Da L’Unione Sarda - Col piano casa e lo "sblocco" dei cantieri "che erano stati fermati dal piano paesaggistico della precedente amministrazione" si darà "una boccata d'ossigeno all'economia della nostra regione". Lo dice Ugo Cappellacci, neogovernatore della Sardegna, in un'intervista al Giornale. "La tutela dell'ambiente non ha colore politico - dice -, così come lo sviluppo". Cappellacci sostiene che sta attivando "una serie di tavoli territoriali per valutare le criticità del Ppr". "Pensavamo a un primo provvedimento che servisse a eliminare le criticità più evidenti, quelle che hanno bloccato totalmente il sistema in Sardegna - precisa -, per mettere mano in un momento successivo alla legge quadro di riforma dell'urbanistica. Perciò inseriremo il piano casa nel primo, in vista poi di un restyling più articolato del Ppr".
Sono d’accordo con lei, signor governatore. La tutela dell’ambiente non ha colore politico. Infatti, come scritto in un precedente post, l’abbattimento insensato dei cormorani a “tutela” degli itticoltori è iniziato con la giunta di destra, è continuato con la giunta di sinistra, ora siano nuovamente a destra. Abbiamo anche una proposta di legge ad hoc d’un senatore PDL che abbassa l’età per cacciare a 16 anni, amplia le specie con cui poter giocare a chi ne ammazza di più, praticamente tutta la fauna, anche quella protetta e in via di estinzione. I prodi cacciatori potranno finalmente sparare liberamente ai gatti randagi, ai cani, canarini, ai piccioni di san marco, ai cormorani, ai gipeti pagati a peso d’oro dalla regione, ai galli cedroni, alle nutrie scambiate per sarroni, agli orsi, tassi, porcospini, pecore smarrite, ed anche ai coniglietti dei prestigiatori, per poi imbalsamarli e ficcarli in bella mostra nel giardinetto a prato inglese al posto dei nanetti.
Non che ora sia tanto diversa, la situazione. Capita spesso di vederli, i cacciatori della domenica. Gruppetti di baldanzosi ometti, addobbati come dei marines d’assalto, fiaschetta di abbardente alla cintola, mostrare la loro virile potenza col fucile in braccio a chi gli passa accanto. Come si muove una foglia, prima sparano, poi guardano a cosa hanno sparato. Se si tratta di una moffetta, piuttosto che di una pernice, si nasconde da qualche parte e si continua a giocare. Immagino anche che il signor governatore abbia partecipato alla caccia al cinghiale, e sappia come si svolge. Si liberano i cani più scalcinati, vecchi, malaticci, senza pedigree, "roba di scarto" insomma, i quali, affamati perché lasciati a digiuno, scoveranno il cinghiale e gli si getteranno addosso. Il cinghiale, più forte e grosso di loro, li sbranerà come fossero di pezza. Arriveranno allora i possenti cacciatori con i fucili e approfittando del momento gli riverseranno addosso qualche chilo di piombo.
Io lo trovo ottimo con la polenta, ma l’apprezzerei di più se ad essere sbranati non fossero i cani ma....
Poi, vogliamo parlarne, dello scempio cementizio di Stintino e di tutta la zona attorno a Santa Teresa, tanto per dirne solo due? Di villaggetti fantasma come il Nurra, edificato con l’amianto sulla scogliera? Quanti sardi si sono arricchiti con questo cemento? D'altronde, l’importante, come lei dice, è lo sviluppo dell’Isola.
Sono d’accordo con lei, signor governatore. La tutela dell’ambiente non ha colore politico. Infatti, come scritto in un precedente post, l’abbattimento insensato dei cormorani a “tutela” degli itticoltori è iniziato con la giunta di destra, è continuato con la giunta di sinistra, ora siano nuovamente a destra. Abbiamo anche una proposta di legge ad hoc d’un senatore PDL che abbassa l’età per cacciare a 16 anni, amplia le specie con cui poter giocare a chi ne ammazza di più, praticamente tutta la fauna, anche quella protetta e in via di estinzione. I prodi cacciatori potranno finalmente sparare liberamente ai gatti randagi, ai cani, canarini, ai piccioni di san marco, ai cormorani, ai gipeti pagati a peso d’oro dalla regione, ai galli cedroni, alle nutrie scambiate per sarroni, agli orsi, tassi, porcospini, pecore smarrite, ed anche ai coniglietti dei prestigiatori, per poi imbalsamarli e ficcarli in bella mostra nel giardinetto a prato inglese al posto dei nanetti.
Non che ora sia tanto diversa, la situazione. Capita spesso di vederli, i cacciatori della domenica. Gruppetti di baldanzosi ometti, addobbati come dei marines d’assalto, fiaschetta di abbardente alla cintola, mostrare la loro virile potenza col fucile in braccio a chi gli passa accanto. Come si muove una foglia, prima sparano, poi guardano a cosa hanno sparato. Se si tratta di una moffetta, piuttosto che di una pernice, si nasconde da qualche parte e si continua a giocare. Immagino anche che il signor governatore abbia partecipato alla caccia al cinghiale, e sappia come si svolge. Si liberano i cani più scalcinati, vecchi, malaticci, senza pedigree, "roba di scarto" insomma, i quali, affamati perché lasciati a digiuno, scoveranno il cinghiale e gli si getteranno addosso. Il cinghiale, più forte e grosso di loro, li sbranerà come fossero di pezza. Arriveranno allora i possenti cacciatori con i fucili e approfittando del momento gli riverseranno addosso qualche chilo di piombo.
Io lo trovo ottimo con la polenta, ma l’apprezzerei di più se ad essere sbranati non fossero i cani ma....
Poi, vogliamo parlarne, dello scempio cementizio di Stintino e di tutta la zona attorno a Santa Teresa, tanto per dirne solo due? Di villaggetti fantasma come il Nurra, edificato con l’amianto sulla scogliera? Quanti sardi si sono arricchiti con questo cemento? D'altronde, l’importante, come lei dice, è lo sviluppo dell’Isola.






0 commenti:
Posta un commento