La piccola Tettigonia ha perso una zampa, è tutta sporca di fuliggine, le gustose erbe non ci sono più.
Ma lei non demorde, ama la vita ed è cosciente dell’importante ruolo che ricopre in natura, molto più di quello umano. Qualunque cosa va bene per cibarsi, per sopravvivere e ricominciare.
Dove l’uomo sbaglia, distrugge, rovina, la Natura pone rimedio, con sofferenza e caparbietà.
Ci chiede in cambio un po’ più di rispetto, di amore in cambio della Vita stessa.
Lei ci dà tutto l’amore di cui abbiamo bisogno, il Paradiso è qua: basta aprire gli occhi per vederlo, toccarlo, sentirlo. Lei ci ha creato, ultimo anello d’una catena indissolubile.
Spento il fuoco, si contano le perdite, ognuno dando un valore ai propri interessi perduti. C’è chi non potrà farlo: una vita non ha prezzo e i soldi non restituiscono nulla.
E’ il tempo della conta, ma anche della ricostruzione ambientale, per cui ci vorrà molto tempo, molto più della riedificazione d’una casa. Dobbiamo chiederci se è questo che vogliamo: il fuoco generato dalle colpe dell’uomo, dolose o casuali, la cementificazione di aree verdi e letti di fiumi con conseguenti alluvioni, le centrali nucleari, i poligoni militari, le industrie inquinanti. La modernizzazione umana è una conseguenza irrinunciabile, ma dev’essere nel rispetto della Natura, o moriremo e sarà colpa nostra, di tutti nessuno escluso, per non averci pensato prima, per essere stati troppo egoisti, menefreghisti, superficiali, materialisti.
E senza cercare capri espiatori di comodo da dare in pasto alla gente arrabbiata.
Ma lei non demorde, ama la vita ed è cosciente dell’importante ruolo che ricopre in natura, molto più di quello umano. Qualunque cosa va bene per cibarsi, per sopravvivere e ricominciare.
Dove l’uomo sbaglia, distrugge, rovina, la Natura pone rimedio, con sofferenza e caparbietà.
Ci chiede in cambio un po’ più di rispetto, di amore in cambio della Vita stessa.
Lei ci dà tutto l’amore di cui abbiamo bisogno, il Paradiso è qua: basta aprire gli occhi per vederlo, toccarlo, sentirlo. Lei ci ha creato, ultimo anello d’una catena indissolubile.
Spento il fuoco, si contano le perdite, ognuno dando un valore ai propri interessi perduti. C’è chi non potrà farlo: una vita non ha prezzo e i soldi non restituiscono nulla.
E’ il tempo della conta, ma anche della ricostruzione ambientale, per cui ci vorrà molto tempo, molto più della riedificazione d’una casa. Dobbiamo chiederci se è questo che vogliamo: il fuoco generato dalle colpe dell’uomo, dolose o casuali, la cementificazione di aree verdi e letti di fiumi con conseguenti alluvioni, le centrali nucleari, i poligoni militari, le industrie inquinanti. La modernizzazione umana è una conseguenza irrinunciabile, ma dev’essere nel rispetto della Natura, o moriremo e sarà colpa nostra, di tutti nessuno escluso, per non averci pensato prima, per essere stati troppo egoisti, menefreghisti, superficiali, materialisti.
E senza cercare capri espiatori di comodo da dare in pasto alla gente arrabbiata.





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