martedì, agosto 04, 2009

Argiope bruennichi



Un bellissimo esemplare di Argiope bruennichi.

Questo nella foto è più piccolo (un terzo dell'altro), con zampe più chiare
e il dorso più giallo.


E mentre tremonti e l’accozzaglia di governo pensano a ripristinare la cassa dei mafiosi, pardòn, del mezzogiorno, coi nostri soldi naturalmente, spremendoci ancor di più, ché loro già si sacrificano con diarie da fame, noi ci alleggeriamo l’animo e il cuore con le bellezze della natura... Finché i soliti arraffoni al potere non decideranno di buttarci sopra una colata di cemento pur d’ingrassare i loro conti bancari, volendoci far credere che si tratta di progresso!

Ho notato che diversi navigatori arrivano nel blog per l’Argiope lobata, un bel ragno (e vorrei ricordare utilissimo per l’ambiente), quello nella foto davvero grande. Ne abbiamo trovato altri poiché pare si tratti di un ragno abbastanza comune, ma così grossi no. Purtroppo la foto non gli rende merito, ma mi sarebbe seccato molto di più tenerlo in mano per una comparazione!!

C’è un’altra argiope che di questa stagione si può osservare tra i rovi o ai bordi degli arbusti in campagna, striata di giallo: l’Argiope bruennichi, o Argiope fasciata, con chiaro riferimento al disegno del dorso.
Curiosa è la tela che tesse, con un motivo a ziz-zag al centro, su cui ci sono molte ipotesi, fra le quali che si tratta d’un rinforzo alla chiusura, o per renderla più visibile ad eventuali scocciatori. Propendo per la seconda ipotesi: di più tranquillità e rispetto questi piccoli animali ne hanno davvero bisogno. Non è raro infatti vedere mocciosi e gentiluomini “amanti della natura” a passeggio nella campagna divertirsi a rompere le ragnatele o a spaventarli se non a ucciderli perché sono “brutti” o per un’assurdo gioco a chi è più temerario, neanche si trattasse d’una malmignatta, mentre al contrario è assolutamente innocuo anche se può mordere nel caso si senta in pericolo (ma senza conseguenze per l’importuno).
Se si ha paura dei ragni (come la sottoscritta) basta lasciarli in pace. Qualche scatto se lo lasciano fare volentieri purché ci si tenga a debita distanza dalla ragnatela, frutto di grande ingegno e lavoro.

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