Un qualche anonimo diceva che senza il cavaliere non avremmo saputo su chi accanirci, noi “sinistrati”. Niente paura! Il cavaliere è ancora il più amato dagli italiani. Qualcun altro diceva che col mio voto “dispersivo” avrei potuto mettere in pericolo la vittoria di Soru. A guardare i risultati, neanche votando due volte avrei risolto la situazione. E non mi stupisce neanche un po’.
Perché mai i sardi dovrebbero essere diversi dal resto degli italiani? E l’italiano medio è diventato fondamentalmente un disonesto, neanche nel voto, indiscutibilmente personale, ammette di stare da una parte o dall’altra, ma preferisce tenere il piede in due scarpe: non si sa mai che aria tiri.
Ascoltando i commenti degli elettori nei giorni precedenti, mi ero fatta l’idea sbagliata che riuscissero ancora a scegliere il meno peggio, che avessero imparato a non cadere nel tranello delle promesse. Invece, con la sciarpa sul volto per non farsi riconoscere e per non sentire la puzza, hanno votato per chi gli ha promesso di poter costruire la casetta in riva al mare o nell’orticello di 200 metri quadri, o di innalzare quelle già edificate di tre, quattro piani a seconda dei figli.
Hanno votato per chi gli ha promesso il rilancio di Eurallumina e del Polo Chimico.
Hanno votato per chi non ha bisogno di mostrare il proprio volto e le proprie capacità: ci pensano già lo stesso cavaliere e i suoi vassalli brunetta, carfagna, bossi, mastella.....
Col PD e la sinistra la storia è diversa. Sono tutti bravissimi a predicare bene, a proporre soluzioni, a indire cortei, manifestazioni e nuovi movimenti. Ma sono altrettanto bravi a trovare parole di cordoglio e solidarietà a chi, tra i loro, viene scoperto con le mani nel sacco.
Ci vuole riprovare la Sinistra italiana a riguadagnare la credibilità perduta? che non si risolve in un rinnovamento tra amici e familiari, nè in un ringiovanimento di direttivi con qualche Cocco di mamma.
Quante lettere aperte dovrà ricevere ancora Veltroni o il prossimo segretario Pd, in cui citano Berlinguer: “Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi”, da personaggi noti al pubblico italiano? Quante lettere scritte e non inviate potrebbe ancora ricevere da persone comuni come noi, assolutamente sconosciute ai più, ma quotidianamente in lotta con lo strapotere, la straffottenza, la perfidia di chi siede ai posti “giusti”.
“Italiani brava gente” si diceva un tempo, ma quel tempo è finito. Oggi è meglio il motto “Italiani smemorati” senza ripensamenti al Ventennio e alla Risiera di San Saba, ma solo alle foibe di Basovizza. Italiani senza memoria nè storica nè presente. La Sardegna ha uno dei più elevati tassi di disoccupazione dell’Europa non da oggi, non da Soru, non da Pili, ma lo continuerà Cappellacci. Gli italiani ormai han fatto tesoro di quanto dimostrato ed esemplificato in ogni occasione dalla nostra classe politica e dirigente: voltagabbana, menefreghisti, ipocriti, truffatori, disonesti. Si vergognano pure mentre votano il cavaliere e lo fanno nascostamente lasciando intendere altrimenti: neanche lui ci credeva in una vittoria così netta in Sardegna.
Non c’è più il senso del bene comune, della proprietà comune, della Vicinia. Oggi è più importante il soldo immediato, basta svendere la Sardegna ai russi, alla Nato, a pochi altri ricchi che qua verranno solo a divertirsi. Domani si vedrà e si arrangi chi ci sarà.
Faccio un pronostico sul prossimo governatore regionale: mastella. Ce lo meritiamo tutto.
Perché mai i sardi dovrebbero essere diversi dal resto degli italiani? E l’italiano medio è diventato fondamentalmente un disonesto, neanche nel voto, indiscutibilmente personale, ammette di stare da una parte o dall’altra, ma preferisce tenere il piede in due scarpe: non si sa mai che aria tiri.
Ascoltando i commenti degli elettori nei giorni precedenti, mi ero fatta l’idea sbagliata che riuscissero ancora a scegliere il meno peggio, che avessero imparato a non cadere nel tranello delle promesse. Invece, con la sciarpa sul volto per non farsi riconoscere e per non sentire la puzza, hanno votato per chi gli ha promesso di poter costruire la casetta in riva al mare o nell’orticello di 200 metri quadri, o di innalzare quelle già edificate di tre, quattro piani a seconda dei figli.
Hanno votato per chi gli ha promesso il rilancio di Eurallumina e del Polo Chimico.
Hanno votato per chi non ha bisogno di mostrare il proprio volto e le proprie capacità: ci pensano già lo stesso cavaliere e i suoi vassalli brunetta, carfagna, bossi, mastella.....
Col PD e la sinistra la storia è diversa. Sono tutti bravissimi a predicare bene, a proporre soluzioni, a indire cortei, manifestazioni e nuovi movimenti. Ma sono altrettanto bravi a trovare parole di cordoglio e solidarietà a chi, tra i loro, viene scoperto con le mani nel sacco.
Ci vuole riprovare la Sinistra italiana a riguadagnare la credibilità perduta? che non si risolve in un rinnovamento tra amici e familiari, nè in un ringiovanimento di direttivi con qualche Cocco di mamma.
Quante lettere aperte dovrà ricevere ancora Veltroni o il prossimo segretario Pd, in cui citano Berlinguer: “Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi”, da personaggi noti al pubblico italiano? Quante lettere scritte e non inviate potrebbe ancora ricevere da persone comuni come noi, assolutamente sconosciute ai più, ma quotidianamente in lotta con lo strapotere, la straffottenza, la perfidia di chi siede ai posti “giusti”.
“Italiani brava gente” si diceva un tempo, ma quel tempo è finito. Oggi è meglio il motto “Italiani smemorati” senza ripensamenti al Ventennio e alla Risiera di San Saba, ma solo alle foibe di Basovizza. Italiani senza memoria nè storica nè presente. La Sardegna ha uno dei più elevati tassi di disoccupazione dell’Europa non da oggi, non da Soru, non da Pili, ma lo continuerà Cappellacci. Gli italiani ormai han fatto tesoro di quanto dimostrato ed esemplificato in ogni occasione dalla nostra classe politica e dirigente: voltagabbana, menefreghisti, ipocriti, truffatori, disonesti. Si vergognano pure mentre votano il cavaliere e lo fanno nascostamente lasciando intendere altrimenti: neanche lui ci credeva in una vittoria così netta in Sardegna.
Non c’è più il senso del bene comune, della proprietà comune, della Vicinia. Oggi è più importante il soldo immediato, basta svendere la Sardegna ai russi, alla Nato, a pochi altri ricchi che qua verranno solo a divertirsi. Domani si vedrà e si arrangi chi ci sarà.
Faccio un pronostico sul prossimo governatore regionale: mastella. Ce lo meritiamo tutto.





2 commenti:
Condivido tutto. Anch’ io ho appoggiato e appoggio U.I., dopo anni di non voto, e sono un indipendentista indipendente; in un'altro post parlavi della neccessità di stare in trincea, ma da essa, però, bisogna uscire per esistere e per non rischiare di resistere in eterno.
Viste le tue ottime proprietà dialettiche e di analisi politica perchè non ti impegni in prima persona, dando una mano al movimento?. Se già lo fai, come non detto.
Un piccolo appoggio credo, spero, d’averlo dato col blog, fino a influenza inoltrata (che non ha bloccato il voto, nell’ora d’aria concessa dal pio brunetta). Per il futuro spero per Unidade Indipendentista una crescita feconda e costruttutiva, che riesca a recuperare altre persone che da anni non votavano più perché non trovavano l’alternativa al bianco o nero, e se vorranno un mio aiuto, per quel che sono capace di fare, sono qua. ciao gz.
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