

Tra Mores e Ittireddu, in una tanca attorniata dai pascoli di un allevamento, si erge maestoso il dolmen di S’Accoveccada. A guardarlo, oltre alle considerazioni
archeologico-storiche che si possono fare, vien da pensare che dovevano essere certamente dei forzuti, a quei tempi: le pietre che lo compongono dovrebbero pesare diverse tonnellate l’una. Questo dolmen, una tomba per sepolture collettive del IV-III millennio a.C., è uno dei più belli della Sardegna, destinato però a sgretolarsi pian piano ma inesorabilmente, a causa del muschio che lo ricopre. A circa centro metri, adagiato nell’erba, quel che resta di un menhir. Probabilmente in origine stava a fianco del dolmen, o, chissà, poteva esserci una fila di menhir come nell’area sacra di
Pranu Muttedu. Questo, a differenza dei menhir di Goni, ha una lavorazione a cornice.
L'aggressione del muschio e dei licheni stanno sgretolando il dolmen.
Il menhir, con la scalpellinatura a cornice.
0 commenti:
Posta un commento