mercoledì, maggio 20, 2009

Le nuove norme delle vecchie volpi

Una galla di Eriosoma lanuginosum su un ramo di olmo.

Carcere a chi presenta falsi certificati medici o a chi risulta assente pur avendo timbrato il cartellino. Questa “nuova” regola del pio brunetta mi pare d’averla già sentita tanti anni fa, non ricordo più quando. Eppure oggi è una novità. Una nuova stretta ai dipendenti statali. Forse significa che fino ad oggi questi lavoratori presentavano certificazioni di false malattie? O che, una volta passato il badge del cartellino elettronico se ne andavano tranquillamente a pescare aragoste? E il tutto avveniva alle spalle dell’ignaro dirigente? o il dirigente suo superiore se ne infischiava? E’ sorprendente, come questi dirigenti siano così superficiali, così poco avveduti, così buonisti. E dire che la maggior parte di loro hanno fama d’essere squali, tiranni e via dicendo. Ci credo poco che il dirigente non sappia che la sua impiegata di fiducia se ne va al mercatino tutti i venerdì tornando con la borsa piena, oppure dal parrucchiere, tornando con la nuova messa in piega. Ma mica tutti se ne possono uscire così tranquillamente, soltanto chi fa parte della “casta privilegiata” dell’ufficio, altrimenti avremmo tutti gli uffici chiusi, le scuole chiuse. Senza contare quelli che non s’assentano fisicamente, ma se ne stanno ore a chiacchierare del più e del meno e mentre loro cazzeggiano, c’è chi il lavoro lo porta avanti, sconosciuto lavoratore anonimo, che mai potrà accederà ai “premi” del pio perché inviso dal dirigente, mobbizzato dai colleghi, l’unico poco furbo incapace di prendersi una fetta di torta.
Se da una parte le nuove norme del pio brunetta possono sembrare più democratiche, più eque e salutari per una migliore pubblica amministrazione, dall’altra non riesco a vederci nulla di buono. Perché si vuole colpire solo il dipendente? Perché alla dirigenza viene invece aumentato il potere di vita e di morte sui sottoposti? Se uno dei sottoposti produce un certificato “falso” perché ha da vendemmiare, si vuol far credere che il dirigente non lo sappia? Neanche quando riceve due o tre bottiglie di buon vino casereccio? Sono tutti frollocconi i dirigenti italiani? Se è così (ma non ci credo) perché aumentare loro il potere decisionale? Non è una incongruenza? Certo, le nuove norme contemplano anche la valutazione del dirigente. Alzi la mano chi ha conosciuto un dirigente licenziato per incapacità. Chi è stato trasferito d’ufficio è perché cercava di mettere ordine andando a cozzare contro gli interessi dei funzionari più in alto.
No. Le norme del pio brunetta non mi piacciono. Puzzano di imbroglio. A danno, come sempre, dei lavoratori dipendenti.

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