A un punto morto. Il contratto nazionale di comparto Afam, scaduto da anni, viene rimandato di mese in mese, di giorno in giorno. A ogni incontro ministri, sottosegretari, dottori, direttori giurano e spergiurano che stanno facendo tutto il possibile per il reperimento dei trenta denari necessari per la chiusura del contratto. Nessuna differenza tra Mussi - Dalla Chiesa a sinistra e Gelmini - Pizza a destra.
L’unico che si attiva senza sosta è il pio brunetta. Dopo gli arresti domiciliari per i malati, ora si passa alla fase meritocratica. Cinque personaggi ottimamente stipendiati a nostro carico (per loro i trenta denari ci sono) valuteranno i dipendenti della P.A. assegnando meriti e demeriti. I criteri? Quelli di sempre, con la differenza che ogni ufficio della P.A. dovrà dotarsi di un organismo di valutazione, naturalmente compensato con denaro buono. Il costo dell’operazione dovrebbe aggirarsi sugli 8 (otto) milioni di euro.
I dirigenti avranno più autonomia e potere decisionale sulla valutazione dei dipendenti per la progressione di carriera, degli incentivi e per quanto riguarda la mobilità. Ovvero, come spesso accade, se fai il loro gioco sarai premiato, se stai sulle scatole potranno negarti anche la richiesta di trasferimento, o, al contrario, trasferirti a 120 Km da casa.
Le sanzioni saranno più severe per chi fa il malato immaginario o risulta in servizio senza esserci. Tempo fa un tale, dipendente d’un comparto diverso dal mio, aveva l’hobby della pesca delle aragoste da regalare agli amici politici. Passatempo dai duplici vantaggi che praticava in orario di servizio, firmando regolarmente il registro delle presenze. Di questo andazzo non ci sono prove, naturalmente, non ve ne saranno mai. Nello stesso periodo, il suo dirigente se la prendeva però con un altro dipendente, la cui colpa era uscire sul portone a fumarsi una sigaretta ogni tanto. Anche di questo non vi sono prove: i colleghi compatti sosterranno il comportamento del dirigente perché un lavoratore con un’invalidità causata della disonestà d’un precedente dirigente, è lavoro in più per gli altri..
Sempre lo stesso dirigente scolastico ora potrà licenziare il dipendente che più gli sta antipatico per condotta aggressiva e molesta in ambiente di lavoro, o reiterata valutazione insufficiente della prestazione resa nel biennio, senza preavviso da parte dell'Amministrazione.
Naturalmente le nuove norme si possono applicare correttamente da parte dei dirigenti in buona fede. Ma, come per tutte le cose, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio e un filtro, un incaricato “super partes” al controllo, servirebbe. Invece Cisl e Uil le hanno già sottoscritte e digerite, come una purga del ventennio. Rimane il ministro per le pari opportunità, con leggi, normative e pene severe sul MOBBING, metodo ben consolidato nella P.A. contro quei dipendenti che osano andare contro le disonestà e il malaffare. Sarebbe l’unica difesa contro lo strapotere dei dirigenti “politici” o con le mani in pasta. Sembra però che in questo senso dalla ministra non arrivi nulla, nemmeno dal suo stipendiatissimo portavoce, forse troppo occupati a scrivere un nuovo libro di cazzeggi sulle stelle.
Un’ultima integrazione: vengono ampliati i compiti dell’Ispettorato della funzione pubblica, che può avvalersi della Guardia di Finanza per lo svolgimento delle proprie funzioni. Probabilmente s’intende la verifica dei congedi e relativi certificati, perché non mi risulta vengano mai fatti veri controlli sulla gestione e amministrazione dei PROGETTI scolastici, o come li chiamano ora, LABORATORI extrascolastici o extracurricolari, che pur impiegano somme enormi di denaro pubblico.
L’unico che si attiva senza sosta è il pio brunetta. Dopo gli arresti domiciliari per i malati, ora si passa alla fase meritocratica. Cinque personaggi ottimamente stipendiati a nostro carico (per loro i trenta denari ci sono) valuteranno i dipendenti della P.A. assegnando meriti e demeriti. I criteri? Quelli di sempre, con la differenza che ogni ufficio della P.A. dovrà dotarsi di un organismo di valutazione, naturalmente compensato con denaro buono. Il costo dell’operazione dovrebbe aggirarsi sugli 8 (otto) milioni di euro.
I dirigenti avranno più autonomia e potere decisionale sulla valutazione dei dipendenti per la progressione di carriera, degli incentivi e per quanto riguarda la mobilità. Ovvero, come spesso accade, se fai il loro gioco sarai premiato, se stai sulle scatole potranno negarti anche la richiesta di trasferimento, o, al contrario, trasferirti a 120 Km da casa.
Le sanzioni saranno più severe per chi fa il malato immaginario o risulta in servizio senza esserci. Tempo fa un tale, dipendente d’un comparto diverso dal mio, aveva l’hobby della pesca delle aragoste da regalare agli amici politici. Passatempo dai duplici vantaggi che praticava in orario di servizio, firmando regolarmente il registro delle presenze. Di questo andazzo non ci sono prove, naturalmente, non ve ne saranno mai. Nello stesso periodo, il suo dirigente se la prendeva però con un altro dipendente, la cui colpa era uscire sul portone a fumarsi una sigaretta ogni tanto. Anche di questo non vi sono prove: i colleghi compatti sosterranno il comportamento del dirigente perché un lavoratore con un’invalidità causata della disonestà d’un precedente dirigente, è lavoro in più per gli altri..
Sempre lo stesso dirigente scolastico ora potrà licenziare il dipendente che più gli sta antipatico per condotta aggressiva e molesta in ambiente di lavoro, o reiterata valutazione insufficiente della prestazione resa nel biennio, senza preavviso da parte dell'Amministrazione.
Naturalmente le nuove norme si possono applicare correttamente da parte dei dirigenti in buona fede. Ma, come per tutte le cose, fidarsi è bene e non fidarsi è meglio e un filtro, un incaricato “super partes” al controllo, servirebbe. Invece Cisl e Uil le hanno già sottoscritte e digerite, come una purga del ventennio. Rimane il ministro per le pari opportunità, con leggi, normative e pene severe sul MOBBING, metodo ben consolidato nella P.A. contro quei dipendenti che osano andare contro le disonestà e il malaffare. Sarebbe l’unica difesa contro lo strapotere dei dirigenti “politici” o con le mani in pasta. Sembra però che in questo senso dalla ministra non arrivi nulla, nemmeno dal suo stipendiatissimo portavoce, forse troppo occupati a scrivere un nuovo libro di cazzeggi sulle stelle.
Un’ultima integrazione: vengono ampliati i compiti dell’Ispettorato della funzione pubblica, che può avvalersi della Guardia di Finanza per lo svolgimento delle proprie funzioni. Probabilmente s’intende la verifica dei congedi e relativi certificati, perché non mi risulta vengano mai fatti veri controlli sulla gestione e amministrazione dei PROGETTI scolastici, o come li chiamano ora, LABORATORI extrascolastici o extracurricolari, che pur impiegano somme enormi di denaro pubblico.





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