mercoledì, aprile 22, 2009

Un caso di coscienza

E’ da parecchio che non aggiorno il blog, troppo indaffarata dall’archiviare le centinaia (migliaia) di immagini fotografiche scattate dal 2007 in poi. Senza nemmeno prendere in considerazione le meravigliose immagini subacquee di Franz, che purtroppo aspetteranno ancora, forse fino alla pensione. Peccato. Ma purtroppo sono diapositive, e riversarle sul pc non è cosa da poco, data la consistenza numerica.
Si tratta di un lavoraccio: flora, fauna e paesaggi sardi. Ho cominciato con la Flora, un campo vastissimo (ed ora mi rendo conto di quanti errori madornali ho fatto in passato prendendo una pianta per un'altra, a causa di alcune rassomiglianze... ) e il beneamato, comprendendo quale "appento" mi sia presa, sta pensando di propormi per una laurea "honoris causa" in botanica!
Vabbè!...
La foto in alto era stata fatta ad un fiore, nell’oliveto. A casa, la scoperta della piccola curiosa affacciata sopra un petalo. Forse una moschina, o una mantide. O magari un’Ameles appena nata. Immagino lo stupore di questo piccolo esserino, nel vedere avvicinarsi un grosso cerchio nero lucente...
Pare che i miei piccoli amici abbiano un cervello tanto piccolo quanto inutile, anzi, che non siano dotati d’intelligenza, ma solamente di centri nervosi che comandano i sensi e le conseguenti azioni. Quello che ci differenzia da loro sarebbe, in definitiva, la coscienza.
Eppure, ci trovo più coscienza e coerenza in una cavalletta o in una moschina, che nella maggioranza del genere umano.
Rileggendo i vecchi post mi accorgo di dire sempre le stesse cose, anche se su argomenti diversi. Parole scritte inutilmente, che cadono nel vuoto, nell’oblio dell’incoscienza umana. Puoi ben dire che la Terra è un pianeta che gira attorno al Sole... la maggioranza degli italiani dirà che la Terra è il centro dell’Universo e tutto gli ruota attorno. Siamo regrediti ai tempi di Galileo. Tra pochi giorni è il 25 aprile e uno dei nostri ministri se ne viene fuori affermando che i partigiani erano solamente dei banditi. Forse avrebbe preferito una terra dominata dalle SS e dalle camicie nere, e chissà che lui stesso non avrebbe conosciuto l’olio di ricino o un campo di concentramento. Intanto è iniziata la campagna elettorale per le poltrone al parlamento europeo. Non so proprio chi scegliere, tra veline, magna-magna e buontemponi. Eppure una parte di questi si beccheranno migliaia di euro ogni mese senza che a me ne verrà alcun beneficio. E non mi vengano a dire il contrario! Per non parlare della pubblica amministrazione.... Nella trasmissione tv Report hanno riportato il caso della Dsga trasferita perché voleva indagare sul caso dei dipendenti malati e allo stesso tempo presenti in servizio. Un caso? Io direi una normalità. Casi così ce ne sono a migliaia, e tutti fingono di non vederli, salvo indignarsi quando viene riportato dai media. Il mobbing è una prassi ormai consolidata nella PA, e non è certamente un caso che il ministro per le pari opportunità non ne parli mai, non l’abbia preso in considerazione nelle sue “linee programmatiche”. Nella PA, e intendo tutta la PA, istituzioni scolastiche in primis, succede di tutto e di più, inutile scandalizzarsi per questa ovvietà. Le cariche più alte al 99 per cento sono “politiche” e la conseguenza è appunto la più ovvia: un grande casino. Invece di cercare di porre rimedio in questa grande famiglia, i governi si susseguono nel coprire tutti i misfatti, o, come in questo attuale, di fare fumo per raccogliere voti tra i lavoratori privati, da sempre invidiosi o esacerbati dai continui disservizi. Il ministro dice che siamo dei fannulloni. Bene, cominci a licenziare tutti quelli che ricoprono un ruolo in virtù dell’appartenenza a un clan familiare o mafioso. Resteremmo quanto meno dimezzati, ma forse ne varrebbe la pena.... Il ministro dice che le signore statali la devono smettere di fare la spesa in orario di servizio. Ma i sindacati insorgono, difendendo “a prescindere” le signore, senza accorgersi che il ministro stava gettando nuovo fumo, per risollevare il suo personale gradimento tra il popolino italiano. In quei giorni mi sono chiesta se i sindacati non abbiano avuto vergogna d’una tale dimostrazione di scorrettezza. Da donna, da statale, devo forse ricordare loro che lavoriamo mezza giornata, e che la mezza restante è tutta a nostra disposizione, spesa compresa? Quando lavoravo nell’industria, con orario dalle 8 alle 17 (quando andava bene), non mi passava nemmeno nell’anticamera del cervello di uscirmene per comprare il pane e il latte. Nè a tutte le altre donne presenti in fabbrica. Eppure avevamo tutte una famiglia, mangiavamo regolarmente, e trovavamo il tempo di farci pure una passeggiata!
Quand’è che i sindacati insorgeranno compatti contro le pratiche del mobbing? Perché, sissignori!, negli stessi comparti, istituzioni, uffici, c’è chi, in orario di lavoro e magari di straordinario, se ne va a fare la spesa con la scusa che è donna, che tiene famiglia, e altri sono tallonati a vista dalla dirigenza perché vanno controcorrente, vorrebbero le cose giuste, i conti giusti..., guai se si spostano minimamente per un caffè o una mezza sigaretta, indifesi dagli stessi sindacati, e per avere un “minimo” di giustizia devono rivolgersi ad un avvocato, con pratiche lunghe anni, e spesso senza soddisfazione perché anche la giustizia troppo spesso è “politica”. Nella PA la giustizia, l’equità, la meritocrazia (di cui tanto si riempiono la bocca i nostri ministri) è un’utopia. Per la mancanza, appunto, di coscienza.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bentornata.
Anonimo sassarese

giulia zeta ha detto...

Saluti a te. gz.