venerdì, agosto 21, 2009

Ingiustizia

Sardegna in prigione. Installazione sul Monte Limbara Sud.

Anche oggi la cronaca riporta di disordini nelle carceri, contestazioni, rivolte. Non solo dei carcerati, che qualunque sia il crimine e la pena si ritrovano ad essere trattati inumanamente, ma anche contestazioni da parte delle guardie carcerarie: un lavoro, il loro, certamente difficile, odiato, ed eseguito in condizioni precarie, col rischio di lasciarci la pelle. Una proposta provocatoria lanciata oggi dall’Osapp (sindacato polizia penitenziaria) è di passare un giorno travestiti da guardie carcerarie rivolto ai parlamentari. Una provocazione che non so se sarà accolta, ma anche se lo fosse, non la ritengo utile. Da “turista” tutto sembra meglio. Le situazioni bisogna viverle, giorno dopo giorno. Se proprio si vuol provocare, ho anch'io una proposta. I nostri "carissimi" parlamentari passino una settimana del loro troppo pagato inutile tempo, da anonimo immigrato... Poi relazionino, se ne hanno il coraggio...

Nel post precedente mi chiedevo perché non liberare le carceri, dal momento che gli italiani si sentono in dovere di mantenere nel lusso personaggi come quelli in elenco, ed altri, magari per il terribile delitto d’aver coltivato 2 piante di canapa, in topaie sovraffollate. Che hanno di diverso dai primi? una sola cosa: il denaro che compra l’onorevolezza. La maggioranza degli italiani è talmente ricca da sentirsi pari a loro, tanto da favorirli? A me risulta il contrario, eppure gli consentono di sovraffollare Montecitorio.
Ci sono anche altri aspetti sulla questione carceri. Lo spiega bene in un scritto il detenuto Costantino Pirisi nel 2006, ancora drammaticamente attuale, che avrei volentieri postato ma per ragioni di spazio allego il link. Leggetelo. Non lasciatevi tentare da inutili pregiudizi: Pirisi non chiede la libertà nè uno sconto della pena, ma la possibilità d’avvicinamento ai parenti, alla sua terra. Non so se poi l’abbia avuto, il trasferimento, ma il problema persiste per tanti altri, sardi e non. Se è vero che sono colpevoli è giusto che paghino la colpa, ma i parenti, i familiari, gli amici che colpa hanno? Per molti di loro non è solo un diritto, ma un dovere visitarli, sobbarcandosi spese e viaggi a volte davvero troppo onerosi. Non dimentichiamo che molti dei carcerati hanno una moglie o un marito, dei figli, dei genitori, innocenti.

Se lo Stato italiano può pagare auto blu e aerei di stato per showman ed escort, non può fare uno sconto sui viaggi ai parenti dei detenuti?

La deportazione dei prigionieri Sardi di Costantino Pirisi, Fossombrone 6 dicembre 2006

4 commenti:

daniela domenici ha detto...

Ciao, volevo dirti che mi sono "rubata" questo tuo articolo da Facebook dov'è apparso e volevo anche dirti che sarei felice di averti come amica tra bloggers perchè anche io ho un blog che si chiama http://nutrimente.tk
grazie
Daniela Domenici

giulia zeta ha detto...

Ola Daniela! Col governo ladrone che ci ritroviamo, un post rubato da una blogger alla fine è proprio una sciocchezza. La prossima volta che vuoi rubare, pensa in grande, pensa alla berlusca!! Più seriamente, benarrivata... ciao gz.

Matteo ha detto...

In galera ci vanno solo i poveracci. Come diceva il grande De André "imparo un sacco di cose in mezzo agli altri vestiti uguali, tranne qual'è il crimine giusto per non passare da criminali".

Si pensa che in carcere ci sia la feccia della società. Ma i veri criminali sono quelli che stanno fuori, spesso siedono nei consigli di amministrazione delle grandi aziende, negli organi direttivi delle banche e nei parlamenti.

giulia zeta ha detto...

Non è proprio così, Matteo: in galera ci va soprattutto chi ha i "titoli" giusti. Certo è vero che chi ha i soldi per un bravo avvocato, riesce a scamparla, e non è mai un poveraccio. C'è anche il grosso problema, mai risolto, di accomunare persone dalla "presunta colpa" o "delitti" lievi con criminali della peggior specie. E concordo con te che sia un luogo comune considerarli la feccia della società: sono invece un prodotto, della società, delle circostanze, delle ingiustizie. ciao gz.