lunedì, marzo 02, 2009

Chi si accontenta, gode?!?!!

Un merlo sullo stenditoio: segnale di primavera in arrivo.

Leggevo le storie dei disoccupati su repubblica e mi rivedevo quando, passati i 40 anni, anch’io come loro ero senza lavoro, solidale alla loro preoccupazione per un futuro che purtroppo non è incerto, ma certamente nero. Leggendo qua e là credo che il problema di fondo non sia la concorrenza industriale, o il costo della manodopera e dei materiali, piuttosto la frode di chi, impresario, non ha alcuno scrupolo per accaparrare più soldi possibile sfruttando i dipendenti con contratti a termine o riducendo gli organici per diminuire le uscite. Di questa situazione tutta la colpa è dei politicanti italiani che col loro esempio fraudolento alimentano la disonestà a tutti i livelli. “Mors tua vita mea” e la solidarietà non paga.
Càpita poi che arrivo all’intervento d’un ex dirigente, età 31-35 anni, una laurea, master, tirocini, diversi attestati a corsi, corsetti, attestati di stima e professionalità. Costui è uno di quei fortunati che, pur perdendo il lavoro a progetto presso la Provincia, ha un nuovo lavoro, anche se, mi dispiace davvero per lui, anche questo a tempo determinato. Che lavoro ha trovato? Un impiego da bidello. Pardòn, collaboratore scolastico. Ma come mai, gli chiedono i nuovi colleghi. Bisogna adattarsi a tutto, risponde lui. Un lavoro onesto è sempre buono, dico io. Oltrettutto costui si beccherà 1200 euro mensili, cifra che io, bidella di ruolo ormai da anni, non ho mai preso.
Mi secca, questo atteggiamento. Mi secca moltissimo. Posso essere compartecipe al suo dispiacere di non avere un adeguato lavoro dopo aver tanto studiato, ma il sentire continuamente queste gratuite offese mi secca. In un periodo di crisi globale, un onesto lavoro da 1200 euro al mese non va bene? Con tutti i laureati a spasso, davvero c’è qualcuno che ancora crede d’aver spianata la strada del lavoro per il semplice motivo d’aver una laurea in tasca? Forse gli italiani, a causa del plagio indotto dalle tivù rai-set dove tutti sono tirati a lucido, alla moda e col guadagno facile, pensano che a loro siano riservati solo i lavori “belli”, di “classe”, impiegati o dirigenti? e che certi altri posti, più umili, siano da riservare agli immigrati? Anch’io ho fatto corsi e corsetti, un tempo avevo uno studio, ho fatto l’impiegata. Ma devo pagare l’affitto ai primi del mese e le bollette arrivano sempre puntuali. A causa del “classismo” mi fanno fare corsi di alfabetizzazione informatica degna d’un bambino delle elementari (la gelmini ha tagliato l’informatica nella scuola primaria proprio con quel disegno), la mia esperienza, i corsi fatti non contano nulla. Ma in fin dei conti, per me, cosa conta? solamente un lavoro, con uno stipendio regolare, in cambio del servizio che mi viene richiesto. La gratificazione nel lavoro non esiste più, bisogna cercarla altrove. A meno che non si cambi la mentalità disonesta e classista dei politicanti, che spremono i lavoratori fino all’impossibile, in cambio di poco o nulla.
Càpita pure che oggi una ragazzotta, di cui è meglio tacere il nome per pietà, al diniego d’una bidella per qualcosa che lei voleva ma non le era concesso, ha detto, testuali parole: “adesso anche i servi hanno imparato ad alzare la testa”. Chissà se da grande, quando si sarà laureata, questa ragazzotta riuscirà ad averlo, un posto da bidella.

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