Una volta, quando rientravo al lavoro dopo un periodo di ferie, ricordo che lo facevo con un certo piacere, per la curiosità di sapere cos’era successo nel frattempo, quali novità, perché avevo interesse e piacere nello svolgimento del mio lavoro. Non erano tutte rose e fiori: c’era un dirigente, il “mega-galattico”, che rompeva spesso i maroni, ma era persona dall’intelligenza acuta che non perdeva l’occasione di sfruttare le capacità dei sottoposti. Se da una parte qualcuno può vederci uno sfruttamento, dall’altra era un’occasione per i dipendenti di migliorare la propria posizione.
Oggigiorno, al rientro dopo un bel periodo di ferie a zonzo per la Sardegna, mi sento un crescendo di ansia, di agitazione nervosa, un aumentare dei battiti cardiaci: che altro sarà successo?!? Questa la differenza. Non “cosa sarà successo”, ma “che altro”.
Un piccolo mondo che riflette in tutto e per tutto quel che succede nell’Italietta. Persone senza capacità, senza costrutto alcuno, non sanno neanche parlare in italiano, vengono premiate con passaggi di carriera, con funzioni aggiuntive “ad hoc”, con progetti che impastano le mani e ingrassano le tasche. C’è differenza con le veline che il cavaliere vuol mandare al Parlamento Europeo? Tutte laureate, naturalmente. Ed a cui è stata fatta pure la formazione con un corso a cui ha partecipato, pare, in qualità di "esperto", anche il pio brunetta. Chissà quanto avrà percepito come formatore delle future ministre?
Ultimamente questo governo della destra capitalista sta schifando un po’ tutti, persino gli alleati più fedeli hanno da ridire. Persino la moglie del cavaliere non ne può più. Già li immagino, i commenti dei suoi ferventi ammiratori, quelli che mi guardavano di storto quando me la ridevo della loro descrizione del cavaliere in mezzo ai terremotati abruzzesi. Così contrito ai funerali, il buon cavaliere, che ai miei interlocutori scappavano le lacrime. Una manna dal cielo. Non poteva esserci miglior pubblicità in un momento di crisi. Sono cinica? Quando si tratta di lui, sì. Gli stessi ora diranno che Veronica non è una buona moglie, che doveva starsene zitta a cuccia, a fare la calzetta aspettando il ritorno del padrone. Un vero macho, il nostro buon cavaliere, calcio e belle donne sempre attorno: un modello per tutti i maschi italiani. Un luogo comune, preferirei dire. Ma si sa, è preferibile seguire il modello del maschio forte, ricco, prepotente, impunito: l’onestà non ha mai riempito le tasche.
Un consiglio al cavaliere. La prossima moglie la scelga pur giovane e bella. Ma che sia ignorante e la mantenga nell’ignoranza come fa col popolino italiano. Dovesse darle la possibilità di accrescere la capacità critica e la conoscenza, avremmo un'altra Veronica.
Oggigiorno, al rientro dopo un bel periodo di ferie a zonzo per la Sardegna, mi sento un crescendo di ansia, di agitazione nervosa, un aumentare dei battiti cardiaci: che altro sarà successo?!? Questa la differenza. Non “cosa sarà successo”, ma “che altro”.
Un piccolo mondo che riflette in tutto e per tutto quel che succede nell’Italietta. Persone senza capacità, senza costrutto alcuno, non sanno neanche parlare in italiano, vengono premiate con passaggi di carriera, con funzioni aggiuntive “ad hoc”, con progetti che impastano le mani e ingrassano le tasche. C’è differenza con le veline che il cavaliere vuol mandare al Parlamento Europeo? Tutte laureate, naturalmente. Ed a cui è stata fatta pure la formazione con un corso a cui ha partecipato, pare, in qualità di "esperto", anche il pio brunetta. Chissà quanto avrà percepito come formatore delle future ministre?
Ultimamente questo governo della destra capitalista sta schifando un po’ tutti, persino gli alleati più fedeli hanno da ridire. Persino la moglie del cavaliere non ne può più. Già li immagino, i commenti dei suoi ferventi ammiratori, quelli che mi guardavano di storto quando me la ridevo della loro descrizione del cavaliere in mezzo ai terremotati abruzzesi. Così contrito ai funerali, il buon cavaliere, che ai miei interlocutori scappavano le lacrime. Una manna dal cielo. Non poteva esserci miglior pubblicità in un momento di crisi. Sono cinica? Quando si tratta di lui, sì. Gli stessi ora diranno che Veronica non è una buona moglie, che doveva starsene zitta a cuccia, a fare la calzetta aspettando il ritorno del padrone. Un vero macho, il nostro buon cavaliere, calcio e belle donne sempre attorno: un modello per tutti i maschi italiani. Un luogo comune, preferirei dire. Ma si sa, è preferibile seguire il modello del maschio forte, ricco, prepotente, impunito: l’onestà non ha mai riempito le tasche.
Un consiglio al cavaliere. La prossima moglie la scelga pur giovane e bella. Ma che sia ignorante e la mantenga nell’ignoranza come fa col popolino italiano. Dovesse darle la possibilità di accrescere la capacità critica e la conoscenza, avremmo un'altra Veronica.





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