giovedì, maggio 07, 2009

Il Parco Archeologico di Monte Sirai

L’acropoli cartaginese, costruita sopra i resti di quella fenicia. La parte alta delle abitazioni come dei templi, erano costruite con mattoni di fango e paglia, dissoltisi poi col tempo e le intemperie.

Manca un mese ai primi vacanzieri estivi e rinnovo il mio invito a non fermarsi alle spiagge, seppur bellissime, della Sardegna: l’isola racchiude tesori archeologici straordinari quali la Ziqqurat di Monte d’Accoddi, i Dolmen, i Megaliti, le Domus de Janas oltre ai più famosi Nuraghe. Alcuni di questi tesori sono ben mantenuti in ordine e valorizzati, come la fortezza nuragica di Barumini, altri, non meno importanti per la storia dei sardi come le Domus de Janas di Abealzu, dopo gli scavi archeologici, sono finiti nell’oblio. Così per le Domus de Janas di S’Adde ‘e Asile, dalle stupende decorazioni, per visitarle occorre essere dei temerari e non aver paura dei maremmani a guardia dei greggi circostanti. In visita al Nuraghe Corvos, per raccontarne una, siamo passati davanti ad un gregge e il cane, un fonnese, ci ha inseguiti riuscendo ad addentare il parafango posteriore dell’auto!! E non si tratta di un caso isolato, potrei raccontarne decine di inseguimenti, di questi cagnoni bellissimi che altro non fanno che il loro dovere, ma, sinceramente, mi fanno molta paura. In qualche caso ho dovuto rinunciare a visitare Domus de Janas ormai abbandonate al pascolo, o Fontane Sacre disperse tra gli ovili.
Tra i maggiori siti archeologici sardi, vi è Monte Sirai, facilmente raggiungibile anche per i turisti delle spiagge, trovandosi alle porte di Carbonia, da cui si può ammirare il suggestivo panorama delle isole di San Pietro e di San Antioco. Questo sito, ancora in fase di scavo, racchiude diverse epoche e culture: dalla torre nuragica all’acropoli fenicia conquistata poi dai cartaginesi. Un’altra fortezza nuragica, anche questa ancora in fase di scavo, è presente a sud del Monte Sirai.

Il tempio dedicato alla dea Ashtart, costruito dai fenici riutilizzando l’antica torre nuragica, e ampliato dai cartaginesi.

La necropoli cartaginese.
Non equivocate: i muretti sono opera degli archeologi.

Il tofet, luogo sacro di sepoltura dei bambini. Data l’alta mortalità, i resti inceneriti dei piccoli venivano messi in recipienti collocati fuori del tempietto, in zona sacra, assieme a stele votive apotropaiche, cioè atte a scongiurare la morte dei prossimi nascituri.

Le pignatte cinerarie del tofet.

Nel sito archeologico vi sono altre meraviglie, oltre a quelle nelle immagini. Tutte da vedere personalmente!

2 commenti:

Roberta ha detto...

Hai ragione, è una meraviglia!

giulia zeta ha detto...

Sono contenta ti sia piaciuto. La Sardegna non è soltanto sole e mare, ma ancora pochi la conoscono e troppo pochi se ne curano. ciao gz.