giovedì, gennaio 22, 2009

Cambiare si può

Per non rimanere cristallizzati, ogni tanto è bene cambiare idea, provare nuove strade, magari dando il proprio voto a un diverso partito.
A malincuore, lo ammetto. Perché la lista di Soru è sostenuta dalla sinistra che conosco (Pd, Prc, Pdci..). Non di cui mi fido, ma che conosco.
Perché Cappellacci, per cui non voterei mai, è sostenuto da partiti che purtroppo conosco (Pdl, Riformatori Sardi, Udc..).
Nell’incertezza, ma ancora c’è tempo per decidere, di due liste:

UNIDADE INDIPENDENTISTA con capolista Gianfranco Sollai

IRS con capolista Gavino Sale

La mia incertezza deriva dal fatto li conosco poco, e le notizie di questo periodo sono troppo di parte, tutte mirate al posto di governatore e sottoposti per i loro feudatari.
Ma sono liste di uomini e donne per la Sardegna, per la sua indipendenza, per una vera autonomia.
Incerta fra le due, ma sicura che di un cambiamento c’è bisogno, urgente e assoluto.
Saranno all’altezza della situazione?
Sapranno porre rimedio ai danni perpetrati in questi anni alla scuola sarda? all’ambiente sardo? all’occupazione dei sardi?
L’ineffabile signora Mongiu, assessore regionale all’istruzione non mi dà alcun affidamento. Meno ancora la signora Paoni, assessore provinciale dello stesso settore. Hanno molte belle parole, sanno parlare, hanno buona cultura certamente, più d’una bidella. Ma i fatti non sono mai cambiati. Sono rimasti cristallizzati, ingessati. La trasparenza prima di tutto, mie care e gentili signore. La trasparenza su tutto: sui conti e sulle azioni. L’informazione dev’essere di tutti, non solo d’una casta minoritaria. Voi siete state elette anche coi voti dei bidelli, che reclamano il diritto all’informazione e alla buona amministrazione. Dei bidelli onesti intendo, non quelli che incassano soldi per attività aggiuntive mai fatte, d’accordo con segretari e presidi. Dei bidelli onesti che, contrari a questa “pioggia” di soldi sono oggetto di mobbing da parte dell’intera scuola, che certo non vuol perdere la manna dal cielo.
Sapranno quelli dell’Unidade Indipendentista o dell’Irs, una volta seduti nelle poltrone regionali, dare un giro di vite a tutto ciò?
Me lo chiedo seriamente.

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