Circa un mese fa il TG5 della tv di regime ha mandato in onda un’intervista ad un preside che lamentava una situazione di “malcostume” nella sua scuola: pare che, all’intimazione di pulire un cortile, i collaboratori scolastici si siano tutti ammalati.
Le riprese televisive, in verità, mostrarono il cortile del contendere pulito e ordinato: fu questa faticaccia probabilmente la causa della malattia.
La vicenda venne poi riportata dal corriere della sera con un articolo sui “soliti” bidelli fannulloni: era troppo ghiotta per non utilizzarla.
E di seguito se ne parlò in un blog: una discussione tranquilla e pacata, dove ognuno, democraticamente, poteva esprimere la sua opinione sulla vicenda.
Misi anch’io lo zampino, con due domande semplici semplici: perché non utilizzare la normativa contrattuale sulle sanzioni al personale negligente, invece di arrivare alla pubblica denuncia? Ci sono ampie possibilità, cominciando dal rimprovero verbale, via via alla sospensione dal servizio, alla trattenuta sullo stipendio per arrivare nei casi più gravi, al licenziamento.
Ma oggi in Italia si fa uso e abuso dei media e ogni occasione è buona.
Seconda domanda. Perché, durante l’intervista televisiva, per par condicio (e perché nessuno è colpevole finché non sia dimostrata la colpevolezza) non c’era un rappresentante dei lavoratori, o un delegato sindacale?
La risposta è stata fumosa quanto gentile. Praticamente caduta nel vuoto.
La mia non era un’accusa al preside, ma piuttosto un’accusa ai sindacati, sempre assenti quando si tratta di lavoratori di serie z come noi, buoni soltanto per i voti a questa o quella sigla (e fra qualche mese ne avremo dimostrazione), e per la trattenuta sulla busta paga.
Tra i commenti degli intervenuti, un’altra dichiarazione mi ha colpito: un collaboratore scolastico (o almeno pare che lo sia) schierato decisamente dalla parte del preside, sull’ASSENTEISMO così scriveva di sè: assenze per sciopero: 0 (leggasi zero).
Il ministro brunetta è riuscito nel suo intento: far passare chi chiede riconosciuto un suo diritto un assenteista.
Il mio contratto è scaduto dal 2005, e credo sia ozioso chiedersi chi è più assenteista: io che sciopero per il rinnovo contrattuale o lo Stato che di noi se ne frega?
Non credo di sbagliarmi ricordando che il succitato ministro brunetta appena installatosi nel suo palazzo reale alla P.A., s’è rinnovato lo stipendio suo e quello dei collaboratori.
Ma noi naturalmente non contiamo nulla, nemmeno per i sindacati, sebbene i tagli nella scuola colpiscano tutti: docenti, amministrativi, bidelli.
I bidelli rappresentano l’ultima ruota del carrozzone scuola, gli unici a dover portare la divisa, sebbene il “riconoscimento” dovrebbe essere valido per tutto il personale, in special modo per quei docenti che amano passeggiare per i corridoi o stiparsi in sala professori, raccontandosi facezie con aria seriosa come stessero meditando sui nuovi programmi ministeriali, o quelli che arrivano due - tre ore dopo alla lezione o non arrivano per niente, tanto non devono certo timbrare il cartellino. Ma sicuramente si sentirebbero lesi nella loro personalità, dovendo indossare una divisa: solo noi dobbiamo essere marchiati a vista. E guarda caso, questi elementi sono i primi a scaricare responsabilità sui bidelli, e i primi a richiedere sanzioni per i fannulloni.
Purtroppo la cultura berlusconiana ha ormai cambiato la vita degli italiani: siamo diventati razzisti, menefreghisti, bugiardi, profittatori, corrotti, sleali e vigliacchi. Parole troppo dure o troppo buone? Le “pernacchie” di chi si para dietro al lodo alfano la dice tutta.
Le riprese televisive, in verità, mostrarono il cortile del contendere pulito e ordinato: fu questa faticaccia probabilmente la causa della malattia.
La vicenda venne poi riportata dal corriere della sera con un articolo sui “soliti” bidelli fannulloni: era troppo ghiotta per non utilizzarla.
E di seguito se ne parlò in un blog: una discussione tranquilla e pacata, dove ognuno, democraticamente, poteva esprimere la sua opinione sulla vicenda.
Misi anch’io lo zampino, con due domande semplici semplici: perché non utilizzare la normativa contrattuale sulle sanzioni al personale negligente, invece di arrivare alla pubblica denuncia? Ci sono ampie possibilità, cominciando dal rimprovero verbale, via via alla sospensione dal servizio, alla trattenuta sullo stipendio per arrivare nei casi più gravi, al licenziamento.
Ma oggi in Italia si fa uso e abuso dei media e ogni occasione è buona.
Seconda domanda. Perché, durante l’intervista televisiva, per par condicio (e perché nessuno è colpevole finché non sia dimostrata la colpevolezza) non c’era un rappresentante dei lavoratori, o un delegato sindacale?
La risposta è stata fumosa quanto gentile. Praticamente caduta nel vuoto.
La mia non era un’accusa al preside, ma piuttosto un’accusa ai sindacati, sempre assenti quando si tratta di lavoratori di serie z come noi, buoni soltanto per i voti a questa o quella sigla (e fra qualche mese ne avremo dimostrazione), e per la trattenuta sulla busta paga.
Tra i commenti degli intervenuti, un’altra dichiarazione mi ha colpito: un collaboratore scolastico (o almeno pare che lo sia) schierato decisamente dalla parte del preside, sull’ASSENTEISMO così scriveva di sè: assenze per sciopero: 0 (leggasi zero).
Il ministro brunetta è riuscito nel suo intento: far passare chi chiede riconosciuto un suo diritto un assenteista.
Il mio contratto è scaduto dal 2005, e credo sia ozioso chiedersi chi è più assenteista: io che sciopero per il rinnovo contrattuale o lo Stato che di noi se ne frega?
Non credo di sbagliarmi ricordando che il succitato ministro brunetta appena installatosi nel suo palazzo reale alla P.A., s’è rinnovato lo stipendio suo e quello dei collaboratori.
Ma noi naturalmente non contiamo nulla, nemmeno per i sindacati, sebbene i tagli nella scuola colpiscano tutti: docenti, amministrativi, bidelli.
I bidelli rappresentano l’ultima ruota del carrozzone scuola, gli unici a dover portare la divisa, sebbene il “riconoscimento” dovrebbe essere valido per tutto il personale, in special modo per quei docenti che amano passeggiare per i corridoi o stiparsi in sala professori, raccontandosi facezie con aria seriosa come stessero meditando sui nuovi programmi ministeriali, o quelli che arrivano due - tre ore dopo alla lezione o non arrivano per niente, tanto non devono certo timbrare il cartellino. Ma sicuramente si sentirebbero lesi nella loro personalità, dovendo indossare una divisa: solo noi dobbiamo essere marchiati a vista. E guarda caso, questi elementi sono i primi a scaricare responsabilità sui bidelli, e i primi a richiedere sanzioni per i fannulloni.
Purtroppo la cultura berlusconiana ha ormai cambiato la vita degli italiani: siamo diventati razzisti, menefreghisti, bugiardi, profittatori, corrotti, sleali e vigliacchi. Parole troppo dure o troppo buone? Le “pernacchie” di chi si para dietro al lodo alfano la dice tutta.





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