venerdì, dicembre 11, 2009

Le ragioni dello sciopero

Oggi sciopero.
Sciopero perché non mi hanno rinnovato il contratto, fermo dal 2003.
Sciopero perché Berlusconi, Brunetta, Gelmini, Pizza e tutti i loro compagni di merende dovrebbero essere mandati a casa.
Sciopero perché il Governo Regionale Sardo è una creatura berlusconiana: solo tante false promesse che non possono mantenere.
Sciopero perché la maggioranza dei sardi crede nelle balle del governo berlusconi.
Sciopero perché il governo berlusconi vuole fare della Sardegna una enorme discarica.
Sciopero perché i governi nazionali hanno da sempre svenduto la Sardegna ai peggiori capitalisti arraffoni.
Sciopero perché non si è mai saputo chi ha messo a fuoco la Sardegna nell’estate 2009.
Sciopero perché non si è mai voluto sapere chi ha messo a fuoco la Sardegna nell’estate 2009.
Sciopero perché la gestione delle scuole, intendendo tutti i comparti, nella maggior parte dei casi è quanto di peggio ci possa essere, col beneplacito di ministri e capoccia ministeriali.
Sciopero perché i soldi dei progetti, invece di servire a dare un lavoro ai precari e ad intervenire sui ragazzi che abbandonano la scuola, finiscono sempre nelle stesse tasche.

Ma soprattutto,
sciopero per quei lavoratori che non fanno altro che lamentarsi tutto l’anno e quando c’è da scioperare “tengono famiglia”;
per quei colleghi che per far bella figura coi direttori oggi saranno presenti, servili più del solito;
per quei colleghi che infilano perline o fanno la spesa durante il lavoro, screditando tutta la categoria;
per quei “precari” che non possono permettersi nemmeno un giorno di sciopero perché hanno un contratto a tempo determinato, ma anche l’auto nuova, la casa comunale, il villino al mare e un assortimento di abiti firmati.

7 commenti:

samie ha detto...

hai visto il video dei ragazzi picchiati dalla polizia a torino? Stavano manifestando anche loro e le hanno prese...spero che le tv non bypassino la notizia!

ñ¡¢ø£ëtå ha detto...

Buone feste!
Tantissimi auguri per un sereno e felice 2010!
ciao!

Anonimo ha detto...

Ehi, guarda qui che ho trovato! Lo scrivo come commento ad un post che non c'entra nulla, ma è ormai tanto tempo che non aggiorni.
"Veneziani, gran signori; / Padovani, gran dotori; / Visentini magna gati; / Veronesi tutti mati; / Udinesi, castelani, / col cognome de furlani; / Trevisani, pan e tripe; / Rovigoti, baco e pipe; / i Cremaschi, fa cogioni; / i Bressan, tagiacantoni; / ghe n'è anca de più tristi: / bergamaschi brusacristi E / Belun? Pòreo Belun / te sè proprio de nisun"
Ma te...... che fine hai fatto?
Anonimo sassarese

giulia zeta ha detto...

Scusate la lentezza, dopotutto faccio parte del comparto Afam... Ho visto i video delle manifestazioni, ma sicuramente erano cartoni animati giapponesi spacciati dai soliti anarco-comunisti.. Cmq auguri a tutti.

Questa me la raccontavano da piccola: Fagagna bella, Venezia sua sorella, Ciconicco un fiore, .... un cagadore. Al posto dei puntini si può mettere il paese che più sta antipatico. Mandi gz.

Anonimo ha detto...

SCIOPERO!sciopero!Sciopero!SCIOPERO!(eh bona lè!)

Christina Bianca TRONCIA ha detto...

E sciopero il 5 febbraio 2010 ne tutta la Sardegna !!! Isola paralisata perchè tutti sardi saranno nella strada !!! Bacioni Giulia e coraggio !!! Saro con voi questo giorno come sono con tutti sardi ogni giorni nel mio cuore e nella mia pensiera !!!

giulia zeta ha detto...

Cara Christina, m’immagino tu viva in una bellissima isola, di montagne selvagge e spiagge assolate, dove il tempo ha una cadenza diversa, più lenta, forse indolente. Dove puoi goderti una passeggiata, o una partita a carte con gli amici. Un’isola che non è la nostra Sardegna, e nemmeno paragonabile alla nostra Italia. Mi spiace disilluderti, anche a me piacerebbe che tutti scendessero in piazza, anche se con ragioni diverse, colorati diversamente. Ma, ahimè, la realtà è opposta ai nostri desideri. Noi viviamo nel Paese in cui è più importante varare leggi per garantire l’immunità ai politici e loro familiari; consumare i nostri soldi rapinati da tasse ingiuste verso i più deboli per garantire gli utili ai grandi imprenditori. Gli italiani non sono più attirati dai discorsi politici, di destra o di sinistra, ma dai culi e dalle tette in mostra alla tivu di stato di bellezze garantite dai più alti vertici italiani. Mia cara Christina, abbiamo perso la partita. Fa parte del ciclo della vita: ogni tanti anni ci si ferma e si arretra. Verrà poi una nuova spinta in avanti. Non credo saremo qua. Avremo solo il tempo per vedere la fine della nostra epoca. Auguri. gz.