mercoledì, marzo 18, 2009

Controsensi

Art. 2
Gli aderenti a Kilombo s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e delle culture progressiste: uguaglianza, libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo, riconoscimento dei diritti umani, difesa dell’ambiente. Ci si richiama al rispetto e alla difesa della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani contro ogni tentativo autoritario, totalitario, discriminatorio o repressivo, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana

Art. 3
Kilombo intende rappresentare un libero spazio di discussione pubblica, scambio paritario di conoscenze e mobilitazione democratica, tra cittadini che si riconoscono nella storia della sinistra parlamentare ed extraparlamentare e/o nelle attuali formazioni politiche o gruppi e associazioni di sinistra e/o che condividano dall’esterno le battaglie civili e sociali di tali partiti, gruppi o associazioni. Kilombo si prefigge lo scopo di far incontrare e mettere a confronto le diverse anime della sinistra (da quelle radicali a quelle riformiste) esaltandone i punti di divergenza e di contatto, in una tensione politico-culturale di accomunamento delle differenze.


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Riporto qui sopra due articoli della Carta di Kilombo, sottoscritta al momento dell'adesione. Al momento ci sono le votazioni per emendare questi e altri articoli, ma, in sostanza, per chi vuole capire e non solo puntigliare sulle virgole, si può riconoscerne il senso democratico e comunitario dell'aggregatore.
Chi vi aggrega il blog o il sito, ha il fondamentale scopo di farlo leggere. Si tratti d’uno scritto politico, diaristico, poetico, o d’una barzelletta, poco importa. Frugando qua e là, volendo fare gli “spaccapelisti”, sono realmente pochi i pezzi professionalmente validi, giornalisticamente e letterariamente parlando. Gli errori grammaticali, di sintassi e di forma non si contano ed io sono uno dei bloggers che ne commette di più. Pazienza. Non siamo perfetti e si spera sempre in un miglioramento. Intanto si fa cronaca, aggiornamento, approfondimento.... Cercando, quando il tempo lo consente ed è sempre pochissimo, di partecipare, laddove lo scritto suscita un interesse particolare, una curiosità, o magari un’offesa.
In alcuni blog i commenti si sprecano, anonimi e non, in altri sono inesistenti o pochissimi, come nel mio. Nessun problema: non sarà la mancanza di commenti a togliermi la voglia di scrivere cose serie o scemenze, a seconda dell’umore e delle circostanze. In fondo, nemmeno io commento spesso gli scritti degli altri kilombisti, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per un pizzico di timidezza. E’ successo anche che il mio commento non sia mai stato pubblicato perché, forse, giudicato non appropriato o pertinente o ben scritto dal proprietario del blog. Pazienza. Non sono così presuntuosa da pretenderne la pubblicazione. Non sono nemmeno permalosa: la libertà degli altri è sacra quanto la mia. Forse, però, lo spirito kilombista di partecipazione, condivisione e confronto viene meno. Ma sopportiamo pure questo, ché la sinistra avrà pure perso le elezioni per un motivo!
Quel che mi secca è questo: Leggo un post. C’è già un commento e ne metto uno pure io, in risposta anche a quello precedente. Qualche giorno dopo, vado a rileggere per, appunto, “partecipazione”. Il primo commentatore ha risposto al mio, ma il mio è sparito. Cancellato. Sempre che a qualcuno interessi leggere quanto scritto, che capirà? che ci siamo telefonati? Il primo commentatore alla fine pare stia monologando, non fosse che cita il mio nick. Meglio era se il proprietario del blog, d'un colore ambiguo come quello forzista, cancellava anche la risposta. Nessuno ne sapeva nulla, e io non perdevo tempo a scrivere questo.
Oggi è pure giornata di sciopero, ed io vi aderisco per solidarietà con chi il lavoro non ce l’ha o sta per perderlo, per il rinnovo contrattuale, contro il malgoverno. Ho chiamato scuola per avvertire, come da contratto: sono l’unica pecora nera, gli altri tengono tutti famiglia... E poi c’è festa, un evento importante: come si fa a dare buca, creando disagio? Proprio vero, non sono persona affidabile e meritoria di considerazione.

3 commenti:

Spartacus Quirinus ha detto...

Posto che ognuno è il 'proprietario unico' del suo blog, per cui può moderare, accettare e/o cancellare i commenti che altri scrivono sotto i suoi post, c'è da dire che uno dei presupposti di chi aderisce a Kilombo è la commentabilità dei post e il divieto di 'bannare' altri kilombisti. Dunque chi aderisce a Kilombo DEVE lasciare i commenti dei 'colleghi'. Ovviamente libero di cancellare i commenti anonimi o trolleggianti di chi non è nel ns. collettivo. Eventuali atteggiamenti contrari a questo principio vanno segnalati alla Redazione che contatterà il collega per ricordargli che i nostri commenti vanno accettati, controbattuti, criticati ... ma non cassati.

Casa della Sinistra ha detto...

Purtroppo l'idea di libertà voulteriana non è ben compresa. A me mi hanno minacciato di querela se non avessi cancellato un commento (nemmeno penalmente rilevabile) di un anonimo.La libertà sta tutta lì, ma ognuno si assume le proprie responsabilità

giulia zeta ha detto...

In fin dei conti, nel caso in questione, si tratta di una indelicatezza, di una svista grossolana. Però è anche dai piccoli gesti che si può notare quanto la democraticità e la libertà di espressione e di parola, nel nostro Paese sia sempre più in declino. saluti gz.