Leonardo, Dante, San Francesco, Raffaello, Galileo, Tommaso d’Aquino, Niccolò Machiavelli, Giordano Bruno, Leon Battista Alberti, Michelangelo, Leopardi, Quasimodo, Mattei. Una manciata di uomini che in passato hanno dato lustro alla nostra bella Italia. Se per una perfida magia potessero tornare in vita nell’Italia di oggi, come si sentirebbero? cosa direbbero, che farebbero? Molto presumibilmente si spaventerebbero, tanto da darsi nuovamente la morte per non vedere lo scempio di cui siamo stati capaci. La regressione di un popolo che tanto ha dato all’arte, alla scienza, alla filosofia, alla chiesa, all’umanità, regredito tanto da rimanere incollato in casa per non perdere la puntata del “grande fratello”. Un popolo senza più un’idea che sia opera del proprio ingegno. Un popolo senza memoria, plagiato da una politica che non ha mai sentito parlare di Platone e la sua Repubblica, di Socrate e la sua Apologia, ma di personaggi della levatura di Carfagna, Craxi, Brunetta, Mastella, Berlusconi, Gasparri, Bossi, Feltri, Vespa, Dell’Utri, Cuffaro... Un popolo ormai assuefatto dalla politica del pallone e dello show-business, che vota per il meno peggio, o per chi gli raccomanderà il figlio o la figlioccia (forse).Foste in Sardegna oggi, come me, vedreste tante belle facce sorridenti, in giro. Tutti buoni, ti sorridono affabili, ti danno la mano e t’infilano un santino un tasca. Tutti bravi, promettono grandi cose, politiche a misura dei cittadini e della Regione. Vi stordiranno coi loro sorrisi, la barba rasata o la piega appena fatta dal parrucchiere.
Tanto la gente, il popolino, è beota e gli basta il sorrisino di circostanza elettorale. Se per loro non votereste, perché ancora non vi hanno plagiato, perché preferite l'alternativa di Unidade Indipendentista, vi direbbero che siete uno stupido, un “dispersore di voti”, una “bidella ignorante”. Eppure sono proprio loro - PD, PDL e i loro cortigiani - che hanno ridotto così la Sardegna, l’Italia. Potrebbero altri fare, non dico meglio, ma di peggio? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale rendere le strade peggio di quel che sono ora? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale spendere peggio di così i soldi contro la dispersione scolastica senza investire nemmeno un soldo per i ragazzi che abbandonano la scuola? Potrebbe, un’altra giunta regionale - provinciale - comunale lasciare che si chiuda una base Nato perché ne amplino altre in cui utilizzano uranio e torio?
Veniste in Sardegna, vedreste quante facce sorridenti in giro a stringere mani e ad ammiccare bonariamente. Sono gli stessi che fino a ieri sedevano nelle poltrone regionali, provinciali, comunali e oggi concorrono nuovamente per non perderne il possesso.
Ma dopotutto la Sardegna fa parte dell’Italia, e i sardi, la maggioranza, non è diversa dalla maggioranza degli italiani. Questo pomeriggio a scuola ho chiesto il riassunto della puntata di ieri sera del “grande fratello”: ne sono informatissimi. Di Eluana e l’attentato alla Costituzione l’hanno commentato come “il caso Ingrao” (neanche il cognome è giusto, sic!).
Basterebbero queste elezioni sarde, perché Enrico Mattei si rivoltasse nella tomba. Silvio Pellico non vorrebbe più uscire dallo Spielberg, e Mazzini getterebbe sul carbone ardente questa “vecchia Italia”.





9 commenti:
Mattei voterebbe Soru (ai suoi tempi si diceva che aveva simpatie socialiste) e forse lo farei pure io che, comunque, sto messo peggio di te con Bassolino.
CiAio', Leftorium
uomo di moralità eccellente Mattei lo dice la storia ...preferire Soru al berlusca non è difficile ma renateddu sempre un capitalista è qui quelli come lui da chi lavora son chiamati mere o meri o padronu faticare deve per provare che è a favore del popolo sardo
Caro Leftorium, qua si fa a gara a chi sta peggio. Chi viene in Sardegna da turista la trova splendida, un'isola unica al mondo. Per i residenti la realtà è completamente diversa, noi non siamo in vacanza tutto l'anno. Lavoriamo, ci ammaliamo, andiamo a scuola... e tutti gli annessi e connessi. Ci sono le eccezioni, ma sono poche. E buone eccezioni ci sono anche in Campania. Vorrei poterti invitare qua, a vedere da te, ma forse anche tu resteresti abbagliato dal mare e dai nuraghe, senza accorgerti che il resto sta scomparendo. E il governo regionale uscente era di sinistra. Così la giunta comunale di Sassari è di centro-sinistra. Forse anche a Mattei, tirando le conclusioni, sarebbero rimasti i dubbi se davvero Soru sia un bene per la Sardegna, e non soltanto il meno peggio. E del meno peggio mi sono stancata, preferisco l'alternativa, dal momento che c'è. Unidade Indipendentista è un movimento ancora giovane, ancora sano nei suoi ideali. Perché non dargli una chance? ciao gz.
Soru probabilmente sarebbe un argine credibile contro questa destra, ma così a occhio e vista dal continente ho paura che tu abbia ragione. In caso di risultato elettorale eclatante hai idea se l'unidade independentista verrebbe invitata a far parte del governo della regione?
Hai presente la nomenklatura sovietica? non mi risulta abbiano mai invitato i dissidenti politici a partecipare al governo. Così come non hanno mai invitato i rappresentanti delle minoranze. Cmq Unidade Indipendentista non si fermerà alle elezioni, ma andrà avanti come Movimento.
Qua purtroppo, da una parte abbiamo una possibile dittatura fascista, dall’altra una “sinistra omogeneizzata”, in mezzo ci sta la Sardegna. Si potrebbe parlarne per ore, ma preferisco essere concreta e guardare ai fatti: quel che è stato fatto e quel che non è stato fatto. Il risultato è pessimo. Vedere per credere, magari chiedendo ai sardi che sono emigrati in continente per motivi che non è solo il lavoro. E sempre per essere concreti, basta guardare i dati del Sole24ore sulla qualità della vita 2008: Sassari e Cagliari, le maggiori città sarde, sono scivolate nella classifica. Se hanno una qualche valenza, bisogna forse continuare a votare Soru? o Cappellacci? Io direi che è l’ora dell’alternativa ai due poli PD - PDL che ormai si sono astratti dai reali bisogni della gente. ciao gz.
Le alternative con la parola independentista fanno paura da sempre. Ma ritengo che diversamente dalla Sicilia, c'è qualcosa nei sardi di positivo, e sono capaci di guardare anche al futuro, se capiranno che la colonizzazione passa anche dalla cultura della sinistra del Pd. Non voglio stilar classifiche tra le due isole, chiaramente due storie isolane ma non troppo isolate dai poteri centrali. Ciò che descrivi qui è pure visibile, con ricatti (mafiosi) ancora più tristi e concreti. Cosa occorre fare? Più che agli ideali, anche se giovani e godibili, bisogna compenetrarsi nei desideri e nei bisogni di chi sta veramente in ambasce. E, purtroppo, questa tanto decantata crisi economica, comprende soltanto le classi più deboli. Su queste bisogna fa passare il senso che l'oppressione sociale, economica, poltica e morale è a senso unico che non tocca tutti. Lavorare come si spuò davvero tra le gente, condividendone le asoettative. Senza questo processo, sai meglio di me che gli ideali, da soli, sono solo fumo evanescente. La sfida è praticamente impossibile, ma se ciascuno di noi, utilizza quei pochi poteri che ha per sovvertire le cose di questo sistema sociale che non condivide, praticamemte farà un passettino avanti. Buona giornata.
U.I. non ha solo ideali, caro RIverinflood, e non ha nulla da spartire con la Lega Nord e le sue ambizioni separatiste. Ha anche un programma da portare avanti, comunque vadano le elezioni. Lo so bene che l'ideologia non basta. Sarebbe come passare la vita a sognare, senza approdare a nulla. Per questo alcuni movimenti sardi si sono coalizzati dando vita a Unidade Indipendentista: per cercare di rimediare ai guasti del passato, per cercare di ridare un'identità sarda ai sardi, primo passo verso politiche più complesse che portino la regione ad un livello più adeguato all'Europa di oggi. E oggi la Sardegna è molto arretrata (checché ne dica Soru) e c'è molto da fare per la gente e con la gente. ciao gz.
Detto con tutto il rispetto possibile, tempo un deja vu' tipo Nader.
Se con questo intendi che Unitade Indipendentista e IRS potrebbero essere responsabili d’una ipotetica perdita elettorale di Soru a favore della destra, ci credo poco. Se i sardi, ipoteticamente, sceglieressero di dare il proprio voto a cappellacci, così come ha fatto la maggioranza italiana nelle ultime elezioni politiche, la colpa è, e resta, dei soli italiani. O di chi li ha plagiati. O del Pd. O del papa. Se invece intendi che sono meteore destinate a scomparire, credo tu abbia torto. L’insoddisfazione c’è, da molto tempo. Gianfranco Sollai, Bastianu Cumpostu, Gavino Sale non sono personaggi estemporanei di una tornata elettorale. Mi dispiace solo che non si siano coalizzati, avrebbero sicuramente avuto più voti e più forza. E mi dispiace soprattutto che Bainzu Piliu non sia sceso in campo. ciao gz.
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