martedì, gennaio 13, 2009

Un'Isola a vocazione militare

La costa dell'Argentiera. Capellacci la vorrebbe ricoperta di cemento
per dare "lavoro" ai sardi e aumentare i capitali stranieri (e i suoi).


Fosforo bianco, torio, uranio e amianto. Questi i materiali impiegati dalle forze armate italiane e Nato nella base di Teulada e nel Poligono Interforze di Quirra.

Questo l’elenco delle installazioni militari in Sardegna: Salto di Quirra - Arzana, Villagrande, Villaputzu, Armungia, Ballao, Jerzu, Lotzorai, Perdasdefogu, Capo San Lorenzo, Tertenia, Ulassai - Capo Teulada (Cagliari) - Decimomannu (Cagliari) - Capo Frasca (Oristano) - La Maddalena, S. Stefano - Cagliari, Sella del Diavolo, S. Elia, Monte Urpinu, Elmas - S’Ena Ruggia, Macomer - Bunnari (Sassari) - Sicaderba, Arzana - Piantabella (Nuoro), Pala Cresia, Isili - Caprera - Serrenti - Villasor - Siliqua - Macomer - Sassari - Torre Poglina (Gladio).

Nel 2008 nell’attuazione delle politiche del precedente governo Prodi e contro il parere del governatore della Sardegna, Soru, il governo Berlusconi ha decretato l’ampliamento delle basi militari in Sardegna.

A Cagliari il 10 gennaio 2009 all’apertura della campagna elettorale di Ugo Cappellacci, Berlusconi ha voluto sottolineare come la Sardegna sia un’isola a vocazione turistica, e dunque “occorre puntare sull’ambiente per creare sviluppo e occupazione”. Per il cavaliere, la priorità è: "abolire subito tutte le leggi volute da Soru che hanno fermato lo sviluppo della Sardegna".

Ovvero: più cemento al nord, al centro e al sud più fosforo e uranio.

Quand’è che i sardi si riapproprieranno della loro terra?

1 commenti:

franz ha detto...

la fame e l'ignoranza a volte giocano brutti scherzi....a lu cumprende!!!!!