venerdì, gennaio 30, 2009

La questione morale

La Sardegna va verso le elezioni regionali e Soru, non dimentico di quanto successo a Veltroni, per “moralizzare” il suo futuro governatorato, pensa bene di mandare a casa alcuni baroni. Ottimo. Ben fatto. Purtroppo però sto assistendo a un fatto. Le liste alternative, non appoggiate dai partiti nazionali, sono pressoché sconosciute nell’isola, pur essendo fatte di sardi che da sempre si sono battuti per la Sardegna. La maggioranza, e specialmente gli anziani, credono ci siano solo due possibili scelte: Soru o Cappellacci. Di questo fatto ne sono ben consapevoli i soliti affaristi, i magna-magna delle amministrazioni locali, che, fatti i conti, si sono aggregati al più probabile vincitore. Così abbiamo personaggi a cui mai darei la mano che se ne vanno in giro con la patacca “PD Soru” in bella vista sul risvolto della giacca. E questi certamente non sono “ignoranti” in materia di economia e commercio.
Come ho già detto in altri post, la cosa più negativa per me, perché vissuta, sono i soldi che vengono “regalati” alle amministrazioni scolastiche dalla Regione contro la dispersione scolastica. Soldi gestiti da persone legate al PD, legate a Soru. Qui riporto un link su come dovrebbero essere gestiti e spesi i soldi.
Ci sono state diverse proteste, ufficiali e non, sulla gestione quantomeno “discutibile” dei fondi, sempre però ai “limiti” della legalità. Ecco dove sta il punto. E’ tutto perfettamente legale, anche se nei limiti. Allora sorge la “questione morale”. E’ giusto, solidale, equo, morale, dare a chi ha già tanto e non coinvolgere chi è disoccupato o ha troppo poco? (penso ai tanti precari con contratti capestro). La Cgil, forse stanca delle proteste, forse sulla scia moralizzatrice d’una certa sinistra ancora integra nei valori, forse preoccupata per un possibile abbandono degli iscritti, propone allora una assemblea sul tema. Sulla “questione morale”. Ottimo. Ben fatto. Era ora che la Cgil si muovesse in tal senso.
Proviamo a sentire allora che ne pensano i tanti “stufi” della scuola, disturbandoli mentre stanno “sudando” al loro posto di lavoro, sulla possibile partecipazione.
«Che senso ha? io sono a posto con la coscienza».
«E’ inutile, tanto non cambierà mai niente»
«I sindacati sanno come stanno le cose e non fanno niente».
«Quel giorno ho d’andare a ritirare un vestito dalla sarta».
«Scusami, ma sto preparando delle collanine, non ho tempo per queste sciocchezze».
Una parentesi. Queste stesse persone, sicure che non cambierà mai niente, in questi giorni stanno incassando assegni grandi e piccoli con la causale “maggior carico di lavoro”. Quale sia questo gravoso carico è PRIVACY. Una sola ha rifiutato, con la motivazione che non le risultava aver fatto il lavoro in causale al pagamento.
Qual è la morale? Incassare soldi facili, praticamente regalati, fa comodo alla maggior parte, altro che “questione morale”: meglio prendere le distanze e lasciare tutto come sta e giace (in saccoccia).

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