di quanto successo a Veltroni, per “moralizzare” il suo futuro governatorato, pensa bene di mandare a casa alcuni baroni. Ottimo. Ben fatto. Purtroppo però sto assistendo a un fatto. Le liste alternative, non appoggiate dai partiti nazionali, sono pressoché sconosciute nell’isola, pur essendo fatte di sardi che da sempre si sono battuti per la Sardegna. La maggioranza, e specialmente gli anziani, credono ci siano solo due possibili scelte: Soru o Cappellacci. Di questo fatto ne sono ben consapevoli i soliti affaristi, i magna-magna delle amministrazioni locali, che, fatti i conti, si sono aggregati al più probabile vincitore. Così abbiamo personaggi a cui mai darei la mano che se ne vanno in giro con la patacca “PD Soru” in bella vista sul risvolto della giacca. E questi certamente non sono “ignoranti” in materia di economia e commercio.
Come ho già detto in altri post, la cosa più negativa per me, perché vissuta, sono i soldi che vengono “regalati” alle amministrazioni scolastiche dalla Regione contro la dispersione scolastica. Soldi gestiti da persone legate al PD, legate a Soru. Qui riporto un link su come dovrebbero essere gestiti e spesi i soldi.
Ci sono state diverse proteste, ufficiali e non, sulla gestione quantomeno “discutibile” dei fondi, sempre però ai “limiti” della legalità. Ecco dove sta il punto. E’ tutto perfettamente legale, anche se nei limiti. Allora sorge la “questione morale”. E’ giusto, solidale, equo, morale, dare a chi ha già tanto e non coinvolgere chi è disoccupato o ha troppo poco? (penso ai tanti precari con contratti capestro). La Cgil, forse stanca delle proteste, forse sulla scia moralizzatrice d’una certa sinistra ancora integra nei valori, forse preoccupata per un possibile abbandono degli iscritti, propone allora una assemblea sul tema. Sulla “questione morale”. Ottimo. Ben fatto. Era ora che la Cgil si muovesse in tal senso.
Proviamo a sentire allora che ne pensano i tanti “stufi” della scuola, disturbandoli mentre stanno “sudando” al loro posto di lavoro, sulla possibile partecipazione.
«Che senso ha? io sono a posto con la coscienza».
«E’ inutile, tanto non cambierà mai niente»
«I sindacati sanno come stanno le cose e non fanno niente».
«Quel giorno ho d’andare a ritirare un vestito dalla sarta».
«Scusami, ma sto preparando delle collanine, non ho tempo per queste sciocchezze».
Una parentesi. Queste stesse persone, sicure che non cambierà mai niente, in questi giorni stanno incassando assegni grandi e piccoli con la causale “maggior carico di lavoro”. Quale sia questo gravoso carico è PRIVACY. Una sola ha rifiutato, con la motivazione che non le risultava aver fatto il lavoro in causale al pagamento.
Qual è la morale? Incassare soldi facili, praticamente regalati, fa comodo alla maggior parte, altro che “questione morale”: meglio prendere le distanze e lasciare tutto come sta e giace (in saccoccia).

giovedì, gennaio 29, 2009

Errori della Storia



Non lasciatevi trarre in inganno dal fotografo: già negli anni '40 si sperimentava l'uso di Photoshop e le persone che vedete raffigurate nelle due immagini si stanno solamente riposando dopo essere stati "disinfettati" a causa d'una epidemia del morbo Razzista.
Per chi fosse incredulo e volesse approfondire, può chiedere ulteriori informazioni sulla "disinfezione" a don Floriano Abrahamowicz, in quel di Treviso.

martedì, gennaio 27, 2009

Kilombo metablog delle sinistre

Breve post per dare un significato alla parola “sinistra”. Prima di tutto significa “dalla parte contraria alla destra”. Mi pare giusto. In politica, a sinistra stanno i gruppi politici e culturali radicali o rivoluzionari (dal dizionario Garzanti). A sinistra stanno i comunisti e tutti gli schieramenti politici e i movimenti che in qualche modo riconducono ad essa. A destra stanno i fascisti e tutti quelli che si riconducono ad essa, per esempio il cavaliere, Fini e Bossi. Credo non ci sia niente da eccepire. A sinistra gli uni, a destra gli altri. Questione di ordine e metodo. Altrimenti ci sarebbe troppa confusione. Se Veltroni stesse a destra, il cavaliere a sinistra e D’Alema al centro, non ci si capirebbe più nulla.
Detto questo, ci sono le associazioni politiche e culturali che raggruppano la destra o la sinistra. Oggigiorno, con il gran uso di internet, ci sono aggregatori di blog di destra e di sinistra. Kilombo è un aggregatore di blog di sinistra. Lo dice anche nella home page: “Kilombo metablog delle sinistre”. Chi vi aggrega il proprio blog dovrebbe essere di sinistra: che sia dichiaratamente tesserato del Pd o dell’Idv, per esempio, non ha molta importanza, sempre a sinistra sta. Magari su questo punto qualcuno potrebbe obiettare, ma sia i piddini che gli (??) idivini si sentiranno a sinistra e si aggregheranno a Kilombo, pensando di stare in un circolo di sinistra, o quantomeno di bloggers vicini alla sinistra o simpatizzanti della sinistra. Ora che succede? che in Sardegna ci sono le elezioni per il governatorato regionale e il partito delle libertà, di destra, molto a destra, non risparmi colpi bassi, direi bassissimi al candidato piddino, il governatore uscente Renato Soru. Di Soru si potranno dire tante cose, ma non che non ami la sua Sardegna. Il suo difetto, secondo me, ed è il motivo per cui ho deciso di non votarlo ma di preferire Unidade Indipendentista, è che durante il suo mandato non ha controllato bene, non abbastanza, l’operato degli assessori regionali e provinciali e tutti i loro sottoposti. Parlo, per chi non avesse mai letto il mio blog, dei fondi regionali che vengono “regalati” alle scuole senza nessun controllo. Un difetto nel controllo, un eccesso di fiducia.
Che c’entra Kilombo? Kilombo fa lo stesso errore di Renato Soru: un difetto nel controllo, un eccesso di fiducia. Perché, oltre ai tanti bloggers di sinistra che aggregano i loro post, vi è uno che con la sinistra c’entra ben poco, pochissimo, essendo di sostegno alla campagna elettorale di Ugo Cappellacci, capolista PdL, sostenuto alla grande dal nostro cavaliere che non esita, come è sua abitudine, far uso di balle grandi e piccole pur di screditare gli avversari e raggranellare voti tra chi si lascia facilmente raggirare. Ci sono gli aggregatori della destra, di tutte le destre. Magari un invito cortese a rivolgersi altrove, ci starebbe bene. Per non incorrere negli stessi errori di Renato Soru. C’è già abbastanza confusione così com’è, nella sinistra. O dobbiamo pensare che l’errore non ci sia? Che si voglia equivocare per indurre alcuni a sbagliare? ...e allora scusatemi l'ingenuità.....

domenica, gennaio 25, 2009

Non ci resta che ridere

Non contento dei colpi bassi inferti a Soru, dopo le barzellette raccontate agli studenti universitari, il nostro supereroe ha voluto finire alla grande la gita a Sassari. Dopo essersi consigliato con la MINISTRA PER LE PARI OPPORTUNITA' mara carfagna tramite l'invio di piccioni viaggiatori per glissare le intercettazioni di Genchi, sentiti Maroni e Bossi per assoldare a prezzo scontato le camicie verdi padane, nella piazza sassarese preannuncia la soluzione finale governativa contro gli stupri: la scorta militare. Nella sua grande magnanimità, e perché è tanto di sinistra, le belle donne (alle brutte non serve), potranno richiedere d'essere accompagnate durante lo shopping dalle truppe terrestri e durante le vacanze, alpini per la montagna e uomini rana per il mare.

* * *

LO STUPRO E' UNA COSA SERIA
COME TUTTE LE VIOLENZE
AD OGNI ESSERE INDIFESO
UOMO DONNA BAMBINO O ANIMALE

CHI CI RIDE SOPRA PUBBLICAMENTE
RIVESTENDO UN'ALTA CARICA PUBBLICA
NON FA ONORE A CHI RAPPRESENTA
QUEGLI STESSI UOMINI DONNE E BAMBINI

DI UN PAESE CHE SI CREDE CIVILE
MA CONTINUA NEL MASOCHISTICO GIOCO
DELLA RIELEZIONE AL GOVERNO
DI BUFFONI - BURATTINI - SHOWGIRL

Scoop a Sassari

Sassari, 25 gennaio 2009 - Oggi un evento ontopsicologico di eccezionale portata è accaduto a Sassari, davanti alla folla oceanica che ascoltava le promesse elettorali del cavaliere a sostegno di Ugo Cappellacci.
Nel momento in cui il premier pronunciava la frase «L'università di Sassari è una gloria per tutta la Sardegna e avrà il sostegno totale e finanziario da parte nostra», ecco nella foto la prima fase dell'eccezionale fenomeno.


Fonte: Il Sole 24 ore


Mentre la folla si agitava inquieta, guardandosi attorno in cerca del mago Otelma, anarco-comunista e agitatore dei comizi pdl, il premier continua il suo discorso e mentre dice «La differenza tra noi e quelli della sinistra, e devo presumere che voi lo siate è che noi non ci sogneremmo mai di andare a disturbare una vostra manifestazione», ecco la completa trasformazione, immortalata nella foto.
Tra il pubblico presente al comizio, il senatore Francesco Cossiga che, ironico come al suo solito, ha dichiarato: «Le balle hanno il naso corto e le gambe lunghe».


Fonte: Black-bloc

sabato, gennaio 24, 2009

Sondaggio

Qual è il più grande scandalo della storia italiana dal secondo dopoguerra?
1970 - il tentato golpe Borghese
1976 - lo scandalo Lockheed delle forniture aeree
1978 - il delitto politico di Aldo Moro
1980 - la strage di Ustica
1981 - la P2 di Licio Gelli
1982 - il crack del Banco Ambrosiano e il suicidio di Roberto Calvi
1983 - il primo Governo Craxi
1984 - il primo Decreto Berlusconi varato dal governo Craxi
1990 - riconoscimento del presidente del consiglio italiano Giulio Andreotti dell’organizzazione militare segreta Gladio
1992 - il crollo della politica italiana e inizio di Tangentopoli
1993 - le tangenti Enimont e il suicidio di Raul Gardini
1993 - Craxi svuota il sacco sui politici italiani
1994 - per Craxi è l’ora di lasciare il posto a qualcun altro e di fuggire ad Hammamet
1994 - ascesa politica di Silvio Berlusconi
2003 - il crack della Parmalat
2006 - la procura di Milano avvia un’inchiesta sulle intercettazioni Telecom a danno degli italiani
2007 - la disonestà nella politica e nel sindacalismo italiano è ormai diventata normalità
2008 - con l’ennesima legge “ad personam” Silvio Berlusconi si mette per sempre al riparo da qualsiasi accusa e procedimento penale a suo carico, ultimo dei quali il processo Mills
2009 - il cavaliere a Olbia per la campagna elettorale in Sardegna, annuncia il più grande scandalo italiano. Si tratta dell’archivio Genchi, le intercettazioni fatte dal consulente del pm di Catanzaro De Magistris, titolare dell’inchiesta Why Not, che elenca tra gli indagati il premier Berlusconi
2010 - Gli italiani ancora credono al cavaliere.

venerdì, gennaio 23, 2009

L'alternativa è possibile

Per chi, come me, è stanco di tante promesse mai mantenute, per chi è stanco di vedere le solite facce, prima Dc, poi Psi, poi Pdl, ora Pd domani chissà forse nuovamente Pdl o Riformatori, banderuole a cui importa solo avere una poltrona e un grasso stipendio da politico; per chi è stufo, come me, di questi assessori regionali e provinciali all’istruzione, che sanno solo parlare bene ma non sono mai stati dalla parte giusta: quella degli studenti e dei lavoratori. Per chi vuole un’alternativa al potere vecchio e stantio, per chi crede poco al federalismo del cavaliere, per chi cerca d’avere una visuale più ampia, che vada al di là dell’interesse individuale ma comprenda tutta la Sardegna e i suoi cittadini, l’alternativa è possibile. Riporto il discorso di Gianfranco Sollai a Cagliari, tratto dal sito di a Manca pro s’Indipendentzia.

* * *

L’INCOERENZA SARDISTA E LA CORSA ALLA POLTRONA A TUTTI I COSTI

Stupisce assai sentire le dichiarazioni del segretario nazionale del partito sardo d’azione, Efisio Trincas, che, dopo esser stato a colloquio per oltre un’ora col candidato presidente Ugo Capellacci, al fine di trattare l’adesione del proprio partito a sostegno del centrodestra, si presenta davanti alle telecamere e ai taccuini dei giornalisti dichiarando che il Psd’az persegue l’indipendenza della Sardigna.
Appare molto particolare la strategia perseguita dall’attuale dirigenza del partito sardo per raggiungere l’indipendenza dell’isola: allearsi col centrodestra italiano; sostenere il candidato del partito del capo del governo italiano; appoggiare lo schieramento politico che qualche anno fa intendeva smaltire le scorie nucleari proprio in Sardigna. Ma d’altronde la fame di poltrone della dirigenza sardista aveva già avuto un suo triste epilogo con la candidatura alle elezioni italiane dell’attuale presidente del partito, Giacomo Sanna, nelle liste della Lega Nord, noto partito che si batte per il riscatto nazionale e sociale del popolo sardo.
Ho accettato la candidatura a presidente dell’alleanza UNIDADE INDIPENDENTISTA perché credo che sia necessario lavorare in Sardigna per scavare un solco profondo che divida, agli occhi dei sardi, coloro che mediano gli interessi dello stato italiano in COLONIA, quella che nelle colonie viene definita CLASSE POLITICA COMPRADORA, da coloro che invece lavorano, militano e si impegnano quotidianamente per radicare nel nostro Popolo la COSCIENZA NAZIONALE e la consapevolezza dei NOSTRI DIRITTI NATURALI DI POPOLO E DI NAZIONE.
Ho il timore che persistendo a seguire questa strategia il Psd’az si collocherà proprio all’interno del solco, ovvero in quello spazio vuoto, linea di confine tra i due fronti della barricata, dove sono destinati ad essere sepolte tutte le ambiguità che per decenni hanno di fatto solo gettato fumo negli occhi dei sardi: dall’autonomia al federalismo, dai fantomatici “piani di rinascita” alle politiche di investimento industriale che ci hanno lasciato solo capannoni vuoti e cassintegrati.
Lo stesso paradosso è riscontrabile nelle parole di Renato Soru che, dal palco della fiera di Cagliari, ha accusato gli avversari di essere al servizio dei COLONIALISTI! Da tale affermazione si potrebbe pensare che l’attuale governatore sia, anch’egli, convinto di quella che è una realtà sotto gli occhi di tutti: LA SARDIGNA È UNA COLONIA DELLO STATO ITALIANO. Mi viene il dubbio allora del perché Soru sia il candidato presidente di un partito e di una coalizione che è composta esclusivamente da PARTITI ITALIANI. La risposta non può che essere una: anche Soru, a cui tanto piace mostrarsi come paladino di valori nazionalitari e identitari, sta da una parte precisa della barricata, quella di chi tutela gli interessi dello stato italiano e nega la possibilità per il proprio popolo di potersi AUTODETERMINARE e AUTOGOVERNARE, ovvero di poter decidere in modo autonomo l’utilizzo delle risorse presenti nel proprio territorio nell’esclusivo interesse dei sardi!
Con il voto del 15 e 16 febbraio i sardi hanno una grande occasione: mandare un segnale di dignità e di volontà di riscatto allo stato italiano, dare uno scossone all’apparato clanista della classe politica COMPRADORA sarda e seppellire definitivamente le posizioni di ambiguità che tanti danni hanno fatto alla nostra Nazione.

EST ORA DE UNIDADE INDIPENDENTISTA

Gianfranco Sollai
Bustianu Cumpostu
Erricu Madau


Casteddu, 09/01/09

giovedì, gennaio 22, 2009

Cambiare si può

Per non rimanere cristallizzati, ogni tanto è bene cambiare idea, provare nuove strade, magari dando il proprio voto a un diverso partito.
A malincuore, lo ammetto. Perché la lista di Soru è sostenuta dalla sinistra che conosco (Pd, Prc, Pdci..). Non di cui mi fido, ma che conosco.
Perché Cappellacci, per cui non voterei mai, è sostenuto da partiti che purtroppo conosco (Pdl, Riformatori Sardi, Udc..).
Nell’incertezza, ma ancora c’è tempo per decidere, di due liste:

UNIDADE INDIPENDENTISTA con capolista Gianfranco Sollai

IRS con capolista Gavino Sale

La mia incertezza deriva dal fatto li conosco poco, e le notizie di questo periodo sono troppo di parte, tutte mirate al posto di governatore e sottoposti per i loro feudatari.
Ma sono liste di uomini e donne per la Sardegna, per la sua indipendenza, per una vera autonomia.
Incerta fra le due, ma sicura che di un cambiamento c’è bisogno, urgente e assoluto.
Saranno all’altezza della situazione?
Sapranno porre rimedio ai danni perpetrati in questi anni alla scuola sarda? all’ambiente sardo? all’occupazione dei sardi?
L’ineffabile signora Mongiu, assessore regionale all’istruzione non mi dà alcun affidamento. Meno ancora la signora Paoni, assessore provinciale dello stesso settore. Hanno molte belle parole, sanno parlare, hanno buona cultura certamente, più d’una bidella. Ma i fatti non sono mai cambiati. Sono rimasti cristallizzati, ingessati. La trasparenza prima di tutto, mie care e gentili signore. La trasparenza su tutto: sui conti e sulle azioni. L’informazione dev’essere di tutti, non solo d’una casta minoritaria. Voi siete state elette anche coi voti dei bidelli, che reclamano il diritto all’informazione e alla buona amministrazione. Dei bidelli onesti intendo, non quelli che incassano soldi per attività aggiuntive mai fatte, d’accordo con segretari e presidi. Dei bidelli onesti che, contrari a questa “pioggia” di soldi sono oggetto di mobbing da parte dell’intera scuola, che certo non vuol perdere la manna dal cielo.
Sapranno quelli dell’Unidade Indipendentista o dell’Irs, una volta seduti nelle poltrone regionali, dare un giro di vite a tutto ciò?
Me lo chiedo seriamente.

mercoledì, gennaio 21, 2009

Promesse da marinaio

Copio e incollo da
http://www.corriere.it
Tanto per mettere in chiaro le promesse elettorali di questo periodo in Sardegna. Occhio, sardi, a chi vi promette non bruscolini, ma un milione e seicentomila posti di lavoro, comprendendo anche i bimbi in fasce. Occhio al cavaliere che vi promette la riapertura del Polo Chimico: un mese dopo le elezioni sarà nuovamente chiuso. Occhio a chi promette più scuole e insegnanti: i tagli sono già stati decretati. Occhio a chi promette la Sardegna ai sardi: è già stata svenduta, metà alla Nato e metà a Briatore.
Attenti, perché poi potrete solo recitare un mea culpa in silenzio; non provatevi nemmeno a protestare, oppure, oltre alla beffa, pagherete anche i danni, com’è capitato al valoroso e temerario Andrea Casamassima dell’articolo. L’ho già scritto in altro post: don Quijote è morto. Resta valido l’invito a unire le forze...

* * *

21 gennaio 2009
Il Tribunale civile gli da’ torto:
«quelle dichiarazioni non avevano valore contrattuale»
Fece causa a Berlusconi sul “contratto con gli italiani”:
perde e deve pagare 8 mila €

Andrea Casamassima accusava il premier di aver fatto
a «Porta a Porta» dichiarazioni poi non rispettate


MILANO - «Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi nel “Contratto con gli italiani” non hanno valore contrattuale». Con questa motivazione il Tribunale civile di Milano ha dato torto a un cittadino che aveva citato in giudizio il premier per mancato mantenimento di promesse elettorali.
La singolare causa era stata avviata da Andrea Casamassima, che accusava Berlusconi di aver fatto dichiarazioni non rispettate nel corso della trasmissione «Porta a Porta» dell’8 maggio 2001. In quella occasione, Berlusconi aveva dato lettura del «Contratto con gli italiani», in cui si impegnava a non ripresentare la propria candidatura se al termine dei cinque anni di governo non fossero stati raggiunti i traguardi enunciati. Malgrado tali promesse non fossero state realizzate, Berlusconi sarebbe rimasto in lizza nelle successive elezioni politiche. Da qui una richiesta di risarcimento simbolico formulata nella misura di 5 mila euro. Richiesta però respinta dalla prima sezione del Tribunale civile, secondo la quale - come detto - quelle dichiarazioni non potevano avere valore contrattuale. Per effetto di questa decisione, il promotore della causa è stato condannato a pagare 500 euro al presidente del Consiglio oltre alle spese di giudizio fissate in 7.551 euro.

martedì, gennaio 20, 2009

Meglio riderci sopra

Il faro di Capo Caccia.

A volte le discriminazioni possono anche far ridere. Come quel pomeriggio d’estate, mentre passeggiavo nei vicoli del centro storico mano nella mano col beneamato, passò un nero, un bel ragazzo alto e ben piantato, vestito distintamente anche se sportivo, e un ubriacone affacciato alla finestra di casa, vedendolo, gli gridò “gurgugnao”, che equivale all’italiano “brutto ceffo”. A me scappò da ridere a quella scenetta. Il ragazzo guardò su imprecando e il vecchio di risposta sputò dalla finestra, biascicò alcune parole in sassarese e poi rise di gusto. Il giovane nero alzò le spalle e se ne andò. Aveva capito che quello era un vecchio stolto, ubriaco per di più. Meglio ignorarlo e riderci sopra. Il razzismo è fatto di altre cose.
Oggi a scuola è venuta a trovarci una signora della Sassari bene. Una signora carina, sempre gentile, ben conosciuta in istituto. Non so il motivo esatto della visita, ma, forse per prendere i classici due piccioni con una fava, aveva con sè alcuni volantini elettorali di sostegno a Renato Soru. Io stavo parlando con una delle impiegate quando questa signora si avvicina coi volantini. Pare ce li voglia dare. Ma ecco il colpo di scena. All’impiegata dice: “A lei non serve darglielo, è una persona tanto intelligente”. E ne allunga uno a me. Un attimo di smarrimento da parte mia. Faccio mente locale sull’accaduto. Poi rido. Più tardi, col volantino ho fatto una barchetta e sulle fiancate ho scritto Titanic.

domenica, gennaio 18, 2009

A Catania si chiama MAFIA, a Sassari PRIVACY

I sardi devono stare in un recinto, come le pecore.
Così vogliono le lobby del potere politico e sindacale.


Avete mai provato a dare uno sguardo alle pagine gialle alla voce “avvocato”? Più si va al sud, più aumentano. Ho scoperto l’acqua calda? Sì. Perché un tempo associavo questo fatto con la mafia. Ovvero, dove lo Stato non c’è, i diritti e la difesa del cittadino è demandata all’avvocatura forense, sia civile che penale. E allora, che c’è di nuovo? C’è che in Sardegna la mafia non esiste. Eppure c’è. C’è una mafia che non è mafia. Ci sono le parentele o le amicizie che uniscono in un saldo legame fraterno gli spartitori della cosa pubblica, del denaro pubblico. Del potere, privato e pubblico. Non è un caso, credo, che qui ci siano ancora i “servi pastori” (ziracchi), oggi per la maggior parte albanesi o altri immigrati. Questa terra è la patria di Gladio, non poteva essere altrimenti. In ultimo, c’è la massoneria. Poco praticata, perché gli isolani si sentono molto cattolici e, come diceva Cossiga, non c’è compatibilità fra cattolicesimo e massoneria.
Nell’isola l’industria è ai minimi termini. Volutamente. Un esempio su tutti il polo industriale di Ottana, costruito in mezzo alle montagne, lontano dal mare e dai traghetti, senza una vera rete viaria. Il governo italiano da sempre ha voluto la Sardegna arretrata, dedita alla pastorizia e, per qualche mese l’anno, al turismo. Per i sardi il futuro si riassume in tre punti: fare il pastore, il cameriere, o lo statale. Per tutti gli altri c’è l’emigrazione.
L’isola è stata sparita in tre fette: una parte al potere dell’amministrazione pubblica, una parte alla Nato, una piccola parte, libera, ai palazzinari del turismo. Il potere, così diviso, va mantenuto. Non è un caso, l’ho capito ora, che proprio da qui sono arrivati ministri e presidenti della nostra repubblica. Da questa spartizione del potere pubblico.
I sardi offesi mi scuseranno perché non sono sarda e diranno che la colpa è del territorio povero che non produce nulla e non si presta a nulla se non alla pastorizia e al turismo. Questo è ciò che i vari governi vogliono far credere.
Diranno, gli offesi, che quel che succede nelle loro scuole è prassi consolidata in tutta Italia. Si sbagliano. E’ quel che il potere pubblico vuol far credere.
Non c’è motivo alcuno per la mancata rimozione di quel preside soverchiato da denunce e richiami, che alla pensione è arrivato tranquillamente, senza intoppi e disdoro, insieme ad una grassa buona-uscita.
Non c’è motivo alcuno che le rsu non vengano rimosse dal sindacato quando, invece di fare gl’interessi dei lavoratori, fanno i loro e quelli dei loro familiari. Smaccatamente, senza vergogna alcuna, perché così fan tutti.
Non c’è motivo alcuno che i cittadini non sappiano che il tal preside abbia perso la causa per aver truccato le graduatorie di assunzione, favorendo gli amici suoi o di chi ha appoggiato la sua carica.
Hanno mai indagato Finanza, Questura e Carabinieri sull’operato dei pubblici amministratori? Le denunce, hanno mai portato a dei processi, piuttosto che a delle tirate d’orecchie?
Avete mai visto le strade di Sassari? Buchi dappertutto, nelle strade vecchie e in quelle nuove, nelle strade principali e nei vicoli. Gli amministratori danno la colpa ai mezzi pesanti, che rompono l’asfalto. Ma lo spessore dell’asfalto è mai stato verificato? La ditta appaltatrice della bitumazione ha accordato un cm o cinque, di spessore?
Durante l’autunno caldo della protesta contro i decreti taglia-scuola, funzionari di non si sa bene quale ministero vagavano per Sassari alla ricerca di giovani studenti, soli naturalmente, per controllarli, facendogli domande, intimorendoli. Gli stessi solerti funzionari, gli stessi mandanti, hanno mai indagato sull’operato dei vari segretari scolastici, dsga o direttori amministrativi, come si vogliono chiamare? dei vari presidi, direttori o rettori? dei vari amministratori comunali, provinciali e regionali? Il viavai del mattino nel centro città, è dato solo da casalinghe e pensionati? Gli amministratori provinciali che siedono un’ora al bar e indolenti se ne tornano all’ufficio, sono mai stati controllati? Certamente non hanno il cartellino da timbrare, loro sono eletti dal popolo, non sono statali, come dice il pio Brunetta. Se uno non lavora, alle prossime elezioni non sarà più lì. Invece, dopo le prossime elezioni ci saranno ancora, in un altro ufficio, o con la carica di funzionario.
Dovere degli amministratori è far sapere ai cittadini del loro operato. Diritto dei cittadini sapere cosa fanno, come impiegano i loro denari.
Non c’è logica che la privacy prevalga sulla trasparenza.
A meno che non ci sia una forma di mafia strisciante, nascosta, a cui non so dare un nome. Forse me lo saprebbe dire il cavaliere, poiché in un’intervista di alcuni anni fa, dichiarò che la mafia è inutile combatterla, bisogna imparare a conviverci. Quel che è stato fatto in Sardegna. Quel che si cerca fare in tutta Italia.
Una critica appena fatta dice che è inesatto il fatto che solo in Sardegna ci sia la mafia statale. Che lo stesso vale in Sicilia e in Lombardia. No. Mi rifiuto di credere che a Bologna le strade siano diventate un colabrodo a causa della disonestà dei pubblici amministratori. Non lo erano prima, non lo sono ora. Lo stesso a Udine. Discorso inverso a Catania, dove impera la mafia.
Ieri a Nuoro c’era il cavaliere, a supporto del fido Cappellacci. Per cosa ha protestato la gente presente, per cosa si è imporporata tanto da sentirsi offesa? Non per i tagli alle scuole, non per gli ampliamenti delle basi Nato, non per la burla della compagnia navale, non per l’impraticabile continuità territoriale e neanche per l’assenza di infrastutture e strade. Nemmeno per l’assenza d’una politica di sviluppo del territorio e dell’occupazione. Si sono offesi per una sciocchezza: il cavaliere crede alla teoria che i nuraghe fossero dei magazzini. Una teoria buona quanto un’altra. Ecco, è sulle cretinate che i sardi intervengono. Il resto è privacy. Perché non chiedere conto, tanto per cominciare, d'un certo Rovelli Nino, lombardo come lui?

venerdì, gennaio 16, 2009

Eurotrasparenza

Come stanno i nostri europarlamentari? Con uno stipendio di circa 180.000 euro immagino che stiano lavorando da mane a sera per noi, per gli italiani che li hanno eletti. Volendo accertare che tutto vada bene, che effettivamente i nostri europarlamentari presiedono alle sedute del parlamento senza intoppi alcuni perché, si sa, gli anarco-comunisti sono sempre in agguato e non li lasciano lavorare in pace, ci scontreremmo con l’efficientissima PRIVACY.
Nulla è dato sapere. A noi l’unica cosa che compete è versare il loro stipendio.
Il radicale Marco Cappato, facendo sua la battaglia del pio Brunetta contro gli assenteisti, non si dà pace che la privacy prevalga sulla TRASPARENZA, e presenta una risoluzione al cui punto 5 chiede di varare, prima delle elezioni europee del 2009, una serie di iniziative per informare i cittadini sulle attività, la partecipazione, le presenze dei deuputati e le indennità e spese, assieme a tutte le dichiarazioni finanziare. Tutto già compreso nella legge sulla trasparenza.
Insomma, è quel che chiede il pio Brunetta, ministro eletto del Partito delle Libertà. Libertà d’informare i cittadini sull’operato dei nostri pubblici amministratori.
L’Europarlamento va alla votazione della risoluzione: 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti. La TRASPARENZA vince sulla PRIVACY. Come logica vuole.
Ma chi è che ha votato contro? Ecco i nomi degli italiani fra quei 195 contrari a far sapere al contadino quant’è buono il cacio con le pere...
Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci, Salvatore Tatarella, eurodeputati eletti del partito Alleanza Nazionale.
Gabriele Albertini, Guido Podestà, Elisabetta Gardini, Lia Sartori e Beppe Gargani eurodeputati eletti del Partito delle Libertà.
Ahi ahi ahi, ministro Brunetta. Quel che vale per il popolo italiano non vale per gli amici suoi? Quante palle dovrete ancora raccontarci, perché gli italiani beoti che vi pagano profumatamente, si sveglino?

giovedì, gennaio 15, 2009

Don Quijote è morto. Lunga vita al cavaliere

Si riprenderà il boschetto incendiato?
Boh! Chissenefrega, ce ne sono tanti altri, di alberi....


Ho toccato con mano quanto in basso sia finito il sindacato. Incapace nella tutela dei lavoratori, dei loro diritti. Capace solamente di intascare i soldi delle tessere.
L’avventura sindacale, i miei buoni propositi, sono finiti.
Lo dico con amarezza, con delusione.
Senza alcun rancore: una presa d'atto.
Veder calpestare i diritti in modo tanto elegantemente sottile ed educato, non può portare ad altro che alla parola fine.
Si spiega perché in Italia imperi il cavaliere e la sua ciurmaglia, perché l’appropriazione indebita di alcuni prevalga sui diritti di tutti i lavoratori, aumentando dapprima il lavoro precario alle regole d’un mercato senza scrupoli, che ha impoverito la popolazione. Il risultato di oggi è la disoccupazione in aumento e una crisi generale in tutti i settori. Ormai non c’è nemmeno la parvenza d’un’etica morale. In pochi si spartiscono grosse torte, senza nemmeno curarsi di spiegare le ragioni. Non ce n’è bisogno. Se stai da una parte avrai tutto ciò che vuoi, se stai dall’altra, la parte più grossa della popolazione, avrai poco o nulla.
Qual è il succo del discorso? La regione, o lo stato, o magari il comune o un’associazione dà all’amministrazione una somma da utilizzare per attività integrative. Ci sono anche delle regole. Ma nessuno controllerà mai: non ha importanza. Spetta ai lavoratori far valere i propri diritti. Ma come possono i lavoratori, nelle condizioni d’oggi, far valere un qualsiasi diritto se sotto al naso gli viene sventolata la possibilità d’un licenziamento, o cmq la messa al bando, le rappresaglie?
Io credo, ma credo male evidentemente, che sarebbe compito del sindacato la tutela dei diritti dei lavoratori. Credo sarebbe compito del sindacato l’informazione ai lavoratori di quel che vanno a spartire, o, dovrei dire, a regalare a chi pare abbia il coltello dalla parte del manico.
Far credere di dare un poco a tutti, con o senza merito, perché si è generosi, sarebbe compito del sindacato smascherare. Perché questa farsa disgustosa avrà una sola conclusione: l’arricchimento di pochi, l’impoverimento di molti.
Se questa è la prassi consolidata ormai in Italia, non c’è da stupirsi se le imprese chiudono, le fabbriche aumentano la cassa integrazione, le amministrazioni sono piene di precari a breve disoccupati. Al contempo ci sarà un amento della ricchezza di quegli imprenditori che hanno intascato le sovvenzioni statali senza utilizzarle per lo scopo primario. Un aumento della ricchezza dei baroni delle università, dove i soldi, nonostante i tagli finanziari del governo, continuano ad arrivare copiosi da diverse fonti e mai utilizzati per il vero scopo a cui sono destinati. Scopi che gli amministratori pubblici mettono sulla carta perché imposte dalle leggi dello stato, non perché lo vogliano o ci credano. Ormai sulle mangiatoie vi sono scritti solo alcuni nomi e puoi ben dire che sarebbe più giusto spartire fra tutti.
Che differenza può esserci fra un’amministrazione di sinistra, di centro o di destra se la modalità della spartizione è la stessa?
La mia rsu era presente e assente allo stesso tempo. Non una richiesta di spiegazioni, di approfondimento benché ne avessimo già parlato in precedenza: che si fregassero i lavoratori ignoranti e spaventati, quando al solito l’amministrazione dice “o così o niente”. La maggioranza ovviamente ripiegherà sul “o così”: meglio di niente.
Il sindacato allora a che serve? A compilare le domande di trasferimento o di pensionamento, alla compilazione della denuncia dei redditi, alla trattenuta sindacale sulla busta paga.
E’ diventato un ufficio burocratico, null’altro. Forse allora è più conveniente per il lavoratore pagare la pratica quando serve: per la denuncia dei redditi 50 euro, senz’altro meno della trattenuta annua al sindacato.
Onore al merito: il cavaliere ha vinto.

mercoledì, gennaio 14, 2009

Reato di vilipendio agli italiani

Il Senato, su iniziativa del parlamentare PDL Maurizio Saia presentato nel maggio 2008, ha abrogato la legge del 1999 e restaurato il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. A favore anche l’ex Prefetto Achille Serra, del PD.
Naturalmente sono assolutamente d’accordo sul dovere di tutelare i lavoratori delle Forze dell’ordine, troppo spesso vilipesi e oltraggiati quando nell’esercizio delle loro funzioni.
Meno d’accordo sul fatto che non possa esprimere la mia opinione sul Pubblico Ufficiale nonché ministro Renato Brunetta, da noi (cioè dalla maggioranza italiana, ci tengo a precisarlo) eletto al Governo dell’Italia, che non perde occasione per insultare e diffamare i lavoratori, statali e non. Con questa restaurazione, i dissidenti del governo possono essere tutti denunciati per vilipendio e oltraggio. Ma chi difende noialtri? Il governo ombra, sempre d’accordo con la maggioranza, quando non dorme o non ha sentito?

I programmi sulla Conoscenza di Soru e Cappellacci

Sassari, manifestazione contro i tagli alla scuola pubblica del 30 ottobre 2008.

SORU
Conoscenza - Un futuro diverso è possibile solo se sappiamo mettere al primo posto il sapere e la conoscenza. I nostri giovani, qualunque sia la loro condizione, qualunque età abbiano e ovunque risiedano, devono avere l’opportunità di soddisfare il diritto fondamentale a un’istruzione e formazione di qualità aumentando le competenze, facendo esperienza, imparando le lingue e la cultura del lavoro. Crediamo in una scuola pubblica di qualità, condizione indispensabile per superare il grave ritardo che la Sardegna ancora soffre nell'istruzione. Con questa consapevolezza il governo regionale ha investito energie e risorse per un diritto allo studio effettivo. Ci dobbiamo confrontare con l’Europa e per questo ne abbiamo adottato gli standard, puntando a rafforzare la qualità e l’offerta dell’insegnamento. L’obiettivo è duplice: superare il grave fattore di debolezza rappresentato dal basso livello di istruzione e promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, per farle diventare un motore di sviluppo per l’economia e l’occupazione.

CAPPELLACCI
Investimenti sulla conoscenza per le giovani generazioni.

* * *
Questi i programmi dei due maggiori capolista per il governatorato sardo in merito all’istruzione, fondamentale per il futuro di tutti. Cappellacci riduce tutto ad uno slogan, senza alcun approfondimento, senza nessun programma. Non potrebbe essere diversamente, quando il suo governo fascista ha deciso di chiudere le scuole, diminuire il personale, aumentare il numero degli studenti per classe, tagliare i finanziamenti. Non c’è futuro per la Sardegna, accontendandosi, come dice in un altro slogan Cappellacci, di promuovere e divulgare la cultura e la lingua sarda. Oggi la maggior parte dei giovani isolani, finite le scuole superiori, emigra per iscriversi nelle università continentali, per trovare più occasioni di scambi culturali e un livello qualitativo e quantitativo migliore. Le risorse investite dalla precedente gestione Soru con Cappellacci c’è il rischio che vengano vanificate, se non addirittura dirottate su altri settori, quali lo spettacolo. Ci divertiremo ad ascoltare canzonette o alle partite di calcio, dimenticandoci dei problemi veri.

martedì, gennaio 13, 2009

Un'Isola a vocazione militare

La costa dell'Argentiera. Capellacci la vorrebbe ricoperta di cemento
per dare "lavoro" ai sardi e aumentare i capitali stranieri (e i suoi).


Fosforo bianco, torio, uranio e amianto. Questi i materiali impiegati dalle forze armate italiane e Nato nella base di Teulada e nel Poligono Interforze di Quirra.

Questo l’elenco delle installazioni militari in Sardegna: Salto di Quirra - Arzana, Villagrande, Villaputzu, Armungia, Ballao, Jerzu, Lotzorai, Perdasdefogu, Capo San Lorenzo, Tertenia, Ulassai - Capo Teulada (Cagliari) - Decimomannu (Cagliari) - Capo Frasca (Oristano) - La Maddalena, S. Stefano - Cagliari, Sella del Diavolo, S. Elia, Monte Urpinu, Elmas - S’Ena Ruggia, Macomer - Bunnari (Sassari) - Sicaderba, Arzana - Piantabella (Nuoro), Pala Cresia, Isili - Caprera - Serrenti - Villasor - Siliqua - Macomer - Sassari - Torre Poglina (Gladio).

Nel 2008 nell’attuazione delle politiche del precedente governo Prodi e contro il parere del governatore della Sardegna, Soru, il governo Berlusconi ha decretato l’ampliamento delle basi militari in Sardegna.

A Cagliari il 10 gennaio 2009 all’apertura della campagna elettorale di Ugo Cappellacci, Berlusconi ha voluto sottolineare come la Sardegna sia un’isola a vocazione turistica, e dunque “occorre puntare sull’ambiente per creare sviluppo e occupazione”. Per il cavaliere, la priorità è: "abolire subito tutte le leggi volute da Soru che hanno fermato lo sviluppo della Sardegna".

Ovvero: più cemento al nord, al centro e al sud più fosforo e uranio.

Quand’è che i sardi si riapproprieranno della loro terra?

domenica, gennaio 11, 2009

Giochi di mano, giochi da villano

Ecco come si presenta la politica sindacale italiana:
ammuffita e intaccata dai parassiti come questo legno.


Questa è una storiella che credo valga la pena di raccontare e se è lunga da leggere, pazienza.

CENSURED

venerdì, gennaio 09, 2009

Brunetta vs Vanna

BRUNETTA - 25 settembre 2008 - Anticipo di aumento in media di 50 euro mensili a gennaio. E se i sindacati decidono di scioperare, ce ne faremo una ragione. Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione, Renato Brunetta, in un’intervista al Sole 24 ore. E dalla prossima settimana l’Aran ricomincerà a trattare con le sigle sindacali per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Nello specifico, ha spiegato Brunetta, gli aumenti strutturali che partiranno da gennaio - "un atto dovuto, un’azione di garanzia in favore dei lavoratori" - avranno punte di 55 e 70 euro negli enti pubblici non economici e nella scuola e ritocchi di circa 40 euro negli enti locali. E a dicembre, con la tredicesima, sarà erogata l’indennità di vacanza contrattuale 2008, tra i 110 e i 130 euro.
24 ottobre 2008 - A dicembre gli statali troveranno in busta paga mediamente 190 euro in più a titolo di vacanza contrattuale, se viene firmato il nuovo contratto. E' quanto spiega in una nota il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. La finanziaria 2008 ha stanziato l'importo di 580 milioni di euro a copertura della vacanza contrattuale del settore Stato per il primo anno del biennio 2008-09. La cifra produrrà, in termini lordi, l'importo medio è di circa 190 euro per dipendente, pari a 113 euro netti. Per il settore Scuola l'incremento sarà più alto, in quanto lo stipendio costituisce quasi la totalità della retribuzione.
Oggi ho finalmente ricevuto la foglina, ovvero la busta paga del mese di dicembre, ed ho così potuto controllare questa famosa indennità di vacanza contrattuale, per noi dell’Afam dal 2005. Ero rimasta alle tabelle della Cgil, che parlavano di 10,17 euro con cui mi illudevo di passare un grasso natale. La realtà, stampata sulla foglina, dice: euro 9,69 LORDI. Al netto non sono nemmeno 7 euro e mezzo. Vero che c’è chi non li ha e posso ritenermi fortunata, ma è vero anche che gli statali come Brunetta quella somma la lasciano di mancia al barbiere GRATUITO di Montecitorio. Ma le dichiarazioni sopra riportate, che scopo hanno? Far credere ai non-statali che siamo una massa di fannulloni mangiatori di soldi pubblici a sbafo? Che navighiamo nell’oro mentre i lavoratori privati tirano la cinghia, fomentando (se già c’era bisogno) ancora odio verso la categoria dei BIDELLI, I VERI AFFOSSATORI della pubblica d-istruzione?
VANNA - Dopo una decina di anni di televendite ai gonzi, nel 1990 fu arrestata per bancarotta. Riprese poi l'attività televisiva e, avendo capito quanto sono gonzi gli italiani, si mise a vendere tarocchi e amuleti. Nel 2001, a seguito d’uno scoop d’una trasmissione televisiva, fu avviata un'inchiesta della magistratura sulle ipotesi di truffa ed abuso della credulità popolare, indagine che produsse il rinvio a giudizio di Vanna Marchi e di altri collaboratori, e la fine dell'attività.

...EVVVAI, BRUNETTA!!!

martedì, gennaio 06, 2009

Agenzia per la meritocrazia

Ecco svelato il vero aspetto della politica italiana.

Questo anno comincia con la stanchezza e e una certa voglia di fuggire via da quest’Italietta degenerata, buona ormai solo per ingrassare la classe dirigente e politica. Il mio lavoro poi è la rappresentazione in piccolo di quanto succede nel Paese. Mi sembra di stare in mezzo ai matti, per intenderci quelli che guardano i bruscolini altrui senza rendersi conto della trave nel loro occhio. Individualismi che rasentano la follia mi stanno disgustando ogni giorno, ogni ora di più. Che ci ha portato la Befana? Un inutile decreto contro l’istruzione pubblica? Una nuova Costituzione firmata Berlusconi, Brunetta, Carfagna? (in ordine alfabetico, non di merito).
Il pio Brunetta il 19 dicembre dichiarò pubblicamente che entro l’anno i contratti vacanti degli statali sarebbero stati chiusi. Oggi è il 6 gennaio 2009, del mio contratto neanche l’ombra. Forse non sono un lavoratore statale, forse non intendeva entro l’anno 2008, e in effetti “chiusi” non vuol dire rinnovati... Mentre il pio continua a prenderci in giro, suonando la grancassa per i beoti che ancora ci credono, spunta fuori una notizia, tanto incredibile quanto vera. Sempre il pio, questa volta con l’aiuto dello sinistroide Ichino (ma c’è ancora differenza nella classe dirigente???) ha una nuova pensata geniale per regalare legalmente soldi e posti agli amichetti suoi: l’Agenzia per la Meritocrazia, il cui scopo sarebbe di far produrre più e meglio gli statali fannulloni. Un’altra voragine di soldi pubblici, assolutamente inutile se non per gli amichetti sopraddetti. Far lavorare i dirigenti, già lautamente pagati, non bastava? Licenziare i dirigenti fannulloni non bastava? Certo che bastava, ma come si sarebbe potuto spiegare in un momento di crisi come questa attuale, posti e soldi in regalo agli amici che danno una mano per il ponte sullo Stretto? Si batte la grancassa mediatica per far credere ai beoti italiani che nelle scuole va tutto male a causa dei bidelli, succhiatori di soldi a sbafo, fannulloni istituzionalizzati a cui bisogna tagliare compensi e posti. Naturalmente a favore dei dirigenti. Quando i soldi vengono a mancare, da qualche parte bisogna pur trovarli. E quindi perché non toglierli alla categoria meno protetta dai sindacati e dai politici? Togliere ai bidelli per dare ai dirigenti. Sta succedendo in tutte le scuole, e i sindacati tacciono. Torniamo alla geniale Agenzia per la Meritocrazia. Volendo approfondire ho cercato qua e là, nauseandomi se già non lo ero per il nuovo furto legalizzato perpetrato ai nostri danni. La spesa prevista per il 2009 sarà di 4 milioni di euro, per il 2010 si gioca al raddoppio, e costerà 8 milioni di euro. A capo dell’Agenzia vi saranno cinque “esperti” con un compenso di 300.000 euro l’anno a testa. Che faranno? Controlleranno se gli uscieri hanno innaffiato il ficus posto all’ingresso? Controlleranno se i bidelli hanno lucidato bene il corrimano? Altro non mi viene in mente.... dacché i dirigenti, gli unici ad amministrare, spartire e spendere i soldi pubblici sono “intoccabili”, poiché proprio in questa categoria sono annidati gli amici e protettori dei politicanti italiani.

domenica, gennaio 04, 2009

Lei










Lei è fiera come la montagna     ♥     Profonda come il mare










Benevola come la luna     ♥     Calda come il sole










Generosa come le nuvole     ♥     Ricca come la terra










Lei ama le piante     ♥     E io sono una giovane pianta










Lei è mia madre     ♥     La mia patria

Palestina

Era il 1982 quando a Venezia, alla Facoltà di Architettura, comprai questo bellissimo poster da un ragazzo palestinese. S'intitola LEI, scritto e illustrato da Hilmi Tuni. Da quel giorno sono passati 27 anni e troppi morti...

venerdì, gennaio 02, 2009

Buon Duemilanove


Voilà! Eccoci nell’Anno 2009 d.C. Come sarà? il mio oroscopo - leone - parla di grane, sventure e dispiaceri... Meno male che sono scettica...
Cmq... quest’ultimo periodo, passato perlopiù in compagnia dei familiari, ho utilizzato il tempo libero dal lavoro per progettare dei regali... creativi. Calendari da parete con le fotografie più belle che avessero un particolare significato per chi li riceveva. Potrebbe essere un’idea per chi, il prossimo anno, non sa che regalare a chi ha già tutto l’indispensabile. Ho realizzato anche dei calendarietti a segnalibro per omaggiare conoscenti e soprattutto i colleghi che di me hanno l’infelice idea sia una “zecca” (ndt = avara), poiché non partecipo mai, per nessuno e per nessun motivo, ad alcuna colletta (ndA = l’esperienza insegna...). Volendo omaggiare degli stessi anche chi, dotato di gran forza di volontà, compassione, pazienza e d’un po’ d’ironia, legge i miei “versi sciolti” su questo blog, ho messo in download tre segnalibri:

Pagina01

Pagina02

Scaricatele sul desktop e apritele in Photoshop. Le immagini sono in formato jpg, in alta risoluzione, della dimensione di 21 x 29,7 cm.
Utilizzate un cartoncino per stampe ad alta risoluzione di buona grammatura, per es. 220 gr / mq.
Stampate la prima pagina.
Accertatevi che sia asciutta e girate il foglio, reinseritelo nella stampante, e stampate la seconda pagina.
Ritagliate il segnalibro dalla parte del calendarietto, in quanto le fotografie sono leggermente più larghe per ovviare a eventuali spostamenti della stampa.
Buona lettura e (speriamo) buon Duemilanove.
giuliazeta & franz ♥ ♥ ♥