venerdì, luglio 24, 2009

Il fumo sulla città

Il fumo è arrivato sulla città. Un forte odore di bruciato. Non ci sono comunicati, ma la situazione è sicuramente peggiorata e i roghi non ancora spenti devono essere a circa 15-20 chilometri da Sassari.
Vorrei ringraziare tutti quelli che si stanno prestando a spegnere il fuoco: i vigili del fuoco, i forestali, la protezione civile e tutti i volontari. Persone coraggiose, che a scapito della propria incolumità cercano di porre rimedio dove altri hanno danneggiato irreparabilmente.
Le temperature sono in aumento. Non c’è scampo: su tutto il territorio ieri c’erano oltre 40 gradi, in alcune località hanno raggiunto i 44 e 46; e oggi dovrebbero aumentare.
Qualcuno pregherà invocando un miracolo. Qualcun’altro maledirà gli incendiari, razza bastarda.
Serviranno a poco, se non proprio a nulla. Quel che serve nell’immediato è il lavoro di uomini e donne coraggiosi, e tanta tanta acqua. Nel lungo termine, una vera educazione all’ambiente. Se non viene insegnato, spiegato, inculcato bene che l’ambiente, il territorio è prezioso ed è un bene necessario e prioritario quanto il pane e l’acqua, tutto sarà vano.
Troppo spazio si sta dando ai gossip, ai vip, alle carriere facili, al menefreghismo “che tanto ci pensa qualcun’altro”. Troppi soldi vengono spesi per una politica che non porta a null’altro che all’aumento della ricchezza personale di pochi: i politicanti e i loro amici-parenti. Quei soldi dovrebbero essere impiegati per il popolo, per il territorio, per l’occupazione e la sanità.
Finita l’emergenza, ci sarà la corsa al risarcimento. E saranno in parecchi a chiedere e ad avere senza titolo alcuno. Come sempre succede per tutte le cose. Non sono disfattista, neanche disillusa anche se a volte lo dico. Spero invece che la gente capisca, che apra gli occhi, che guardi quanto poco basta perché una bella villa venga incenerita. O una strada di collegamento importante venga chiusa. Magari l’unica strada di scampo dall’incendio. Esca in strada, questa gente, a respirare l’acre odore di fumo, e capisca che le veline e i loro “fruitori finali” contino alla fine meno di niente, contro il bene nostro e del nostro territorio.

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