sabato, giugno 20, 2009

C'era una volta il granchio


Domenica scorsa ero al mare, per la prima nuotata della stagione. Avevo trovato una piccola colonia di granchi, subito spaventati a morte dalla mia presenza, che si erano rintanati tra le rocce. Per farli uscire allo scoperto e scattargli qualche foto (mediocri, purtroppo) li ho attirati con un po’ di pane spezzettato che hanno gradito parecchio, ed eccoli immortalati nel blog.
Cibo per polpi e seppie, i granchi svolgono un’importante opera di pulizia cibandosi di tutto ciò che trovano, tanto da essere definiti gli “spazzini” del mare. Sono ottimi anche come condimento della pasta. Un animaletto, insomma, utilissimo agli uomini e all’ambiente.
Fotografati e salutati, con maschera e boccaglio mi sono fatta un giretto sul basso fondale, tra donzelle, ghiozzetti e bavose, attenta a non incappare nelle meduse tentacolari.
Tornando a riva, sono riaffiorata sugli scogli dove stavano i piccoli granchi e, sorpresa! un gruppetto di ragazzini capitanati da un adulto li avevano fatti a pezzi!!!
Un divertimento! Uno spasso!
A quanti è capitato di vedere questi “assassini in erba” col loro “educatore” divertirsi nel torturare ed ammazzare piccoli animali la cui colpa è solo d’essere brutti? O di pizzicare un dito mentre stiamo per spiaccicarli col piede? Uno sport questo tipo di “pesca” davvero esecrabile che l’educazione all’ambiente non ha ancora posto rimedio.
Non basta portare via la propria spazzatura dopo un picnic nelle giornate ecologiche (e l’immagine a lato, scattata nella pineta di Platamona il primo maggio di quest’anno, è un esempio dell’educazione comune). Bisogna insegnare e far capire che la protezione della natura, un bene preziosissimo di tutti, è un dovere ed anche un diritto, se domani vogliamo ritrovare ancora un mare popolato da pesci e molluschi. Oppure cominciamo già da ora ad acquistare granchi di plastica da mettere in bella mostra sugli scogli, perché, per come stanno andando le cose, quelli veri li vedremo solo in fotografia.

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