domenica, settembre 27, 2009

I diritti negati al popolo sardo

Assieme ai doveri ci sono anche diritti, cui godiamo in forza dell’appartenenza ad uno stato civile e democratico.
Uno di questi, fra i più importante, è quello alla salute.
Tutti noi cittadini, elettori d’un governo che già dall’inizio si sapeva dittatoriale, disonesto, mafioso e piduista, capitanato da un egoarca senza scrupoli, abbiamo il diritto, sancito dalla Costituzione, alla salute. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.
Ma questo diritto, a quanto pare, viene negato ai cittadini della Sardegna.
A noi, abitanti d’una Regione la cui unica buona fonte imprenditoriale da cui ricavare reddito e nuova dignità, è l’Ambiente;
assodato oltre ogni ragionevole dubbio che le industrie in terra sarda hanno provocato, invece d’un miglioramento delle condizioni economiche, un impoverimento con danni ambientali enormi a causa dell’inquinamento e delle continue messe in svendita di fabbriche e lavoratori;
a noi il diritto alla salute non è concesso.
Le grandi industrie inquinanti continuano ad essere sovvenzionate dallo Stato con la scusa d’una manciata di posti di lavoro.
Il poligono interforze del Salto di Quirra, portatore d’un inquinamento ancora maggiore delle industrie, continua a essere rafforzato e ampliato, le cui conseguenze venefiche e mortali sono tutte e carico del popolo sardo, che ancora oggi non ha coscienza del danno, plagiato com’è dal capitalismo di stato come il resto degli italiani.

Riporto integralmente l’articolo de Il Minuto, della cui conoscenza ringrazio i compagni di A Manca.

* * *

Da: Il Minuto del 26 settembre 2009
Entro il 2011 sorgerà sulle grotte di Ingurtidroxus l'aeroporto militare per i droni voluto da La Russa e Parisi
Comitato si batte per salvare complesso carsico e specie rarissime

(IlMinuto) – Cagliari, 26 settembre - Prosegue "senza sosta" l'attività del gruppo incaricato di definire il progetto di "striscia tattica funzionale" - un aeroporto militare con una pista da 2,3 chilometri - da realizzare entro il 2011 nel Poligono militare del Salto di Quirra. Lo ha assicurato nei mesi scorsi il ministro della Difesa Ignazio La Russa rispondendo ad una interrogazione parlamentare. La continuità con l'operato del suo predecessore di centrosinistra è totale: era stato proprio il ministro sassarese Arturo Parisi a dare il via al progetto nel 2008. Un progetto con poco riguardo per le conseguenze sull'ambiente. La "striscia tattica" sarà infatti costruita sopra le grotte di Ingurtidroxus (o Angurtidroxus): un complesso carsico lungo 12 chilometri, attraversato da due fiumi e abitato da specie rarissime e minacciate di estinzione come l'euprocto e il geotritone sardo.
Ma la costruzione dell'aeroporto militare non è purtroppo l'unica minaccia per Ingurtidroxus. "Negli ultimi anni - spiega il fisico Massimo Coraddu, del comitato per salvare le grotte - nel complesso carsico si sono verificati molteplici crolli. Il più facile da rilevare e studiare è avvenuto quest'anno all'ingresso di Is Angurtidroxeddu durante la sperimentazione delle bombe a guida laser, che si è svolta da gennaio a giungo". "Questi ordigni recentemente acquistati dal Ministero della Difesa - sottolinea Coraddu - vengono sganciati proprio sulla volta delle grotte. Quando impattano sul suolo fratturano la roccia e scavano crateri di tre-quattro metri di diametro per uno di profondità".
Ma quale sarà l'utilizzo del nuovo aeroporto militare? Quali nuovi tipi di armi o velivoli saranno sperimentati nella cosiddetta "striscia tattica"? "Lo scopo del nuovo aeroporto - denuncia il Comitato contro la distruzione delle grotte - sarebbe quello di collaudare gli aerei senza pilota (detti anche droni) sviluppati dalle multinazionali degli armamenti come FinMeccanica o acquistati dall'esercito italiano, costati 330 milioni di dollari". La costruzione dell'aeroporto permetterà all'Italia di impegnarsi a fondo, tramite FinMeccanica, nella realizzazione del progetto Neuron per lo sviluppo di un nuovo "dimostratore da combattimento senza pilota".
Il processo di militarizzazione dell'Isola continua ancora, quindi, nonostante le conseguenze documentate sulla salute degli abitanti dell'area attorno al Poligono. A Quirra sono state 64 - denuncia il Comitato Gettiamo le Basi - le morti per leucemia o tumori al sistema emolinfatico fra i militari e i civili. Un impatto devastante e recentemente riconosciuto dallo Stato, con un decreto che prevede la possibilità di corrispondere un indennizzo a chi, militare o civile, ha contratto infermità o patologie tumorali legate all'esposizione all'uranio impoverito o ad altri metalli radioattivi. I 30 milioni stanziati - dato che sono previsti risarcimenti non inferiori ai 200mila euro - potranno però indennizzare solamente circa 100 persone in tutta Italia. Una cifra molto inferiore rispetto a quella indicata dall'Associazione militari e ammalati presieduta da Falco Accame: 3000 ammalati e 300 decessi.

3 commenti:

Angela ha detto...

Cifre da Chernobyl, la Sardegna è una regione martoriata tra poligoni, esperimenti inquinanti, basi Usa, Nato, interforze e aeroporti militari.

giulia zeta ha detto...

Eppure, cara Angela, sono pochissimi quelli che si preoccupano. Questo perché il territorio è povero e lo Stato italiano ricatta il popolo sardo con le industrie da lui stesso sovvenzionate. ciao gz.

franz ha detto...

eeeeh!!!la fame e l'ignoranza giocano brutti scherzi