martedì, maggio 05, 2009

Grazie Veronica

Monte Sirai, 29 APRILE 2009. Sullo sfondo Portovesme.

Neanche la moglie non lo vuole più. Stufa. Stanca d’un marito impunito che dice e fa tutto ciò che gli passa per la testa senza scrupoli, senza morale e senza umanità. Arricchitosi grazie all’appoggio di craxi, non ha badato a spese pur di plagiare gli italiani col calcio, la tv e le belle donne. Una ricetta facilissima, perché gli italiani, la maggioranza, in fondo son dei beoti fondamentalmente ignoranti e creduloni. Ed anche molto smemorati. Ricordo bene i racconti degli anziani sulle mucche al pascolo spostate coi camion lungo il tragitto pubblicitario del duce in un’Italia affamata e povera. Oggi non trovo differenza tra quelle mucche e il termovalorizzatore di Acerra, acceso per scattare foto pubblicitare del nuovo “imperator mundi” mentre lo inaugura, e subito dopo spento a tempo indeterminato fino alla prossima visita illustre. Peccato che un impianto del genere non sia trasportabile da una regione all’altra... E le immagini pubblicitare di san silvio da arcore ai funerali di stato la vedo solo come una studiata mossa pubblicitaria, di marketing politico, per alzare il gradimento degli italiani. Ed infatti ecco che appena il termometro della popolarità sale d’una tacca, si lancia sulle elezioni europee, ipotizzando un plebiscito nazionale. E’ possibile. Ho sentito gente ammettere d’averlo votato perché tifosi del milan. O perché farà riaprire le fabbriche russe di Portovesme. Lo voteranno perché ha spostato il G8 dalla Maddalena a L’Aquila, o perché si porterà appresso belle donne. Una tattica quest’ultima ben conosciuta dai venditori di contratti capestro porta-a-porta: ti fan vedere due occhi languidi o una caviglia ben tornita, un sorriso ammiccante e sei fottuto perché non t’accorgi d’aver comprato il ricettario di nonna papera in cirillico. Quanti sono i creduloni in Italia? Personaggi come Wanna Marchi han fatto soldi a palate e altri ne stanno facendo ancora, come feltri, per esempio: ogni anno il governo italiano gli regala 5 milioni e mezzo di euro e lui incolpa i bidelli d’essere i factotum della crisi economica. O la Fiat, che con i cassaintegrati sulle spalle dei contribuenti trova i soldi per comprare l’Amerika.
Tutte tattiche ontopsicologiche indirizzate ad annebbiare il cervello degli italiani. Ma la moglie non ci sta più. La ringrazio per il coraggio di farne un caso pubblico, a suo scapito e contro il suo interesse, per tentare una volta ancora di aprire gli occhi agli italiani. San silvio da arcore ha fallito proprio nel suo ambito più privato, più personale: l’impunità familiare non è riuscito a comperarla. Arriverà il momento del divorzio dall’Italia?

4 commenti:

bruno ha detto...

Bella la metafora dell'impunità famigliare.

giulia zeta ha detto...

Ola Bruno. Però col cavaliere è facile: è un pozzo di spunti e riflessioni sulla natura umana.

Andrea Cinelli ha detto...

...divorzio dall'Italia?
Speriamo, ma per il momento il matrimonio va a gonfie vele secondo me.
Rischiamo di arrivare al
"finchè morte non vi separi"...
Ciao.

giulia zeta ha detto...

Purtroppo sì, caro Andrea. E' uno di quei matrimoni fondati sull'interesse piuttosto che sull'amore. E finché c'è l'interesse a sostenerlo, non si scioglierà. ciao gz.