Ma cos'è una scuola, quale dovrebbe essere il supporto regionale all'istruzione pubblica? Sono del parere che dovrebbe essere diretta a tutta la comunità. I milioni spesi ogni anno dal governo regionale sardo dovrebbero essere utilizzati per “istruire” la popolazione, invogliare i giovani allo studio, “recuperare” quei ragazzi che per motivi diversi hanno abbandonato gli studi. Così non è e anche quest’anno i soldi sono stati stanziati per corsi extracurricolari del tipo “Le mani in pasta” rivolti a quegli studenti che già frequentano la scuola e magari hanno poco tempo per tali iniziative.
Questo mi pare un motivo ottimo per non votare più la giunta di Soru e i suoi assessori.
Ma Soru ha un asso nella manica, “Sardegna speaks English”, tanto publicizzato e osannato.
Personalmente mi ha molto deluso. Non per la qualità degli insegnanti, certamente bravi e preparati, ma per l’impossibilità di partecipazione. Il corso a cui ero iscritta aveva orari impossibili per chi lavora: lezioni alle 14, alle 15 o alle 17. Obiettando che il corso era rivolto specificatamente ai disoccupati, posso garantire che nella mia classe non c’era nessun disoccupato o casalinga che fosse. Naturalmente gli unici a poter frequentare erano i lavoratori della scuola in cui si svolgeva e qualche altro statale con orario canonico 8 - 14. Ecco nei fatti cosa intendo quando l’istruzione deve essere per tutti, anche per chi non è raggiungibile negli ordinari orari scolastici. Il personale della scuola non è d’accordo? Giustissimo, anche loro hanno una famiglia o magari vorrebbero partecipare al corso. Ecco che allora c’è la possibilità di lavoro per i disoccupati, un lavoro a tempo determinato, certo, ma un aiuto concreto lo vorrebbero in molti.
Unidade Indipendentista non ci promette più soldi. Per U.I. la strada da seguire è quella della valorizzazione regionale, del suo territorio, della sua cultura.
Sabato ero a Osilo, al comizio elettorale di Unidade Indipendentista. Uno dei relatori, a un certo punto se n’è venuto fuori con la comparazione loro e degli avversari tra sardo e friulano. La coalizione avversa pare abbia una concezione del friulano perlomeno stramba, poiché lo reputano tale e quale al sardo. Unidade Indipendentista trova che la somiglianza stia nel fatto che, sia il sardo che il friulano sono capaci di fare «Bu-bu-bu» allo stesso modo, poiché tutti e due un poco orsi. Non che la cosa mi faccia orgoglio, però gli dò pienamente ragione, dando dell’asino a chi dice il contrario.
E se Soru e la sua coalizione tanto di sinistra pensano di liquidare la faccenda in modo tanto semplicistico quanto, direi, arrogante, vorrei far presente una iniziativa della CCIAA udinese di ormai parecchio tempo fa. Il “Made in Friuli”. Prima di dire scemenze, s’informino. Al momento, non abbiamo niente in comune, nè la lingua nè tantomeno i politici. Sergio Cecotti e Riccardo Illy sono ben altra cosa rispetto a quel che ci propinano i partiti nazionali in Sardegna, Soru compreso. Un’ottimo motivo per votare Unidade Indipendentista, fatta di giovani sardi che amano la loro terra, e per svecchiare quegli assessorati dove si vedono le solite facce di sempre.
Programma sulla Conoscenza di Unidade Indipendentista
SCUOLA - ISTRUZIONE SARDA – LINGUA
Istituzione della scuola sarda. Avvalendosi delle prerogative attribuite alla Regione Sardegna dallo statuto, è il momento di vedere la scuola sarda in un’altra ottica che deve essere quella della valorizzazione dei nostri codici e delle nostre potenzialità, ma non solo. La scuola per molte comunità della Sardegna non è solo un centro di istruzione, ma è anche pietra fondante di una costruzione che, insieme alle poste, alla farmacia, al comune, agli asili nido ed a tutti gli altri servizi primari, aggrega e rende vivibile la comunità.
Avviamento di un programma generale di risardizzazione che porti ad un bilinguismo reale in ogni campo, dall'insegnamento alla cartellonistica stradale, dagli atti delle istituzioni ai mezzi d'informazione sardi. Bilinguismo significa avere due lingue, quindi 50% e 50% in ogni campo, come già viene applicato in altre zone dello Stato italiano quali Val d'Aosta, Friuli e Süd Tirol e come avviene in moltissime altre parti del mondo dove i diritti delle nazioni senza stato vengono tutelati!
Riteniamo dunque necessaria la realizzazione di un reale bilinguismo nelle scuole. La lingua sarda riveste un valore strategico in quanto è uno strumento politico di unità del popolo sardo. Il sardo quindi dovrà essere insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado superando l'attuale metodologia che lo vede impartito alla stregua di lingua straniera. Non è possibile proporre l'ora di sardo, laddove così come può esistere l'ora di inglese e l'ora di francese.
Nelle scuole si deve utilizzare, così come succede in tutti i posti del mondo dove esiste il bilinguismo e così come alcuni insegnanti all'avanguardia stanno sperimentando nella nostra Isola, la lingua sarda per le varie materie di studio. La Regione dovrà redigere i programmi di insegnamento delle varie materie da impartirsi in lingua sarda e istituire un percorso formativo per l’apprendimento della lingua sarda da parte degli insegnanti delle scuole dell'obbligo.
Proponiamo di individuare e sviluppare un percorso formativo sardo. In questo senso riteniamo che la poesia estemporanea sarda (nelle sue varie forme locali) vada compresa tra le attività scolastiche nelle scuole primarie e secondarie, con il duplice scopo di regalare ai giovanissimi uno strumento formidabile di crescita intellettuale, morale e culturale, e di conservare e rinnovare una delle ricchezze più significative del nostro patrimonio culturale, unico al mondo.
Chiediamo l’insegnamento della Storia della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado. I libri di testo dovranno essere proposti da una commissione di studiosi, avvalendosi anche di insigni esperti internazionali affinché prevalga in tali testi la vera ricerca storiografica piuttosto che la falsità storica di una Sardigna italiana da sempre.
Obbligo per tutte le nuove assunzioni nel settore pubblico di conoscere sufficientemente almeno una delle varianti del sardo. Ogni cittadino ha diritto a confrontarsi con un insegnante o con un qualsiasi funzionario di un ufficio pubblico nella sua lingua. Sta al funzionario essere adeguato al cittadino e non viceversa. In ogni posto al mondo dove è praticato il bilinguismo i funzionari devono sapere parlare entrambe le lingue.
Per tutte queste iniziative esistono finanziamenti europei finora non utilizzati per ragioni politiche da parte della classe dirigente italiana. A costo zero per i sardi, gli impiegati, per il solo fatto di parlare sardo, si troverebbero in busta paga mediamente 200 euro in più. Sfruttando i finanziamenti europei daremo vita a figure professionali ottenendo così il duplice risultato di creare posti di lavoro e di valorizzare il nostro patrimonio linguistico.
Questo mi pare un motivo ottimo per non votare più la giunta di Soru e i suoi assessori.
Ma Soru ha un asso nella manica, “Sardegna speaks English”, tanto publicizzato e osannato.
Personalmente mi ha molto deluso. Non per la qualità degli insegnanti, certamente bravi e preparati, ma per l’impossibilità di partecipazione. Il corso a cui ero iscritta aveva orari impossibili per chi lavora: lezioni alle 14, alle 15 o alle 17. Obiettando che il corso era rivolto specificatamente ai disoccupati, posso garantire che nella mia classe non c’era nessun disoccupato o casalinga che fosse. Naturalmente gli unici a poter frequentare erano i lavoratori della scuola in cui si svolgeva e qualche altro statale con orario canonico 8 - 14. Ecco nei fatti cosa intendo quando l’istruzione deve essere per tutti, anche per chi non è raggiungibile negli ordinari orari scolastici. Il personale della scuola non è d’accordo? Giustissimo, anche loro hanno una famiglia o magari vorrebbero partecipare al corso. Ecco che allora c’è la possibilità di lavoro per i disoccupati, un lavoro a tempo determinato, certo, ma un aiuto concreto lo vorrebbero in molti.
Unidade Indipendentista non ci promette più soldi. Per U.I. la strada da seguire è quella della valorizzazione regionale, del suo territorio, della sua cultura.
Sabato ero a Osilo, al comizio elettorale di Unidade Indipendentista. Uno dei relatori, a un certo punto se n’è venuto fuori con la comparazione loro e degli avversari tra sardo e friulano. La coalizione avversa pare abbia una concezione del friulano perlomeno stramba, poiché lo reputano tale e quale al sardo. Unidade Indipendentista trova che la somiglianza stia nel fatto che, sia il sardo che il friulano sono capaci di fare «Bu-bu-bu» allo stesso modo, poiché tutti e due un poco orsi. Non che la cosa mi faccia orgoglio, però gli dò pienamente ragione, dando dell’asino a chi dice il contrario.
E se Soru e la sua coalizione tanto di sinistra pensano di liquidare la faccenda in modo tanto semplicistico quanto, direi, arrogante, vorrei far presente una iniziativa della CCIAA udinese di ormai parecchio tempo fa. Il “Made in Friuli”. Prima di dire scemenze, s’informino. Al momento, non abbiamo niente in comune, nè la lingua nè tantomeno i politici. Sergio Cecotti e Riccardo Illy sono ben altra cosa rispetto a quel che ci propinano i partiti nazionali in Sardegna, Soru compreso. Un’ottimo motivo per votare Unidade Indipendentista, fatta di giovani sardi che amano la loro terra, e per svecchiare quegli assessorati dove si vedono le solite facce di sempre.
Programma sulla Conoscenza di Unidade Indipendentista
SCUOLA - ISTRUZIONE SARDA – LINGUA
Istituzione della scuola sarda. Avvalendosi delle prerogative attribuite alla Regione Sardegna dallo statuto, è il momento di vedere la scuola sarda in un’altra ottica che deve essere quella della valorizzazione dei nostri codici e delle nostre potenzialità, ma non solo. La scuola per molte comunità della Sardegna non è solo un centro di istruzione, ma è anche pietra fondante di una costruzione che, insieme alle poste, alla farmacia, al comune, agli asili nido ed a tutti gli altri servizi primari, aggrega e rende vivibile la comunità.
Avviamento di un programma generale di risardizzazione che porti ad un bilinguismo reale in ogni campo, dall'insegnamento alla cartellonistica stradale, dagli atti delle istituzioni ai mezzi d'informazione sardi. Bilinguismo significa avere due lingue, quindi 50% e 50% in ogni campo, come già viene applicato in altre zone dello Stato italiano quali Val d'Aosta, Friuli e Süd Tirol e come avviene in moltissime altre parti del mondo dove i diritti delle nazioni senza stato vengono tutelati!
Riteniamo dunque necessaria la realizzazione di un reale bilinguismo nelle scuole. La lingua sarda riveste un valore strategico in quanto è uno strumento politico di unità del popolo sardo. Il sardo quindi dovrà essere insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado superando l'attuale metodologia che lo vede impartito alla stregua di lingua straniera. Non è possibile proporre l'ora di sardo, laddove così come può esistere l'ora di inglese e l'ora di francese.
Nelle scuole si deve utilizzare, così come succede in tutti i posti del mondo dove esiste il bilinguismo e così come alcuni insegnanti all'avanguardia stanno sperimentando nella nostra Isola, la lingua sarda per le varie materie di studio. La Regione dovrà redigere i programmi di insegnamento delle varie materie da impartirsi in lingua sarda e istituire un percorso formativo per l’apprendimento della lingua sarda da parte degli insegnanti delle scuole dell'obbligo.
Proponiamo di individuare e sviluppare un percorso formativo sardo. In questo senso riteniamo che la poesia estemporanea sarda (nelle sue varie forme locali) vada compresa tra le attività scolastiche nelle scuole primarie e secondarie, con il duplice scopo di regalare ai giovanissimi uno strumento formidabile di crescita intellettuale, morale e culturale, e di conservare e rinnovare una delle ricchezze più significative del nostro patrimonio culturale, unico al mondo.
Chiediamo l’insegnamento della Storia della Sardegna nelle scuole di ogni ordine e grado. I libri di testo dovranno essere proposti da una commissione di studiosi, avvalendosi anche di insigni esperti internazionali affinché prevalga in tali testi la vera ricerca storiografica piuttosto che la falsità storica di una Sardigna italiana da sempre.
Obbligo per tutte le nuove assunzioni nel settore pubblico di conoscere sufficientemente almeno una delle varianti del sardo. Ogni cittadino ha diritto a confrontarsi con un insegnante o con un qualsiasi funzionario di un ufficio pubblico nella sua lingua. Sta al funzionario essere adeguato al cittadino e non viceversa. In ogni posto al mondo dove è praticato il bilinguismo i funzionari devono sapere parlare entrambe le lingue.
Per tutte queste iniziative esistono finanziamenti europei finora non utilizzati per ragioni politiche da parte della classe dirigente italiana. A costo zero per i sardi, gli impiegati, per il solo fatto di parlare sardo, si troverebbero in busta paga mediamente 200 euro in più. Sfruttando i finanziamenti europei daremo vita a figure professionali ottenendo così il duplice risultato di creare posti di lavoro e di valorizzare il nostro patrimonio linguistico.





0 commenti:
Posta un commento