domenica, novembre 08, 2009

L'ultimo arrivato

Caprette in condominio a Osilo.

Finito il trasloco nella parte più importante (e faticosa), rimangono ancora alcune inadempienze. Il cambio d’indirizzo da far pervenire al Tesoro (dovere dell’ufficio, ma si sa, se si può evitare dando l’incombenza ad altri, tanto meglio; cmq è di strada). La variazione della residenza fiscale, quando avrò la residenza ufficiale dal Comune. E un primo bilancio, salvo errori ed omissioni. Le tende da cambiare. Due documenti persi, per fortuna poco importanti. Un accendigas introvabile. Col trasloco della linea telefonica, un nuovo prodotto, comportante l’acquisto d’un nuovo modem. E il pc guasto. Irrimediabilmente. Forse a causa d’un conflitto col nuovo modem o nel trasporto, sebbene siano state prese tutte le dovute precauzioni.
Si è trattato, insomma, d’un trasloco “standard”, con tutti gli annessi e connessi.
Quando traslocai da una via all’altra di Bologna, in un appartamento più grande dei 18 mq bagno compreso in cui abitavo prima, ci fu la “doverosa” accoglienza da parte dei vicini, immancabile come il sorgere del sole. Erano passati tre giorni dal trasloco, stavo ancora scartocciando varie cose quando sento vociare il vicino e un amico che mi stava aiutando mi avvertì che quel tale protestava perché non ero lì (lì dove?). Mi affacciai al balcone per sentire che voleva, e il tale, visibilmente alterato, m’informava che il pozzo nero di cui usufruivo, con un tombino nel suo garage arredato a tavernetta, era traboccato. Scesi in strada, e il tale, urlando ancora di più, mi accusò di aver sicuramente gettato una gran quantità di carta igienica nel water, intasandolo e provocando il trabocco. E quel che più lo faceva arrabbiare, era la mia indifferenza.( ?!?? ). Telefonai subito alla proprietaria dell’appartamento, la quale richiamò il tale e si accordarono per far intervenire il pronto intervento Spurghi e affini (ma perché non ci aveva pensato il tale???). Quando arrivò l’omino con il tubo aspiratore, restai a guardia, finché non venne estratto il corpo del reato: due cortecce d’albero. Di quale albero? del pino che cresceva rigoglioso nel giardino del tale, dove si trovava anche una griglia per l’acqua piovana. Come si dice, proprio una figura di merda...
Chissà mai perché la gente pensa che l’ultimo arrivato sia sempre un buzzurro, un incivile, ignorante le più basilari regole del buon vivere civile.
Naturalmente, anche qua l’accoglienza non s’è fatta attendere. Quanti giorni erano passati? tre, quattro? Una condomina è venuta a contestarmi d’aver steso indumenti non strizzati, bagnandole le lenzuola ormai asciutte. Invitata ad entrare perché si rendesse personalmente conto che così non era, rifiutava continuando imperterrita nella sua protesta, finché ho perso la pazienza....
Mandata via in malo modo, ma anche un minimo curiosa, ho guardato giù per accertarmi cosa fosse realmente successo. La condomina sotto di me aveva steso dei maglioncini non strizzati, causando l’incomprensione dell’altra che evidentemente non sa contare i piani.
Ma insomma, la vogliamo finire con queste scemenze? Quattro gocce d’acqua arrecano davvero un danno grave? Senza contare la condomina che s’è lamentata perché durante il trasporto dei mobili abbiamo usufruito dell’ascensore per circa un’ora....
Con tutti i problemi che la vita si porta appresso, di salute e di lavoro, c’è davvero bisogno di crearne altri, futili oltre che inutili?

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