
Ho acquistato una nuova stampante.
Quella precedente pare abbia avuto un improvviso collasso e dopo più di otto anni di onorevole servizio, è defunta. Questa nuova è una multifunzione, come la maggior parte delle moderne stampanti: scanner, fotocopiatore e stampante in una. Avrei preferito un prodotto più specifico, insomma una banale stampante, perché troppe funzionalità mi danno l’idea di una mediocre qualità. Ma staremo a vedere col tempo.
Non ne ho parlato per un vanto personale, difatti non ho intenzione di nominare marca e modello. Ne parlo perché ci sono momenti nella vita che si vorrebbe essere capaci di perforare la mente degli altri per verificare cosa c’è dentro, forse segatura o chissà che...
Ho sempre sostenuto che l’abito non fa il monaco, e nemmeno l’aspetto. C’è chi si basa su studi scientifici per trarre un profilo delle persone alla prima occhiata. Ma la statistica è pur sempre una “media”, e ognuno di noi è un originale. Per fare un esempio banale, il cavaliere potrà indossare il migliore e più bell’abito di sartoria, potrà incerarsi il viso quanto vuole, ma resterà silvio berlusconi, con annessi e connessi, specialmente collusi.
En-fin! Facendo il giro dei negozi per trovare l’occasione d’acquistare, entriamo in un grande magazzino di elettronica ed elettodomestici della zona. Vediamo due stampanti interessanti, ma di una c’è solo la scatola senza neanche il prezzo, dell’altra manca proprio la scatola con le informazioni. Vedo un commesso sfaccendato e lo punto. Gli chiedo se per cortesia mi può fornire alcune informazioni su due stampanti e gli indico la più vicina, quella senza scatola. S’avvicina, la valuta, poi, indicando i due fori d’entrata e d’uscita della carta, mi dice: «La carta entra di qua, ed esce da quest’altra parte». Poi mi guarda se ho capito. Io resto interdetta, ho un attimo di smarrimento... Quando mi riprendo penso che forse questo è il figlio del proprietario del negozio, messo lì a forza, oppure è lui che pensa io sia una babbea nata sotto un cavolo. Guardo Franco, impassibile. Allungo le mani. Volevo disfare la stampante, ma invece apro il coperchio e chiedo al commesso informazioni sulle cartucce, sulla velocità di stampa e la risoluzione. Quello arrossisce e biascica qualcosa d’incomprensibile. Bah! Richiudo il coperchio, strattono Franco e la decisione è di andare da un’altra parte.
Quella precedente pare abbia avuto un improvviso collasso e dopo più di otto anni di onorevole servizio, è defunta. Questa nuova è una multifunzione, come la maggior parte delle moderne stampanti: scanner, fotocopiatore e stampante in una. Avrei preferito un prodotto più specifico, insomma una banale stampante, perché troppe funzionalità mi danno l’idea di una mediocre qualità. Ma staremo a vedere col tempo.
Non ne ho parlato per un vanto personale, difatti non ho intenzione di nominare marca e modello. Ne parlo perché ci sono momenti nella vita che si vorrebbe essere capaci di perforare la mente degli altri per verificare cosa c’è dentro, forse segatura o chissà che...
Ho sempre sostenuto che l’abito non fa il monaco, e nemmeno l’aspetto. C’è chi si basa su studi scientifici per trarre un profilo delle persone alla prima occhiata. Ma la statistica è pur sempre una “media”, e ognuno di noi è un originale. Per fare un esempio banale, il cavaliere potrà indossare il migliore e più bell’abito di sartoria, potrà incerarsi il viso quanto vuole, ma resterà silvio berlusconi, con annessi e connessi, specialmente collusi.
En-fin! Facendo il giro dei negozi per trovare l’occasione d’acquistare, entriamo in un grande magazzino di elettronica ed elettodomestici della zona. Vediamo due stampanti interessanti, ma di una c’è solo la scatola senza neanche il prezzo, dell’altra manca proprio la scatola con le informazioni. Vedo un commesso sfaccendato e lo punto. Gli chiedo se per cortesia mi può fornire alcune informazioni su due stampanti e gli indico la più vicina, quella senza scatola. S’avvicina, la valuta, poi, indicando i due fori d’entrata e d’uscita della carta, mi dice: «La carta entra di qua, ed esce da quest’altra parte». Poi mi guarda se ho capito. Io resto interdetta, ho un attimo di smarrimento... Quando mi riprendo penso che forse questo è il figlio del proprietario del negozio, messo lì a forza, oppure è lui che pensa io sia una babbea nata sotto un cavolo. Guardo Franco, impassibile. Allungo le mani. Volevo disfare la stampante, ma invece apro il coperchio e chiedo al commesso informazioni sulle cartucce, sulla velocità di stampa e la risoluzione. Quello arrossisce e biascica qualcosa d’incomprensibile. Bah! Richiudo il coperchio, strattono Franco e la decisione è di andare da un’altra parte.





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