venerdì, gennaio 23, 2009

L'alternativa è possibile

Per chi, come me, è stanco di tante promesse mai mantenute, per chi è stanco di vedere le solite facce, prima Dc, poi Psi, poi Pdl, ora Pd domani chissà forse nuovamente Pdl o Riformatori, banderuole a cui importa solo avere una poltrona e un grasso stipendio da politico; per chi è stufo, come me, di questi assessori regionali e provinciali all’istruzione, che sanno solo parlare bene ma non sono mai stati dalla parte giusta: quella degli studenti e dei lavoratori. Per chi vuole un’alternativa al potere vecchio e stantio, per chi crede poco al federalismo del cavaliere, per chi cerca d’avere una visuale più ampia, che vada al di là dell’interesse individuale ma comprenda tutta la Sardegna e i suoi cittadini, l’alternativa è possibile. Riporto il discorso di Gianfranco Sollai a Cagliari, tratto dal sito di a Manca pro s’Indipendentzia.

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L’INCOERENZA SARDISTA E LA CORSA ALLA POLTRONA A TUTTI I COSTI

Stupisce assai sentire le dichiarazioni del segretario nazionale del partito sardo d’azione, Efisio Trincas, che, dopo esser stato a colloquio per oltre un’ora col candidato presidente Ugo Capellacci, al fine di trattare l’adesione del proprio partito a sostegno del centrodestra, si presenta davanti alle telecamere e ai taccuini dei giornalisti dichiarando che il Psd’az persegue l’indipendenza della Sardigna.
Appare molto particolare la strategia perseguita dall’attuale dirigenza del partito sardo per raggiungere l’indipendenza dell’isola: allearsi col centrodestra italiano; sostenere il candidato del partito del capo del governo italiano; appoggiare lo schieramento politico che qualche anno fa intendeva smaltire le scorie nucleari proprio in Sardigna. Ma d’altronde la fame di poltrone della dirigenza sardista aveva già avuto un suo triste epilogo con la candidatura alle elezioni italiane dell’attuale presidente del partito, Giacomo Sanna, nelle liste della Lega Nord, noto partito che si batte per il riscatto nazionale e sociale del popolo sardo.
Ho accettato la candidatura a presidente dell’alleanza UNIDADE INDIPENDENTISTA perché credo che sia necessario lavorare in Sardigna per scavare un solco profondo che divida, agli occhi dei sardi, coloro che mediano gli interessi dello stato italiano in COLONIA, quella che nelle colonie viene definita CLASSE POLITICA COMPRADORA, da coloro che invece lavorano, militano e si impegnano quotidianamente per radicare nel nostro Popolo la COSCIENZA NAZIONALE e la consapevolezza dei NOSTRI DIRITTI NATURALI DI POPOLO E DI NAZIONE.
Ho il timore che persistendo a seguire questa strategia il Psd’az si collocherà proprio all’interno del solco, ovvero in quello spazio vuoto, linea di confine tra i due fronti della barricata, dove sono destinati ad essere sepolte tutte le ambiguità che per decenni hanno di fatto solo gettato fumo negli occhi dei sardi: dall’autonomia al federalismo, dai fantomatici “piani di rinascita” alle politiche di investimento industriale che ci hanno lasciato solo capannoni vuoti e cassintegrati.
Lo stesso paradosso è riscontrabile nelle parole di Renato Soru che, dal palco della fiera di Cagliari, ha accusato gli avversari di essere al servizio dei COLONIALISTI! Da tale affermazione si potrebbe pensare che l’attuale governatore sia, anch’egli, convinto di quella che è una realtà sotto gli occhi di tutti: LA SARDIGNA È UNA COLONIA DELLO STATO ITALIANO. Mi viene il dubbio allora del perché Soru sia il candidato presidente di un partito e di una coalizione che è composta esclusivamente da PARTITI ITALIANI. La risposta non può che essere una: anche Soru, a cui tanto piace mostrarsi come paladino di valori nazionalitari e identitari, sta da una parte precisa della barricata, quella di chi tutela gli interessi dello stato italiano e nega la possibilità per il proprio popolo di potersi AUTODETERMINARE e AUTOGOVERNARE, ovvero di poter decidere in modo autonomo l’utilizzo delle risorse presenti nel proprio territorio nell’esclusivo interesse dei sardi!
Con il voto del 15 e 16 febbraio i sardi hanno una grande occasione: mandare un segnale di dignità e di volontà di riscatto allo stato italiano, dare uno scossone all’apparato clanista della classe politica COMPRADORA sarda e seppellire definitivamente le posizioni di ambiguità che tanti danni hanno fatto alla nostra Nazione.

EST ORA DE UNIDADE INDIPENDENTISTA

Gianfranco Sollai
Bustianu Cumpostu
Erricu Madau


Casteddu, 09/01/09

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