lunedì, giugno 01, 2009

Se lo dice lui....

Tutto già visto, tutto già sentito. Sempre lo stesso copione che ha stancato da tempo, ormai. Ma evidentemente lo squallore, la meschinità sono ben radicati nella politica italiana e allora si fa leva ancora e ancora sulla stupidità dilagante. Come nei più abietti processi per stupro o molestie sessuali, dove le prove sono fin troppo ovvie e non ci sarebbe nemmeno da discutere, ecco il famoso coniglio uscire dal cappello: “Lei è una puttana”. “Ha un’amante”. “Non è fedele al marito”. Si fa leva sulla falsa moralità del popolo, che di modernità, di civiltà ha ancora poco e molto da imparare. Ed è proprio così. Appena scoppiato il caso Veronica, con la sua pubblica denuncia d’un marito “poco sano” i commenti del popolino, da me ascoltati, sono stati proprio gli stessi argomentati da una signora al governo che un po’ più di cultura dovrebbe avere: “Veronica ha un amante”. “Povero Silvio”.
Che Feltri pubblichi tali accuse non mi stupisce: è la sua linea, il suo modo di fare giornalismo. Dopotutto è dal Governo che si becca oltre 5 milioni di euro l’anno a fondo perso a supporto del suo giornaletto, quindi una mano dovrà pur darla. Come l’ha già data al pio Brunetta ( collaboratore della stessa testata di proprietà, guardacaso, della famiglia Angelucci, quella stessa proprietaria di holding immobiliari indagata per corruzione e proprietaria d’una quota della fallimentare Alitalia ), sul caso degli stipendi dei bidelli. Se lo scrive Feltri, che prendo più d’un professore, sarà pur vero! Se lo scrive lui che l’Istruzione versa in misera a causa dei bidelli fannulloni, sarà pur vero! Sfido chiunque a dimostrare il contrario! Come sfido chiunque a dimostrare che NON sono i bidelli a giostrare dietro le quinte con le somme ricevute in regalo dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni.
Se lo dice lui, che gli asini volano, possiamo esser certi che gli italiani ci cascheranno come beoti.
Povera Italia, poveri italiani. “Sempre più in alto”, diceva il Mike nazionale in una pubblicità. “Sempre più in basso”, si potrebbe dire oggidì.

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