lunedì, agosto 31, 2009

Stagno di Casaraccio

Stagno di Casaraccio (Stintino).

Stagno di Casaraccio. L'atterraggio della garzetta.
Nelle immagini sotto: il Limonium e la Salicornia.


All’inizio dell’anno si era creata una situazione di panico dopo che una scolaresca sassarese aveva rilevato e pubblicamente denunciato che lo Stagno di Casaraccio, in comune di Stintino, era diventato “una fogna a cielo aperto”. L’amministrazione comunale, prendendo atto del rilievo, faceva fare le analisi ai tecnici dell’Arpas, e in una seduta straordinaria ne riportava l’esito: la scolaresca, per fortuna, aveva toppato. Lo stagno di Casaraccio, detto anche delle Saline, è a posto, intatto nella sua biodiversità. C’è da dire due cose. La seduta comunale andò pressoché deserta, per mancanza d’interesse da parte della popolazione, dei pescatori e dei proprietari; e questa, purtroppo, non è una novità. La seconda è più curiosità personale: cosa si aspettavano di trovare, gli studenti in visita allo stagno? A poca distanza c’è uno di quei mostri che tanta pena danno agli ambientalisti, un colpo allo stomaco della Natura, un’orrido ammasso di soldi e cemento: il Bagaglino, ora Country Village. Dallo stagno, a circa 1 km di distanza, si sentono altoparlanti vociare confusamente, e vien da chiedersi come possano divertirsi in quel casino; ma fatte le debite considerazioni, la conclusione è che è meglio stiano lì, non vadano oltre, a danneggiare ulteriormente il territorio. E’ questo che gli studenti, a mio avviso, avrebbero dovuto rilevare. Ma tant’è.
Lo stagno di Casaraccio sta bene com’è, indifferente al turismo di massa, che porterebbe solamente inquinamento. Questo stagno non è un parco urbano, ma un sito d’interesse comunitario inserito nel sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna. Attorno vi sono pascoli per bovini e non è raro vedere cavalli e asini del vicino allevamento.
Di acqua salmastra, un tempo arrivava fino al mare, alla Tonnara. Venne poi insabbiato lo sbocco per costruirci le strade ed ora resta un canale da cui vengono fatti risalire piccole spigole e altri pesci pregiati.
Non occorrono appostamenti dietro le frasche per ammirare i bellissimi pennuti che popolano lo stagno, e basta guardarsi attorno per notare le diverse specie botaniche che qui hanno il loro habitat ideale.
Speriamo si mantega così anche nel futuro, con le sue peculiarità che lo tengono lontano dalle mete della massa vacanziera, e anche al disinteressse dei stintinesi. Putroppo è vero il detto che, quando qualcosa è un bene nostro, non viene apprezzato se non quando viene a mancare.
Al momento non ho notato discariche, nè avanzi di giornata: un pregio raro, di questi tempi.
Stagno di Casaraccio. Fenicotteri in volo.

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