Ricordo che quando ero piccola, in campagna elettorale, personaggi dal sorriso splendente e dal vestito di buona fattura passavano per le case, omaggiando i probabili elettori di volantini su cui era chiaramente disegnato il simbolo da sbarrare, accompagnandoli con pacchi di pasta o altri generi alimentari e molte grosse promesse.
Ieri passeggiavo nelle vie della città, guardando i manifesti elettorali appesi: Pd, Pdl, PSd’Az, Psi e pochi altri. Mancavano quelli dei partiti sardi: Unidade Indipendentista e IRS. Non essendo appoggiati dai partiti nazionali, i soldi sono pochi, quindi niente manifesti, ma solo strette di mano. E’ possibile competere in questo modo? Ci si prova. Si spera nel buon senso dei corregionali.
Sempre ieri, su “La Nuova”, un intera pagina era dedicata alla campagna del centrodestra. La visita del ministro Zaia a supporto del candidato Cappellacci.
Queste le promesse:
- Sul suo tavolo (di Zaia, nda) è pronto un decreto per comprare 1.200 tonnellate (milleduecento) di pecorino romano prodotto dagli allevatori locali da destinare ai poveri. (Ai ricchi verrà regalato il Parmigiano, nda). Per un importo di 8 milioni e mezzo di euro.
- Lotta agli importatori di carne rumena e più protezionismo per gli allevatori locali.
- Il marchio Dop per lo zafferano sardo.
- Blocco delle esecuzioni immobiliarib e interventi a favore delle imprese con uno stanziamento di 6 milioni di euro. Una possibile esenzione Ici per le aziende agricole.
- Sblocco delle imposizioni sanitarie a causa della “blue tongue”, un morbo del bestiame che blocca le esportazioni di carni sarde. (Chissà come mai se ne è riparlato proprio un mese fa dopo tanto tempo, della Blue tongue, sui quotidiani dell’isola..., nda)
Per ultimi, i cormorani.
I cormorani sono uccelli pescatori chiamati anche marangoni. La loro dieta è esclusivamente a base di pesce e naturalmente vanno a pescarlo dove ce n’è molto. E ce n’è molto nelle itticolture costiere, facendo arrabbiare gli addetti ai lavori, che per controbattere usano il fucile. Cosa promette allora il ministro Zaia? Una deroga all’UE per “contingentarli”. In parole povere, un “abbattimento controllato”. Cosicché le coste sarde fra poco si riempiranno di baldi e impavidi cacciatori che potranno provare tutta la loro virilità sparando a raffica sui cormorani. Suggerisco loro un armamento di tipo militare: bombe al fosforo e proiettili all’uranio.
Io spero, vivamente, con tutto il cuore, che i sardi siano dotati di buon senso e di umanità. Che sappiano distinguere le promesse dalle certezze. Che sappiano capire che non è un manifesto in più o in meno a fare la differenza, ma la coscienza della persona.
Io spero, vivamente, che un sardo legga il mio blog, legga e interpreti il disgusto per una politica ormai senza freni verso la disonestà, verso il raggiro, e si faccia portavoce verso altri sardi, per formare una catena di persone indignate verso questi politici buoni solo a promettere ma il cui unico fine è lo stipendio da ministro o da assessore regionale. Indignati verso chi non vuole lasciare la poltrona nonostante le proteste, nonostante i fatti dicono che è ora di restituire la Sardegna ai sardi.
Io voterò per Unidade Indipendentista nonostante non vi siano manifesti appesi nelle strade, perché queste elezioni sarde sono diventate lo specchio della correttezza, della responsabilità e della coscienza della politica italiana.
Ieri passeggiavo nelle vie della città, guardando i manifesti elettorali appesi: Pd, Pdl, PSd’Az, Psi e pochi altri. Mancavano quelli dei partiti sardi: Unidade Indipendentista e IRS. Non essendo appoggiati dai partiti nazionali, i soldi sono pochi, quindi niente manifesti, ma solo strette di mano. E’ possibile competere in questo modo? Ci si prova. Si spera nel buon senso dei corregionali.
Sempre ieri, su “La Nuova”, un intera pagina era dedicata alla campagna del centrodestra. La visita del ministro Zaia a supporto del candidato Cappellacci.
Queste le promesse:
- Sul suo tavolo (di Zaia, nda) è pronto un decreto per comprare 1.200 tonnellate (milleduecento) di pecorino romano prodotto dagli allevatori locali da destinare ai poveri. (Ai ricchi verrà regalato il Parmigiano, nda). Per un importo di 8 milioni e mezzo di euro.
- Lotta agli importatori di carne rumena e più protezionismo per gli allevatori locali.
- Il marchio Dop per lo zafferano sardo.
- Blocco delle esecuzioni immobiliarib e interventi a favore delle imprese con uno stanziamento di 6 milioni di euro. Una possibile esenzione Ici per le aziende agricole.
- Sblocco delle imposizioni sanitarie a causa della “blue tongue”, un morbo del bestiame che blocca le esportazioni di carni sarde. (Chissà come mai se ne è riparlato proprio un mese fa dopo tanto tempo, della Blue tongue, sui quotidiani dell’isola..., nda)
Per ultimi, i cormorani.
I cormorani sono uccelli pescatori chiamati anche marangoni. La loro dieta è esclusivamente a base di pesce e naturalmente vanno a pescarlo dove ce n’è molto. E ce n’è molto nelle itticolture costiere, facendo arrabbiare gli addetti ai lavori, che per controbattere usano il fucile. Cosa promette allora il ministro Zaia? Una deroga all’UE per “contingentarli”. In parole povere, un “abbattimento controllato”. Cosicché le coste sarde fra poco si riempiranno di baldi e impavidi cacciatori che potranno provare tutta la loro virilità sparando a raffica sui cormorani. Suggerisco loro un armamento di tipo militare: bombe al fosforo e proiettili all’uranio.
Io spero, vivamente, con tutto il cuore, che i sardi siano dotati di buon senso e di umanità. Che sappiano distinguere le promesse dalle certezze. Che sappiano capire che non è un manifesto in più o in meno a fare la differenza, ma la coscienza della persona.
Io spero, vivamente, che un sardo legga il mio blog, legga e interpreti il disgusto per una politica ormai senza freni verso la disonestà, verso il raggiro, e si faccia portavoce verso altri sardi, per formare una catena di persone indignate verso questi politici buoni solo a promettere ma il cui unico fine è lo stipendio da ministro o da assessore regionale. Indignati verso chi non vuole lasciare la poltrona nonostante le proteste, nonostante i fatti dicono che è ora di restituire la Sardegna ai sardi.
Io voterò per Unidade Indipendentista nonostante non vi siano manifesti appesi nelle strade, perché queste elezioni sarde sono diventate lo specchio della correttezza, della responsabilità e della coscienza della politica italiana.





2 commenti:
Cara Giulia, ti scrivo semplicemente per salutarti. Sono anche io disgustato da quello che sta succedendo in Sardegna. Per tentare di iniziare a cambiare qualcosa mi sono candidato con iRS, che seguo da tempo. Spero che altri sardi leggano le tue parole nel blog, si sente che sono dette con il cuore. Un caro saluto, e tanta speranza per la nostra bella terra. Martino
Il brutto è stato vedere come i partiti minori siano saliti sul carro dei probabili vincitori senza un attimo di esitazione: un gioco a chi vince, non una disputa elettorale PER la Sardegna. E con le risorse che hanno, le possibilità di scelta si sono ridotte: tutto ben calcolato. Mi spiace che non vi siate coalizzati con U.I. avendo le stesse finalità, magari in futuro potrà essere presa in considerazione. Ti auguro (e mi auguro) che i nostri corregionali capiscano e che possiate superare la barriera capitalista posta in atto in queste elezioni. Saluti cari gz.
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