martedì, gennaio 20, 2009

Meglio riderci sopra

Il faro di Capo Caccia.

A volte le discriminazioni possono anche far ridere. Come quel pomeriggio d’estate, mentre passeggiavo nei vicoli del centro storico mano nella mano col beneamato, passò un nero, un bel ragazzo alto e ben piantato, vestito distintamente anche se sportivo, e un ubriacone affacciato alla finestra di casa, vedendolo, gli gridò “gurgugnao”, che equivale all’italiano “brutto ceffo”. A me scappò da ridere a quella scenetta. Il ragazzo guardò su imprecando e il vecchio di risposta sputò dalla finestra, biascicò alcune parole in sassarese e poi rise di gusto. Il giovane nero alzò le spalle e se ne andò. Aveva capito che quello era un vecchio stolto, ubriaco per di più. Meglio ignorarlo e riderci sopra. Il razzismo è fatto di altre cose.
Oggi a scuola è venuta a trovarci una signora della Sassari bene. Una signora carina, sempre gentile, ben conosciuta in istituto. Non so il motivo esatto della visita, ma, forse per prendere i classici due piccioni con una fava, aveva con sè alcuni volantini elettorali di sostegno a Renato Soru. Io stavo parlando con una delle impiegate quando questa signora si avvicina coi volantini. Pare ce li voglia dare. Ma ecco il colpo di scena. All’impiegata dice: “A lei non serve darglielo, è una persona tanto intelligente”. E ne allunga uno a me. Un attimo di smarrimento da parte mia. Faccio mente locale sull’accaduto. Poi rido. Più tardi, col volantino ho fatto una barchetta e sulle fiancate ho scritto Titanic.

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