Sono stanca. Le vicende nazionali di questi ultimi tempi sono stancanti. Le elezioni sarde sono stancanti. La pioggia che da mesi scende incessante è stancante.
Dovevo fare altre cose in questi giorni e invece mi sono ritrovata a scrivere di elezioni, di cavalieri e vassalli, di ignoranti, di ladri e malfattori, di invasati e plagiati.
Sentivo ieri sera i “commenti autorevoli” sul caso Englaro. Il più buono è stato quello che ha dato del “patetico” al governo. Il più st****o quel “politico responsabile” che non vale un soldo bucato, e ha dato degli assassini al resto degli italiani, presidente compreso: uno che risponde al nome di Maurizio Gasparri; uno che saresti contento di sapere che si è comprato i voti, perché altrimenti non capisci che ci sta a fare in Parlamento.
In Italia c’è un’urgenza che non è urgente, una apocalisse annunciata che non importa a nessuno: tanto siamo in democrazia, tanto sulla tv c’è “il grande fratello”, tanto vincerà Soru, tanto con la politica mafiosa si deve convivere e ci stiamo riuscendo alla grande, tanto il papa è il papa. Oggi, domani, nei prossimi giorni manifesteranno in diverse città contro gli attacchi alla Costituzione italiana, ma in realtà non serve a nulla. Non cambierà niente, finché la gente, non tutta, l’importante che sia la maggioranza, resterà incollata alla tivvù a pendere dalle labbra di Alessia Marcuzzi e Maria De Filippi, messianiche vestali d’uno star bene “a prescindere”.
Si bevono tutto, questi della maggioranza: dal medico che dice alla paziente che un giorno di malattia non può darglielo o le toglieranno 50 euro, causa Brunetta, su uno stipendio di 850 euro mensili; al dermatologo dell’Asl con cui hai appuntamento, lo aspetti tutta la mattina e alla fine una simpatica infermiera t’informa che per quel giorno il dottore non farà più visite, che ci provassero nell’ambulatorio privato. A quel sorriso ebete di chi presume che stai raccogliendo voti per Soru poiché sei tesserato Cgil e vorresti prenderlo a calci nel sedere: Renato Soru prenderà il posto di Veltroni, non certo di Epifani.
La grande coalizione di sinistra in Sardegna non è per fare muro contro il cavaliere, serve a spartire poltrone e soldi fra chi si sente furbo e gliene importa meno di niente dei sardi e della Sardegna.
Sabato ero a Osilo, l’ho già scritto. Non avevo aggiunto che, al ritorno verso casa e la solita gimkana fra le buche stradali, una non s’è vista e l’auto c’è finita dentro in pieno con la ruota: un colpo da sfasciare non solo l’auto ma anche le vertebre di chi sedeva dentro. Ma la giunta cittadina è di centro-sinistra, della coalizione di Soru, e quindi al di sopra di sciocchezze come il controllo dei lavori stradali, “santi impuniti” che solo perché di sinistra restano intoccabili: d’altronde, che vogliamo? è colpa dei mezzi pesanti, dice l’assessore comunale “di sinistra”. Come se nelle altre città italiane non ci fossero i mezzi pesanti, ma solo a Sassari.... Ma noi ci beviamo tutto, condizionati dall’ontopsicologia statale.
Un unico punto fermo, un’unica conquista: Eluana si è ripresa la sua libertà. Al resto degli italiani rimangono il cavaliere e i suoi vassalli, la tivvù, la sinistra di Veltroni che non può farci nulla se la maggioranza dei suoi politici sono intercambiabili con quelli del cavaliere. Volendo far sul serio piazza pulita resterebbe a corto di deputati e senatori, come si fa?. Chi paga siamo noi. E ci raccontano che in Sardegna la sanità è un fiore all’occhiello: la visita dal dermatologo m’è costata 80 euro.
E’ stancante, vivere nella continua illegalità dei politici locali e nazionali. E’ stancante, questa pioggia incessante.
Dovevo fare altre cose in questi giorni e invece mi sono ritrovata a scrivere di elezioni, di cavalieri e vassalli, di ignoranti, di ladri e malfattori, di invasati e plagiati.
Sentivo ieri sera i “commenti autorevoli” sul caso Englaro. Il più buono è stato quello che ha dato del “patetico” al governo. Il più st****o quel “politico responsabile” che non vale un soldo bucato, e ha dato degli assassini al resto degli italiani, presidente compreso: uno che risponde al nome di Maurizio Gasparri; uno che saresti contento di sapere che si è comprato i voti, perché altrimenti non capisci che ci sta a fare in Parlamento.
In Italia c’è un’urgenza che non è urgente, una apocalisse annunciata che non importa a nessuno: tanto siamo in democrazia, tanto sulla tv c’è “il grande fratello”, tanto vincerà Soru, tanto con la politica mafiosa si deve convivere e ci stiamo riuscendo alla grande, tanto il papa è il papa. Oggi, domani, nei prossimi giorni manifesteranno in diverse città contro gli attacchi alla Costituzione italiana, ma in realtà non serve a nulla. Non cambierà niente, finché la gente, non tutta, l’importante che sia la maggioranza, resterà incollata alla tivvù a pendere dalle labbra di Alessia Marcuzzi e Maria De Filippi, messianiche vestali d’uno star bene “a prescindere”.
Si bevono tutto, questi della maggioranza: dal medico che dice alla paziente che un giorno di malattia non può darglielo o le toglieranno 50 euro, causa Brunetta, su uno stipendio di 850 euro mensili; al dermatologo dell’Asl con cui hai appuntamento, lo aspetti tutta la mattina e alla fine una simpatica infermiera t’informa che per quel giorno il dottore non farà più visite, che ci provassero nell’ambulatorio privato. A quel sorriso ebete di chi presume che stai raccogliendo voti per Soru poiché sei tesserato Cgil e vorresti prenderlo a calci nel sedere: Renato Soru prenderà il posto di Veltroni, non certo di Epifani.
La grande coalizione di sinistra in Sardegna non è per fare muro contro il cavaliere, serve a spartire poltrone e soldi fra chi si sente furbo e gliene importa meno di niente dei sardi e della Sardegna.
Sabato ero a Osilo, l’ho già scritto. Non avevo aggiunto che, al ritorno verso casa e la solita gimkana fra le buche stradali, una non s’è vista e l’auto c’è finita dentro in pieno con la ruota: un colpo da sfasciare non solo l’auto ma anche le vertebre di chi sedeva dentro. Ma la giunta cittadina è di centro-sinistra, della coalizione di Soru, e quindi al di sopra di sciocchezze come il controllo dei lavori stradali, “santi impuniti” che solo perché di sinistra restano intoccabili: d’altronde, che vogliamo? è colpa dei mezzi pesanti, dice l’assessore comunale “di sinistra”. Come se nelle altre città italiane non ci fossero i mezzi pesanti, ma solo a Sassari.... Ma noi ci beviamo tutto, condizionati dall’ontopsicologia statale.
Un unico punto fermo, un’unica conquista: Eluana si è ripresa la sua libertà. Al resto degli italiani rimangono il cavaliere e i suoi vassalli, la tivvù, la sinistra di Veltroni che non può farci nulla se la maggioranza dei suoi politici sono intercambiabili con quelli del cavaliere. Volendo far sul serio piazza pulita resterebbe a corto di deputati e senatori, come si fa?. Chi paga siamo noi. E ci raccontano che in Sardegna la sanità è un fiore all’occhiello: la visita dal dermatologo m’è costata 80 euro.
E’ stancante, vivere nella continua illegalità dei politici locali e nazionali. E’ stancante, questa pioggia incessante.





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