giovedì, maggio 14, 2009

Me ne frego!

Un Geotrupes stercorarius intento nel lavoro.

Non mi stupisco più di nulla. Oramai, la politica italiana ci ha rotto ad ogni esperienza.
Se quando c’era Andreotti al governo tutti lo contestavano e quando salì al potere Craxi tutti dubitavano che saremmo potuti cadere più in basso e con la sua fuga ad Hammamet sembrò d’aver toccato il fondo; ora ci accorgiamo che il fondo non era ancora raggiunto. Nemmeno ora. Ne vedremo ancora, ne subiremo ancora.
L’Italia è regredita ai tempi del Ventennio e le analogie sono tante, sono troppe. Come allora, il popolo affamato e povero accorreva ai comizi del Duce per acclamarlo, credendo in lui e nella Patria che li avrebbe salvati. Le giovani lupe ammiravano affascinate l’uomo forte e virile sognando d’essere Claretta. L’analfabetismo di allora è analogo all’ontopsicologico plagio della tv subliminale ai danni degli italiani e ai tagli indiscriminati all’istruzione pubblica. Le ronde fasciste delle camicie nere sono oggi sostituite dalle razziste ronde padane. Leggi “ad personam” vengono varate per aumentare il potere del capo di oggi, così come Mussolini faceva nel Ventennio, complice un “re fantoccio e codardo” (leggi pds, poi ds, ora pd). I sindacati tacciono dimentichi dei lavoratori accordandosi più o meno segretamente coi ministri come brunetta per togliere quei pochi diritti ancora rimasti, gettando alle ortiche le lotte sindacali e politiche d’un tempo ormai passato che tanto sangue e sofferenze costò ai nostri padri.
Una continua presa in giro, un continuo gettar fumo per creare cortine fumogene a protezione dei politici e dei loro amici. Frasi d’effetto lanciate dai nuovi governanti come “manderemo a casa tutti i fannulloni” ricalcano grottescamente quelle del Duce: “Noi siamo contro la vita comoda”, “Roma é forte, ma giusta; e, mentre punisce i trasgressori delle sue leggi, premia coloro che sono stati fedeli”, “Per noi fascisti le frontiere, tutte le frontiere, sono sacre. Non si discutono: si difendono”. Quanti dirigenti fannulloni, disonesti, corrotti, concussi, collusi sono stati mandati a casa? Io non so di uno che sia stato licenziato: chi delinqueva negli anni del governo Andreotti, passando a quello di D’alema e poi di Prodi, continua oggi indisturbato, imbavagliando invece ancor più i lavoratori subalterni degli stessi dirigenti.
Nell’Italia degli slogan, un’altra famosa frase del nostro amato cavaliere è diventata l’epitaffio del nostro smemorato Paese: “la mafia è inutile combatterla, bisogna imparare a conviverci”.

5 commenti:

pro sa defenza sotziali ha detto...

INTERESSANTE è PROFONDA, BRAVA!

http://sadefenza.blogspot.com


una domanda mi dici come hai ripartito il blog in tre'? e come hai fatto a mettere la musica di sottofondo? grazie.
vaturu

saylindipendentia@gmail.com

giulia zeta ha detto...

Ciao Vaturu. Ti mando una mail. gz.

anareis ha detto...

Estou fazendo uma campanha de doações para meu projeto da minibiblioteca comunitária e outras atividades para crianças e adolescentes na minha comunidade carente aqui no Rio de janeiro,preciso da ajuda de todas as pessoas de bom coração,pode doar de 5,00 a 20,00.Doações no Banco do Brasil agencia 3082-1 conta 9.799-3 Que DEUS abençõe todos nos. Meu e-mail asilvareis10@gmail.com

tato ha detto...

Quello che hai scritto è verissimo......si predica bene e si razzola male.Sono tutti bravi prima delle elezioni poi eletti piano piano si trasformano,non li riconosci piu'!Il popolino resta sempre quello,inerme obbedisce a questi incoscienti fintanto che poi non succederà davvero un casino!!! Ciao,ciao (tato)

giulia zeta ha detto...

L'importante, Tato, è che i sacrifici li faccia il popolo. Non è difficile da capire perché in campagna elettorale si spendano tanti soldi: una volta eletti ne rientreranno molti, molti di più. Col nostro beneplacito. ciao gz.