
Manifestazione per la liberazione di Bruno il 13-06 a Sassari
L’organizzazione comunista indipendentista A Manca pro s’Indipendentzia comunica che in data di sabato 13 giugno si terrà a Sassari una manifestazione per protestare contro l’arresto di Bruno Bellomonte, dirigente nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia. Il corteo partirà alle ore 19.00 da Piazza stazione e percorrerà il Corso Vittorio Emanuele, piazza Azuni, piazza Castello, piazza Italia, via Roma e si concluderà di fronte al Tribunale in via Roma.
La manifestazione è organizzata da a Manca pro s’Indipendentzia.
Si richiede gentilmente di dare comunicazione.
Non voglio entrare nel merito delle indagini: non ne ho le capacità, nè la conoscenza diretta degli eventi, delle ragioni che hanno portato al suo arresto. Però il dubbio che si tratti di persecuzione, resta. Nel 2006 Bruno Bellomonte ed altri esponenti del Circolo Moncada di A Manca pro s’Indipendentzia vennero arrestati in seguito a fatti “terroristici” avvenuti a Sassari, in un periodo in cui, prove inconfutabili alla mano, Bellomonte si trovava all’estero.
Gli altri esponenti, rilasciati dopo periodi più o meno lunghi di prigione, aspettano ancora la risoluzione delle indagini. E di vedere riconosciuta la loro innocenza.
Tornando ai fatti di questi giorni, ho visto le fotografie dell’arsenale: la ruggine sulle pistole mi ha fatto dubitare parecchio che potessero essere ancora funzionanti. Forse mi sbaglio, d’altronde non sono un esperto armaiolo, e lascio ad altri le considerazioni in merito.
Chi siano gli altri arrestati, non lo so proprio. Mai sentiti i loro nomi. Perfetti sconosciuti anche per il Ministro dell’Interno Maroni.
Però una considerazione amara la faccio. Forse c’entra niente, però mi va di farla. Maroni non conoscerà questi presunti terroristi, stufi d’un papi che sberleffa gli italiani con battute che va bene sentire in un corridoio scolastico ma non in un convegno a Confindustria; però conosce bene il nome di Totò Cuffaro, tanto per fare un nome a caso. Condannato per favoreggiamento alla mafia, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, razzola imperterrito tra Montecitorio, la Regione Sicilia e la Rai. Nei giorni scorsi s’è saputa d’una nuova indagine a suo carico, sempre per favoreggiamento alla mafia. Lui, il Totò Cuffaro, sicuramente ha “amici” molto potenti, perché tranquillamente si gode i suoi cannoli in compagnia dei tanti altri condannati o indagati a vario titolo residenti in pianta stabile tra Montecitorio e Palazzo Madama.
Bruno Bellomonte quegli “amici” non li ha, non li ha mai avuti e credo non li vorrà avere mai. Quelli come lui possono razzolare solo nelle patrie galere, mentre aspettano giustizia. E con questo, non intendo dire che la lotta al terrorismo non s'ha da fare, anzi. E non sono ancora io, ad aver tolto potere all'Antimafia, ai Giudici, alla Polizia.
Alle ultime elezioni regionali sarde la destra capitalista del cavaliere ha vinto alla grande, facendo leva sulla creduloneria che bastasse ampliare le casette di campagna per vivere meglio in Sardegna. Il Pd e la sinistra nazionale hanno perso. Hanno perso anche Unidade Indipendentista e Irs, ma nel complesso, per essere alla prima tornata elettorale per U.I., non è andata malissimo. Un piccolo “movimento” verso un nuovo modello di società sarda, meno capitalista, più solidale, meno colonialista. A quelle europee c’è stata una lieve flessione a sinistra e molta astensione, e il cavaliere ha perso qualche manciata di voti. Poca cosa, troppo poca per poter dire che la gente sta uscendo dal torpore indotto dalle veline televisive. Ma qualcosa in più s’è mosso. E mi viene in mente un vecchio adagio: se vedi una formica, è sola. Se ne vedi due, dietro a loro sono migliaia. E prima che arrivi l’onda, meglio spruzzare il veleno per ucciderle sul nascere. Questo mi fa pensare a Bruno, ai compagni di A Manca pro s’Indipendentzia: stroncare le libere idee prima che circolino troppo e infettino gli inebetiti elettori del grande papi.
L’organizzazione comunista indipendentista A Manca pro s’Indipendentzia comunica che in data di sabato 13 giugno si terrà a Sassari una manifestazione per protestare contro l’arresto di Bruno Bellomonte, dirigente nazionale di a Manca pro s’Indipendentzia. Il corteo partirà alle ore 19.00 da Piazza stazione e percorrerà il Corso Vittorio Emanuele, piazza Azuni, piazza Castello, piazza Italia, via Roma e si concluderà di fronte al Tribunale in via Roma.
La manifestazione è organizzata da a Manca pro s’Indipendentzia.
Si richiede gentilmente di dare comunicazione.
A Manca pro s’Indipendentzia
Nugoro, 11/06/09
Nugoro, 11/06/09
* * *
Potrei mancare? no di certo. Non sarebbe onesto, corretto verso me stessa, votare per Unidade Indipendentista e, quando uno dei componenti di A Manca pro s’Indipendentzia è oggetto di “persecuzione”, fare finta di niente.Non voglio entrare nel merito delle indagini: non ne ho le capacità, nè la conoscenza diretta degli eventi, delle ragioni che hanno portato al suo arresto. Però il dubbio che si tratti di persecuzione, resta. Nel 2006 Bruno Bellomonte ed altri esponenti del Circolo Moncada di A Manca pro s’Indipendentzia vennero arrestati in seguito a fatti “terroristici” avvenuti a Sassari, in un periodo in cui, prove inconfutabili alla mano, Bellomonte si trovava all’estero.
Gli altri esponenti, rilasciati dopo periodi più o meno lunghi di prigione, aspettano ancora la risoluzione delle indagini. E di vedere riconosciuta la loro innocenza.
Tornando ai fatti di questi giorni, ho visto le fotografie dell’arsenale: la ruggine sulle pistole mi ha fatto dubitare parecchio che potessero essere ancora funzionanti. Forse mi sbaglio, d’altronde non sono un esperto armaiolo, e lascio ad altri le considerazioni in merito.
Chi siano gli altri arrestati, non lo so proprio. Mai sentiti i loro nomi. Perfetti sconosciuti anche per il Ministro dell’Interno Maroni.
Però una considerazione amara la faccio. Forse c’entra niente, però mi va di farla. Maroni non conoscerà questi presunti terroristi, stufi d’un papi che sberleffa gli italiani con battute che va bene sentire in un corridoio scolastico ma non in un convegno a Confindustria; però conosce bene il nome di Totò Cuffaro, tanto per fare un nome a caso. Condannato per favoreggiamento alla mafia, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, razzola imperterrito tra Montecitorio, la Regione Sicilia e la Rai. Nei giorni scorsi s’è saputa d’una nuova indagine a suo carico, sempre per favoreggiamento alla mafia. Lui, il Totò Cuffaro, sicuramente ha “amici” molto potenti, perché tranquillamente si gode i suoi cannoli in compagnia dei tanti altri condannati o indagati a vario titolo residenti in pianta stabile tra Montecitorio e Palazzo Madama.
Bruno Bellomonte quegli “amici” non li ha, non li ha mai avuti e credo non li vorrà avere mai. Quelli come lui possono razzolare solo nelle patrie galere, mentre aspettano giustizia. E con questo, non intendo dire che la lotta al terrorismo non s'ha da fare, anzi. E non sono ancora io, ad aver tolto potere all'Antimafia, ai Giudici, alla Polizia.
Alle ultime elezioni regionali sarde la destra capitalista del cavaliere ha vinto alla grande, facendo leva sulla creduloneria che bastasse ampliare le casette di campagna per vivere meglio in Sardegna. Il Pd e la sinistra nazionale hanno perso. Hanno perso anche Unidade Indipendentista e Irs, ma nel complesso, per essere alla prima tornata elettorale per U.I., non è andata malissimo. Un piccolo “movimento” verso un nuovo modello di società sarda, meno capitalista, più solidale, meno colonialista. A quelle europee c’è stata una lieve flessione a sinistra e molta astensione, e il cavaliere ha perso qualche manciata di voti. Poca cosa, troppo poca per poter dire che la gente sta uscendo dal torpore indotto dalle veline televisive. Ma qualcosa in più s’è mosso. E mi viene in mente un vecchio adagio: se vedi una formica, è sola. Se ne vedi due, dietro a loro sono migliaia. E prima che arrivi l’onda, meglio spruzzare il veleno per ucciderle sul nascere. Questo mi fa pensare a Bruno, ai compagni di A Manca pro s’Indipendentzia: stroncare le libere idee prima che circolino troppo e infettino gli inebetiti elettori del grande papi.





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