giovedì, marzo 26, 2009

Diamoci da fare

Cose da fare per un licenziato:

♦ Dormire tutto il giorno (tanto che si alza a fare)
♦ Chiedere soldi a parenti e amici che ancora hanno un lavoro
♦ Iscriversi all’Ufficio di collocamento
♦ La fila alla mensa dei poveri
♦ La fila alle dame di San Vincenzo per il vestiario
♦ Lavorare in nero aumentando l’evasione fiscale
♦ Allestire un banchetto per vendere i mobili di casa
♦ Chiedere la carità
♦ Vendere un rene o un altro pezzo anatomico
♦ Passare le giornate negli ipermercati climatizzati quando è troppo freddo o troppo caldo
♦ Fare il barbone
♦ Morire d’inedia

Il cavaliere ci ha fatto sapere come la pensa sui licenziati, suggerendo che "chi è stato licenziato si trovi qualcosa fare, io non starei con le mani in mano...". Dall’alto dei suoi 14,5 milioni di euro della denuncia dei redditi del 2008, è facile parlare così. Le cose stanno ben diversamente, e volendo ironizzare crudelmente su un tema attuale tanto scottante, aggiungerei alla lista
♦ fare la torcia umana
♦ darsi alla criminalità
♦ rapire un riccone
♦ prostituirsi.

Che altro intendeva, il cavaliere? Forse che un licenziato di questi tempi, magari con figli a carico, potrebbe aprire un’attività sua? Un’attività qualsiasi, dalla banca privata all’allevamento intensivo di suini. E’ sempre stato facile, per chi ha la pancia piena, parlare della fame nel mondo.
Non si tratta di due o tre persone. Finita la cassa integrazione, finita la disoccupazione, finiti i risparmi, che faranno le centinaia di migliaia di italiani nuovi poveri?
Lavoreranno a nero per lo stesso imprenditore che li ha licenziati? Che così risparmierà sull’assunzione, sullo stipendio, sull’assicurazione, sulla sicurezza, tutto a scapito del poveretto che sarà costretto ad accettare, pena morire di fame? Potrebbe essere questo il disegno nascosto di tanti imprenditori sovvenzionati nelle loro imprese dai soldi pubblici e riparati dalle nuove leggi protezionistiche sui bancarottieri.
I media in questi giorni ci hanno annunciato un ribasso nelle future bollette. Il prossimo anno, quando saranno in troppi gli assistiti a carico dello stato, ovvero a carico dei lavoratori dipendenti su cui è possibile il prelievo fiscale, le bollette diminuiranno ulteriormente o andranno al raddoppio? Per intanto la proposta del 20% dello stipendio dei parlamentari da devolvere agli indigenti non è passata, e quella era “qualcosa da fare”. Come “qualcosa da fare” era tagliare tutti i capigruppo e assessori inutili di comuni, province, regioni con stipendi abnormi in un momento di crisi come questo. “Qualcosa da fare” è ridurre le spese militari, i benefici ai parlamentari, le infrastrutture inutili, le consulenze ministeriali, i super esperti ministeriali dall’altissimo costo per la società e di cui non si parla mai, i portavoce, i portaborse, e tutti gli altri sprechi (come i finanziamenti ai campi da golf che non aumenteranno i posti di lavoro) sempre a danno del popolo, della nazione.

12 commenti:

sassicaia molotov ha detto...

Eppure ne hai avuto da poco la conferma proprio in Sardegna. C'è gente che non aspetta altro di votare uno così. Il qualcosa da fare veramente è svegliare la gente, Veltroni ha contribuito ad ulteriori dosi di sedativo, speriamo non sia troppo tardi.

giulia zeta ha detto...

Caro Sassicaia, la conferma ce l'ho tutti i giorni. Il piano edilizio a cui tiene tanto il cavaliere è partito da qui. Gli italiani, i sardi, si fanno spremere senza rendersene conto, troppo intenti a guardare il proprio orticello. Ma siccome la ruota della vita e della fortuna gira, prima o poi anche quell'orticello diventerà sterile. saluti gz.

elena ha detto...

Suvvia, un po' di ottimismo! Che, come diceva Jannacci, "...sempre allegri bisogna stare / che il nostro piangere fa male al re..." - da modificare per la circostanza in "all'unto-re".
Scherzo. A denti stretti.
Mi è piaciuto il tuo pezzo, Giuliazeta. Spero non ti dispiaccia che ti ho citato...
ciao.

giulia zeta ha detto...

Cara Elena, di questi tempi, per quanto riguarda politica e governo, è difficile e pericoloso essere ottimisti, a meno di essere affiliati al pdl. Così come non ero di buon umore mentre scrivevo questo post, dovendolo auto-censurare per non andare troppo pesante. Il periodo non è buono nemmeno per chi il lavoro ce l’ha, figurarsi per chi è a casa a tempo indeterminato. Non mi dispiace affatto essere citata da un altro blogger, nel bene o nel male (purché ci sia diritto di replica), e ti ringrazio d’aver trovato il post interessante. Ultimamente mi stanno arrivando critiche negative, d’essere cioè troppo prolissa. Ma è il mio modo di scrivere, non sono capace di “stringere”. Oltrettuto, dilugarsi serve a far capire meglio un particolare, una situazione altrimenti incomprensibile. Ecco... anche ora, un commento troppo lungo... pardòn. Saluti gz.

elena ha detto...

Cara Giuliazeta, non prndere per oro colato quello che scrivo... nel senso che il mio ottimismo era solo satirico (di motivi per esserlo non ne ho, al momento, come credo la maggior parte degli italiani, che se ne rendano conto o meno) e anche nel senso che ho letto ancora poco del tuo blog e quindi il mio giudizio è parziale. Ma non mi sembri prolissa... forse perché è il mio stesso "difetto"?
D'altra pare hai ragione: anche dilungandosi per spiegare, gli equivoci sono sempre a portata di mano, quindi...
è ovvio che da me c'è il diritto di replica, ci mancherebbe! vieni pure quando vuoi, ti aspetto!
ciao e grazie per l'ospitalità.

giulia zeta ha detto...

Grazie a te, Elena. Naturalmente anche tu sei la benvenuta. ciao gz.

Dario ha detto...

Ti comunico che grazie alla mia segnalazione hai ricevuto il Premio Dardos, per saperne di più vai a http://www.dariosblog.com/2009/03/darios-blog-ha-vinto-il-premio-dardos.html

jacktisana ha detto...

Cara Giulia,
sono completamente solidale con ciò che hai scritto e proprio per questo ti invito, come si sta facendo in altre regioni italiche, ad abbandonare la denuncia e ad abbracciare la ricostruzione.
Abbiamo bisogno di cambiare le nostre abitudini e questo è possibile solo cambiando prospettiva di vita, uscire dall'internet e incontrare persone con cui agire. I contesti sono i più vari, io per esempio [:-)] sto lavorando nel progetto di ArcipelagoScec, ma qualsiasi gruppo attivo sui diritti umani e/o ambientali va bene! Magari già lo fai, ma ti esorto ancora: noi siamo il cambiamento, il nuovo che arriva, tramite le azioni con gli altri. Con affetto JT

giulia zeta ha detto...

Ringrazio Dario per l'attestato di benemerenza. Non se ne dispiacerà se non continuo la catena... Ti aggiungo nei link come ringraziamento. Dopotutto è lo spirito di questi premi, aumentare la visibilità dei blog. Non l'ho fatto prima perché dovessi aggiungere tutti i bloggers degli aggregatori a cui sono associata, la lista sarebbe troppo lunga. ciao gz.

giulia zeta ha detto...

Caro Jack, ogni tanto ti si risente, con piacere! Mollare il blog? Ci penso ogni tanto, ma al momento è l’unico impegno che riesco ad avere. Tralasciando l’ambito familiare, la situazione qua è drammatica. Non mi ci trovo, è tutto difficile e non certo per l’età o il carattere. A Bologna, con fatica ero riuscita ad allacciare rapporti con altre persone, e le occasioni per proporsi o per iniziative non mancavano. Qua la situazione è ben diversa, sarà anche per il lavoro, che pur essendo statale e quindi da fannullone, checché ne pensino gli altri, di tempo me ne avanza poco. L’altro ieri sono tornata a casa a mezzanotte. Ieri, sabato, è stata una giornata campale, da annotare sul diario. Sono a pezzi, comincio a odiare d’essere approdata su quest’isola dei famosi, dove la gente litiga per scemenze, senza capire che il vero problema non è il vicino di casa, non è il collega, non è l’immigrato, ma tutta quella risma di politicanti e dirigenti di casta che stanno spremendo i sardi e la Sardegna peggio che fossero dei limoni. Il nuovo avanza? Qua il nuovo è al di là del mare.... Saluti cari gz.

jacktisana ha detto...

non mollare il blog!!! ma cerca rapporti con le persone che portino nel "reale" una prospettiva di impegno concreto per fare: in Lombardia abbiamo lavorato mesi prima di costituire l'isola di Arcipelago.
Il fatto di agire porta con sè sottili cambiamenti che poi ti renderai conto diventeranno pian piano incredibili.
Perchè non cerchi le persone con cui avviare arcipelago sull'isola?
Se metti il seme nei tuoi pensieri vedrai che arriva! con affetto
JT

giulia zeta ha detto...

Ci ho già provato, Jack, con un totale fallimento! Probabilmente non erano le persone giuste. Cmq tentar nuovamente non nuoce, ma prima di tutto devo cercare di metter pace sul lavoro. O MI FARANNO USCIRE DI SENNOOO!!!! ciao gz.